Serbia: Nikolic Presidente

 

Nikolic è il nuovo presidente della Serbia
 
Belgrado, 21 mag (Agenzia Nova) - Il candidato del Partito progressista serbo (Sns), Tomislav Nikolic, è il vincitore delle elezioni presidenziali serbe. Nikolic, ha ottenuto il 49,35 per cento di voti al secondo turno delle elezioni presidenziali. Lo ha comunicato oggi la Commissione elettorale della Repubblica di Serbia (Mik) dopo il conteggio del 99,07 per cento delle schede. Il leader del Partito democratico è invece fermo al 47,35 per cento, con 2,16 punti di distacco: un divario ormai incolmabile. Bassa l’affluenza alle urne, pari al 46,32 per cento. “Le schede elettorali provenienti dai 90 seggi elettorali in Kosovo dovrebbero arrivare a Belgrado dopo le ore 18, ma non cambieranno il risultato”, ha detto Miodrag Petrovic, portavoce della Mik. 

Già ieri sera il leader del Partito democratico (Ds), Boris Tadic, si era congratulato con l’avversario Nikolic, per la vittoria delle elezioni presidenziali. “Mi congratulo con Nikolic. I cittadini hanno deciso che il nuovo presidente sarà lui. Del futuro governo parleremo domani, ma non sarò io il premier”, ha detto Tadic. “Questa è stata una vittoria giusta e meritata, auguro buona fortuna a Nikolic”, ha concluso il leader del Partito democratico.
  Il neo-presidente Nikolic
     
Le reazioni della regione    
     

Roma, 21 mag - (Agenzia Nova) - Il presidente della Repubblica Srpska, l'entità serba della Bosnia-Erzegovina, Milorad Dodik, si è congratulato oggi con il leader del Partito progressista serbo, Tomislav Nikolic, per la vittoria alle elezioni presidenziali. "Per noi è importante che l'elezione si sia svolta in un'atmosfera positiva e noi rispetteremo la volontà dei cittadini della Serbia", ha detto Dodik, che tuttavia non ha voluto commentare la vittoria di Nikolic nell'ottica dei rapporti tra i due paesi. Dragan Cavic, leader del Partito democratico della Repubblica Srpska, ha detto che "i rapporti miglioreranno, visto che il presidente uscente, Boris Tadic, ha sempre favorito un solo partito in Bosnia (quello di Dodik, ndr)".

La stampa locale croata ha dato oggi un ampio risalto all'elezione di Nikolic come nuovo presidente della Serbia. Il leader del Partito progressista serbo (Sns) ha detto che "prima di andare in Zagabria, mi aspettano numerosissime altre questioni, e non ci andrò per fare finta di essere il fratello di qualcuno". L'articolo ha inoltre riportato un discorso precedente di Nikolic in cui il neo presidente serbo ha detto di "non avere predisposizioni genetiche per odiare i croati", ma che "la Croazia deve dimostrare di essere un paese in cui tutti i cittadini hanno gli stessi diritti. In quel caso troverà nella mia persona un collaboratore disponibile”.

Secondo l’esperto di politica internazionale di Zagabia, Zarko Puhovski, la vittoria di Nikolic potrebbe "rallentare i tempi" per quanto riguarda le relazioni e la collaborazione tra la Serbia e la Croazia. Secondo Puhovski è “possibile aspettarsi un peggioramento nei rapporti, anche se Nikolic cambierà sicuramente retorica rispetto alla campagna elettorale". L’analista ha ricordato, inoltre, che “Nikolic in passato ha avuto delle uscite poco felici per quanto riguarda gli interessi nazionali croati" e che "la sua vittoria potrebbe rafforzare in Croazia quelle forze che, dopo l'ingresso di Zagabria nell'Unione europea, vogliono erigere un muro rispetto alle ex repubbliche jugoslave".

L’ex presidente croato, Stjepan Mesic, ha dichiarato che "le elezioni in Serbia, ma anche la nomina di Tomislav Karamarko a nuovo leader dell'Unione democratica croata, sono parte di una realtà che va osservata nel contesto regionale". Secondo Mesic, "sarebbe ingenuo aspettarsi una retorica di Nikolic diversa da quella ostentata nel corso della campagna elettorale". Mesic ha invitato la scena politica croata a "tenerlo in considerazione" e ha espresso la speranza, "in qualità di ex presidente che per dieci anni ha lavorato per rafforzare la collaborazione regionale nello spirito della fiducia e della comprensione, che il nuovo presidente serbo continuerà a guidare la Serbia sul percorso europeo e che il nuovo presidente dell'Hdz non metterà in dubbio il carattere antifascista della Croazia".

Il premier montenegrino, Igor Luksic, si è congratulato oggi con Tomislav Nikolic, dichiarando di aspettarsi che "i due paesi continueranno a costruire buoni rapporti". L'agenzia montenegrina "Mina" ha riportato la dichiarazione di Luksic, che ha detto di aspettarsi che "Nikolic contribuirà alla cooperazione regionale e a quegli obiettivi che stanno a cuore a tutti noi". Luksic ha inoltre annunciato che "nei prossimi tempi, dopo la nomina del nuovo governo in Serbia, intensificheremo gli sforzi al fine di realizzare i progetti concordati, e credo che anche Nikolic darà il proprio contributo".

Le istituzioni del Kosovo non hanno ancora commentato l'elezione di Tomislav Nikolic alla presidenza della Repubblica serba. Per la stampa di Pristina la vittoria del leader del Partito progressista equivale a un terremoto politico per la Serbia, perché segna il ritorno di Belgrado a una politica vecchia. Ma questa situazione rappresenta una chance per il Kosovo, in quanto le promesse elettorali di Nikolic potrebbero paradossalmente ritorcersi contro Belgrado. Per il quotidiano kosovaro “Zeri”, la vittoria ha colto di sorpresa lo stesso Nikolic. In un editoriale, i giornalisti di “Zeri” scrivono che ora “bisogna aspettare e vedere” se Nikolic respingerà gli accordi raggiunti con Pristina, come promesso in campagna elettorale.

Il nuovo presidente della Serbia, sostiene “Zeri”, “cercherà di aumentare i colloqui tecnici a livello politico. E c'è una possibilità per il Kosovo. Perché i vertici del processo decisionale sono a conoscenza del suo passato nazionalista e pertanto insisteranno affinché tutti gli accordi vengano attuati". Il quotidiano “Koha Ditore” parla di “terremoto politico in Serbia”, evidenziando le parole di Nikolic in favore del percorso europeo del Kosovo e in “difesa del popolo serbo in Kosovo e Metochia”.

“Koha Ditore” riporta anche alcune dichiarazioni rilasciate da Nikolic in campagna elettorale, secondo cui in caso di vittoria non avrebbe riconosciuto gli accordi “tecnici” raggiunti tra il Kosovo e la Serbia sotto l'egida dell’Unione europea a Bruxelles. Il quotidiano “Daily Express”, dal canto suo, afferma che "non c'è alcuna differenza" tra Tadic, che è considerato un democratico, e Nikolic, un radicale, per quanto riguarda l’atteggiamento verso il Kosovo.

   
 
Le reazioni europee
     
Bruxelles, 21 mag - (Agenzia Nova) - Durante le elezioni presidenziali i cittadini serbi hanno dato un “chiaro segnale” del loro sostegno al processo d’integrazione europea: “Ci aspettiamo che il nuovo presidente Tomislav Nikolic prosegua con determinazione in questa direzione”. E’ quanto si legge in una dichiarazione congiunta del presidente della Commissione Ue, José Manuel Barroso, e del presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy. “Ci congratuliamo con Nikolic per la sua elezione e con i serbi per le elezioni svoltesi in maniera pacifica”, affermano i due leader Ue. “Auguriamo successo al nuovo presidente nel rispondere alle aspettative dei cittadini sulla crescita economica: Nikolic ha una responsabilità particolare nel garantire che la Serbia abbia istituzioni stabili e funzionanti”.

Secondo Barroso e Van Rompuy, le elezioni hanno dimostrato la volontà del paese di continuare l’integrazione nell’Unione europea. Belgrado, sottolineano, “ha appena ottenuto lo status di paese candidato all’adesione” e la leadership serba “ha ricevuto un forte mandato a proseguire con questa politica”. L’obiettivo è arrivare “rapidamente” alla fase successiva, l’avvio cioè dei negoziati di adesione una volta che tutte le condizioni saranno soddisfatte”. I presidenti di Commissione e Consiglio Ue invitano la Serbia a continuare a dimostrare il proprio spirito “di cooperazione e riconciliazione nella regione”, compiendo “ulteriori progressi nel dialogo con Pristina”.

L’Unione europea “non giudica i nomi o il passato di personalità elette democraticamente”: la cosa importante è che dopo le elezioni presidenziali di ieri la Serbia continui il processo d’integrazione europea. Lo ha detto Peter Stano, portavoce del commissario all’Allargamento e alla politica di vicinato, Stefan Fuele. “Ci aspettiamo che il nuovo presidente e il nuovo governo proseguiranno le riforme nel cammino di adesione all’Ue: è importante per i cittadini e per l’intero paese”, ha affermato. Secondo Stano, dalle elezioni Nikolic ha ricevuto il chiaro mandato di proseguire l’agenda europea e Bruxelles si aspetta che il nuovo presidente “rispetti queste aspettative”. Belgrado dovrà dunque proseguire le riforme: solo in questo modo la Commissione europea “potrà fare ulteriori raccomandazioni favorevoli alla Serbia nell’integrazione all’Ue” e arrivare così all’apertura ufficiale dei negoziati di adesione.

La vittoria di Tomislav Nikolic alle elezioni presidenziali serbe rappresenta “un passo indietro” nel processo d’integrazione europea di Belgrado: così il presidente del gruppo dei socialdemocratici al parlamento dell’Unione europea, Hannes Swoboda, ha commentato il risultato del voto di ieri. “L’elezione di Nikolic è un duro colpo nei confronti della politica europea nei Balcani e per la stabilità regionale”, ha affermato. “Il nuovo presidente della Serbia deve ora scegliere le modalità con cui attuare i suoi propositi pro-europei con azioni concrete: la sua retorica nazionalista così come la posizione assunta sul Kosovo non hanno finora indicato la scelta di una via europea”, ha concluso Swoboda.

Il neo eletto presidente serbo deve impegnarsi nel proseguire il processo d’integrazione europea per ottenere presto una data d’inizio dei negoziati di adesione all’Ue. Lo ha affermato oggi l’eurodeputato sloveno Jelko Kacin, relatore per la Serbia al parlamento europeo. “Le istituzioni Ue giudicheranno il nuovo presidente sulla base del suo lavoro e del successo nella cooperazione regionale e nell’integrazione europea”, ha sottolineato. In tale prospettiva, l’europarlamentare ha auspicato la rapida formazione di un governo che dimostri di proseguire l’impegno nel processo di adesione all’Ue.

Dopo le elezioni di ieri in Serbia è importante che le nuove autorità del paese “continuino il dialogo con Pristina che ha già portato risultati concreti a vantaggio dei cittadini”. E’ quanto ha chiesto il presidente del parlamento europeo, Martin Schulz, commentando la vittoria di Nikolic. “Queste elezioni arrivano in un momento cruciale sia per la Serbia che per l’Ue: è importante che Belgrado continui il processo d’integrazione europea sotto la presidenza di Nikolic come chiesto chiaramente dagli elettori serbi”, ha affermato Schulz.

Dopo il voto di ieri in Serbia, l’Unione europea si aspetta “la veloce ripresa dei lavori in parlamento e la rapida formazione di un nuovo governo impegnato nelle riforme necessarie a portare avanti l’integrazione europea”. A dirlo è l’Alto rappresentante per la politica estera comunitaria, Catherine Ashton, in un messaggio in cui si congratula con Tomislav Nikolic per la sua elezione a presidente serbo. “Belgrado ha bisogno di un governo forte e di una maggioranza parlamentare per fare progressi in campo economico e rispondere al desiderio dei cittadini di continuare l’integrazione all’Ue: nessuna delle due cose è possibile senza difficili riforme e coraggio politico”, sottolinea la Ashton.

“La Serbia avrà successo solo attraverso la costruzione di una coalizione a livello interno e tramite buone relazioni con i paesi vicini”. In tale prospettiva, “rimane particolarmente importante il proseguimento del dialogo fra Belgrado e Pristina”. La Ashton ha reso anche omaggio al lavoro svolto dal presidente uscente Boris Tadic “per il suo contribuito all’integrazione europea e alla riconciliazione regionale”.
  Barroso insieme a Van Rompuy
     
Il rapporto con la Russia
 

Belgrado, 21 mag - (Agenzia Nova) - Il presidente della Federazione russa, Vladimir Putin, si è congratulato oggi con Tomislav Nikolic per la vittoria delle elezioni presidenziali in Serbia. “Sono convinto - ha detto Putin, ripreso dai principali media serbi - che proseguiranno gli sforzi comuni per la realizzazione dei progetti in corso. Coordineremo l’azione dei nostri due paesi sulla scena internazionale”. Il presidente russo ha ribadito che Mosca e Belgrado sono legate da “relazioni amichevoli” e da una proficua collaborazione. “Le auguro buon lavoro per questo incarico così importante, e auguro al popolo serbo pace e prosperità”, si legge infine nella nota di Putin.

Il neoeletto presidente della Serbia ha dichiarato che, nel corso del suo mandato, avrà buone relazioni con tutti i capi di stato della regione balcanica e ha annunciato visite a Mosca, Bruxelles e Washington. Nikolic ha detto di aver accettato l’invito del partito Russia Unita a partecipare venerdì prossimo al congresso della formazione politica del neo capo dello stato russo Vladimir Putin.“Avrò buone relazioni con i presidenti dei paesi della regione perché i rapporti con i capi di stato e le popolazioni non si costruiscono sulla base di simpatie personali”, ha detto Nikolic.

Il leader del Partito progressista serbo ha detto di non avere alcun pregiudizio riguardo alla Croazia e che, a suo parere, Zagabria deve dimostrare di meritare l’adesione all’Unione europea e risolvere la questione degli esuli serbi e dei loro beni. Nikolic ha aggiunto che chiederà un incontro con il cancelliere tedesco, Angela Merkel, perché “la Germania è il principale alleato della Serbia”.

  Nikolic con Putin
 
I commenti sulla stampa serba
 
Belgrado, 21 mag  - (Agenzia Nova) - La vittoria del leader dei progressisti, Tomislav Nikolic, al ballottaggio delle elezioni presidenziali in Serbia ha sorpreso l’intera regione, ma a quanto pare anche gli stessi esponenti politici serbi sono rimasti spiazzati: ancora nessuno, infatti, ha azzardato un’analisi su come il risultato elettorale influirà sulla formazione del futuro governo di Belgrado. Oggi, in generale, i partiti politici hanno reagito con prudenza alla vittoria di Nikolic, con commenti brevi e improntati soprattutto alla cautela.

Ivica Dacic, leader del Partito socialista serbo (che con il 18 per cento dei voti raccolti alle elezioni politiche sarà l’ago della bilancia della nuova maggioranza parlamentare), ha dichiarato ieri che gli equilibri in parlamento resteranno inalterati, nonostante il risultato delle presidenziali. A una domanda sulla validità degli accordi presi con l’allora candidato del Partito democratico (Ds), Boris Tadic, prima del ballottaggio di ieri, Dacic ha detto inoltre che la nuova situazione “rappresenta una novità sulla scena politica serba”.

“Sta al presidente nominare il nuovo premier – ha ricordato l’ex ministro dell’Interno serbo – e bisogna ora capire a chi Nikolic affiderà il mandato. Ora sarà certamente tutto più complicato”. Secondo gli analisti, il presidente uscente Tadic è stato sconfitto a causa dell’enorme insoddisfazione dei cittadini che vivono in condizioni economiche assai difficili. L’economista Vladimir Gligorov ha affermato che, dopo queste elezioni, la Serbia non troverà più una stabilità politica: dal punto di vista sociale la situazione è molto complicata e potrebbe peggiorare nei prossimi due anni.

Gligorov non esclude neanche la possibilità di elezioni parlamentari anticipate. “La coalizione formata dal Partito democratico e dal Partito socialista serbo è in grado di costituire un governo, come è stato annunciato, ma non credo che un tale esecutivo possa durare a lungo, perché il Partito progressista serbo di Nikolic è il vincitore delle elezioni”, ha sottolineato Gligorov. I risultati del ballottaggio, secondo l’analista Milan Nikolic, trascineranno la Serbia verso “un periodo politico molto turbolento”.

“Spero che il nuovo presidente dimostri la necessaria saggezza politica per fare le scelte giuste, e che anche Tadic sia in grado di utilizzare questa situazione in un modo creativo e flessibile”, ha detto Nikolic. La sociologa Vesna Pesic ha affermato che la vittoria di Nikolic rappresenta la punizione di Tadic da parte dei cittadini serbi: il presidente uscente sarebbe stato colpevole d’aver tenuto “un comportamento arrogante” durante gli anni al potere. “Nell’ultimo periodo Tadic e il suo partito hanno governato in un modo arrogante. E si sono dimenticati delle pessime condizioni di vita della gente povera”, ha riferito Pesic.

L’analista politico Dusan Janjic ha osservato come quello di ieri sia stato “più un voto contro Boris Tadic che a favore di Tomislav Nikolic”. “La bassa affluenza è un chiaro segnale: proprio quelli che una volta sostenevano Tadic, stavolta non si sono recati alle urne”, ha detto Janjic. Secondol’esperto Vladimir Goati, inoltre, Tadic è stato il capro espiatorio per la cattiva politica portata avanti dal precedente esecutivo. “Il presidente del Ds è diventato una sorta di vittima per tutto ciò che è accaduto a causa dell’inefficienza del partito e della crisi economica. Tadic non poteva fare molto, ma molti degli errori sono stati commessi dai suoi collaboratori”, ha detto Goati.

Questi errori, ha rilevato l’analista, sono stati in particolare l’indecisione nella lotta contro la corruzione e la negativa riforma del sistema giuridico. La coalizione di governo, secondo Goati, resterà la stessa, perché i progressisti hanno “poco margine di manovra”. “In quanto presidente, Nikolic non dispone del potere esecutivo e fornirà solo un altro paio di occhi, oltre a quelli delle Ong e del parlamento, per il controllo del lavoro del governo. Questo non è affatto un male, perché finora tutto il potere si è concentrato nelle mani di un partito, ha evidenziato Goati.

“Il pensiero di Nikolic sarà importante e le sue critiche sull’operato del governo avranno più spazio”, ha concluso Goati. Il direttore del Centro per politica nuova, Vladimir Todoric, ha detto infine che la vittoria di Nikolic rappresenta una grande svolta, con la quale i cittadini hanno dimostrato di volere un cambiamento nelle loro vite. “I cittadini della Serbia non desiderano il mantenimento dello status quo, vivono molto male. Un serbo ogni quattro è disoccupato e un terzo tra quelli che lavorano è impiegato nel settore pubblico”, ha ricordato Todoric.

In un’intervista all’emittente radiotelevisiva serba “Rts”, Todoric ha poi affermato che a suo parere resterà in vigore l’accordo tra il Ds e il Sps, e che una coalizione tra il Partito democratico e quello dei progressisti è poco probabile. “Per la Serbia sarebbe bene avere un nuovo sistema di bilanciamento e controllo reciproco, come quello che esisteva tra il 2004 e il 2008”, ha concluso Todoric.
  Commenti della Stampa Serba
 
La biografia
 
Belgrado, 21 mag - (Agenzia Nova) - È “un momento storico per la Serbia, e il giorno più importante della mia vita”. Con il 49,8 per cento dei voti, Tomislav Nikolic, candidato del Partito progressista serbo (Sns) è il nuovo presidente serbo: al ballottaggio di ieri, ha battuto il candidato del Partito democratico (Ds), Boris Tadic, dopo due sconfitte consecutive: quella del 2004 e quella del 2008. Nikolic, nato 62 anni fa a Kragujevac, nella zona centrale del paese, si definisce "un uomo del popolo”. Dopo aver passato alcuni anni alla facoltà di legge ha dovuto abbandonare gli studi per trovare lavoro. Solo in seguito è riuscito a completare i suoi studi ottenendo un laurea in management presso un’università privata. Negli ultimi giorni di campagna elettorale, la sua laurea era diventata oggetto di contestazione.

Nel 1991 Nikolic fu eletto vice presidente del partito radicale di Vojislav Seselj, attualmente sotto processo presso il Tribunale penale internazionale dell’Aia per crimini di guerra commessi nel corso degli anni Novanta nell’ex Jugoslavia. Nikolic ha poi abbandonato i radicali e nel 2008 ha fondato il Partito progressista, che in poco tempo è diventato il principale partito d’opposizione in Serbia. Nikolic ha abbandonato la dura retorica nazionalista che lo ha contraddistinto nei primi anni, ammorbidendo la propria posizione anche riguardo l’integrazione europea del paese. Da sua moglie, Dragica, ha avuto due figli, Radomir e Branislav.

Lo scorso anno, Nikolic si è reso protagonista di una vicenda che ha occupato per diversi giorni le cronache politiche serbe. Il 16 aprile del 2011 ha iniziato uno sciopero della fame e della sete per chiedere la convocazione delle elezioni anticipate e fissandone la data al 18 dicembre del 2011. Dopo tanti appelli, tra cui quelli dell’allora presidente Tadic, del patriarca Irinej e del commissario europeo all’Allargamento Stephan Fuele, e dopo una settimana sotto osservazione in ospedale, Nikolic ha deciso di sospendere la protesta, nonostante il suo gesto non abbia portato ad alcun risultato politico. Ne è valsa comunque la pena, ha detto il neo presidente serbo dopo quell’episodio, perché ha dimostrato a tutti di esser pronto a "sacrificarsi per la Serbia".