Afghanistan media forum
 
Incontri con le istituzioni e i media
 
Roma, 17 mar - (Agenzia Nova) - Non sono venuti a Roma solo per cantare le lodi all’Italia per il suo ruolo di pace e nella ricostruzione del loro paese, ma anche per esprimere le loro critiche ai media occidentali che dell’Afghanistan riportano “soltanto notizie di bombe e attentati terroristici, e comunque non sempre veritiere”. E’ quanto è emerso dalle parole di 20 giornalisti afgani nel corso dell’“Italia-Afghanistan Media Forum” tenutosi oggi alla Farnesina alla presenza del ministro degli Esteri, Franco Frattini. L’iniziativa è stata voluta dal ministero “per far conoscere ai giornalisti afgani in modo approfondito la presenza dell’Italia in Afghanistan, in particolare il versante della ricostruzione civile”, come recita una nota della Farnesina.
 
I giornalisti, giunti in volo domenica notte da Kabul e ospitati nella foresteria della Guardia di Finanza a Villa Spada, sono stati condotti in visita lunedì e martedì in diversi luoghi significativi, hanno incontrato al ministero Esteri il sottosegretario Stefania Craxi, hanno assistito ai lavori della Camera dei deputati e incontrato la commissione Esteri e Difesa. Il Forum, iniziatosi oggi, è stato introdotto da Maurizio Massari, capo del servizio stampa e portavoce del ministro degli Esteri, e ha visto gli interventi, oltre che del ministro, del consigliere d’amministrazione Rai Alessio Gorla. Alle due sessioni del dibattito hanno partecipato giornalisti italiani e stranieri. La visita si concluderà sabato 20. Nei prossimi giorni ai giornalisti afgani verranno presentate le ong italiane che operano nel loro paese, visiteranno Rai, Sky Tg 24, Radio 24 e l’agenzia Ansa, e saranno ricevuti in Campidoglio.
 

Panorama di Kabul

 

Opinioni scomode e molta franchezza
 

Roma, 17 mar - (Agenzia Nova) - Non hanno peli sulla lingua i giornalisti afgani nel descrivere la situazione del loro paese e i rapporti con l’Occidente. Il più esplicito è stato Said Scià Hussein, redattore dell’emittente radiofonica “Otto del mattino”, che si è lamentato dei mezzi d’informazione occidentali perché “spesso esagerano mostrando l’Afghanistan come un paese dove succedono solo attentati kamikaze ed esplodono bombe”. Molte “notizie non sono veritiere”, ha aggiunto, ricordando che i tempi della democrazia sono lunghi: “La democrazia nel mio paese è ancora adolescente: non ha ancora compiuto 18 anni”. Ma c’è anche il rovescio positivo della medaglia: “Abbiamo il 25 per cento delle parlamentari donne, abbiamo i partiti politici, i media e anche le strade asfaltate e io mi sento finalmente un uomo libero”, ha detto Hussein, ricordando di aver passato l’adolescenza in esilio all’estero, quando a Kabul governavano i talebani.

C’è poi chi, tra i rappresentati dei media afgani, critica “il fiume di miliardi” erogato dagli Stati Uniti al Pakistan per combattere al Qaeda. Hishmet Ratfar, giornalista del quotidiano “Nukhost Daily”, apiega infatti che “i pachistani da noi sono visti come nemici e usano quei soldi per controllare il Kashmir e non per sradicare le basi dei talebani”. E c’è anche chi, come Sediq Sediqqi, giornalista del “Government Media Information Center” addebita all’Occidente l’esclusione del governo di Kabul dai progetti di assistenza e sviluppo in Afghanistan: “Se ritenete che le nostre istituzioni siano corrotte, allora aiutatele a non esserlo”, osserva amaro.

  Bambini a Kabul
 
La situazione delle donne
 
Roma, 17 mar - (Agenzia Nova) - Tra i giornalisti intervenuti c’è anche Nila Akbari, una ventiduenne di Herat che lavora come “reporter part-time” alla Bbc, l’emittente radio-televisiva britannica. Akbari è contenta di uscire per la prima volta dal suo paese, ma “non bastano solo i viaggi per dire che le donne hanno conquistato la libertà”. La situazione delle donne a Herat “è migliore grazie alla presenza degli italiani”. Ma agli occidentali ha comunque da dire che “quando venite per aiutare bisogna usare formule adatte alle nostre tradizioni, e non i vostri modelli occidentali”. A Nila ha subito risposto il titolare della Farnesina, fortemente impegnato nella tutela delle donne e dei bambini, sottolineando: “Rispettare la tradizione e la cultura afgana è fuor di dubbio”, occorre però “promuovere i diritti fondamentali dell’uomo” che “vanno al di là delle culture”; principi come “l’uguaglianza tra donna e uomo e il diritto allo studio per i bambini”.
  Donne a Kabul

 

 

Frattini: necessarie sicurezza e fiducia
 
Roma, 17 mar - (Agenzia Nova) - “I giornalisti afgani ci hanno parlato del loro paese e ci hanno chiesto quello di cui hanno bisogno davvero: sicurezza, rilancio dello sviluppo economico, lotta al terrorismo e speranza”. Così il ministro degli Esteri, Franco Frattini, ha tracciato alla fine il quadro dell'incontro. “Ci stanno chiedendo: 'date una speranza a questo paese affinché possa consolidare la democrazia'”. Frattini ha voluto sottolineare l’importanza di raccontare, attraverso i media, soprattutto “i progressi raggiunti in questi anni”, perché l’Afghanistan “non è solo attacchi terroristici ma anche un paese di piccoli e grandi storie di successo”. Anche per quanto riguarda il ruolo del Pakistan, criticato dai giornalisti per il suo atteggiamento giudicato ambiguo, Frattini ha avuto parole chiare: “Ecco perché la nostra strategia per il vostro paese è quella di lavorare nell’ambito di un quadro generale”, sulla base del comune interesse con paesi vicini come l’Iran e il Pakistan, nella lotta al fondamentalismo talebano e al traffico della droga. Per quanto riguarda le lamentele per l’esclusione del governo di Kabul dalla gestione degli aiuti internazionali, per timore di corruzione, Frattini ha confermato che alle istituzioni locali va data fiducia. Per questo, ha detto il ministro, “contrariamente al passato abbiamo deciso d’invertire la tendenza e abbiano stabilito di destinare l’80 per cento dei nostri aiuti attraverso le istituzioni governative del vostro paese”.
  Visita pediatrica