Elezioni in Bulgaria
La vittoria amara del Gerb
 
Sofia, 12 mag - (Agenzia Nova) - Lo schieramento di centrodestra Partito per lo sviluppo europeo della Bulgaria (Gerb) ha vinto le elezioni politiche anticipate che si sono svolte il 12 maggio 2013. Il Gerb, guidato dall’ex premier Bojko Borisov, aveva lasciato il potere lo scorso 21 febbraio, travolto dalle proteste contro il caro bollette, la corruzione e la povertà dilagante. Nonostante il passo indietro di pochi mesi fa, il partito è riuscito a vincere la competizione elettorale con il 30,5 per cento dei voti ma ha ottenuto solo 97 seggi rispetto ai 240 complessivi del parlamento bulgaro, una quota che non consentirà di poter formare un governo senza stringere alleanze. La suddivisione dei seggi, comunicata dalla Commissione centrale elettorale (Cec), prevede che la Coalizione per la Bulgaria, alleanza guidata dal Partito socialista bulgaro (Bsp), otterrà 84 seggi (26,6 per cento dei voti), il Dps ne avrà 36 (11,2 per cento), mentre il partito della destra nazionalista di Ataka potrà contare su 23 seggi (7,3 per cento).

I tre partiti, come prevedibile, hanno subito sentenziato la loro intenzione di non accettare eventuali coalizioni con il Gerb. La situazione politica in Bulgaria, quindi, sembra essere giunta all’ennesimo capolinea, mentre l’instabilità rischia di proseguire: il Gerb e il Bsp non hanno abbastanza seggi per formare un governo ed è esclusa la possibilità che i due possano allearsi per formare un governo di larghe intese. Impraticabile anche un’alleanza tra il Gerb e Ataka, viste le divergenze tra Borisov e il leader nazionalista, Volen Siderov. Sarà molto probabile, a questo stato di cose, che l’ex premier si debba sedere fra gli scranni dell’opposizione.
   
 
Il silenzio di Borisov
 
Sofia, 12 mag - (Agenzia Nova) - Il presidente del Gerb ha deciso di rimanere in silenzio sino alla pubblicazione dei dati ufficiali della Cec. A parlare al posto di Borisov, nelle prime ore dopo il voto, è stata la dirigenza del Gerb che ha mostrato grande sicurezza nonostante il risultato elettorale vittorioso, ma incerto. Secondo il vicepresidente del Gerb, Tsvetan Tsvetanov, il partito è pronto a costituire una squadra di governo. Tsvetanov ha aggiunto che prima “sarà necessario attendere i risultati ufficiali e capire se si potranno avviare consultazioni con altri partiti politici o se ci limiteranno a proporre un governo di minoranza”. Stando alle parole dell’ex ministro dell’Interno bulgaro, l’esito delle elezioni “porta a riflettere. Vi è la possibilità di correggere gli errori commessi in passato e avere un dialogo più pragmatico con tutti coloro che hanno esigenze specifiche". Secondo l’esponente del partito, Krasimir Velchev, “sarà molto difficile formare un nuovo governo”. Velchev è convinto che il Gerb “non formerà un esecutivo di coalizione, quanto più uno con un programma specifico”. “Sono contenta – ha detto la rappresentate del Gerb Liljana Pavlova – che per la prima volta nella storia democratica della Bulgaria un partito vinca le elezioni dopo aver rassegnato le dimissioni pochi mesi prima e mantenendo la fiducia degli elettori”.

Secondo l’ex ministro per lo Sviluppo regionale, “ha prevalso il buon senso”. “La gente è convinta che se ci verrà concessa una seconda possibilità potremo proseguire e completare le tante iniziative avviate, progetti che sono importanti per il paese”, ha detto la Pavlova. Oggi il leader socialista Stanishev ha rincarato la dose di critiche e accuse, attaccando anche il governo ad interim per la “scandalosa” organizzazione delle elezioni. “C’è stato parecchio caos e un numero di violazioni che sono ancora in corso”, ha detto Stanishev, secondo cui “il governo di Bojko Borisov ha perso il potere e non vi tornerà”. “Il Gerb ha perso il diritto legittimo di governare per la maggioranza dei cittadini bulgari”, ha proseguito il leader socialista, convinto che il partito di Borisov non sarà in grado di formare un governo.
   
 
Le speranze dell’opposizione
 
Sofia, 13 mag - (Agenzia Nova) - Il leader socialista Sergej Stanishev ha invitato subito Borisov a rifiutare l’incarico di governo per lasciarlo nelle mani del Bsp. “Ci assumeremo la responsabilità di formare un nuovo esecutivo”, ha detto Stanishev annunciando l’avvio di consultazioni con le dirigenze delle altre due forze politiche. Qualora il Bsp dovesse ottenere l’incarico il candidato primo ministro sarebbe Plamen Oresharski, un esperto di finanza che il direttivo socialista ha definito un promotore della “stabilità e della crescita economica”. Stanishev ha rincarato la dose di critiche e accuse, attaccando anche il governo ad interim per la “scandalosa” organizzazione delle elezioni. “C’è stato parecchio caos e un numero di violazioni che sono ancora in corso”, ha detto Stanishev, secondo cui “il governo di Bojko Borisov ha perso il potere e non vi tornerà”. “Il Gerb ha perso il diritto legittimo di governare per la maggioranza dei cittadini bulgari”, ha proseguito il leader socialista, convinto che il partito di Borisov non sarà in grado di formare un governo. Stanishev ha annunciato l’avvio di consultazioni per stilare un programma di governo che possa contare sull’appoggio di Ataka.

Un messaggio chiaro è giunto anche dal leader del Dps, Ljutvi Mestan, il quale ha fugato ogni dubbio annunciando che “è escluso il sostegno” del suo partito al Gerb. Stando alle parole di Mestan, il “prossimo governo dovrebbe difendere gli interessi di quei cittadini bulgari che non sono rappresentati in parlamento”. Stando alle parole di Mestan, il “prossimo governo dovrebbe difendere gli interessi di quei cittadini bulgari che non sono rappresentati in parlamento”. Il leader di Ataka, Volen Siderov, ha definito “impossibile” una coalizione con il Gerb. Il leader di destra ha annunciato, inoltre, che il suo schieramento entrerà a far parte del prossimo governo bulgaro sono se gli obiettivi dell'esecutivo saranno concordi con i loro programmi: un messaggio molto chiaro anche per i socialisti, che per bocca dello stesso Stanishev stanno lavorando per cercare di capire quante possibilità ci sono di coinvolgere Ataka in un eventuale governo di coalizione. Siderov non ha mancato di lanciare un’invettiva verso le aziende straniere operanti nel paese balcanico. “La Bulgaria si trova nelle mani di potenze coloniali, ma nulla di ciò che funziona e produce profitto nel paese è bulgara”, ha aggiunto il leader di Ataka. “Voglio riprendere questa battaglia contro la schiavitù coloniale”, ha concluso Siderov.
   
 
L’instabilità politica prosegue
 
Sofia, 13 mag - (Agenzia Nova) - La Bulgaria versa in uno stato d’instabilità politica da diversi mesi. Lo scorso 20 febbraio il governo di Borisov ha rassegnato le dimissioni travolto dalle proteste contro il caro bollette, dalla corruzione dilagante e dal tasso elevato di povertà. Nell’opinione pubblica si è instaurata una sfiducia generale verso il mondo politico, una sensazione confermata dall’affluenza alle urne che supera a malapena il 50 per cento degli aventi diritto di voto. Dalla caduta di Borisov il paese è stato governato da un governo di transizione, nominato dal presidente della Repubblica Rosen Plevneliev, e guidato dal diplomatico Marin Rajkov. Il compito principale dell’esecutivo ad interim era l’organizzazione delle elezioni anticipate, ma la campagna elettorale è stata tempestata da scandali, su tutti quello delle intercettazioni telefoniche, da accuse di frode, oltre alla diverse irregolarità segnalate durante la giornata delle elezioni.    
 
Le false schede elettorali
 
Sofia, 11 mag - (Agenzia Nova) - Le elezioni si sono svolte in un clima teso: il giorno prima delle elezioni sono state sequestrate 350 mila schede elettorali false. Diverse decine di manifestanti sono scesi in strada a Sofia per protestare davanti alla sede della Cec, in merito alla diffusione della notizia dell’avvio di un’indagine da parte della procura della Repubblica sul caso di 350 mila presunte false schede elettorali sequestrate da una tipografia nella città di Kostinbrod. La tipografia sarebbe di proprietà di Jordan Bonchev, consigliere comunale di Kostinbrod per il Gerb, vicino all’ex ministro dell’Interno Tsvetanov, e le schede false erano quindi presumibilmente finalizzate a manipolare il voto delle elezioni politiche a favore di Borisov. L’ex premier ha definito la vicenda come “un atto vile” basato su una campagna diffamatoria in atto nei suoi confronti.    
 
Borisov propone l’annullamento dell’esito elettorale
 
Sofia, 16 mag - (Agenzia Nova) - Quattro giorni di silenzio e un ritorno col botto: il leader del Gerb Borisov è tornato alla ribalta chiedendo l’annullamento delle elezioni. Borisov ha motivato la richiesta, che il suo schieramento presenterà alla Corte costituzionale bulgara, con le irregolarità commesse durante la giornata di silenzio elettorale, quando la polizia ha sequestrato 350 mila false schede elettorali nella tipografia di Kostinbrod. “Non ho nulla a che fare con la tipografia di Kostinbrod”, ha affermato Borisov. “Nel caso in cui saranno indette nuove elezioni io vieterò a chiunque esponente del Gerb che risulti eventualmente collegato a questa vicenda di partecipare alla competizione elettorale”, ha aggiunto l’ex premier. Borisov ha proposto inoltre che l’incarico di stampare le schede elettorali dovrebbe spettare alla Banca nazionale bulgara, così da evitare casi simili a quello della tipografia di Kostinbrod. L’ex premier è convinto che “la migliore opzione per la Bulgaria sarebbe l’indizione di nuove elezioni”. “Non potrà essere formato alcun governo data la suddivisione dei seggi fra i quattro partiti politici che sono riusciti ad accedere al parlamento”, ha detto l’ex premier, secondo cui non sarebbe serio proporre un governo “tecnico”.

“E’ poco serio parlare di un governo tecnico perché il Bsp vuole costruire la centrale nucleare di Belene, mentre il Dps non vuole e Ataka, invece, si. Bsp, Dps e Ataka hanno opinioni differenti su questioni importanti”, ha detto Borisov. “L’unica cosa che (i tre partiti, ndr) potranno fare è chiedere un grosso prestito che sarà interamente depauperato in un anno o un anno e mezzo. Se lo faranno, neanche Dio sarà in grado di salvare la Bulgaria”, ha aggiunto l’ex premier. Borisov è convinto che le nuove elezioni potrebbero essere organizzate in un mese o un mese e mezzo. “Non c’è niente di peggio della situazione attuale. Sarebbe peggio se si formassero coalizioni senza visioni comuni”, ha detto il leader del Gerb. “Il popolo preferisce me a Plamen Oresharski (candidato premier del Partito socialista bulgaro, ndr) in base a tutti i sondaggi elettorali”, ha proseguito Borisov secondo cui dovrebbe spettare alla Banca nazionale bulgara l’incarico di stampare le schede elettorali.