Mauritania

 

 
Frattini: Mauritania grande opportunità per gli investitori italiani
 
Roma, 23 mar - (Agenzia Nova) - L'Italia intende rilanciare in maniera decisa le relazioni economiche e commerciali con la Mauritania, un paese che ha grandi complementarietà oggettive con il nostro sistema industriale. E' quanto affermato oggi dal ministro degli Esteri Franco Frattini, nel discorso di inaugurazione della "country presentation" dedicata alla Mauritania, cui ha preso parte una delegazione "altamente qualificata" di membri del governo e imprenditori mauritani, guidata dalla ministra degli Esteri, Naha Mint Hamdi Ould Mouknass. Con quest'ultima Frattini ha firmato un importante accordo di cooperazione a gennaio scorso, durante la sua recente visita a Nouakchott. "La mia visita in Mauritania - ha aggiunto Frattini - ha voluto testimoniare alle autorità del paese africano la particolare attenzione con cui seguiamo il suo percorso di stabilizzazione politica e democratica, ormai pienamente avviato verso la fase di normalizzazione e sviluppo economico".
 
La cooperazione italiana è presente da molti anni in Mauritania: "oltre ai progetti di cooperazione - ha continuato il ministro - è in atto un programma di addestramento di 20 funzionari doganali e di frontiera mauritani, che sarà tenuto dalla nostra Guardia di Finanza ad Orvieto, per rafforzare le capacità di Nouakchott nel controllo delle frontiere e per combattere i traffici illegali e il crimine organizzato". Frattini ha citato inoltre un "Accordo di cooperazione nel campo della difesa", che "costituirà il quadro di riferimento per una collaborazione strutturata tra le nostre Forze Armate e le nostre industrie della Difesa".
 
Cosa può offrire l'Italia alla Mauritania? "L'Italia importa più di quanto esporta - ha detto il ministro - e il saldo della bilancia commerciale italiana presenta valori tendenzialmente negativi. Tra i principali prodotti importati dall'Italia nel 2009 risultano minerali di ferro, scorie e ceneri per 90,5 milioni di euro, pesci, crostacei e molluschi per 29,3 milioni e, in termini più contenuti, pelli, cuoio, indumenti e accessori. Tra i principali prodotti esportati dall’Italia verso la Mauritania vi sono lavori in ghisa, ferro e acciaio, combustibili, olii minerali e sottoprodotti, prodotti meccanici, macchine agricole e ricambi". L'Italia quindi può fare molto per partecipare allo sviluppo della Mauritania, "potendo vantare imprese di assoluta eccellenza nei settori ritenuti di particolare interesse dalla Mauritania, tra cui l'agricoltura, l'allevamento, la pesca, le infrastrutture, i lavori pubblici e il turismo".
 

Il ministro degli Esteri Frattini e la sua omologa della Mauritania, Naha Mint Mouknass

Foto Antonio Scattolon

 

Il ministro Mouknass: nuovi orizzonti di partenariato con l'Italia
 

Roma, 23 mar - (Agenzia Nova) - L'Italia è da tempo presente in Mauritania, dove finanzia un programma per la lotta all'insicurezza alimentare. Grazie alla politica di amicizia rilanciata con il ministro Franco Frattini, sarà possibile rafforzare la cooperazione in tutti i campi, tenendo conto delle grandi potenzialità del paese, in particolare nel settore minerario e in quello della pesca: lo ha detto la ministra degli Esteri mauritana, Naha Mint Hamdi Ould Mouknass, in una intervista concessa a Agenzia Nova. Nel suo intervento al forum, la Mouknass ha sottolineando come le relazioni tra i due paesi siano particolarmente fruttuose nel settore della cultura. "sia all'interno dello spazio mediterraneo sia a livello bilaterale. I due paesi sono uniti da un'amicizia profonda e da rapporti di cooperazione in tutti i settori, compreso quello culturale, sempre privilegiato dalla parte italiana".

 

"La Mauritania è un paese con una forte vocazione culturale - ha affermato la Mouknass - che ha già attratto l'attenzione dei nostri amici italiani nei secoli passati. La cultura è un elemento fondamentale dello sviluppo socio-economico di un paese, e il patrimonio artistico e culturale della Mauritania, nella sua diversità, rappresenta una fonte di ricchezza considerevole, tale da costituire un fattore di sviluppo per la nostra popolazione". La Mouknass ha ricordato quindi come Nouakchott sia stata scelta come Capitale della Cultura islamica per l'anno 2011, "un'opportunità per cambiare il volto della città e valorizzare i suoi talenti artistici e culturali. La celebrazione di Nouakchott come capitale della Cultura islamica sarà sicuramente un'occasione per far conoscere al mondo le straordinarie potenzialità del popolo mauritano".

 

Centro di alimentazione finanziato dalla Cooperazione italiana

Foto Antonio Scattolon

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Le prospettive d'investimento per le imprese italiane

 

Roma, 23 mar - (Agenzia Nova) - La Mauritania offre eccellenti prospettive di crescita e di sviluppo. Come ha spiegato il ministro del Commercio mauritano, Ould Daramane, il clima politico positivo ha favorito negli ultimi mesi lo sviluppo delle attività economiche e di partnership pubblico-private, ritenute fondamentali per garantire la competitività delle imprese. Il clima politico maturo e ideale per l'attività economica ha contribuito quindi all'espansione di settori di particolare interesse per gli investitori italiani: quello dell'allevamento, che costituisce il 14 per cento del Pil mauritano, quello dell'agricoltura, quello minerario e quello degli idrocarburi, che ha già attratto gli investimenti di multinazionali del petrolio, come Petronas, Total e Repsol.

 

Particolarmente interessanti per l'Italia sono infine il turismo, le energie rinnovabili e la pesca, in cui il nostro paese è già attivo. "L'industria ittica italiana è presente in Mauritania dal luglio del 1996 - ha spiegato il direttore della Federpesca, Luigi Giannini, nel suo intervento alla "country presentation" - e grazie al contesto favorevole, dato dall'elevata qualità intrinseca dei prodotti e dall'equilibrio degli stock ittici di fronte alle coste mauritane, ha già ottenuto buoni risultati". Anche la cantieristica e l'industria navale, per altro, offre opportunità d'investimento alle imprese italiane, per la fabbricazione di mezzi nautici per la pesca costiera.

 

Da rilevare infine il progetto di sviluppo della Baia di Nouadibou, dove si prevede la creazione di una zona franca, un nuovo porto minerario e commerciale, e di un'unità di desalinizzazione dell'acqua. "La baia - ha spiegato il presidente dell'Unione delle città mauritane, Ahmed Ould Hamza - così come tutta l'area costiera della Mauritania offre un territorio vergine per lo sviluppo di attività di esportazione e di partnership con le imprese straniere". A tale scopo il progetto prevede anche la creazione di un centro di distribuzione e per i mercati europei.

  La Mauritania
 
Mauritania: panorama economico e politico
 

Roma, 23 mar - (Agenzia Nova) - Dopo le elezioni presidenziali del luglio scorso, seguite al colpo di stato pacifico dell'agosto 2008, la situazione politica in Mauritania sembra tornata alla normalità, anche se permangono tensioni interne e problemi di sicurezza. L'attuale presidente, il generale Mohamed Ould Abdel Aziz, ex esponente del partito dell'Unione per la repubblica e autore del golpe del 2008, ha ottenuto una maggioranza del 52,58 per cento alle consultazioni di luglio, giudicate sostanzialmente corrette da tutti gli osservatori internazionali.

 

Dal punto di vista economico, il paese ha registrato negli ultimi anni tassi di crescita intorno al 2 per cento. L'economia è caratterizzata dal peso delle esportazioni, in primo luogo nel settore minerario (ferro), cui si è recentemente aggiunta la produzione petrolifera, sebbene sia stata limitata dall’instabilità politica interna e dalla recente crisi mondiale. Nonostante il territorio e il clima non particolarmente favorevole, la Mauritania impiega circa il 50 per cento della sua popolazione nell’agricoltura, che però rappresenta solo il 12 per cento del Pil, obbligando il paese a dipendere dalle importazioni di materie prime alimentari. Ciò la rende particolarmente soggetta alle variazioni dei prezzi: non a caso, il primo semestre del 2008 è stato caratterizzato dalle “rivolte del cibo” nate dall’impennata dei prezzi dei prodotti base dell'alimentazione delle famiglie; rivolte che hanno certamente contribuito a indebolire la posizione dell'ex presidente Sidi Ould Cheikh Abdellahi. Il settore ittico è invece una delle voci più importanti nelle esportazioni e nei rapporti commerciali con l'Ue, con cui Nouakchott ha concluso una serie di accordi sullo sfruttamento delle coste. La Mauritania è stata infine compresa tra i paesi beneficiari della “Hipc Initiative”, ovvero il programma della Banca mondiale e del Fondo monetario internazionale per sostenere gli stati altamente indebitati. Il paese ha intrapreso una serie di riforme volte a garantire una maggiore liberalizzazione e a creare condizioni ottimali per gli investitori stranieri. Le due istituzioni hanno però bloccato la procedura in seguito al colpo di Stato dell’agosto 2008.

  Panorama di Nouakchott
 
Sviluppo economico del paese negli ultimi anni
 
Roma, 23 mar - (Agenzia Nova) - A partire dal 2000, la Mauritania ha puntato sul petrolio per dare nuovo impulso all'economia, anche sulla base delle raccomandazioni del Fondo monetario internazionale, che consiglia una maggiore diversificazione delle attività produttive. Nel biennio 2007-2008 i nuovi investimenti nel sito petrolifero di Chinguetti hanno parzialmente stabilizzato la produzione dopo che nel 2007 c'era stato un calo rispetto ai 50 mila barili al giorno. Altra fonte di ricchezza è il gas, con riserve pari a 48 milioni di metri cubi.
 
Tuttavia la maggioranza della popolazione continua a trarre sostentamento dall'agricoltura e dall'allevamento, mentre il settore industriale resta poco sviluppato a causa dei limitati investimenti, la ristrettezza del mercato interno, la scarsità di manodopera qualificata e l'inadeguatezza delle infrastrutture. Il settore ittico, invece, costituisce la seconda voce di esportazione del paese dopo i minerali. L'economia rimane comunque fortemente dipendente dalle mutevoli condizioni dei mercati internazionali.
  Nave per lo sfruttamento del giacimento petrolifero di Chinguetti
 
I rapporti economici con l'Italia
 

Roma, 23 mar - (Agenzia Nova) - Attualmente l'Italia è uno dei principali mercati di sbocco delle merci mauritane. Nel periodo dal 2005 al 2009 gli scambi sono stati oscillanti, ma nel complesso si è registrata una generale diminuzione del loro volume. Nel 2008 questo si è attestato intorno ai 146,8 milioni di euro, presentando un saldo negativo di circa 87 milioni. Le esportazioni italiane in Mauritania sono state di 29,7 milioni, mentre le importazioni dal paese africano sono state di 117,1 milioni.

 

Per quanto riguarda invece i rapporti finanziari, il 24 ottobre 2002 l'Italia ha firmato l’Accordo bilaterale di cancellazione debitoria con cui ha applicato l’Intesa multilaterale del Club di Parigi del 16 marzo 2000 e l’Accordo bilaterale di cancellazione debitoria finale (cancellazione del 100 per cento). L’intero ammontare liberato dall’accordo di cancellazione del debito è stato utilizzato per finanziare progetti di sviluppo rurale inclusi nel Programma nazionale di lotta alla povertà (Dsrp). L’Italia ha deciso inoltre, di cancellare a partire dal primo dicembre 2005 la propria quota di Ida administered Ecc Special Action Credits pari a 39.352 euro.

  Treno per il trasporto di minerale ferroso
 
La cooperazione con l'Italia
 

Roma, 23 mar - (Agenzia Nova) - La cooperazione allo sviluppo italiana fin dall'inizio nei primi anni Ottanta ha focalizzato i suoi interventi nei settori dell'agricoltura e della sicurezza alimentare con particolare attenzione alle regioni centro-settentrionali, dove la presenza di altri attori internazionali è molto scarsa. Nel 2007, Roma ha promesso alla Mauritania 12 milioni di euro a favore del Piano triennale di sviluppo 2008-2010 e del Piano di investimenti pubblici del governo di Nouakchott.

 

maggio 2008 è stato firmato un memorandum d'intesa che disciplina i rapporti bilaterali di cooperazione per il triennio, individuando come aree prioritarie d'intervento l'agricoltura e la sicurezza alimentare, la sanità e l'istruzione. Pochi mesi dopo, tuttavia, alcuni progetti hanno subìto una battuta d'arresto in seguito al colpo di stato, e solo nel novembre scorso è stato possibile riprenderne alcuni, tra cui quello per la lotta all'insicurezza alimentare nel centro-est mauritano, del valore di 4,5 milioni di euro.

 

Frattini in visita a un centro nutrizionale finanziato dall'Italia

Foto Antonio Scattolon