Terzi a Belgrado

 

Terzi a Belgrado per rinnovare l'impegno bilaterale

 
Belgrado, 30 lug - (Agenzia Nova) - “Sono venuto qui per rinnovare il nostro impegno, la nostra amicizia, ma anche per fare tanti auguri di successo” al nuovo governo serbo. Il ministro degli Esteri italiano, Giulio Terzi, ha aperto così la dichiarazione resa di fronte alla stampa a Belgrado, subito dopo l'incontro avuto con il ministro degli Esteri serbo, Ivan Mrkic. “I rapporti fra i due paesi sono eccellenti, intensi, dal massimo livello, quello dei capi di stato e di governo, fino al livello ministeriale”, ha aggiunto Terzi: “Lo dimostra il fatto che l'anno prossimo avremo il terzo vertice inter-governativo in poco più di tre anni”.

La collaborazione è ottima anche nei forum internazionali, come le Nazioni unite, dove a partire dalla prossima sessione “avremo un presidente serbo dell'Assemblea generale”. Si tratta di Vuk Jeremic, l'ex ministro degli Esteri di Belgrado, che l'Italia ha fortemente sostenuto per l'alto incarico all'Onu. Da parte sua Mrkic ha sottolineato che “l'Italia è un partner strategico, un paese amico che ha dimostrato il suo impegno nel processo di avvicinamento della Serbia all'Ue”.

Giunto questa mattina a Belgrado, Terzi ha incontrato prima il capo dello stato, Tomislav Nilkolic, poi il Ivica Dacic, pri,mo ministro e leader del Partito socialista, ed il ministro degli Esteri Mrkic. Prima di rientrare in Italia il capo della diplomazia di Roma avrà un incontro con Aleksandar Vucic, vice premier, ministro della Difesa e leader del Partito progressista. 
   Il ministro degli Esteri italiano Giulio Terzi, con Nicolic a Belgrado 

 

Dacic: nessuna nuova condizione per l'adesione all'Ue
 

Belgrado, 30 lug - (Agenzia Nova) - L'Unione europea non porrà nuove condizioni per l'adesione della Serbia: lo ha assicurato il ministro degli Esteri italiano, Giulio Terzi, al primo ministro serbo, Ivica Dacic, nel corso del colloqui avuto oggi a Belgrado. E' stato lo stesso Dacic a riferire la cosa, durante la conferenza stampa tenuta al terine del colloquio con Terzi: "Ho appreso con molta riconoscenza una novità dal ministro, il quale mi ha assicurato che l'Unione europea non presenterà nuove condizioni, rispetto a quelle stabilite nel dicembre scorso", ha detto il premier di Belgrado, aggiungendo di aver "informato Terzi che una delle priorità del nostro governo è la prosecuzione del cammino verso l'integrazione europea, e l'ottenimento quanto prima della data di avvio del negoziati di adesione all'Ue".

Lo stesso Terzi ha sottolineato di aver avuto con il presidente Tomislav Nikolic e con Dacic “conversazioni di grande interesse che mi hanno dato conferme importanti su due piani: i rapporti tra la Serbia e l'Unione europea ed i rapporti tra la Serbia e l'Italia”. Ricordando il forte sostegno dato dall'Italia all'integrazione di Belgrado in Europa, Terzi ha espresso l'auspicio “che possano aprirsi al più presto i negoziati di adesione della Serbia all'Unione europea”, un percorso che si dovrà “sviluppare attraverso processi di riforme e la continuità del dialogo tra Belgrado e Pristina. Sono fiducioso che su entrambi i piani possano essere riconosciuti i progressi da parte della Commissione europea”, quando verrà il momento di esprimere il parere sulla data di apertura dei negoziati di adesione.

Dacic ha affermato che “la Serbia proseguirà negli sforzi per diventare un paese accettabile dall'Ue, non perché qualcuno ce lo chiede, ma per noi stessi”. La priorità del governo di Belgrado, ha detto, “è mantenere la pace e la stabilità nella regione, anche nel dialogo con Pristina”. Il premier serbo ha ringraziato il capo della diplomazia italiana, “il primo governante straniero a visitare Belgrado dopo la costituzione del nuovo governo”, ed ha ricordato che l'Italia è “un partner tradizionale della Serbia, un paese amico”, ed uno dei più attivi nel sostenere l'integrazione europea di Belgrado.

Ricordando che l'Italia è già al terzo posto nell'interscambio commerciale, dietro solo alla Russia ed alla Germania, Dacic ha sottolineato che Roma è al primo posto per gli aiuti allo sviluppo concessi alla Serbia, ed ha aggiunto che le compagnie italiane controllano il 25 per cento del mercato bancario serbo, ed il 40 per cento del mercato assicurativo. “Siamo molto interessati ad intensificare ulteriormente le relazioni bilaterali”, ha aggiunto il premier. Centinaia di imprese italiane lavorano in Serbia, “ricorderò solo Fiat e Benetton, aziende che ormai non sono più solo italiane, visto che le consideriamo un po' di casa qui da noi”. Entro agosto inizierà la produzione di auto Fiat a Kragujevc, “ed entro l'anno dovremmo raggiungere una produzione di decine di migliaia di vetture”.

Dacic si è poi soffermato in particolare sugli accordi bilaterali in campo energetico: “Siamo in attesa che il parlamento ratifichi l'accordo sull'energia, e poi si aprirà un vasto spazio per la cooperazione con le aziende italiane”, ha detto, affermando che il governo è pronto “ a fare tutto il possibile per incentivare gli investimenti” italiani in Serbia. Anche Terzi ha sottolineato l'importanza della cooperazione in campo energetico, “per il quale ci sono progetti importanti che riguardano società italiane e serbe e che riguardano la produzione di energia elettrica ed il suo trasporto attraverso l'Adriatico”.

Le intese bilaterali prevedono la realizzazione di 120 impianti idroelettrici lungo il fiume Drina, grazie alla cooperazione tra Seci Energia ed Elektroprivreda Srbije. Parte dell'energia così prodotta dovrebbe poi essere trasportata in Italia, attraverso l'interconnessione elettrica sottomarina che dovrebbe collegare Montenegro ed Italia. Altri settori promettenti per lo sviluppo delle relazioni economiche, ha detto il ministro, sono quelli della finanza, della moda, dei prodotti di largo consumo. “Abbiamo molto lavoro da fare insieme – ha concluso Terzi, stringendo la mano a Dacic – sono felice di poterlo fare con degli amici”. 

   
 
Nikolic: grave se l'Ue imponesse nuove condizioni
 
Belgrado, 30 lug 16:44 - (Agenzia Nova) - Sarebbe "molto grave" se l’Unione europea aggiungesse nuovi condizioni alla Serbia per l’ingresso nei Ventisette. E’ quanto ha dichiarato oggi a Belgrado il presidente serbo, Tomislav Nikolic, nell'incontro con il ministro degli Esteri italiano, Giuliano Terzi. Secondo una nota diffusa dalla presidenza serba dopo l’incontro, durato circa 60 minuti, Nikolic ha detto che “la Serbia è pronta ad accettare le raccomandazioni dell’Ue” in particolare per quanto riguarda “la riforma della giustizia, la lotta contro la criminalità e la corruzione e nella risoluzione delle privatizzazioni controverse”. Il ministro Terzi, da parte sua, ha detto che l’Italia sostiene la determinazione della Serbia a divenire quanto prima un membro a pieno diritto della famiglia europea. Il titolare della Farnesina ha detto che Roma è pronta a fornire ogni aiuto necessario per la ripresa del dialogo con Pristina.

Il presidente serbo ha riferito a Terzi che la politica della Serbia in futuro sarà “molto trasparente”. Per quanto riguarda il Kosovo, Nikolic ha ribadito che Belgrado intende assicurare “la sicurezza e la pace di tutti cittadini” e che non accetterà mai l’indipendenza di Pristina. Nikolic ha dichiarato che verrà presto redatta una strategia “unica” per il Kosovo con la consultazione di “tutti soggetti politici rilevanti”. Il capo dello Stato serbo ha comunicato a Terzi che il problema del dialogo con il Kosovo, finora, sta nel fatto che i rappresentanti della Serbia hanno fatto solo concessioni, senza ottenere nulla in cambio. “Per questo mi aspetto dal nuovo governo un documento che comprenderà la nostra interpretazione degli accordi stretti fino ad oggi”, ha detto Nikolic.

Il ministro Terzi ha auspicato un ulteriore miglioramento dei rapporti tra la Serbia e l’Italia, sottolineando in particolare la centralità della collaborazione nel campo dell’energia. “L’Italia è disponibile ad investire in progetti comuni in Serbia, nella costruzione di centrali sul fiume Ibar e sulla Drina media”, ha detto Terzi. Nikolic ha ringraziato il capo della diplomazia italiana per il partenariato strategico che Roma ha avviato con Belgrado e per gli investimenti che l’Italia ha realizzato finora nel paese. “Le prospettive per lo sviluppo della collaborazione tra i nostri due paesi sono enormi”, ha detto Nikolic aggiungendo che “la Serbia conta sul sostegno dell’Italia sul percorso verso l’Ue”.
   Nicolic
 
Le reazioni della stampa locale alla visita di Terzi
 
Belgrado, 31 lug - (Agenzia Nova) - La stampa serba ha dato ampio risalto alla visita del ministro degli Esteri italiano, Giulio Terzi, che ieri si è recato a Belgrado. Terzi è stato il primo esponente governativo dell’Unione europea a visitare la Serbia dopo la formazione del nuovo governo a Belgrado. Il ministro degli Esteri italiano ha incontrato il presidente serbo, Tomislav Nikolic, il premier, Ivica Dacic, il ministro degli Esteri, Ivan Mrkic ed il ministro della Difesa, Aleksandar Vucic. Durante i colloqui si è parlato di vari temi tra cui l’integrazione europea della Serbia, la ripresa del dialogo tra Belgrado e Pristina e la collaborazione a livello regionale e bilaterale tra Italia e Serbia. “Grave se l’Ue ponesse nuove condizioni all’adesione” titola il quotidiano serbo “Danas”, secondo cui Terzi e Nikolic durante il colloquio di ieri hanno concordato sulle problematiche che potrebbero sorgere qualora Bruxelles decida di imporre nuove condizioni nel percorso d’integrazione di Belgrado.

Il quotidiano serbo “Kurir” parla della necessità di riforme lungo il percorso che conduce verso l’Unione europea: il ministro Terzi, infatti, ha dichiarato ieri che l’Italia continuerà a sostenere l’integrazione della Serbia in Europa ma che tale percorso si dovrà sviluppare attraverso processi di riforme e la continuità del dialogo tra Belgrado e Pristina. “Sono fiducioso che su entrambi i piani possano essere riconosciuti i progressi da parte della Commissione europea”, quando verrà il momento di esprimere il parere sulla data di apertura dei negoziati di adesione, ha detto Terzi al termine dell’incontro con il premier serbo Dacic.

“Pieno sostegno al percorso europeo della Serbia” è il titolo del quotidiano “Politika”, secondo cui il titolare della Farnesina ha sottolineato il sostegno di Roa ma a Belgrado lungo il percorso d’integrazione europea. Secondo Terzi, l’Italia è disposta ad offrire a Belgrado tutto il supporto necessario per favorire la ripresa del dialogo con Pristina. “L’integrazione europea è la priorità del nuovo governo”, è il titolo del settimanale serbo “Akter”: “Il ministro della Difesa, Aleksandar Vucic, ha sottolineato dopo l’incontro con il capo della diplomazia italiana, Giulio Terzi, che l’integrazione europea sarà la priorità del nuovo esecutivo serbo”. “La Serbia non abbandonerà la strada che conduce verso l’Europa. Non faremo molte promesse, ma quello che prometteremo sarà realizzato”, ha detto Vucic.
   
 
L’intervista di Terzi a “Nova”
 
Belgrado, 31 lug - (Agenzia Nova) - Il nuovo governo della Serbia non ha intenzione di allontanarsi "radicalmente" dal percorso verso l’Unione europea, ma deve dimostrare la sua credibilità impegnandosi nel dialogo con il Kosovo. E’ quanto affermato dal ministro degli Esteri italiano, Giulio Terzi, in un’intervista rilasciata a “Nova” al termine della sua visita a Belgrado, la prima di un esponente governativo dell’Unione europea dopo la formazione dell'esecutivo serbo, costituito da socialisti e nazionalisti moderati. Il capo della diplomazia italiana ha incontrato il presidente Tomislav Nikolic, il premier Ivica Dacic, il ministro degli Esteri Ivan Mrkic e il vicepremier e ministro della Difesa, Aleksandar Vucic. “Ognuno di loro ha posto l'accento sull’agenda europea della Serbia. Un’agenda che intende affrontare punto per punto con la Commissione europea le due serie di problematiche fondamentali che esistono per aprire il negoziato di adesione: la prima è quella del Kosovo, la seconda quella delle riforme interne e delle modifiche strutturali all’interno del paese”, ha detto Terzi.

“Non ho motivo di ritenere che ci siano delle sterzate radicali rispetto a quella che era l’agenda del governo precedente”, ha detto il titolare della Farnesina, precisando che “questo mi è stato detto espressamente a più riprese nel corso dei colloqui”. Per quanto riguarda il Kosovo, l’Unione europea non vuole imporre alla Serbia il riconoscimento forzato di Pristina, ma ha “un programma ben chiaro per quanto riguarda il dialogo tra Belgrado e Pristina” ed è proprio su questi temi che “si confronterà la credibilità del nuovo governo” serbo. “Sulla questione del Kosovo ho avuto la conferma di alcune criticità per quanto riguarda la posizione di Belgrado su un possibile ed eventuale futuro riconoscimento che dovesse essere richiesto dall’Unione europea. Ma è una condizione che non è sicuramente nell’ordine delle cose e nelle prospettive di quello che l’Unione europea chiederà”, ha detto Terzi. “Piuttosto”, ha proseguito il capo della diplomazia italiana, “l’Unione europea ha un programma ben chiaro per quanto concerne il dialogo tra Belgrado e Pristina: è sui temi di questo dialogo che si confronterà la credibilità del nuovo governo”.

Il ministro Terzi ha quindi auspicato “dei seguiti positivi” dopo i tre accordi raggiunti da Kosovo e Serbia sugli incontri regionali, il regime doganale e il sistema integrato delle frontiere. “Ora ci sono nuovi temi concernenti le telecomunicazioni e l’energia, che sono fra l’altro anche molto rilevanti per le condizioni economiche delle minoranze serbe in Kosovo. Ma al di là di questo, anche per favorire gli scambi e la crescita dell’economia serba”, ha detto Terzi. Il capo della diplomazia italiana ha escluso la possibilità di una “sincronizzazione” dell’integrazione europea di Kosovo e Serbia: “Mi sembra un po’ utopistico. Se si potesse fare saremmo tutti contentissimi, noi italiani in primis. Ma se vediamo come stanno le cose, questo mi sembra illusorio”.

Terzi ha ricordato come nel mese di marzo, la Serbia abbia ricevuto dal Consiglio europeo il riconoscimento dello status di paese candidato all’adesione all’Ue, mentre per quanto riguarda il Kosovo non siamo neanche all’Accordo di stabilizzazione ed associazione. “Abbiamo visto quanti anni ci sono voluti per la Serbia per passare da una cosa all’altra. In questo senso c’è una discrasia. Quello che è importante è mantenere la fiducia e l’impegno sia di Pristina che Belgrado sulla prospettiva europea”, ha concluso il titolare della Farnesina. I rapporti tra Italia e Serbia continuano a essere “estremamente intensi”, ha detto Terzi, e lo conferma il fatto che si terrà a Roma in autunno “il terzo vertice intergovernativo in poco più di tre anni” e che il nuovo parlamento serbo “intende ratificare l’accordo tra Italia e Serbia in materia energetica”.

Il nuovo ministro serbo dell’Energia, la progressista Zorana Mihajlovic, aveva dichiarato in campagna elettorale che l’accordo in campo energetico con l’Italia potrebbe essere rinegoziato, mettendo in allarme gli imprenditori e lanciando un segnale non positivo per i futuri investitori stranieri. “Mi è stato detto che si tende a procedere con la ratifica dell’accordo esistente”, ha assicurato Terzi. Nel settore dell’energia, la collaborazione tra Serbia e Italia ha assunto dimensioni consistenti e un carattere strategico, soprattutto per quanto riguarda le fonti rinnovabili. L’energia che sarà prodotta dalle centrali idroelettriche, realizzate da investitori italiani e serbi (in particolare Seci energia ed Elektroprivreda Srbije), sarà destinata al consumo nel mercato italiano, e convogliata attraverso le interconnessioni elettriche Serbia-Montenegro e Montenegro-Italia, che sta attualmente costruendo la società italiana Terna. “La visione di insieme che ho tratto da questa visita è che questo governo si sta muovendo nella direzione giusta”, ha detto Terzi.

Per quanto riguarda le riforme interne, “siamo tornati su alcuni punti che erano stati discussi durante il vertice intergovernativo: il primo ministro Dacic mi ha parlato di lotta alla criminalità organizzata, di cooperazione giudiziaria, di capacità del paese di lottare contro la corruzione, ha detto il ministro. Sul piano dei rapporti bilaterali, ha proseguito il capo della diplomazia italiana, Roma e Belgrado vantano “una relazione estremamente intensa che si sta sviluppando in campo economico ma anche ai più alti livelli istituzionali. Oggi ho raccolto la soddisfazione dei miei interlocutori sul fatto che il prossimo vertice si terrà in Italia e sarà il terzo nel giro di poco più di tre anni. La Serbia è uno dei paesi con i quali riusciamo a mantenere un’interazione di altissimo livello fra molti ministri di fondamentale importanza nella gestioni dei rapporti economici, ma anche nelle questioni che riguardano l’ordine pubblico e la giustizia”, ha concluso Terzi.
   Giulio Terzi insieme a Dadic a Belgrado