Territori palestinesi

Italia partner di sviluppo per i Territori palestinesi
 
Roma, 4 mar - (Agenzia Nova) - Investire nella formazione dei giovani, stabilire rapporti di cooperazione industriale in campi specifici, promuovere il turismo e potenziare le infrastrutture. Queste le intenzioni del governo italiano e dell’Istituto per il commercio estero nei confronti della popolazione palestinese, espresse oggi all’ "Italian-Palestinian  Business Forum" ospitato a Palazzo Turati a Milano. Una serie di interventi basati sul "piano Fayad" per la costruzione dello Stato palestinese: "La nascita di uno Stato palestinese, il suo benessere e il suo sviluppo sono di grande interesse per l’Italia e per tutto il bacino mediterraneo -  ha detto Umberto Vattani, presidente dell'Ice - L’Italia può fare tanto per migliorare la formazione dell’enorme massa di giovani palestinesi, così come può creare un forte legame sul piano turistico e promuovere nel mercato europeo i prodotti palestinesi". Secondo Robi Ronza, sottosegretario lombardo con delega agli Esteri, ci sono anche settori industriali specifici dove una collaborazione tra Italia e Territori Palestinesi darebbe grandi frutti: "Penso alla produzione di marmo, eccellente in Palestina, che ben si sposerebbe con la nostra esperienza e know how nel taglio delle pietre. Creare una collaborazione non significa solo scambiarsi macchinari e conoscenze, ma anche valori e cultura". Tutti interventi che si basano sul "piano Fayad" presentato dal premier dell’Autorità nazionale palestinese, un progetto per la nascita di uno Stato entro il luglio 2011 e sul quale sono puntati gli occhi della comunità internazionale.

“Il piano Fayad – ha detto Hassan Abu Libdeh, ministro dell’Economia palestinese presente al forum  – prevede la nascita di uno Stato la cui economia sia caratterizzata dal libero mercato, dalla competizione, dallo sviluppo scientifico,  dal benessere sociale e dalla cooperazione tra pubblico e privato. La Palestina crede in questo piano ed è pronta e aperta agli investimenti dall’estero”. Secondo Abu Libdeh ci sono settori in particolare che richiedono attenzione, sia dal punto di vista industriale (apprezzata dal Ministro degli esteri è stata la proposta di collaborazione sul settore manifatturiero, così come anche su quello agroalimentare per la produzione di olio) sia, specialmente per quanto riguarda le infrastrutture: "Il conflitto in corso rende complessa e non organica la costruzione di una rete infrastrutturale in Palestina, e senza infrastrutture le imprese hanno difficoltà a muoversi liberamente – ha spiegato Libdeh -. Sappiamo che in questo campo l’Italia è all’avanguardia e, come per il resto, siamo interessati a ricevere le esperienze italiane”. A giugno, a Betlemme, ci sarà una seconda occasione per discutere delle possibilità di investimento italiano in Palestina, nel corso di un forum sugli investimenti internazionali a cui prenderà parte una delegazione di istituzioni e imprese italiane".
  Il ministro dell'Economia dell'Anp, Hassan Abu-Libdeh

 

Panorama economico e politico
 
Roma, 4 mar - (Agenzia Nova) - I contrasti tra le due principali fazioni politiche, Hamas e al Fatah, continuano a influenzare la politica interna palestinese e il difficile processo di pace con gli israeliani. Le profonde divergenze non hanno tuttavia impedito il rilancio di al Fatah e dell’Olp (l'Organizzazione per la liberazione della Palestina), cominciato nell’agosto 2009 con la convocazione della VI Conferenza Generale di al Fatah da cui la leadership del presidente, Mahmoud Abbas, è uscita rafforzata. Sul piano economico, l'operazione israeliana "Piombo fuso", realizzata tra la fine del 2008 e l'inizio del 2009 nella striscia di Gaza, ha accentuato le divisioni tra le due entità che compongono i Territori palestinesi: la striscia di Gaza sotto il controllo di Hamas e la Cisgiordania, governata dall'Anp (Autorità nazionale palestinese).
 
La situazione economica della striscia di Gaza rimane complicata e l'isolamento dovuto all'embargo israeliano insieme al controllo ferreo di Hamas la rendono un territorio "off-limits" per qualsiasi attività commerciale ed economica. La Cisgiordania invece è tornata a crescere e, secondo le proiezioni del Fondo monetario internazionale, la crescita nel 2010 potrebbe superare il 7 per cento, nonostante un tasso di disoccupazione che oscilla tra il 17 e il 19 per cento.
  Nablus, la moschea di al-Nasr
     
I rapporti economici con l'Italia    
     

Roma, 4 mar - (Agenzia Nova) - Il commercio estero e bilaterale tra i Territori palestinesi e l'Italia è contrassegnato da un saldo commerciale pesantemente negativo per i primi che viene solo parzialmente bilanciato dalle rimesse estere. Tra gennaio e dicembre 2008 si è assistito ad un aumento delle esportazioni italiane sui mercati palestinesi rispetto all'anno precedente. 

I comparti che hanno maggiormente contribuito a rafforzare la presenza italiana sul mercato dei Territori sono quello  degli autoveicoli e della relativa componentistica con un aumento dell’810,4 per cento, il manifatturiero (ad esclusione dell’arredo) con l’81,18 per cento, i macchinari con un incremento pari al 33,11 per cento e il comparto chimico e farmaceutico con il 13,72 per cento. Nello stesso periodo le importazioni italiane dai Territori hanno segnato una forte flessione del 50,5 per cento. La contrazione più accentuata ha interessato le importazioni del settore del legno e del sughero.

   
     
I rapporti di cooperazione con l'Italia    
     

Roma, 4 mar - (Agenzia Nova) - L'Italia ha una lunga e proficua storia di cooperazione nei Territori Palestinesi, nel corso della quale si é adattata a situazioni mutevoli, derivanti da una situazione geo-politica in continua evoluzione. Dal 1985 a oggi, il finanziamento italiano per le iniziative di cooperazione allo sviluppo nei Territori Palestinesi ammonta a 269,56 milioni di euro. Nell'agosto 2007 l'Italia, confermando il proprio impegno a fianco dell'Autorità nazionale palestinese, ha lanciato con il premier palestinese, Salam Fayyad, un programma organico di cooperazione. Principali obiettivi sono il consolidamento delle istituzioni palestinesi e l'incoraggiamento a una crescita economica sostenibile:

- Programma a Credito d'Aiuto: 25 milioni di euro per il Sostegno alle piccole e medie imprese. Il rilancio del Programma a Credito d'Aiuto ha offerto numerose opportunità di scambio e conoscenza reciproca tra il mondo imprenditoriale palestinese e quello italiano, aprendo la strada a forme di partenariato.

- Nuovo programma di emergenza, del valore di 2,6 milioni di euro, per assistere la popolazione più povera di Cisgiordania e Gerusalemme Est, che l'Ufficio della Cooperazione italiana a Gerusalemme ha eseguito in gestione diretta. A seguito dell'emergenza determinata dalla ripresa del conflitto nella striscia di Gaza il 27 dicembre 2008, la Cooperazione ha inviato in due fasi aiuti in cibo, medicinali e materiale parasanitario per 12,3 milioni di euro. Il sostegno umanitario prevede anche la presenza in loco di medici pediatri italiani.

- Promozione della buona governance in seno alle istituzioni palestinesi: con un contributo pari a 1.153 milioni di dollari, il Governo italiano, mediante l'Agenzia Unpd, in linea con il Piano di riforme presentato dall'Ufficio della presidenza palestinese alla comunità dei donatori.

  Il ministro Frattini con uno dei bambini portati in Italia per cure