Intervista a Bagis

 

 
Turchia importante risorsa per il futuro dell’Unione
 
Roma, 18 ott - (Agenzia Nova) - La Turchia rappresenta una speranza e una risorsa per il futuro dell’Unione europea, grazie alla sua crescente influenza politica internazionale e al suo ritmo di crescita economica tra i più alti al mondo. E’ questo il senso del messaggio lanciato dal ministro degli Affari Europei della Repubblica di Turchia, Egemen Bagis, durante la sua visita a Roma, dove ha incontrato il presidente della Camera dei deputati, Gianfranco Fini, e ha partecipato ad una conferenza organizzata dall’Istituto affari internazionali.

La Turchia ha una delle popolazioni più giovani d’Europa e negli ultimi quattro anni è cresciuta in media dell’8 per cento. Il suo esercito è il secondo più grande della Nato e il primo in Europa, inoltre il 70 per cento delle risorse che l’Ue necessita sono situate a nord, sud o est della Turchia. Questi sono solo alcuni dei motivi per cui Ankara, secondo Bagis, può contribuire fortemente a una soluzione della crisi economica nel Vecchio continente e al suo sviluppo. “La cooperazione con la Turchia è quindi diventata una necessità per l’Europa”, ha spiegato Bagis nel suo intervento alla conferenza di questa mattina tenuta presso la sede romana della banca Monte dei Paschi di Siena.

“Entro il 2050 saremo la seconda economia più forte d’Europa (dopo la Germania) in base alle previsioni dell’Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico)”, ha aggiunto Bagis. Il maggiore contributo che Ankara può dare all’Europa, per Bagis, sono però i suoi rapporti con i paesi della regione mediorientale. “Oggi i cittadini di Siria, Libano, Egitto, Tunisia, Libia e molti altri guardano alla Turchia come un modello di democrazia”, ha continuato Bagis, sottolineando che “il motore della democrazia turca è proprio la sua determinazione a entrare nell’Ue”.

“Sin dal 1959, anno in cui Ankara ha presentato la sua domanda d’adesione all’Ue, la Turchia ha riformato costantemente le sue istituzioni, ha introdotto l’uso della lingua curda nel settore dell’informazione e in quello politico e ha approvato nuove misure per la tutela delle minoranze etniche, come i rom, e religiose, come i cristiani. Ci sono ancora problemi da risolvere, ma oggi la Turchia è un paese migliore e guardando agli altri stati membri dell’Ue, possiamo trovare difetti in tutti. Non esiste una nazione perfetta”. La Turchia, quindi, secondo Bagis, può rappresentare “un ponte” tra Oriente e Occidente, tra Europa e Asia.

“Un ponte che però ha bisogno di pilastri su cui reggersi e la Turchia ora sta cercando di rafforzarli, guardando in tutte le direzioni: nord, est, sud, ovest – ha detto ancora Bagis -. La Turchia sta crescendo, sta diventando più democratica, più ricca, più forte, più trasparente e più fiduciosa in se stessa e riguardo alle nostre relazioni con i paesi vicini, non dobbiamo scegliere tra Europa o Medio Oriente. Più forti saranno i nostri legami con l’Europa, maggiore sarà la nostra influenza in Medio Oriente e più forti saranno le nostre relazioni con i paesi mediorientali, più forti diverremo in Europa”.
 

Bagis

 

Ankara determinata a proseguire il processo d’adesione
 
Roma, 18 ott - (Agenzia Nova) - In un’intervista a “Nova”, Bagis ha ricordato che “la Turchia ha aperto 13 capitoli nell’ambito dei negoziati d’adesione e deve ancora aprirne 21 per completare il processo. Sfortunatamente 17 di questi capitoli sono bloccati per motivi politici da alcuni stati membri”. Bagis ha quindi sottolineato che Ankara confida nella possibilità di aprire al più presto i 5 capitoli bloccati dalla Francia dell’ex presidente Nicolas Sarkozy e gli altri 6 su cui invece i greco ciprioti “intendono porre il veto”.

“Ci auguriamo che paesi come l’Italia possano convincere gli altri che è nell’interesse dell’Europa e della Turchia continuare i negoziati e aprire nuovi capitoli – ha aggiunto Bagis – come quelli dell’energia, dell’istruzione e della politica monetaria”. La Turchia, da parte sua, ha ribadito Bagis, “potrebbe già aprire tre capitoli che generalmente gli stati candidati lasciano alla fine del processo d’adesione, ovvero politiche sociali, concorrenza e appalti pubblici”. La Turchia ha iniziato i negoziati d'adesione nel 2005, ma in seguito all’opposizione di alcuni paesi e alle divergenze con Cipro, le trattative sono rimaste ferme a 13 capitoli su 35.

Nel maggio scorso, il commissario europeo all’Allargamento e alla politica di vicinato, Stefan Fuele, ha lanciato la nuova “agenda positiva” dei rapporti bilaterali tra Turchia e Unione europea, per la ripresa delle trattative d’adesione e la riapertura dei capitoli rimasti in sospeso. E Bagis, pochi giorni fa, ha annunciato che il paese è pronto a riprendere i negoziati a partire dal prossimo semestre, quando l'Irlanda sarà presidente di turno dell'Ue.
   
 
Capitolo "energia" fondamentale per il paese
 
Roma, 18 ott - (Agenzia Nova) - La Turchia è interessata ad aprire il capitolo energia nel processo d’adesione all’Ue e il fatto che ci siano attività di esplorazione di gas e petrolio nel Mediterraneo non dovrebbe rappresentare un ostacol, ha detto Bagis.  “Il fatto che navi israeliane, greco cipriote, turche, egiziane o turco cipriote stiano svolgendo attività di esplorazione di idrocarburi nel Mediterraneo non può essere considerato uno dei punti del processo d’adesione della Turchia all’Ue”, ha aggiunto il ministro, rispondendo ad una domanda sulle intenzioni dell’amministrazione turco cipriota di iniziare prospezioni petrolifere nella Zona economica esclusiva di Cipro.

“Bisogna tenere separate le due questioni – ha sottolineato il ministro -. Le attività di ricerca di gas e petrolio non rientrano tra i punti previsti dai negoziati d’adesione e non possono essere usate come pretesto per bloccare l’intero processo”. Bagis ha aggiunto che “se ci sono questioni da sollevare, queste possono essere inserite nelle note di chiusura del capitolo ed essere discusse nel lungo periodo”.