L'ospedale navigante
La Cavour getta le ancore a Gedda
 
Gedda, 18 nov - (Agenzia Nova) - Due sale operatorie, una sala terapia intensiva, una sala ustionati, tre sale per degenza, due ambulatori, una sala radiologica-Tac, un laboratorio odontoiatrico e una farmacia, per un totale di 32 posti letto. Questo è l’ospedale all’interno della portaerei italiana Cavour. Venti angeli custodi, medici, infermieri, che quotidianamente con il prezioso ausilio delle crocerossine volontarie si impegnano a salvaguardare la salute dei 742 marinai a bordo. La nave è arrivata in queste ore a Gedda in Arabia Saudita, la prima tappa del lungo viaggio in Medio Oriente e in Africa durante il quale il gruppo navale dimostrerà, in varie occasioni, tutta la sua flessibilità d’impiego.
 
“Oggi siamo sicuri - ha ribadito in più occasioni l'ammiraglio Luigi Binelli Mantelli - che un approccio flessibile sia essenziale: cerchiamo di adattarci ai cambiamenti in atto con strumenti come la Cavour, che garantiscono allo stesso tempo un’alta tecnologia militare e la migliore assistenza alla popolazione civile”. A bordo della portaerei sono attivi i volontari di Operation Smile e della fondazione Francesca Rava. “I chirurghi volontari - racconta il medico del gruppo navale, il capitano di vascello Michele Gregucci - opereranno nelle due sale operatorie i bambini con malformazioni facciali e avranno il nostro sostegno. E’ un’operazione nata ad Haiti- spiega il dottore- e nella sede di Taranto abbiamo fatto tre weekend prima della partenza”. Operation Smile ha già programmato oltre 200 interventi chirurgici, da eseguire nelle sale operatorie della Cavour, in sette paesi africani, tra cui Kenya, Madagascar, Mozambico, Sud Africa, Congo, Marocco, Algeria, mentre la Fondazione Francesca Rava visiterà 2.000 bambini, donando occhiali, lenti e montature.
 
Nei corridoi dell’ospedale, oltre ad una psicologa, c’è anche una veterinaria. “E’ una figura che c’è da poco, solo da due anni - risponde il sottotenente di vascello, Mariateresa Di Lorenzo - controlliamo la filiera alimentare, i prodotti di origine animale, quindi la provenienza e i certificati, che devono essere ovviamente a norma”. Non solo attività a bordo, spiega la dottoressa: “Ci occupiamo anche di disinfestazione e derattizzazione. Poi, fuori dalla nave, a seconda della zona, verifichiamo la situazione e valutiamo eventuali bonifiche”. (Giuliano Ferrigno
 

 

 

 

LE TAPPE PRECEDENTI

16.11.2013 - Le donne della Cavour

13.11.2013 - Partita la missione Cavour

05.11.2013 - Sistema paese via nave