La Cavour salpa da Gedda
Viceministro Pistelli: la cooperazione militare non è un male
 
Da bord della nave Cavour, 22 nov - (Agenzia Nova) - La portaerei Cavour ha salpato le ancore stamattina alle 8 (ora locale) da Gedda (Arabia Saudita) con destinazione il Golfo Persico, dove rimarrà, toccando tutti gli Emirati, fino al 2 gennaio. La Cavour, durante la navigazione verso il Corno d’Africa, si ricongiungerà alle navi Etna e Borsini ancorate a Gibuti e, così ricomposto, insieme alla Bergamini, il gruppo navale al completo, al comando dell’ammiraglio Paolo Treu, arriverà nel Golfo dopo otto giorni di navigazione. Nel Golfo saranno di scena molte realtà del Made in Italy, tra cui Federlegno, Pirelli, Piaggio Aero, Avs System, l’Expo 2015, che nelle 13 tappe in Africa sarà tra i maggiori protagonisti della missione.
 
"La portaerei Cavour – ha detto il vice ministro degli Esteri con delega alla cooperazione e all'Africa subsahariana, Lapo Pistelli, nell'ambito di un'ampia intervista che uscirà nel numero di dicembre di “Nigrizia” - cercherà di utilizzare questi mesi di rinnovata attenzione all'Italia, grazie anche a Expo 2015, per fare un'operazione di promozione in tutte le direzioni. Personalmente mi ha fatto piacere che il sottosegretario Martina, che ha la delega su Expo, abbia chiesto a noi di essere gli architetti della presenza africana della Cavour nelle tappe di Maputo e di Lagos. Occasione per raccontare cos'è Expo a due realtà africane”.
 
Un passo dell’intervista è anche dedicata alle critiche alla missione. “C'è chi teme – osserva Pistelli - che la cooperazione, in questo caso, sia come una foglia di fico. Che serva a calmierare le critiche di chi potrebbe percepirci solo come avidi sfruttatori o mercanti d'armi. Attutisce i sensi di colpa, ma intanto i soliti noti continuano a fare i soliti affari sulla pelle dell'Africa. Io non la vedo così e aggiungo: non vedo in sé un male se l'Italia fa cooperazione anche militare con quei paesi. Girando nel Corno d'Africa, quando vedo che noi siamo un terzo degli addestratori del programma Onu di training nella nuova Somalia, per passare dalle milizie vicine ai clan a una polizia somala. Quando vedo che in Libia facciamo la stessa operazione per passare dalle milizie di città a un esercito libico. Quando vedo tutto questo, non penso che noi stiamo negando l'agenda delle Ong o della cooperazione. Quando invitiamo ufficiali delle forze armate di molti paesi africani a fare formazione nelle accademie italiane, attraverso borse di studio, noi stiamo dando un'idea di sicurezza e di rapporto fra forze armate e società civile che può soltanto fare del bene a loro. La collaborazione italiana sia nei rapporti bilaterali sia nel quadro dell'Ue con l'Unione africana serve a far crescere il senso della loro ownership, della loro autonomia nella gestione delle crisi". (Giuliano Ferrigno)
 
 

Il viceministro degli Esteri, Lapo Pistelli

 

 

LE TAPPE PRECEDENTI

22.11.2013 - Intervista all'ambasciatore Boffo

19.11.2013 - La Cavour a Gedda 

18.11.2013 - L'ospedale navigante 

16.11.2013 - Le donne della Cavour

13.11.2013 - Partita la missione Cavour

05.11.2013 - Sistema paese via nave