Erjavec in Vaticano

 

 
Lubiana può uscire da sola dalla crisi economica
 
Roma, 14 nov (Agenzia Nova) - La Slovenia può uscire da sola dalla crisi economica attuale, a patto che il governo possa attuare le riforme previste. E’ quanto affermato oggi dal ministro degli Esteri sloveno, Karl Erjavec, in un’intervista rilasciata a “Nova” al termine della sua visita di due giorni in Vaticano, dove è stato ricevuto da Papa Benedetto XVI, in occasione dei 20 anni dall’instaurazione dei rapporti diplomatici tra Lubiana e la Santa Sede. Il capo della diplomazia slovena ha spiegato che la crisi economica del paese è stata uno dei temi centrali del colloquio avuto ieri con Monsignor Mamberti, segretario del Vaticano per i rapporti con gli Stati.

“E’ stato un colloquio esaustivo – ha sottolineato Erjavec -. Sulla crisi economica in Slovenia ho spiegato a Monsignor Mamberti quali sono stati i provvedimenti presi dal nostro governo e quali problemi abbiamo incontrato nell’attuazione di queste misure”. A tale proposito Erjavec ha ricordato che in Slovenia ci sono molte riforme in via di preparazione in parlamento e “speriamo di riuscire ad attuarle. Se saremo in grado di attuarle senza ricorrere a dei referendum, potremo superare la crisi in modo autonomo e non avremo bisogno dell’aiuto europeo”.

Erjavec ha osservato inoltre che in Slovenia l’opinione pubblica non ha cambiato atteggiamento nei confronti dell’Ue, nonostante la crisi. “Monsignor Mamberti si è interessato alla situazione economica slovena e alla posizione dei miei concittadini riguardo all’Ue”, ha detto il ministro. “E posso dire che al di là della crisi economica, l’opinione pubblica slovena è rimasta favorevole all’Ue, perché il nostro futuro lo vediamo in ambito europeo. Anche per questo tra i partiti politici non c’è alcun dibattito su possibili posizioni negative nei confronti dell’Ue”.

Per Erjavec, tuttavia, “si sta constatando che l’Ue non era pronta per questa situazione di crisi. E’ quindi necessario instaurare meccanismi adatti e tra i vari ministri degli Esteri dell’Ue si discute frequentemente riguardo al futuro dell’Unione”. In Slovenia il dibattito attuale è incentrato sulla proposta di referendum avanzata da alcuni sindacati in merito all’istituzione di una bad bank, organismo incaricato di gestire i titoli tossici delle banche statali. Secondo Erjavec, sarebbe auspicabile evitare un referendum, per portare avanti le riforme.

Nel colloquio con Mamberti è stato affrontato anche il tema dei rapporti tra Slovenia e Croazia. “Abbiamo sempre sostenuto l’adesione di Zagabria all’Ue – ha detto Erjavec – però riteniamo che non debbano rimanere questioni aperte tra i nostri paesi. Abbiamo affidato la questione a due esperti, uno sloveno e uno croato, e ci aspettiamo che diano una risposta adeguata come base per la soluzione del problema. Personalmente sono convinto che si troverà una soluzione nei tempi giusti per ratificare il trattato”. Erjavec ha aggiunto che il parlamento sloveno ritiene necessario risolvere la questione di Ljubljanska banka prima di ratificare il trattato, “nel senso che la Croazia deve rispettare gli impegni già presi a tale proposito”.

La Slovenia ha offerto anche il suo sostegno tecnico e amministrativo agli altri stati dei Balcani occidentali aspiranti all’ingresso nell’Ue. “Con Monsignor Mamberti abbiamo concordato che questi stati devono avere una prospettiva europea”, ha detto Erjavec e “siamo pronti ad offrire tutto il nostro sostegno tecnico e amministrativo nel loro processo di adeguamento alla legislazione comunitaria”. Erjavec ha sottolineato infine come i rapporti tra la Santa Sede e la Repubblica di Slovenia siano eccellenti. “Siamo grati alla Santa Sede perché sono stati i primi a riconoscere la Repubblica di Slovenia come stato autonomo e ad aver raccomandato presso gli altri stati questo riconoscimento”, ha detto Erjavec.

“Con Monsignor Mamberti abbiamo preso atto che non ci sono questioni aperte e che l’accordo tra la Repubblica di Slovenia e la Santa Sede del 2001 rappresenta un’ottima base su cui costruire i nostri futuri rapporti. Altrettanto importante per lo sviluppo delle nostre relazioni è la Costituzione slovena”. Mamberti, da parte sua, ha ricordato che nel 2007 la sua prima visita ufficiale all’estero come segretario per i rapporti con gli Stati si è svolta proprio in Slovenia. “L’ho invitato a venirci a trovare a Lubiana il prossimo anno”, ha concluso Erjavec.
   Erjavec in Vaticano

 

 

Fermare al più presto le violenze in Siria
 
Roma, 14 nov (Agenzia Nova) - Erjavec ritiene che in Siria sia necessario fermare al più presto le violenze e arrivare a una soluzione nell’ambito del Consiglio di sicurezza dell’Onu. “E’ necessario avere strumenti adatti per fermare le violenze in Siria”, ha detto Erjavec, ricordando l’iniziativa presentata dal premier sloveno Janez Jansa all’Assemblea generale dell’Onu che si è tenuta a settembre scorso a New York. Si tratta dell’Iniziativa sulla convenzione per la prevenzione e la condanna del reato di genocidio.

Il premier Jansa ha proposto a New York di istituire un forum intergovernativo di paesi membri dell’Onu per la preparazione e l’adozione di un protocollo d’attuazione della Convenzione e altri strumenti legali che consentano alla comunità internazionale di rispondere rapidamente a qualsiasi atto di genocidio o crimine contro l’umanità. “La Slovenia è molto attiva nel settore della difesa dei diritti umani - ha detto ancora Erjavec – ed è pronta a presentare la sua candidatura per il Consiglio dei diritti umani dell’Onu. Per questo ho chiesto il sostegno della Santa Sede per la candidatura nel periodo 2016-2018”.
   Erjavec in Vaticano
 
I risultati elettorali dipenderanno dalla partecipazione al voto
 
Roma, 14 nov (Agenzia Nova) - L’esito del secondo turno delle elezioni presidenziali in Slovenia dipenderà molto dalla partecipazione dei votanti. Ne è convinto il ministro Erjavec, il quale ha sottolineato come la bassa adesione riscontrata al primo turno delle elezioni l’11 novembre scorso sia stata “una sorpresa”. A votare domenica sono stati 816.415 cittadini, ovvero il 47,68 per cento degli aventi diritto e, contro tutte le previsioni, il capo dello stato uscente, Danilo Tuerk, dato per vincente nei sondaggi, si è fermato al 36,83 per cento, mentre Borut Pahor, l’ex primo ministro della Slovenia, ha ottenuto il 40,01 per cento delle preferenze. “Probabilmente è proprio l’astensione che ha influito sull’esito inatteso del voto di domenica”, ha detto Erjavec, aggiungendo che “la competizione tra i due candidati rimasti in lizza sarà molto dinamica e fino alla fine non si potranno prevedere i risultati”.