Etiopia

 
Frattini inaugura la diga Gilbel Gibe II
 
Addis Abeba, 14 gen - (Agenzia Nova) - Una visita all’insegna della cooperazione allo sviluppo è stata quella del ministro degli Esteri, Franco Frattini, in Etiopia, nel terzo giorno della sua missione in Africa. Nel corso della visita, Frattini ha inaugurato la diga Gilbel Gibe II nel sud dell’Etiopia, un progetto idroelettrico capace di produrre 420 megawatt di elettricità e realizzato dalla compagnia italiana Salini Costruttori. Alla cerimonia hanno partecipato le massime autorità del paese africano, alla presenza del premier Meles Zenawi.
 
"L'Italia - ha detto Frattini - ha contribuito a realizzare un'opera che dà accesso all'elettricità a milioni di cittadini dell'Etiopia. E' un fatto che cambierà la loro vita. Basti pensare che chi l'elettricità può estrarre l'acqua con una pompa elettrica ed evitare di bere l'acqua inquinata di superficie". La diga è stata realizzata grazie ad un credito d'aiuto italiano di 220 milioni di euro (pari al 59 per cento del costo del progetto), cui si sono aggiunti un fondo stanziato dalla Banca europea degli Investimenti di 50 milioni di euro per le forniture elettromeccaniche (13 per cento) e il contributo etiopico pari a circa 103 milioni di euro (28 per cento). L'impianto è interamente concepito come un completamento del progetto Gilgel Gibe I e il suo valore strategico è dato dal fatto che ne utilizza la stessa acqua senza la necessità di creare un nuovo bacino, incanalandola in un tunnel lungo 26 chilometri che sbocca nella valle del fiume Omo.
 
Ad Addis Abeba, poi, il ministro ha firmato altri due accordi di cooperazione con il suo omologo etiopico, Seyum Mesfin, per l'esecuzione di altrettanti progetti,  "Filiere agricole in Oromia (stato etiopico, ndr)" e "Rural wash in Oromia", approvati il 15 dicembre scorso per un importo di 3,5 milioni di euro. L'Etiopia è uno dei partner prioritari della cooperazione italiana: nel 2008-2009 l'Italia è stato il primo fornitore di Addis Abeba in Europa e il valore degli scambi bilaterali è stato di 122,5 milioni di euro. Gli italiani residenti in Etiopia sono circa 1600 e quasi 8 mila gli etiopici che vivono nel nostro paese.
 

Gingel Gibe II: lo scavo del tunnel

 

Panorama economico e politico
 

Roma, 14 gen - (Agenzia Nova) - La Repubblica federale democratica dell'Etopia è nata nel 1995 dopo l'approvazione della Costituzione nel dicembre del 1994. Le elezioni per il primo parlamento nazionale e per le assemblee regionali si sono tenute a maggio e giugno del 1995 con la vittoria del partito Eprdf (Fronte democratico rivoluzionario).  Il governo guidato dall'Eprdf del pimo ministro, Meles Zenawi, ha promosso una politica di federalismo etnico, devolvendo poteri significativi alle autorità regionali, basate sulla composizione etnica. L'Etiopia oggi ha 9 regioni amministrative semi-autonome che hanno il potere di raccogliere tasse e spenderle in maniera autonoma. Il governo di Zenawi è stato rieletto nel 2000 e successivamente nel 2006. Nelle ultime elezioni, tuttavia, ci sono stati forte proteste da parte dei cittadini di Addis Abeba, dove il governo in carica è stato sconfitto. La politica estera è dominata dalla tensione con la vicina Eritrea: il conflitto sul confine tra i due paesi, terminato nel 2000 col trattato d'Algeri, non è stato superato da rapporti pacifici stabilitisi tra i due paesi e permangono disaccordi sulla demarcazione del confine.

 

Dal punto di vista economico, l'Etiopia è uno dei paesi più poveri al mondo. L'agricoltura è praticata con metodi tradizionali, sugli altopiani si coltivano il caffè per l'esportazione, ortaggi, legumi e frumento; nelle zone più umide invece si coltivano cotone e tabacco. L'allevamento L'allevamento del bestiame è abbastanza sviluppato, ma le risorse forestali sono scarse, e nel sottosuolo si trovano giacimenti di platino e oro. L'industria è limitata alla produzione tessile e alimentare.

  Il premier etiope, Meles Zenawi
 
Sviluppo economico del paese negli ultimi anni
 
Roma, 14 gen - (Agenzia Nova) - Dopo quattro anni consecutivi di crescita, l'Etiopia sta risentendo della crisi economica globale. Secondo i dati del Fondo monetario internazionale, la crescita del paese africano nell'anno fiscale 2008-2009 è stata del 6,8 per cento, in diminuzione rispetto all'esercizio precedente (11.6 per cento). Le stime per il 2010 parlano di un incremento del 7 per cento del Pil.
 
L'economia rimane caratterizzata da un'apertura al commercio internazionale relativamente modesta. I primi fornitori dell'Etiopia sono i paesi asiatici, con la Cina al primo posto per i beni strumentali e di consumo e l'Arabia Saudita per il petrolio e i derivati, seguite da India ed Emirati arabi. L'Italia, che è il quinto fornitore mondiale dell'Etiopia e il primo assoluto tra gli stati dell'Unione europea, mantiene un vantaggio nell’esportazione di prodotti alimentari, elettrici ed elettronici e di macchinari e prodotti altamente specializzati per le costruzioni e l'industria. In Etiopia lavorano decine di imprese italiane (tra le altre, Iveco, Salini, Consta, Selex, Bonifica, Eurotel, Illy Caffé ed Endeco) e vivono circa 1.600 nostri connazionali (con un'importante presenza di missionari e volontari), mentre in Italia la comunità etiopica è costituita da quasi ottomila persone.
  Una delle vie più moderne di Addis Abeba
 
I rapporti di cooperazione con l'Italia
 

Roma, 14 gen - (Agenzia Nova) -  L’Etiopia è Paese di priorità 1 nell’ambito delle Linee Guida della Cooperazione italiana per il triennio 2009-2011 e si è sempre situata ai primi posti tra i beneficiari degli aiuti italiani all'Africa. Nel 2009 è stato firmato il nuovo programma di cooperazione bilaterale, nel quale Roma si è impegnata a finanziare progetti per un valore di 46 milioni di euro.

 

La cooperazione italiana ha avuto un ruolo importante anche nel lancio del Fondo Globale per la lotta contro l’Aids, la Tubercolosi e la Malaria che ha stanziato milioni di euro per progetti di sviluppo in Etiopia. Al Fondo l'Italia ha erogato una somma superiore ad un miliardo di dollari, ottenendo poi il diritto di mantenere un seggio esclusivo nel Consiglio di amministrazione. In Etiopia sono anche attive diverse Ong italiane, tra cui "Medici con l'Africa Cuamm" che dal 1985 ha realizzato progetti di sviluppo nella regione di Oromia, dell'Snnpr e di Tigrav, intervenendo per la promozione dell'assistenza materno-infantile. Dal 2008, l'organizzazione ha deciso di concentrare la sua presenza nella sola regione di Oromia, per meglio coordinare le sue attività umanitarie in base al piano di sviluppo regionale del settore sanitario.

 

Infine, con l'appoggio della Cooperazione italiana, il Cuamm ha reso l'ospedale di Wolisso, il "St.Luke Hospital" un centro di eccellenza clinico e di formazione delle ostetriche e dei manager ospedalieri. La struttura è dotata di un laboratorio in grado di eseguire esami ematochimici e microbiologici, di una radiologia e di un ecografo, apparecchi che mancano in altri ospedali del paese. Esso comprende una scuola infermieristica e rappresenta una "buona pratica" da riproporre a livello centrale quale esempio di buon funzionamento della partnership pubblico-privato.

  Un contadino coinvolto nel progetto di cooperazione Benishangul-Gumuz
     
L'accordo di cooperazione bilaterale    
     

Roma, 14 gen - (Agenzia Nova) - L'accordo di cooperazione allo sviluppo con l'Etiopia per il triennio 2009-2011  è stato rinnovato dal ministero degli Esteri italiano nell'aprile 2009. Il vice ministro etiopico delle Finanze e dello Sviluppo economico, Ahmed Shide, e la direttrice generale della Cooperazione allo sviluppo italiana, Elisabetta Belloni, hanno sottoscritto l'intesa ad Addis Abeba, definendo i criteri, le linee guida e i settori in cui si concentra l’intervento del nostro paese.

 

In tre anni, la Cooperazione italiana verserà al paese africano 46 milioni di euro, di cui almeno 16 verranno destinati al General education quality improvement programme (Geqip) per migliorare la qualità del sistema nazionale dell’istruzione di base e secondaria. Altri 8 andranno invece al settore sanitario dell’Etiopia, per migliorare la qualità e l’accesso ai servizi di base. Infine almeno 9,5 milioni di euro verranno utilizzati per il potenziamento di infrastrutture, servizi rurali e reti idriche di alcune regioni. Gran parte degli aiuti sono inseriti in  fondi cui partecipano altri stati europei, come Gran Bretagna, Finlandia, Paesi Bassi e Svezia. Come sottolineato dallo stesso ministero degli Esteri italiano, quello firmato ad Addis Abeba è quindi un accordo strategico per rispondere alle esigenze dell’Etiopia, favorire la sostenibilità degli interventi e proseguire verso il raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo del Millennio.    

  La direttrice generale della Cooperazione allo Sviluppo, Elisabetta Belloni, e il vice-ministro delle Finanze etiopico, Ahmed Shide