Dacic in Italia
Dacic e il ministro Cancellieri
 
Roma, 5 nov - (Agenzia Nova) - Il primo ministro serbo Dacic ha incontrato quest’oggi il ministro dell’Interno italiano, Annamaria Cancellieri, a margine dell’81ma Assemblea generale dell’Interpol in corso a Roma. La Cancellieri ha posto l’accento sulla necessità di una collaborazione fra gli stati per combattere in modo efficace i diversi aspetti della criminalità organizzata, poiché i poteri dei singoli paesi sono limitati da giurisdizioni nazionali. “L’Interpol, con il suo patrimonio di expertise, la sua rete capillare e i sofisticati dispositivi di supporto informativo - ha detto il ministro - è ben posizionata per rispondere alla sfida della criminalità a livello globale”.

Il ministro Cancellieri ha inoltre sottolineato l’importanza di compiere nuovi sforzi per raggiungere obiettivi ambiziosi. Il premier serbo Dacic, che ricopre anche la carica di ministro dell’Interno, ha in agenda un incontro con il ministro degli esteri Giulio Terzi nel pomeriggio, mentre in serata si incontrerà con il segretario del Vaticano per i Rapporti con gli Stati, l’arcivescovo Dominique Mamberti. Per martedì è invece previsto un incontro fra Dacic e il presidente della Camera dei Deputati, Gianfranco Fini, e in seguito un incontro con il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e il sottosegretario agli Affari Esteri, Marta Dassù.
 

 Il Presidente Giorgio Napolitano, con il Sottosegretario di Stato agli Affari Esteri, Marta Dassù, nel corso dei colloqui con il Primo Ministro e Ministro dell'Interno della Repubblica di Serbia Ivica Dačić 

     
Il premier serbo alla Farnesina    
     
Roma, 5 nov - (Agenzia Nova) - I rapporti economici e politici fra Italia e Serbia sono buoni e Roma appoggia Belgrado nel suo percorso di avvicinamento all'Unione europea. E'  quanto emerge dalla conferenza stampa congiunta tenuta alla Farnesina dal ministro degli Esteri italiano, Giulio Terzi, e il primo ministro serbo Ivica Dacic, in visita a Roma. "Noi siamo stati al fianco del paese per il riconoscimento dello status di paese candidato all'adesione all'Ue”, ha affermato Terzi. Dacic, dal canto suo, ha confermato che per la leadership serba è inaccettabile lasciare in eredità un "conflitto congelato" con il Kosovo. In merito al dialogo fra Belgrado e Pristina, che ha visto il 19 novembre scorso il primo incontro a Bruxelles tra il premier Dacic e l'omologo kosovaro, Hashim Thaci, Terzi ha valutato che "gli sviluppi registrati hanno creato un clima favorevole", esprimendo "apprezzamento per il governo Dacic per come è stato condotto il dialogo".

Il capo dell'esecutivo serbo sarà mercoledì 7 novembre nella capitale belga per il secondo round delle trattative. "La Serbia - ha detto Dacic - desidera entrare velocemente nell'Unione europea e adempierà a tutti i criteri posti. Abbiamo rinnovato il dialogo con Pristina. Vogliamo risolvere tutte le questioni aperte con Pristina, non solo quelle tecniche. L'idea di un conflitto congelato che rimane ai nostri figli è inaccettabile. Vorremmo trovare una formula che accontenti entrambi i popoli del Kosovo (serbo e albanese, ndr). Tra due giorni continueremo il dialogo a Bruxelles. Noi siamo seri e faremo ciò che abbiamo detto, ma ci aspettiamo un approccio costruttivo anche dall'altra parte".

Il ministro degli Esteri italiano ha poi confermato il sostegno di Roma al cammino europeo di Belgrado. “Crediamo nel futuro europeo della Serbia e di una regione balcanica sempre più integrata economicamente", ha affermato Terzi. Il ministro degli Esteri ha citato poi una serie di dati commerciali. "La nostra partnership strategica ed amicizia - ha precisato il ministro - è arricchita da rapporti commerciali prestigiosi. L'Italia è il terzo partner commerciale della Serbia, con un interscambio di 2 miliardi di euro nel 2011, un aumento del 15 per cento. Nel primo semestre del 2012 l'export italiano ha registrato una crescita del 25 per cento. Sono circa 500 le aziende a partecipazione italiana in Serbia che danno lavoro a oltre 20 mila lavoratori".

La Serbia, inoltre, parteciperà ufficialmente all'Expo di Milano del 2015, diventando così il 109mo paese ad aver aderito alla manifestazione. Terzi ha sottolineato "la crescita di ricchezza che l'Italia trae dall'insediamento in Serbia delle nostre aziende". Roma e Belgrado, ha proseguito il titolare della Farnesina, intendono condividere "nuovi mercati e crescita". Tra i principali settori in cui hanno investito le imprese italiane nel paese balcanico figurano quello bancario con i gruppi Intesa Sanpaolo e Unicredit; assicurativo con Generali e Sai-Fondiaria; tessile con il Gruppo Benetton e i recenti investimenti del gruppo Geox; e naturalmente automobilistico, con l'impianto produttivo di Fiat.

La Serbia non vuole "scippare posti di lavoro" agli italiani, o che le aziende italiane chiudano per poi riaprire nel paese balcanico, quanto piuttosto fungere da "estensione" dell'attività produttiva. Il premier Dacic ha precisato che la Serbia vuole essere "un allargamento della vostra attività produttiva”. “Non vogliamo si crei atmosfera negativa, una società che investe è un interesse reciproco. La Fiat diventerà tra questo anno e il prossimo il maggiore esportatore del nostro paese e sarà un successo comune", ha affermato Dacic.

Durante la conferenza stampa congiunta, Dacic ha affermato anche che non ci sono difficoltà da parte di Belgrado per quanto riguarda il processo di ratifica parlamentare dell'accordo intergovernativo tra Italia e Serbia sulla cooperazione energetica. L'accordo in questione prevede la realizzazione di diverse centrali idroelettriche in Serbia e in Repubblica Srpska, l'entità serba in Bosnia-Erzegovina, allo scopo di esportare energia verde in Italia attraverso il Montenegro, dove Terna sta costruendo un cavo di interconnessione sottomarino. "Ci aspettiamo la ratifica dell'accordo sull'energia", ha detto Dacic, assicurando che "non ci sono difficoltà". La scorsa settimana il governo ha sospeso il processo di ratifica parlamentare.

"Ho chiesto al nostro ministro dell'Energia (Zorana Mihailovic, ndr) di inviare in Italia un gruppo di esperti tecnici. Subito dopo avvieremo un procedimento molto veloce di ratifica per questo progetto di grande volume", ha detto ancora Dacic. Il gruppo di esperti serbo è atteso a Roma per giovedì e dovrebbe incontrarsi con i tecnici del ministero italiano dello Sviluppo economico. "Sono 20 anni che in Serbia si parla di energia e non si fa mai niente. E' arrivato il momento di fare qualcosa", ha concluso Dacic. L'accordo nella sua interezza, ha affermato Dacic, "non sarà toccato", accennando tuttavia ad alcune "modifiche sugli annessi" del suddetto accordo.
 

 Ivica Dacic con Giulio Terzi

 

 

 

 
Il Business council italo-serbo
 

Roma, 6 nov - (Agenzia Nova) - Il primo ministro serbo Ivica Dacic ha confermato agli imprenditori del Business council italo-serbo il pieno sostegno a tutte le iniziative mirate alla collaborazione economica. E’ quanto emerge dall’incontro tenuto ieri sera a Roma presso l’Hotel Majestic di Via Veneto tra la delegazione serba, capitanata dal premier Dacic, e quella italiana. Al centro dei colloqui ci sono state le modalità per sviluppare la collaborazione economica, sottolineando il ruolo centrale del Business council.

Presenti personalità di diversi settori economici a cominciare da quello energetico, con Gaetano Maccaferri, numero uno di Seci energia, Guidoalberto Guidi, co-presidente del Business council e presidente di Ducati energia, Roberto Potì, vice presidente esecutivo di Edison; quello delle infrastrutture, con Pierre-Louis Bertina, amministratore delegato di Alstom ferroviaria, Admir Nocaj, capo per lo sviluppo economico di Balfour beatty rail, e Laurent Franciosi e Caludio Collinvitti di Italferr, e Rino Morelli, titolare di Armafer; della componentistica con Claudio Andrea Gemme, ad di Ansaldo sistemi industriali; delle costruzioni con Ubaldo Salomoni, direttore della Cooperativa edile Appennino, e Attilio Maria Navarra, presidente di Italiana costruzioni.

La delegazione italiana, inoltre, ha visto la presenza dell’ambasciatore italiano a Belgrado, Armando Varricchio, nonché di Fabrizio di Clemente ed Enrica Restante, responsabili per le relazioni esterne della nuova Ice, l’Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane.

 

 Ivica Dacic

     
Dacic con Napolitano
   
     

Roma,6 nov - (Agenzia Nova) - Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha ricevuto questa mattina intorno alle 10 circa il primo ministro serbo, Ivica Dacic, da ieri in visita in Italia. Presente anche il sottosegretario agli Affari Esteri, Marta Dassù. Il premier Dacic ha confermato che la parte serba è pronta a fare delle concessioni e ha preso l’iniziativa proponendo il dialogo “ad alto livello” sotto gli auspici dell’Ue. Belgrado, ha ribadito Dacic durante i colloqui con Napolitano, si aspetta un atteggiamento altrettanto costruttivo dalla parte kosovara. La leadership serba intende per altro lavorare per definire meglio l’autonomia delle quattro municipalità a maggioranza serba nel Nord del Kosovo, ovvero Leposavic, Mitrovica, Zubin Potok e Zvecan. Non è un caso che il presidente serbo Tomilsav Nikolic, durante la sua visita in Italia del mese scorso, avesse annunciato proprio al Quirinale la decisione di nominare quale capo negoziatore serbo il premier Dacic. Oggi, dunque, è stata semplicemente confermata questa linea di continuità tra Napolitano, Nikolic e Dacic.

Si è parlato anche di energia durante il colloqui tra Dacic e Napolitano. Il capo dell’esecutivo serbo ha confermato al capo dello Stato italiano che questo giovedì è attesa a Roma una delegazione “tecnica” del dicastero serbo dell’Energia, guidata dal segretario di stato del ministero, Dusan Novakovic, allargata anche ad alcuni rappresentanti della Repubblica Srpska, l’entità serba in Bosnia-Erzegovina, come il viceministro per l’Energia, Milan Bastinac, il direttore esecutivo dell’ente elettrico serbo bosniaco Eprs, Nenad Radovic. L’obiettivo è quello di ridefinire, insieme ai responsabili del ministero italiano dello Sviluppo economico, la lista degli impianti previsti nell’ambito dell’accordo intergovernativo italo-serbo in materia di cooperazione energetica. L'accordo in questione prevede la realizzazione di diverse centrali idroelettriche in Serbia e in Repubblica Srpska allo scopo di esportare energia verde in Italia attraverso il Montenegro, dove Terna sta costruendo un cavo di interconnessione sottomarino.

   
     
La tappa a Treviso    
     
Roma, 6 nov - (Agenzia Nova) - Si è conclusa oggi a Treviso, nel quartier generale del gruppo Benetton, la visita in Italia del primo ministro della Serbia, Ivica Dacic. La società trevigiana è presente in Serbia dal maggio 2011, quando ha comprato lo stabilimento Niteks a Nis (Serbia centrale) al prezzo di tre milioni di euro: Benetton ha a sua disposizione 65 mila metri quadri di spazio operativo ed entro il 2014 darà lavoro a circa 2.700 operai, per un giro d’affari stimato intorno ai 72 milioni di euro e una produzione destinata principalmente all’esportazione. La Serbia vanta accordi di libero scambio con i paesi dell'ex Unione sovietica, con la Turchia e con i paesi Cefta (accordo centro-europeo di libero scambio, ndr), grazie ai quali gli investitori internazionali possono avere accesso ad un mercato di 800 milioni di consumatori.