Vucic in visita a Roma

 

Letta riceve Vucic a Palazzo Chigi
 
Roma, 12 giu - (Agenzia Nova) - Il presidente del Consiglio italiano, Enrico Letta, ha incontrato oggi a Palazzo Chigi, il vicepremier della Repubblica di Serbia, Aleksandar Vucic. Anche se Vucic non è un capo di governo, la riunione sottolinea l’importanza politica che l’Italia riconosce al leader del Partito progressista serbo (Sns), formazione politica di maggioranza relativa all’interno dell’esecutivo di Belgrado. Vucic terrà poi una colazione di lavoro con il ministro della Difesa italiano, Mario Mauro, a cui seguirà una conferenza stampa. Dopo di che, il primo vicepremier serbo incontrerà il presidente del Senato, l’ex procuratore capo anti-mafia Piero Grasso, con cui parlerà anche di lotta alla corruzione e alla criminalità organizzata. L’uomo forte del governo serbo incontrerà nel pomeriggio una quarantina di imprenditori italiani ad un evento organizzato dall’ambasciata serba a Roma e dal Business council italo-serbo. E’ prevista anche una visita presso la Società italiana per l’organizzazione internazionale, che vedrà un colloquio tra Vucic e l’ex ministro degli Esteri italiano, Franco Frattini.

Le autorità del governo italiano hanno ribadito il sostegno dell’Italia alla Serbia nell’ottenimento di una data di inizio per i negoziati di adesione con l’Unione europea: lo riferisce una nota diffusa dal governo di Belgrado e citata dalla stampa serba, in cui si sottolinea come il primo ministro Enrico Letta, durante l’incontro a Roma con il vicepremier serbo Aleksandar Vucic, abbia confermato l’appoggio italiano al processo d’integrazione della Serbia. Il vicepremier serbo Vucic, prosegue la nota, all’inizio della visita in Italia ha dichiarato che “la Serbia ha fatto tutto quello che era in suo potere per ottenere la data negoziale, e merita che le venga concessa quanto prima”. Secondo il comunicato del governo serbo, Letta ha dichiarato che parlerà con i leader degli altri paesi Ue in merito alla questione, e ha aggiunto che la cooperazione con la Serbia sarà una delle priorità del governo italiano in futuro. “L’Italia – ha detto Letta secondo il comunicato di Belgrado – aiuterà la Serbia non solo nella collaborazione economica ma anche nel suo percorso politico verso l’Unione europea”. (Sit)
   Il vicepremier serbo, Aleksandar Vucic, con il primo ministro italiano, Enrico Letta

 

Le opportunità nell'industria della Difesa
 

Roma, 12 giu - (Agenzia Nova) -  La Serbia ha stabilito “diversi contatti con il gruppo Finmeccanica” per modernizzare le forze armate e per esplorare le possibilità di investire insieme sui mercati terzi. Lo ha detto oggi a Roma il primo vicepremier e ministro della Difesa serbo, Aleksandar Vucic, durante una conferenza stampa congiunta con il ministro della Difesa italiano, Mauro Mauro.  “Sono già stati stabiliti diversi contatti con aziende del gruppo Finmeccanica. Il nostro paese ha bisogno di ammodernare i sistemi radar e missilistici, utilizzando in particolare i missili Aspide. Abbiamo parlato anche della possibilità di presentarsi congiuntamente nei mercati terzi con le nostre attrezzatura, offrendo alla parte italiana di collaborare in un campo dove la Serbia è molto concorrenziale, ovvero nella produzione di tutti i tipi di munizioni, di polveri e di esplosivi”, ha detto Vucic.

Il ministro Mauro, da parte sua, ha sottolineato che il suo collega ha chiesto aiuto all’Italia per “la rimozione degli ordigni che sono disseminati in Serbia, soprattutto quelli legati allo sganciamento di bombe a grappolo durante il conflitto scorso”. Per quanto riguarda il percorso di Belgrado nell’Ue, il ministro Mauro ha promesso che farà “di tutto” per aiutare la Serbia ad entrare a pieno titolo nella famiglia europea. “E’ con particolare piacere che ho accolto la visita del collega serbo. Gran parte del nostro dialogo è stato incentrato non tanto e non solo sulle questioni tecniche che attengono i ministri della Difesa, ma su una questione politica di enorme rilevanza, di cui Vucic ha parlato in particolar modo col primo ministro Letta: il percorso di avvicinamento all’Unione europea della Serbia”, ha detto Mauro.

Il ministro ha affermato che l‘Italia ha “un'enorme stima degli sforzi che il governo, la società e il popolo serbo hanno compiuto in questi anni per potersi garantire la piena partecipazione al progetto europeo: farò di tutto per rendere più agevole la comprensione di quanto la Serbia ha fatto e degli sforzi profusi dagli amici serbi per entrare a pieno titolo nell’Unione europea”. Mauro ha poi definito “eccellente” la collaborazione tra le forze armate di Serbia e Italia, “sia nei programmi di addestramento comuni sia in ordine agli sforzi di Kfor, la forza multinazionale di cui l’Italia fa parte a pieno titolo nei Balcani, per garantire la stabilizzazione della regione”. Per l’Italia, ha proseguito il ministro Mauro, “la pace nei Balcani significa pieno rispetto della dignità e dei diritti dei popoli che di quella regione fanno parte”.

Il titolare del dicastero della Difesa ha poi sottolineato lo “speciale rapporto che ci lega alla Serbia, che avrà in noi sempre un efficace testimone delle proprie buone ragioni per arrivare in tempo all’appuntamento con l’Europa”. Il vicepremier Vucic, da parte sua, ha detto che “la Serbia considera l’Italia e un grande amico e si aspetta dall’Italia un grande aiuto”. Il leader di Belgrado ha auspicato che sia proprio Roma a guidare “un grande numero di paesi europei affinché il 27 e 28 giugno” la Serbia possa ottenere dal Consiglio europeo una data per l’avvio dei negoziati di adesione all’Ue. “Una volta avviata questa azione, molti altri paesi si aggiungeranno: a chi altro possiamo chiederlo se non a all’Italia, che è per noi il paese più caro”, ha detto ancora Vucic. (Asc)  

  Il vicepremier serbo Aleksandar Vucic (dx) con il ministro della Difesa italiano, Mario Mauro
 
L'incontro Vucic-Frattini e il ruolo del Ppe
 
Roma, 12 giu - (Agenzia Nova) - Il percorso della Serbia all’interno dell’Ue dipenderà dalla posizione del Partito popolare europeo (Ppe), che si riunirà a Bruxelles il prossimo 25 giugno, tre giorni prima del Consiglio europeo. Lo ha detto oggi a “Nova” il primo vicepremier serbo, ministro della Difesa e leader del Partito progressista serbo (Sns), Aleksandar Vucic, al termine di una riunione con l’ex ministro degli Esteri italiano e responsabile del gruppo sulla politica estera del Ppe, Franco Frattini, tenuta presso la sede della Società italiana per l’organizzazione internazionale (Sioi) presieduta dallo stesso Frattini. L’ex titolare della Farnesina e il vice primo ministro serbo si erano incontrati a Belgrado lo scorso 15 aprile, quattro giorni prima dello “storico” accordo tra Serbia e Kosovo raggiunto a Bruxelles con la mediazione dell’Ue.
 
“Abbiamo siglato molti accordi importanti dal nostro ultimo incontro. Consideriamo Frattini e l’Italia come grandi amici della Serbia. Auspichiamo che l’Italia ci assista nei negoziati per ottenere una data per l’avvio dei negoziati di adesione”, ha detto Vucic. Frattini, da parte sua, si è detto “convinto” che il primo ministro Enrico Letta, il ministro degli Esteri, Emma Bonino, e il ministro della Difesa, Mario Mauro, “continueranno ad aiutare la Serbia come ho fatto io in passato e come farò in futuro come chairman dell’expert group del Ppe”. Il vicepremier Vucic ha detto che la Serbia ha fatto molti sacrifici e concessioni negli ultimi mesi.
 
“Abbiamo firmato l’accordo per la normalizzazione delle relazioni con Pristina, così come il piano di attuazione. Abbiamo iniziato ad rendere esecutivi gli uffici di collegamento, l’accordo sulla gestione integrata delle frontiere, l’intesa sull’asterisco e sulla nota (che dovrebbe rappresentare il Kosovo nelle riunioni internazionali, ndr)”, ha detto ancora Vucic, precisando che il percorso europeo della Serbia dipenderà il larga misura dai partiti del Ppe: “Anche il Partito dei socialisti europei è molto importante - ha detto il leader serbo - ma dipenderà sopratutto dai partiti del Ppe”.
 
Secondo l’ex titolare della Farnesina, “è giunto il momento per l’Europa di essere giusta: la Serbia ha ottenuto grandi risultati, ha fatto molte concessioni, si è riunita molte volte con le controparti del Kosovo”. Il premier serbo Ivica Dacic e l’omologo kosovaro Hashim Thaci, infatti, dovrebbero riunirsi a Bruxelles la prossima settimana con la facilitazione dell’Alto rappresentante europeo, Catherine Ashton. “E’ noto che l’Italia riconosce Pristina e noi abbiamo giocato un ruolo di incoraggiamento che ha avuto successo. E’ il momento di essere credibili. L’Europa non può solo riconoscere che Belgrado ha fatto molti progressi, ma deve tracciare le conseguenze di questi progressi; e la conseguenze è concedere una data per iniziare i negoziati per una piena adesione nell’Ue”, ha detto ancora Frattini, concludendo che “questo non è solo un punto politico: si tratta di mantenere la parola data”. (Asc)
   Il vicepremier serbo, Aleksandar Vucic, e l'ex ministro degli Esteri italiano, Franco Frattini