Kenya

Frattini, prestito da 33 milioni di euro al Kenya
 
Nairobi, 15 gen - (Agenzia Nova) - Nella quarta tappa del suo tour dell'Africa, a Nairobi, in Kenya, il ministro degli Esteri, Franco Frattini, al termine del suo incontro con il premier, Raila Odinga, il presidente, Mwai Kibaki, e il suo omologo keniano, Moses Wetangula, ha annunciato la concessione di un prestito agevolato di 3,5 miliardi di scellini (33 milioni di euro) al paese africano per la realizzazione di opere idrauliche per circa 150 mila abitanti. La Cooperazione italiana ha già avviato due studi di fattibilità con il governo di Nairobi e le autorità locali e, secondo quanto riferito da Frattini, "il processo di approvazione dovrebbe essere finalizzato entro il mese prossimo".
 
La visita di Frattini in Kenya, accompagnato dal direttore generale della Cooperazione allo sviluppo (Dgcs), il ministro Elisabetta Belloni, avviene in concomitanza con la realizzazione di diversi progetti nei settori della sanità, delle risorse idriche e dello sviluppo urbano. Sul piano bilaterale, sono in corso d’opera il programma di sviluppo socio-sanitario per la comunità di Ngomeni (nella regione di Malindi), del valore di circa 3 milioni di euro, ed un programma di circa 500 mila euro di attività rurali nell’area di Sigor (regione di West Pokot). In ambito multilaterale, va ricordata invece l’iniziativa in via di completamento, del valore di circa 900 mila euro, volta al miglioramento delle condizioni di vita dei bambini di strada, affidata all'Unicef ed eseguita da una Ong italiana.
 
Nell'ambito della cooperazione tra Roma e Nairobi figura anche un progetto nel settore aerospaziale. Frattini ha raggiunto un'intesa con le controparti keniane per prolungare l’accordo attualmente in vigore sulla concessione e l’uso della Base di lancio e controllo di satelliti "San Marco/Malindi", gestita dall’Agenzia Spaziale, e per l’avvio dei negoziati in vista di un nuovo accordo.
 

Il ministro degli Esteri, Franco Frattini, e il primo ministro del Kenya, Raila Odinga

 

Panorama economico e politico
 

Roma, 15 gen - (Agenzia Nova) - Dopo l'indipendenza raggiunta nel 1963, il Kenya è stato guidato per 15 anni dal leader indipendentista Jomo Kenyatta che ha promosso una politica moderata e filo-occidentale, realizzando importanti riforme economiche e politiche per la modernizzazione e l'industrializzazione del paese. Nel 1978, alla morte di Kenyatta, è stato eletto presidente Daniel Arap Moti, il quale ha proseguito la politica del suo predecessore. Nel 1998, è iniziato un nuovo processo di riforma costituzionale e nel settembre dello stesso anno è stato istituito il "Movimento per il cambiamento", con l'obiettivo di realizzare la riforma della Costituzione ed estromettere allo stesso tempo il partito di Moi, "Kanu", dal potere. Alle elezioni presidenziali del 2002 Moi non si è presentato come candidato, segnando di fatto il crollo del proprio regime dopo 24 anni di dominio. Moi è stato sostituito da Mwai Kibaki, capo della "Coalizione arcobaleno", tuttora presidente dello stato africano, grazie all'accordo raggiunto tra i due maggiori partiti dopo gli scontri post-elettorali del 2008.

 

Il Kenya rappresenta il cuore manifatturiero, commerciale e finanziario della regione dell’Africa orientale. Oggi, il Kenya ha una crescita che oscilla tra il 5 e il 6 per cento annuo. Diversa è però la distribuzione del reddito. Al benessere di pochi (2 per cento) si contrappone, infatti, la miseria di molti (circa il 50 per cento della popolazione vive sotto il livello di povertà). Attualmente l'economia si basa sulle esportazioni, soprattutto agricole, e sul turismo. Buona è la crescita dell'economia, che si concentra nella capitale Nairobi, ma che si sta sviluppando in altre città.

  Una giraffa alla periferia di Nairobi
 
Sviluppo economico del paese negli ultimi anni
 
Roma, 15 gen - (Agenzia Nova) - Nel 2008 il Kenya ha registrato una sensibile riduzione del tasso di crescita reale del Pil, pari al 2 per cento, rispetto al 7 per cento dell'anno precedente. Attualmente il paese costituisce, dopo il Sudan, la maggiore economia dell'Africa orientale e la realtà economica più sviluppata dei paesi membri della Comunità dell'Africa orientale. 
 
Nel 2008 il grado di apertura internazionale del paese è stato pari al 67,3 per cento del Pil, un valore dato per il 40,1 per cento dalle importazioni e per il 27,2 dalle esportazioni. I mercati africani rappresentano i principali mercati di sbocco del paese, mentre i mercati europei assorbono la maggior parte delle materie prime. Nel 2008 l’Uganda si è confermato al primo posto tra i clienti del Kenya, seguito dal Regno Unito, superato però nel primo trimestre 2009 ida Paesi Bassi. Emirati Arabi, Cina, Arabia Saudita, India, Sudafrica e Giappone, nell’ordine, le principali provenienze geografiche delle importazioni del Kenya nel 2008. Cruciale per il paese l’attività portuale di Mombasa, importante snodo commerciale.
  Main Road, la strada principale di Mombasa
 
I rapporti di cooperazione con l'Italia
 

Roma, 15 gen - (Agenzia Nova) -  Negli ultimi 25 anni l’impegno finanziario del nostro paese a favore del Kenya è stato di circa 160 milioni di euro sotto forma di donazioni e circa 50 milioni mediante "credito d'aiuto". Le attività della Cooperazione italiana in Kenya privilegiano il settore sanitario e la lotta alla povertà urbana e rurale, quest’ultima nell’ambito del Kiddp (Kenya-Italy Debt for Development Programme), che prevede 44 milioni di euro in 10 anni per il finanziamento di attività in sei distretti (Kilifi, Nairobi, Nyandarua, Suba, Tharaka e West Pokot).

Oltre ai programmi di sviluppo socio-sanitario nella comunità di Ngomeni, nella regione di Malindi, in ambito multilaterale si sta concludendo in Kenya l'iniziativa dell'Unicef per migliorare le condizioni di vita dei bambini di strada, progetto gestito da una Ong italiana. La Cooperazione italiana è attiva poi nel rispondere alle emergenze del paese, mettendo in atto interventi quali il sostegno al campo profughi somalo nel nord est del Paese (Dabaab) per 1,65 milioni di euro affidati a tre Ong italiane (Avsi, Cosvi, Cespi), ed un progetto del valore di 1,97 milioni di euro volto a fornire assistenza alle fasce vulnerabili colpite della crisi umanitaria causata dai disordini post-elettorali. Sul piano multilaterale, si sono sostenuti i programmi Unhcr di assistenza e protezione dei rifugiati somali presenti nei campi di Dadaab e Kakuma, con un contributo complessivo di un milione di euro. Rilevante anche il contributo di 600 mila euro erogato nel novembre del 2009 al Pam, il Programma alimentare dell'Onu, volto a fornire assistenza alimentare a gruppi vulnerabili di donne e bambini, nonché alle aree colpite dalla recente siccità.

  Lavoratori dell'Unhcr raccolgono aiuti per la popolazione del Kenya