Presidenziali in Slovenia
 
La vittoria di Pahor
 
Lubiana, 2 dic 2012 - (Agenzia Nova) - Contro tutte le previsioni l’ex premier socialdemocratico sloveno Borut Pahor ha vinto le elezioni presidenziali al secondo turno con il 67,37 per cento dei voti, mentre l’avversario Danilo Tuerk ha avuto il 32,63 per cento delle preferenze. Alle ore 19 l’affluenza stimata dalla Commissione elettorale centrale è del 31,7 per cento rispetto agli aventi diritto di voto. “Fare il necessario per portare il paese fuori dalla situazione attuale”. Sono queste le prime parole di Borut Pahor dopo che gli exit poll hanno annunciato la sua vittoria nel ballottaggio delle elezioni presidenziali. “Non c’è quasi alcun problema che non si possa risolvere, se lavoriamo insieme e con il cuore”, ha detto Pahor citato dal quotidiano sloveno “Finance”. “Questa vittoria è solo l’inizio di una nuova speranza, di un nuovo periodo", ha aggiunto Pahor. Il “politico” Pahor e il “diplomatico” Tuerk erano i due candidati ad aver ottenuto il maggior numero di voti al primo turno dell’11 novembre.  Borut Pahor è uscito vincitore dal primo turno con il 40,01 per cento dei voti. Il capo dello stato uscente, Danilo Tuerk, dato per vincente nei sondaggi, si è invece fermato al 36,83 per cento. Più distaccato col 24,16 per cento delle preferenze Milan Zver, il candidato sostenuto dal Partito democratico e da Nuova Slovenia. A votare al primo turno sono stati appena 816.415 cittadini, ovvero il 47,68 per cento degli aventi diritto.  

 Pahor

 
Pahor: inizia “una nuova era”
 
Lubiana, 3 dic 2012 - (Agenzia Nova) - La vittoria elettorale di Borut Pahor al secondo turno delle presidenziali slovene è “l’inizio di un nuovo periodo”. Così lo stesso Pahor ha commentato la vittoria dopo pochi minuti dall’uscita dei primi exit poll di ieri sera. Secondo molti analisti, a sovvertire i sondaggi è stato un altro dei fattori principali di questo round elettorale, ovvero la scarsa affluenza alle urne che è stata confermata anche dai dati del ballottaggio. Infine, come ultimo elemento si segnalano le proteste contro la classe politica che si sono diffuse in tutto il paese nell’ultima settimana. Il presidente eletto Pahor ha commentato a caldo la vittoria elettorale sostenendo che “bisogna fare il necessario per portare il paese fuori dalla situazione attuale. Non c’è quasi nessun problema che non si può risolvere, se lavoriamo insieme e con il cuore”, “Questa vittoria è solo l’inizio di una nuova speranza, di un nuovo periodo", ha detto Pahor citato dal quotidiano sloveno “Finance”, sostenendo che ora al paese servono fiducia, rispetto, tolleranza e disponibilità ad ascoltare.

Al quotidiano “Slovenia Times”, Pahor ha dichiarato di essere soddisfatto per il sostegno ricevuto e che la sua vittoria è il punto di partenza per un nuovo periodo in cui si “agirà tutti come una nazione, un paese” per contrastare gli effetti della crisi economica. Secondo il presidente eletto i problemi esistenti, che non sono solo sloveni, ma europei, non possono essere risolti senza la fiducia nelle istituzioni. “Le istituzioni, il governo, il parlamento e il presidente si dovranno guadagnare la fiducia con il duro lavoro per il bene comune”, ha aggiunto.

Pahor ha detto poi che intende impegnarsi sin da subito per raggiungere un accordo fra tutti i partiti con rappresentanza parlamentare per risolvere la crisi. “Nel caso in cui i capigruppo dei partiti saranno convinti che io potrò essere utile per raggiungere questo accordo e contribuire alla sua realizzazione, io sarò felice di farlo e offrirò tutta la mia esperienza”, ha proseguito. Secondo il rappresentante socialdemocratico, però, un accordo su come uscire dalla crisi dovrebbe essere accompagnato da un accordo politico che garantisca l’astensione da determinate azioni e dichiarazioni che “in tempi di stabilità sarebbero normali”, ma che ora potrebbero “compromettere la speranza delle persone. Abbiamo già battuto la crisi una volta – ha dichiarato Pahor – e la batteremo di nuovo”. Il presidente eletto ha inoltre dichiarato che non commenterà o interferirà nel lavoro del presidente Tuerk sino a quando non assumerà ufficialmente l’incarico dopo il 22 dicembre. 
   
 
Jansa: risultato eccellente e convincente
 
Lubiana, 3 dic 2012 - (Agenzia Nova) - Il primo ministro sloveno, Janez Jansa, ha inviato un messaggio di congratulazioni a Borut Pahor per la vittoria alle presidenziali. "Ha raggiunto un risultato eccellente e convincente. Lo ringrazio in particolare perché ha parlato di questioni che non sono note, ma sono necessarie”, ha detto Jansa, secondo cui la bassa affluenza alle urne è un segnale che i politici devono “prendere sul serio” e proporre misure che “ripristino la fiducia nei cittadini” per convincerli “ che “i problemi possono essere risolti con il sostegno delle istituzioni democratiche”.

Il premier sloveno non ha specificato quali misure il governo avrebbe proposto, ma ha osservato che il mandato dell’esecutivo è il meno protetto, mentre quelli di sindaci, giudici, parlamentari e consiglieri locali sono stati già stabiliti”. Considerando la situazione del paese, secondo Jansa è necessaria una “riconsiderazione approfondita” non solo in termini di misure economica, ma anche di quelle che implicano “modifiche al sistema politico”. Secondo quanto riporta il quotidiano “Slovenia Times”, il premier ha parlato anche delle manifestazioni che si stanno svolgendo da una settimana in tutto il paese: “Tutti coloro che esprimono la loro protesta in modo pacifico e sostengono le loro opinioni meritano di essere riconosciuti come cittadini attivi”.

Il capo del governo ha aggiunto che la minoranza che si è recata alle urne nella giornata di ieri merita un doppio riconoscimento, dato che i rapporti con la società sono regolati attraverso il voto, ovvero “l’unico modo civile per risolvere i problemi”. Jansa ha concluso affermando che "l’intero establishment politico e la cittadinanza attiva" dovranno affrontare sfide cruciali nelle prossime settimane per implementare “correzioni al sistema politico”. L’affluenza alle urne è la più bassa mai registrata sinora per le elezioni presidenziali. Nel secondo turno si sono recati a votare il 42 per cento degli aventi diritto. La percentuale è ancora più bassa rispetto al primo turno, quando a votare erano andati appena 816.415 cittadini, ovvero il 47,68 per cento degli aventi diritto.

La scarsa affluenza alle urne potrebbe essere una chiave di lettura dei risultati, soprattutto perché in concomitanza con i due turni elettorali, la Slovenia è stata scossa da un’ondata di manifestazioni. Le proteste sono iniziate la settimana scorsa a Maribor: diversi abitanti della città hanno protestato contro il sindaco Franc Kangler, accusato di corruzione. Successivamente le manifestazioni si sono diffuse in tutto il paese e venerdì scorso a Lubiana alcuni partecipanti a un corteo si sono scontrati con la polizia della capitale slovena. Oggi e domani sono previsti diversi nuovi raduni in tutto il paese.
   Pahor stringe la mano a Jansa
 
Tuerk: il mio impegno resta immutato
 

Lubiana, 3 dic 2012 - (Agenzia Nova) - Il presidente uscente Tuerk si è congratulato con Pahor, ma ha evitato di analizzare le cause della sconfitta elettorale. Ci sono "molte persone qualificate per fare valutazioni politiche, analisi e sondaggi. Io devo essere modesto, non posso valutare queste elezioni a causa del mio coinvolgimento”, ha detto Tuerk citato dal quotidiano “Slovenia Times”. Il presidente uscente ha aggiunto che rimarrà “un cittadino attivo”, al termine del suo mandato che si concluderà ufficialmente fra tre settimane. “Sono entrato in politica cinque anni fa come un cittadino attivo, uno di quelli che hanno a cuore” il benessere dei cittadini, per questo motivo “Il mio impegno resta immutato”, ha concluso Tuerk.

   
 
Il profilo di Borut Pahor
 
Lubiana, 9 nov 2012 - (Agenzia Nova) - Nato a Postumia (Postonja, in sloveno) nel 1963, Pahor si è laureato in Scienze sociali presso l’Università di Lubiana. Attivo politicamente già durante gli studi, Pahor fu eletto in parlamento nel 1990 nella lista del Partito democratico riformista (ex Lega dei comunisti), mentre dal 2004 al 2007 è stato europarlamentare. Alle elezioni del 2008 i socialdemocratici divennero il primo partito in Slovenia e Pahor ricevette l’incarico proprio dal presidente Tuerk di formare un esecutivo. Il suo governo è durato fino al febbraio del 2012, quando ha dovuto lasciare il posto all’attuale primo ministro, Janez Jansa.

La candidatura di Pahor ha ricevuto l’appoggio anche della Lista civica del presidente della Camera di stato, Gregor Virant, e all’ex premier, sostiene “Radio Capodistria”, potrebbero essere destinati i voti di Zver nel caso di un eventuale ballottaggio. La figura di Pahor sembra essere la vera alternativa a Tuerk, anche perché ha da tempo iniziato ad accogliere nel suo programma politico molte idee del centrodestra. La sua campagna elettorale si è basata principalmente sul lavoro volontario e Pahor ha tentato di dare un’immagine di sé come uomo del dialogo e lavoratore. Le sue possibilità di vittoria sembrano, però, legate esclusivamente al buon esito del ballottaggio, per il quale potrebbe avere un leggero vantaggio su Tuerk.

Riguardo a uno dei principali argomenti della recente campagna elettorale, la discordia sulla creazione di una “bad bank” e sulla gestione delle proprietà dello stato, Pahor aveva affermato a ottobre che queste dovrebbero essere risolte dal dialogo politico. L’ex premier sloveno, a inizio ottobre, in un’intervista televisiva all’emittente croata “Nu2”, aveva ammesso anche di aver sottovalutato i problemi delle banche durante il suo mandato governativo. “Nel 2009 e nel 2010 il mio governo ha sottovalutato i problemi del sistema bancario e mi prendo la responsabilità di questo”, aveva detto Pahor, criticando inoltre la posizione assunta dall’attuale opposizione e dai sindacati in Slovenia contro il governo del premier Janez Jansa.

Pahor aveva affermato che i sindacati e i partiti dell’opposizione vogliono solo destabilizzare l’attuale esecutivo anche a costo di ignorare i veri interessi del paese. “In questo momento è necessario trovare un consenso su tutte le questioni più importanti ed evitare contrapposizioni ideologiche”, aveva aggiunto Pahor, sottolineando che il governo del premier Jansa deve essere in grado di finire il suo mandato e di adottare le riforme cruciali per il paese.
   
 
Il candidato indipendente Danilo Tuerk
 
Lubiana, 11 nov 2012 - (Agenzia Nova) - Tuerk, 60 anni, nato a Maribor, si è laureato in Legge all’Università di Belgrado e, negli anni ‘80 ha collaborato con Amnesty International nell’ambito dei diritti umani in Jugoslavia. Prima di essere eletto nel 2007 a terzo presidente della Slovenia, con l’appoggio del partito Socialdemocratico (Sd), è stato rappresentante permanente di Lubiana presso le Nazioni unite tra il 1992 e il 2000, per poi insegnare presso la facoltà di Legge presso l’Università di Lubiana. Nel 2007 Tuerk giunse secondo al primo turno delle presidenziali, dietro all’ex premier Lojze Peterle, ma guadagnò la presidenza vincendo con largo vantaggio al ballottaggio seguente.

Il presidente Tuerk è stato il primo ad ufficializzare la propria candidatura, nell’agosto scorso, raccogliendo 13 mila firme e, potendo usufruire anche dell'ovvia posizione di vantaggio, ha mantenuto un profilo di alto livello politico durante tutta la campagna per ottenere la rielezione. Tuerk ha avuto delle difficoltà a calarsi all’interno della bagarre politica slovena e non è riuscito ad evitare alcune polemiche e attacchi personali che non lo hanno certo avvantaggiato. Il presidente sloveno ha smentito l’accusa mossa nei suoi confronti da Milan Zver, vice presidente del Partito dei democratici (Sds) e candidato anch’egli alla presidenza, secondo cui Tuerk sarebbe contrario alle riforme del governo. Il presidente ha detto di essere abituato alle critiche ingiuste e incivili e ha invece ribadito di essere un sostenitore della riforma delle pensioni e del lavoro. Tuerk ha incentrato la sua campagna elettorale su diritti umani, giustizia, solidarietà e il sostegno alla creatività e all’iniziativa imprenditoriale.

In un’intervista rilasciata il 3 novembre scorso all’emittente slovena “Radio Capodistria”, Tuerk ha dichiarato che i finanziamenti destinati alle minoranze nazionali vanno preservati e ha sottolineato che “le minoranze hanno bisogno dei finanziamenti per potersi sviluppare”, promettendo che, in caso di rielezione, la questione sarà posta al centro del’agenda del suo nuovo mandato. Nel corso dell’intervista, il presidente uscente si è inoltre soffermato sulla questione della giustizia. “Credo fermamente in valori quali la giustizia sociale e l’onestà”, ha detto Tuerk, precisando però di non essere un sostenitore di un approccio acritico nei confronti del sistema giudiziario, esprimendo perplessità per l’influenza operata talvolta dai mezzi d’informazione nei confronti della giustizia.

Per quanto concerne i propri rapporti con i suoi due sfidanti alle elezioni presidenziali, Tuerk ha giudicato positivamente la collaborazione sia con Borut Pahor che con Milan Zver. “Non si tratta di rapporti idilliaci, ma ritengo che non siano stati mai neppure tesi. Ad ogni modo durante il mio mandato questi rapporti sono stati meno tesi che in altri periodi“, ha dichiarato Tuerk, ricordando che il capo dello stato, essendo eletto direttamente dai cittadini, ha il diritto e il dovere di agire secondo coscienza.

Tuerk si è detto convinto di essere un candidato appoggiato da un ampio spettro di forze politiche. “La mia candidatura poggia su un’ampia piattaforma. Sono sostenuto da sette partiti, di cui uno al governo, uno all’opposizione e cinque extraparlamentari. Godo dell’appoggio di numerose associazioni e posso vantarmi di aver raccolto in soli nove giorni ben 13 mila firme di cittadini che hanno voluto sostenere la mia candidatura“, ha aggiunto Tuerk.
   Danilo Tuerk