Le donne della Cavour
Preparazione ed efficienza “in rosa”
 

Da bordo della nave Cavour, 16 nov - (Agenzia Nova) - Una vera e propria “città galleggiante”, in cui tutti hanno un ruolo, un compito, che eseguono con puntualità, efficienza e precisione: è questo la portaerei Cavour, in navigazione da tre giorni, che oggi ha attraversato il canale di Suez e che lunedì arriverà a Gedda, in Arabia Saudita, prima tappa di un lunghissimo viaggio intorno all’Africa che durerà cinque mesi e toccherà 18 paesi. La nave ha lasciato il porto di Civitavecchia nel pomeriggio di mercoledì 13 alla guida di un piccolo gruppo navale, con un migliaio di persone a bordo, al comando dell’ammiraglio di divisione Paolo Treu. Nel suo lungo viaggio nel Golfo Persico e in Africa svolgerà molteplici ruoli: assistenza umanitaria nei confronti delle popolazioni rivierasche; promozione delle eccellenze imprenditoriali italiane; sicurezza marittima attraverso operazioni di antipirateria.

 

A bordo, oltre le infermiere volontarie della Croce Rossa anche i rappresentanti di due importanti enti umanitari: Operation Smile e Fondazione Francesca Rava. All’interno della Cavour, gioiello della Marina costruita da Fincantieri, vivono e lavorano circa 742 marinai: ufficiali, sottufficiali e volontari in ferma prefissata. Tra loro 48 donne, ragazze, madri, mogli: un nucleo forte, preparato e cordiale. Con orgoglio indossando la divisa, ricoprendo numerosi ruoli. Cinzia, 31 anni di Oristano, una ragazza solare, nel 2002 è entrata all’Accademia di Livorno ed ora è un’ufficiale di bordo. “Una sfida – racconta - avvicinarsi alle nuove culture, vedere paesi lontani”. Poi racconta la passione per il suo lavoro e i sette mesi nell’Oceano Indiano durante i quali ha ricoperto il ruolo di capo reparto radar. “Il sorriso di Awo, una bambina somala - spiega- mi ha convinto a tornare in mare ed ora voglio rivedere quel sorriso, magari in Kenya o in Mozambico”. Cinzia, in questa missione nella “città galleggiante” è addetta all’Ufficio pubblica informazione.

 

Caterina invece è un’informatica di bordo di Pomarico. E’ una mamma, ha due bambini, Davide e Samuele di quattro e sette anni. Da tre anni è imbarcata sulla Cavour, ma questa missione è la più lunga. Caterina è una madre prima di tutto, poi un’ufficiale, ma a bordo il lavoro è al primo posto e questo lo dimostra ogni giorno. Quarantotto donne, tutte con una storia da raccontare. Nei corridoi dell’ambulatorio tra le volontarie della Croce Rossa, presta servizio una psicologa, da cinque anni in Marina, una ragazza dal viso gentile, rassicurante, con un sorriso molto dolce, come del resto tutte le donne a bordo della Cavour. Si chiama Maila, ha 37 anni, è originaria di Prato. “Mi sono imbarcata – racconta - con uno scatolone di giocattoli perchè voglio donarli ai bambini che incontreremo”. Insomma, un pezzo d’Italia al femminile in mari lontani: anche questo è la Cavour. (Giuliano Ferrigno)

 

 

 

 

LE TAPPE PRECEDENTI

13.11.2013 - Partita la missione Cavour

05.11.2013 - Sistema paese via nave