La Turchia a Milano
La Turchia si presenta a Milano
 
Milano, 12 giu - (Agenzia Nova) - ll "fenomeno Turchia", un paese che solo nel 2011 ha registrato un tasso di crescita economica superiore all'8 per cento, è stato al centro della conferenza di oggi a Milano “Turchia: l’integrazione economica in Europa e nel Mediterraneo”, promossa da Cipmo (Centro italiano per la pace in Medio Oriente) e Unicredit in collaborazione con Promos, l’azienda speciale per l’internazionalizzazione della Camera di commercio di Milano, e la rappresentanza a Milano della Commissione europea. Si tratta, come spiegano gli organizzatori, di “una riflessione complessiva sul fenomeno Turchia”, paese la cui economia è cresciuta di oltre l’otto per cento nel corso del 2011.
 
I lavori si soo aperti alle 15, presso la sede di Unicredit, con gli interventi di Roberto Nicastro, direttore generale dell’istituto bancario, e di Bruno Ermolli, presidente di Promos. E' prevista anche la presenza dell'ambasciatore della Repubblica di Turchia in Italia, Akki Hakil. A chiudere i lavori Paolo Zegna, vice presidente di Confindustria con delega all’internazionalizzazione, e Aldo Kaslowski, presidente onorario di Tusiad International (Associazione degli imprenditori e degli industriali turchi).

L'evento si è articolato in due momenti: uno dedicato all’interdipendenza economica tra Turchia ed Europa, a rapporti di integrazione che, spiegano ancora gli organizzatori, "sul terreno, sono molto più avanzati e profondi di quanto risulti a livello istituzionale". Una seconda tavola rotonda ha riguardato il ruolo di Ankara e la sua crescente influenza economica in tutta l’area mediterranea.  
   I partecipanti alla conferenza di Milano

 © Agenzia Nova

 
Akil: nostre scelte politiche "chiare e convincenti"
 

Milano, 12 giu - (Agenzia Nova) - Negli ultimi 12 anni la Turchia ha registrato una importante crescita economica, frutto di scelte politiche chiare e di un potere politico che ha convinto i mercati e la popolazione. E' quanto affermato dall'ambasciatore della Repubblica turca in Italia, Hakki Akil, nel suo intervento di apertura della conferenza di oggi a Milano. "In pochi anni siamo riusciti a triplicare il nostro Pil e a raggiungere un alto livello di sviluppo economico - ha detto Akil -. E in questo contesto abbiamo anche ridotto il divario tra le fasce più ricche e meno abbienti della popolazione". Akil ha sottolineato come gli investitori turchi siano interessati a lavorare con tranquillità, "senza problemi con i paesi vicini". Malgrado ciò, ha aggiunto, "ci sono problemi congiunturali legati all'Unione europea con la quale la Turchia vuole però rafforzare i rapporti economici".

"Le relazioni tra Italia e Turchia sono ottime - ha detto ancora Akil - e arriverà un momento in cui per gli imprenditori italiani la Turchia non sarà più solo un'opportunità, ma una necessità. Ecco perché è fondamentale sostenere la nostra collaborazione". Riguardo ai rapporti con l'Ue, Akil si è detto convinto che, per quanto lungo, il processo di integrazione europea della Turchia porterà a risultati positivi. "La Turchia e l'Unione europea - ha concluso Akil - si necessitano a vicenda e siamo sempre determinati a portare a termine il nostro processo d'adesione".

 

 L'ambasciatore turco in Italia, Hakki Akil


     
Unicredit: "nostra presenza in Turchia sempre più forte"
     

Milano, 12 giu - (Agenzia Nova) - La Turchia è un paese che negli ultimi anni ha dimostrato di avere un'enorme flessibilità, in particolare nel modo in cui le strutture, gli operatori economici, le imprese e le famiglie reagiscono a significative variazioni. La crisi del settore bancario nella zona Euro non ha quindi intaccato la presenza del gruppo italiano Unicredit in Turchia. E' quanto affermato da Roberto Nicastro, direttore generale di Unicredit, nel colloquio con la stampa avuto prima della conferenza "Turchia: l'integrazione economica in Europa e nel Mediterraneo".

"La Turchia ha lavorato tantissimo per accrescere in maniera forte le sue relazioni economiche - ha spiegato Nicastro - e noi come Unicredit siamo presenti nel paese da 10 anni. Siamo entrati attraverso la joint venture on il gruppo Koc, ed ora abbiamo il controllo della quarta banca privata del paese (Yapi Credi)". L'esperienza di Unicredit in Turchia, ha aggiunto Nicastro, "è stata solo positiva: un successo dal punto di vista economico". Nicastro ha spiegato che Yapi Credi ha appoggiato 400 imprese italiane "che hanno realizzato azioni d'ingresso sul mercato turco". Inoltre, ha aggiunto, "abbiamo in Turchia più clienti che in qualsiasi altro paese, anche più che in Italia".

La Turchia, infine, ha concluso il direttore generale di Unicredit, "è per noi un ponte fondamentale verso paesi come l'Azerbaigian, dove riusciamo ad essere presenti con una banca consociata di Yapi Credi. Pertanto, non abbiamo alcuna intenzione di lasciare la Turchia, anzi siamo intenzionati ad aprire nuove filiali".

   Roberto Nicastro, direttore generale di Unicredit 


     
Imprenditori: nel 2023 tra le 10 maggiori economie
      

Milano, 12 giu - (Agenzia Nova) - Nel 2023 la Turchia celebrerà il centenario della fondazione della Repubblica ed entro quella data aspira a diventare una delle dieci maggiori economie del mondo, oltre che un membro a pieno titolo dell'Unione europea. E' il principale messaggio che i rappresentanti turchi hanno voluto inviare oggi alla conferenza dal titolo "Turchia: l'integrazione economica in Europa e nel Mediterraneo", svoltasi a Milano e promossa da Cipmo e Unicredit in collaborazione con Promos, azienda per l'internazionalizzazione della Camera di Commercio di Milano, e la rappresentanza della Commissione europea nel capoluogo lombardo. Gran parte dei rappresentanti delle aziende turche presenti ha voluto porre l'accento sulla straordinaria dinamicità dell'economia di un paese che solo nel 2011 ha registrato un tasso di crescita superiore all'8 per cento.

“La Turchia è un paese il cui ruolo nell'area mediterranea, del sud-est Europa e del Caucaso è fondamentale – ha spiegato Aldo Kaslowski, presidente onorario dell'Associazione degli imprenditori e degli industriali turchi Tusiad international -. Abbiamo una popolazione giovane, capace e volenterosa pronta a collaborare con tutti i paesi dell'area circostante, soprattutto con quelli più ricchi di risorse energetiche in cui la Turchia è già un importante investitore”.

I principali settori in cui incentivare gli investimenti in Turchia, invece, secondo Zuhan Mansfield, ad di Tmg Mining e presidente del Consiglio economico turco-egiziano, sono quello automobilistico, quello dell'energia e quello del turismo. “Nei prossimi anni vogliamo produrre 2 milioni di vetture – ha detto la Mansfield – e lanciare 12 progetti nel settore dei trasporti entro il 2023. Nell'Energia invece necessitiamo investimenti pari a 100 miliardi di dollari”. Per quanto riguarda invece l'adesione della Turchia all'Unione europea, per Kaslowski, “il posto di Ankara è nell'Ue perché è la stessa Unione ad averla condotta su quella strada. Ankara non può essere messa da parte. Ci sono sicuramente molti fattori che influenzano il nostro iter di adesione - ha concluso Kaslowski - a partire dalla posizione del governo francese, ma la Turchia deve continuare questo percorso”.