Davutoglu a Roma

 

 
Italia e Turchia, una relazione strategica
 
Roma, 12 nov - (Agenzia Nova) - Quella tra Italia e Turchia è una relazione strategica, basata su un'amicizia profonda e su rapporti economici floridi. I due paesi inoltre hanno piena convergenza di vedute su molte questioni che interessano il Mediterraneo, il Medio Oriente e il processo di integrazione europea. Lo hanno confermato oggi a Roma i ministri degli Esteri di Roma e Ankara, Giulio Terzi e Ahmet Davutoglu, nel corso della conferenza stampa tenuta al termine del loro incontro a Villa Madama. "L'Italia considera la Turchia un partner strategico - ha detto Terzi - e lo dimostra l'intensità dei contatti bilaterali a livello governativo". Terzi ha ricordato infatti che l'8 maggio scorso a Roma si è tenuto il vertice governativo italo-turco, proprio a Villa Madama.

L'Italia sostiene fortemente l'ingresso di Ankara nell'Ue. "Da parte italiana c'è un grande desiderio di vedere la Turchia muoversi positivamente in un percorso di integrazione dei mercati e dei rapporti umani (in Europa), attraverso la politica di liberalizzazione dei visti che ha tardato sin troppo", ha detto Terzi, aggiungendo che il colloquio di oggi con Davutoglu ha riguardato anche la "nuova agenda positiva" lanciata dalla Commissione europea nell'ambito dei negoziati d'adesione della Turchia. Terzi ha sottolineato che Italia e Turchia sono partner strategici sul piano delle relazioni economiche. "L'interscambio bilaterale ha avuto un'evoluzione sostenuta e positiva anche nel 2011, è aumentato del 28 per cento rispetto al 2010 - ha spiegato il ministro - lo scambio si è un po’ ridotto nel 2012, ma sempre su livelli attorno ai 20 miliardi di dollari".

Terzi ha affermato che in settori come quello dell'energia e dell'industria della difesa ci sono "programmi che possono aprire opportunità significative" di cooperazione. Davutoglu, da parte sua, ha ringraziato l'Italia per il continuo sostegno dato al percorso di integrazione europea di Ankara e per essere "il nostro avvocato in tutto il sistema dell'Ue". "Tutto ciò che viene fatto per la liberalizzazione dei visti è importante per la strada dell'adesione della Turchia all'Ue", ha aggiunto il ministro degli Esteri turco, auspicando altresì una soluzione della "questione di Cipro", dove il dialogo tra la comunità greca e quella turca sta attraversando una fase di stallo. "Siamo pronti a dare ogni singolo contributo che possa garantire una pace stabile e duratura", ha detto Davutoglu.
 

Davutoglu insieme a Terzi

© Agenzia Nova

 

Siria, Davutoglu chiede una “soluzione duratura”
 
Roma, 12 nov - (Agenzia Nova) – occorre  per la Siria "una soluzione duratura", per mettere fine al "dramma umanitario" in corso in quel paese. Lo hanno affermato oggi a Roma i ministri degli Esteri di Roma e Ankara, Giulio Terzi e Ahmet Davutoglu, nel corso della conferenza stampa tenuta al termine del loro incontro a Villa Madama. Il capo della diplomazia turca ha invitato la comunità internazionale a dare una risposta alla crisi. "Insistiamo sulla necessità di dare una risposta chiara", ha detto il ministro, riferendosi in particolare ai bombardamenti avvenuti oggi vicino al confine con la Turchia. "Il regime siriano sta sferrando attacchi aerei contro centri urbani abitati e oggi gli aerei siriani, senza distinguere tra civili e militari, hanno bombardato un centro urbano vicino al confine", ha aggiunto Davutoglu, sottolineando che "la comunità internazionale è rimasta in silenzio, mentre la Turchia soffre".

Terzi, da parte sua, ha concordato con Davutoglu sull'importanza dell'accordo raggiunto ieri a Doha dall'opposizione siriana e ha ricordato che "la Turchia è un partner fondamentale per gli interventi umanitari che il governo italiano ha messo in atto fin dalle prime fasi della guerra civile in Siria, attraverso le organizzazioni internazionali. Riguardo a un possibile sostegno militare all'opposizione siriana, Terzi ha chiarito invece che l'Italia non ritiene di dover intervenire "in alcun modo sul piano militare a titolo nazionale". Anche a livello internazionale, ha aggiunto Terzi, "non vediamo condizioni per un intervento a titolo collettivo" poiché manca il consenso del Consiglio di sicurezza dell'Onu.

Il capo della diplomazia italiana ha spiegato, infine, che, sul piano umanitario, che vede una situazione sempre più grave, per i prossimi mesi "sono necessari 22 milioni di euro per soccorrere i rifugiati siriani nei paesi vicini e la popolazione all'interno della Siria, attraverso questo processo di institution building che vogliamo sostenere congiuntamente con il governo turco".
   
 
I dati economici
 
Roma, 12 nov - (Agenzia Nova) – L’interscambio tra Italia e Turchia, stando ai dati forniti dal ministero del Commercio di Ankara, è stato di 21,3 miliardi di dollari nel 2011, con un aumento del 28 per cento rispetto all’anno precedente. Con questo dato l’Italia si attesta al quarto posto tra i partner commerciali della Turchia, dopo Germania, Federazione Russa e Cina. Nel 2011 l’export italiano verso la Turchia è stato di 13,45 miliardi di dollari, con un aumento annuo del 32,63 per cento, mentre l’import si è attestato a 7,85 miliardi di dollari, incrementato del 20,76 per cento. Gli investimenti italiani nei primi sei mesi del 2012 sono stati pari a 110 milioni di dollari, con un aumento record del 189 per cento rispetto al primo semestre del 2011. Le aziende italiane presenti in Turchia, infine, sono attualmente 936. La particolare intensità delle relazioni diplomatiche ed economiche tra Italia e Turchia negli ultimi tempi ha garantito un notevole incremento di questi dati.
   
 
Il Forum italo-turco
 
Roma, 12 nov - (Agenzia Nova) – L’ingresso della Turchia nell’Unione europea è ancora un obiettivo strategico per il governo di Ankara. Lo ha detto oggi a Roma il ministro degli Esteri turco, Ahmet Davutoglu, all’hotel Saint Regis dove ha co-presieduto assieme all’omologo italiano, Giulio Terzi, il foro di dialogo italo-turco, organizzato da Unicredit e dal centro di studi strategici del ministero degli Esteri turco. “La Turchia non sarà un peso per l’Ue, ma sarà la cura per alcuni suoi problemi strutturali”, ha detto il capo della diplomazia di Ankara rispondendo alla domanda del moderatore del dibattito, Emma Bonino, riguardo alla volontà del governo turco di entrare nella comunità europea. “La popolazione ha perso la speranza di un trattamento equo da parte dell’Ue, ma oggi la Turchia vuole un’Europa più forte. La Turchia non ha bisogno dell’Unione europea come ne aveva dieci anni fa”, ha proseguito Davutoglu, il quale ha sottolineato che oggi il suo paese è più forte e “ha dimostrato di saper essere produttiva ed efficace” anche senza l’Unione europea. Parlando della crisi siriana, infine, il ministro turco ha ribadito che i valori “che la Turchia sta difendendo in Siria sono gli stessi che sta difendendo l’Ue: i criteri di Copenaghen”.