Elezioni in Albania
La vittoria del centro sinistra, Rama prossimo premier
 

Tirana, 26 giu - (Agenzia Nova) - Il centro sinistra albanese, guidato dal socialista Edi Ram, mette a segno alle elezioni politiche di domenica una sostanziosa vittoria. La coalizione guidata da Rama ha vinto in 10 su 12 collegi elettorali ed ha pareggiato in un altro. Quella di centro destra vince solo a Kukes, nel nord, il più piccolo collegio del paese. In termini di seggi, il centro sinistra ne avrà 84 sui 140 di cui è composto il parlamento albanese. Una delle maggioranza più forti mai ottenute. Dopo otto anni all'opposizione, i sostenitori del centro sinistra sono scesi nelle piazze da ieri sera a festeggiare un trionfo che non avevano nemmeno immaginato. “Sarò il vostro premier, ma anche il servitore di tutti. A me spetta il dovere, ma il potere è vostro”, ha dichiarato ieri sera Rama dalla sede del suo partito di fronte ad una folla esultante.

 

Più che una vittoria del centro sinistra, l’esito delle elezioni configura un crollo della maggioranza del premier uscente Sali Berisha. I suoi numeri nel prossimo parlamento si sono paurosamente ridotti, scendendo a 56 seggi, con una differenza di 28 in meno rispetto al centro sinistra. Per la prima volta il centro destra ha perso anche in aree storicamente considerate suoi bastioni, ed in particolare a Scutari, dove rispetto ai 7 ottenuti contro 4 nelle elezioni del 2009, il risultato si è ribaltato in un 6 a 5 a favore del centro sinistra. Lo stesso anche a Lezha e a Durazzo, ed anche in collegi in cui c’era stato sempre un equilibrio fra le parti, come a Tirana, dove ormai sul totale dei 32 mandati, al centro destra ne sono andati soltanto 13.

 

Un vero e proprio tonfo per il partito democratico di Berisha, che in totale, fino adesso, ha ottenuto circa 522 mila voti, quasi 90 mila in meno rispetto al 2009, che dovrebbero costargli 21 seggi in meno. Due suoi alleati, i repubblicani ed il partito per la Giustizia, l’integrazione e l’unità (Pdiu), attualmente rappresentati rispettivamente con 1 e 2 deputati, sono però sensibilmente cresciuti. I repubblicani sono saliti a 4 seggi mentre il Pdiu ne avrà cinque. I socialisti, da parte loro, hanno ottenuto circa 90 mila voti in più rispetto al 2009, anche se per quanto riguarda il numero degli elettori la loro percentuale è cresciuta solo dello 0,7 per cento. Il partito di Rama però si conferma come prima formazione politica in assoluto, con una distanza di circa 190 mila voti dai democratici di Berisha.

 

La vera sorpresa di queste elezioni è il Movimento socialista per l’integrazione (Lsi), guidata da Ilir Meta. Nel 2009, lo Lsi garantì a Berisha il secondo mandato, con i suoi quattro seggi in aula. Dopo quattro anni al governo, a tre mesi dal voto, tuttavia lo Lsi ha lasciato il governo, per schierarsi in opposizione con Rama. L’esito delle elezioni di domenica scorsa, ha confermato per il partito di Meta un risultato quattro volte maggiore di quello del 2009, facendolo salire da 4 a 16 seggi. I 90 mila voti in meno dei democratici di Berisha, sembrano essere andati proprio allo Lsi, che da 74 mila preferenze nel 2009, domenica scorsa ne ha ottenute circa 180 mila, confermandosi la terza più importante formazione politica del paese.

 

Ieri sera, mentre nelle piazze principali di molte città i sostenitori dell’opposizione avevano dato il via ai festeggiamenti, dalla sede del suo partito Rama ha promesso di guidare il paese verso una svolta. “La nostra vittoria è solo l’inizio, adesso ci aspetta però un grande lavoro per tramutare in realtà il vento del cambiamento che soffia su tutto il paese”, ha dichiarato Rama davanti a una folla che lo ha interrotto ripetutamente acclamando il suo nome. Edi Rama ha cercato di far capire che “niente può arrivare dalla mattina alla sera. Dobbiamo lavorare duro e sacrificarci per raggiungere i nostri obiettivi”, ha ribadito il leader socialista in un discorso nel quale ha più volte accennato all’idea della collaborazione, del dialogo e del compromesso.

 

“Vorrei che fosse chiaro che la mia volontà è servire con devozione tutti gli albanesi, non solo a quelli che hanno votato per il vincitore. Il largo sostegno ottenuto non lo considero il trionfo di una parte, né tanto meno un trionfo personale”, ha sottolineato Rama. Il capo dei socialisti ha riservato qualche parola anche al suo avversario, il premier uscente Sali Berisha, con il quale ha condiviso un difficile rapporto politico negli anni, fatto di dure accuse, conflitti, scontri e polemiche. “Avrò detto anche delle parole scortesi nei suoi confronti, e del resto neanche lui si è risparmiato verso di me. E’ una cosa che succede nelle battaglie politiche e specialmente nelle democrazie non evolute. Ma stasera vorrei ringraziarlo per ogni cosa buona che la storia potrebbe domani valutare con maggiore obiettività, e gli auguro tutto il bene nella sua futura vita privata”, ha detto Rama.

 

La prima apparizione pubblica di Berisha è attesa per stasera. Mentre su Facebook, solo oggi sono apparsi i primi commenti dagli esponenti del centro destra, che ringraziano i loro sostenitori “per l’impegno e la devozione con cui hanno sostenuto la nostra alternativa”, scrive la presidente del parlamento Jozefina Topalli. Si dice “fiera dei nostri comuni sforzi, della fermezza e della meravigliosa campagna elettorale” il ministro dell’Integrazione Majlinda Bregu, uno dei personaggi chiave della campagna del centro destra, aggiungendo che i democratici devono sentirsi orgogliosi di essere “una forza guidata da Sali Berisha”. Elogi al premier uscente anche dal ministro della Difesa Arben Imami. (Alt)

 

 Il leader socialista Edi Rama saluta la vittoria elettorale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
Berisha lascia la guida del Partito democratico
 

Tirana, 26 giu - (Agenzia Nova) - “Noi abbiamo perso le elezioni. Solo uno è responsabile di ciò e sono io”: con queste parole il leader storico del centrodestra albanese, Sali Berisha, ha annunciato stasera le dimissioni dalla presidenza del Partito democratico (Pd) di cui è stato il fondatore nel 1991. La sua decisione è stata accolta con disapprovazione da alcune centinaia di sostenitori raccolti davanti la sede del Pd. “Da oggi sarò solo un membro del partito ed un suo parlamentare”, ha aggiunto Berisha, precisando però che non si ritirerà dalla vita politica. “Nessuno deve interpretare (le dimissioni) come un addio, perché non sarei mai in grado di poterlo pronunciare”, ha detto Berisha, spiegando che rimarrà alla guida del Pd “per organizzare le elezioni della nuova leadership del partito che noi tutti sosterremo per andare avanti verso la vittoria della prossima battaglia elettorale”.

 

Riferendosi al leader del Partito socialista, Edi Rama, Berisha ha poi fatto gli “auguri al mio avversario per il suo importante incarico”. Il premier uscente ha dichiarato che continuerà con impegno il suo lavoro a capo dell’esecutivo fino al prossimo settembre, quando per legge è prevista la costituzione della nuova assemblea parlamentare ed il varo all’esecutivo che sarà guidato da Rama. Berisha non ha riconosciuto nessun errore nella sua strategia elettorale, affermando che la causa della sconfitta sta nel fatto che “il popolo ha scelto l’alternativa del nostro avversario a causa delle sue promesse, che noi però non potevamo fare perché andavano contro i principi dell’economia di mercato”. Berisha si riferiva, in particolare, alle proposte dei socialisti per un sistema sanitario gratuito ed un sistema fiscale basato sulla tassazione progressiva. (Alt)

   Il premier uscente Sali Berisha
 
 
L’incidente di Lac e la situazione della Cec
 

Tirana, 23 giu - (Agenzia Nova) - Una persona è morta e altre due sono rimaste ferite durante una sparatoria vicino ad un seggio nei pressi della città Lac, nel nord dell'Albania, a 70 chilometri circa da Tirana. Secondo le prime ricostruzioni della stampa locale, l'uomo deceduto è Gjon Gjoni, 53 anni, sostenitore del Movimento socialista per l’integrazione (Lsi), mentre a rimanere feriti sono stati Mhill Fufi, candidato del centro destra del premier Sali Berisha, e suo fratello. “Criminali, con il sostegno della polizia, hanno avviato da stamattina una vasta operazione", ha dichiarato il leader della coalizione di centro sinistra Edi Rama. "Invito il direttore generale della polizia a mettere fine a questo intollerabile connubio e a far sì che la polizia sia al servizio dei cittadini e delle elezioni”.

 

Duri toni anche da parte del leader del Lsi, Ilir Meta, il quale ha dichiarato di aver già avvertito ieri sera di un peggioramento della situazione sia il direttore generale della polizia, Hysni Burgaj, che il direttore distrettuale della polizia di Lezha, responsabile anche per la località di Lac. “Li avevo già messi al corrente del fatto che ci sarebbero state scene di violenza e avevo chiesto che la polizia ne prendesse le distanze”, ha dichiarato Meta, aggiungendo poi che “il premier Berisha deve sapere che non può rimanere al potere con il sangue e con il sostegno dei banditi”. Da parte sua Rama ha rivolto ai cittadini un appello alla partecipazione al voto, “perché niente può cambiare la sorte di queste elezioni”, ha affermato il leader socialista. 

 

Il grave "ha macchiato, insieme ad altri isolati incidenti l’avvio del processo”. Lo riferisce il rapporto preliminare della missione degli osservatori internazionali dell’Osce (Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa), secondo il quale le consultazioni parlamentari del 23 giugno sono state competitive, con un’attiva partecipazione dei cittadini durante la campagna elettorale ed il rispetto delle libertà fondamentali. Il rapporto sottolinea, però, come "l'atmosfera di diffidenza fra le due principali formazioni politiche" abbia minato "il clima elettorale e l’amministrazione dell’intero processo elettorale”. Roberto Battelli, membro dell’assemblea dell’Osce, ha dichiarato che queste elezioni politiche "hanno fatto registrare progressi limitati rispetto alle precedenti elezioni in Albania”. Battelli ha letto il rapporto congiunto fra la missione degli osservatori Osce e quella delle assemblee parlamentari del Consiglio d’Europa sul processo elettorale in Albania. Secondo il rapporto la fase del voto “si è svolta nella normalità, con alcune irregolarità tecniche”. Gli osservatori internazionali sottolineano comunque la preoccupazione legata alla crisi della Commissione elettorale centrale.


“Il boicottaggio della Commissione da parte dell’opposizione in seguito ad una controversa decisione che ha portato alla rimozione di un suo membro, significa che la Commissione andrà avanti senza il quorum necessario per l’approvazione di importanti decisioni”, si legge nel rapporto. Gli osservatori dell’Osce notano che l’Albania “ha una solida base giuridica per condurre elezioni democratiche, ma la fiducia del pubblico nel processo è stata danneggiata a causa della sua scarsa applicazione. Gli osservatori dell’Osce nel loro rapporto hanno criticato la lentezza nel processo di spoglio dei voti e hanno precisato che il rapporto definitivo sulle elezioni politiche di ieri terrà conto sia di questa fase, che della proclamazione del risultato e del modo in cui si svolgerà il processo degli appelli alla Corte elettorale.