La visita di Berisha a Roma

 

Terzi, adesione all’Ue di Tirana è una necessità
 
Roma, 7 mag - (Agenzia Nova) - “L’ingresso dell’Albania nell’Unione europea è una necessità e una linea chiara della nostra politica estera”: lo ha dichiarato a Roma il ministro degli Esteri, Giulio Terzi, intervenuto stamane al business forum “L’Albania in Europa”, organizzato da Confindustria in collaborazione con Unioncamere, il gruppo assicurativo-finanziario Sace, Simest (Società italiana per le imprese all’estero) e la Fondazione Fare Futuro. All’evento, nel corso del quale è stato siglato un accordo di collaborazione tra Poste italiane e le Poste albanesi, hanno preso parte, tra gli altri, il premier albanese, Sali Berisha; il ministro della Cultura di Tirana, Aldo Bumci; il vice presidente di Confindustria, Paolo Zegna; il presidente di Farefuturo, Adolfo Urso.

È significativa, ha osservato Terzi, la presenza di oltre 400 aziende italiane alla conferenza. Il titolare della Farnesina ha detto di esser stato “colpito dalle enormi opportunità d’investimento in Albania”, ricordando come il ministero degli Esteri abbia “una fortissima componente economica” e l’obiettivo di contribuire alla “crescita del paese”. La visita odierna del premier Berisha a Roma, ha dichiarato Terzi, “conferma l’eccellente livello delle relazioni bilaterali, già rafforzate dai tanti incontri istituzionali degli ultimi due anni”.

Nelle settimane scorse, il capo della diplomazia italiana aveva ricevuto alla Farnesina l’omologo albanese Edmond Haxhinasto, con cui, ha detto Terzi, “intendo lavorare per sfruttare le grandi potenzialità dell’accordo di partnership strategica” tra i due paesi siglato nel febbraio del 2010. Il ministro ha dichiarato di apprezzare “il continuo lavoro della comunità albanese nel nostro paese, la seconda in termini numerici ma la prima per iscritti all’università”. “L’eccellente” stato dei rapporti bilaterali tra i due paesi, ha osservato Terzi, è anche merito “dei numerosissimi operatori economici che si sono impegnati in Albania”.

Il titolare della Farnesina ha ricordato come nel 2011 l’interscambio commerciale tra Italia e Albania abbia raggiunto quota due miliardi di euro, e come le nostre esportazioni verso il paese balcanico siano cresciute nell’ultimo anno del 18 per cento. Una tendenza che “il governo vuole continuare a sostenere”, anche tramite le attività di Cooperazione allo sviluppo: di recente, ha ricordato ancora Terzi, Roma e Tirana hanno siglato un accordo da 51 milioni di euro per la conversione del debito.

“I nostri operatori potranno ora giovare dell’adeguamento dell’Albania ai criteri europei”, ha evidenziato Terzi, in particolare investendo nel settore energetico. In particolare, il capo della diplomazia italiana si è soffermato sulla rete energetica albanese, che deve essere “interconnessa” a quella italiana. Altra importante opportunità di sviluppo per le aziende italiane è nel settore del turismo, ha ricordato Terzi, che ha citato le potenzialità offerte dalla costa tra Valona e Butrinto.

L’Italia “incoraggia con forza il percorso europeo dell’Albania”, e vuole “valorizzare con Bruxelles l’impegno e gli sforzi compiuti da Tirana”. Secondo Terzi, l’obiettivo è ora il conferimento all’Albania dello status di candidato all’adesione all’Ue. Un passo “necessario”, che rientra nel quadro della “piena integrazione europea di tutti i paesi balcanici”. Berisha, ha sottolineato il ministro degli Esteri, “può contare sull’Italia a Bruxelles”.
 

Il ministro degli Esteri, Giulio Terzi, il presidente italiano, Giorgio Napolitano, e il premier albanese, Sali Berisha

 

Berisha, prima d’investire in Cina guardate al nostro paese
 
Roma, 7 mag - (Agenzia Nova) - Prima d’investire in Cina o in India, gli imprenditori italiani dovrebbero osservare le potenzialità dell’Albania: lo ha dichiarato stamane a Roma il premier albanese, Sali Berisha, intervenuto nel corso del business forum “L’Albania in Europa”, organizzato da Confindustria in collaborazione con Unioncamere, il gruppo assicurativo-finanziario Sace, Simest (Società italiana per le imprese all’estero) e la Fondazione Fare Futuro. All’evento, nel corso del quale è stato siglato un accordo di collaborazione tra Poste italiane e le Poste albanesi, hanno preso parte, tra gli altri, il ministro degli Esteri, Giulio Terzi; il ministro della Cultura albanese, Aldo Bumci; il vice presidente di Confindustria, Paolo Zegna; il presidente di Farefuturo, Adolfo Urso.

Berisha ha osservato come l’Albania sia oggi “un paese completamente diverso da quello che era 20 anni fa”. All’epoca, il paese era “tra i tre più poveri al mondo, con un reddito pro-capite di 204 dollari l’anno”, ed era stato devastato da “una dittatura orwelliana”. “Il primo paese a fare qualcosa per alleviare la nostra sofferenza è stata l’Italia, con l’invio di aiuti”, ha sottolineato Berisha, ricordando come le relazioni tra i due paesi, stimolate da un primo incontro con l’allora presidente del Consiglio Bettino Craxi, siano cresciute senza sosta in tutti questi anni, sino all’attuale stato “eccellente”.

L’Albania, ha evidenziato il primo ministro, “è cresciuta negli ultimi anni al ritmo del 20 per cento”, e ha bisogno d’investimenti stranieri più di ogni altro paese, visto che 20 anni fa questi erano proibiti dalla dittatura. “Gli ultimi dati delle Nazioni Unite dimostrano che gli investimenti dal 2007 ad oggi siano cresciuti del 316 per cento, che le nostre esportazioni dal 2009 al 2011 siano raddoppiate, così come sono raddoppiati in cinque anni gli scambi commerciali con l’Italia”, ha osservato Berisha, ricordando come siano gli italiani i primi investitori nel paese.

“Sono molto grato a tutti gli imprenditori italiani che, con coraggio, hanno avuto fiducia nel nostro paese. In questi anni, abbiamo compiuto degli sforzi enormi per creare un ambiente favorevole agli investimenti”, ha affermato il premier albanese. Ricordando, fra le altre misure, la creazione di uno sportello unico per le imprese, l’eliminazione di due terzi dei permessi e delle licenze che erano necessarie per investire in Albania, la realizzazione di sistemi online mediante i quali gli imprenditori potranno pagare le tasse e seguire le procedure burocratiche su internet.

Ancora, negli ultimi anni sono stati costruiti o ristrutturati 10 mila chilometri di strade in tutto il paese, che hanno ridotto di due terzi i tempi di percorrenza da un lato all’altro dell’Albania, ha ricordato Berisha. Il premier albanese ha detto di “non aver perso la fiducia nel modello liberale”, e di aver, per questo motivo, “tenuto il carico fiscale in Albania tra i più bassi in Europa”. “Le tasse alte – ha sottolineato Berisha – sono tra le principali cause della crisi economica”. Anche con i futuri investimenti italiani, l’Albania vuole diventare “un hub energetico” nel settore delle rinnovabili, con la costruzione di 443 centrali idroelettriche e con la concessione di licenze ad aziende italiane per 1600 megawatt nel settore eolico.

“Siamo ricchissimi di risorse naturali”, ha detto ancora il primo ministro, e in particolare “di nichel, ferro e rame”. Negli ultimi anni sono stati inoltre scoperti giacimenti di “oro e di platino”, ha precisato Berisha. Il capo del governo di Tirana ha ricordato poi lo “straordinario” potenziale turistico del paese, erede di un “retaggio culturale impressionante”. L’Albania, ha sottolineato Berisha, dispone di “spiagge meravigliose” e delle potenzialità non sfruttate di una vasta catena montuosa. “Il nostro debito pubblico è al 58 per cento e il deficit è di 3,2 punti percentuali, ma ci manterremo all’interno di questi limiti”, ha sottolineato il premier.

Berisha ha ammesso di “non essere un economista”, ma di credere fortemente che per superare la crisi sia necessario continuare a investire. “Una volta – ha raccontato dunque il premier albanese – ero con un imprenditore italiano, che mi spiegava di aver investito di recente in Cina. Gli ho chiesto per quale motivo lo avesse fatto, e lui mi ha risposto che i cinesi parlano benissimo la lingua inglese. ‘Perché allora non viene a investire in Albania?’, gli ho chiesto allora, ‘qui parlano tutti in italiano’”.
 

Il premier albanese, Sali Berisha

 

Collaborazione economica "eccellente" nonostante la crisi

 

Roma, 7 mag 14:02 - (Agenzia Nova) - Italia e Albania si confermano paesi vicini non solo geograficamente ma anche e soprattutto dal punto di vista economico nonostante la crisi in atto. E’ quanto emerge dall’incontro avvenuto oggi a Roma tra il premier albanese Sali Berisha e il primo ministro Mario Monti. Il colloquio, durato circa 60 minuti, è servita per “fare il punto” sullo stato delle relazioni bilaterali, come ha spiegato lo stesso premier italiano: “Anche nel 2011 l’Italia si è confermata primo partner economico dell’Albania. Le esportazioni italiani hanno raggiunto circa 1.145 milioni di euro, con un aumento del 18 per cento rispetto al 2010. Le importazioni italiane dall’Albania hanno toccato i 657 milioni, anch’esse con un aumento del 14 per cento”, ha detto Monti a Palazzo Chigi durante una dichiarazione congiunta alla stampa.

Il capo dell’esecutivo italiano ha affermato che l’attività della cooperazione allo sviluppo italiana in Albania “continua ad essere considerevole, malgrado la continua necessità per l’Italia dei contenere la spesa pubblica”. Negli ultimi dieci anni, ha proseguito Monti, “il governo italiano ha destinato un contributo complessivo di aiuti allo sviluppo tra doni e crediti di 247 milioni di euro ai quali nel 2010 è stato aggiunto un ulteriore contributo di 51 milioni”. Il premier Berisha, da parte sua, ha spiegato che “se andiamo in po’ oltre nelle statistiche troveremo una cifra di circa 600 milioni di euro che ha comportato l’apertura di centinaia e centinaia di progetti”.

Il premier Berisha ha quindi definito “eccellente” la collaborazione economica con l’Italia: “Abbiamo discusso di come aumentare gli investimenti italiani in Albania, e abbiamo discusso dei grandi progetti energetici e della cooperazione in tutti i settori, ponendo l’accento soprattutto sul sostegno italiano all’integrazione europea del nostro paese”. (Asc)

  Il premier italiano, Mario Monti
 

Italia "garante" dell'Albania nell'Ue

 
Roma, 7 mag (Agenzia Nova) - In Albania sono indispensabili “una ferma volontà politica e un impegno costante”, sia del governo e che dell’opposizione, per “compiere quegli ulteriori progressi” chiesti da Bruxelles nel cammino di avvicinamento all’Ue. Lo ha detto oggi a Palazzo Chigi il primo ministro italiano, Mario Monti, durante una dichiarazione alla stampa con l’omologo albanese, Sali Berisha, in visita a Roma. “Apprezziamo molto la vitalità della comunità albanese in Italia, che con le sua quasi 500 mila unità è la seconda più numerosa del nostro paese ed è sempre più integrata”, ha detto Monti. Anche per questo motivo, cioè la grande comunità albanese, l’Italia ha “fortemente sostenuto il processo di liberalizzazioni dei visti tra Albania e Unione europea”.

Monti ha ricordato come il tema liberalizzazione dei visti, “già nel 1996 aveva offerto all’allora presidente Berisha e a me, che ero Commissario europeo, la prima occasione di incontro a Bruxelles”. Il premier italiano ha quindi “espresso apprezzamento al primo ministro Berisha per tutti gli sforzi compiuti da parte albanese per avviare il pacchetto di riforme necessarie per il cammino di avvicinamento all’Ue”, ribadendo che l’Italia “mantiene costante e forte l’impegno a favore della prospettiva europea dell’Albania”. Berisha, da parte sua, ha invitato Monti a Tirana in occasione del 100mo anniversario dell’indipendenza: “E’ straordinario che io possa incontrare oggi un amico eccellente, che ho conosciuto nel 1996 come Commissario europeo e che ritrovo adesso come premier. Sarebbe altrettanto straordinario se venisse in Albania in occasione del 100mo anniversario della nostra indipendenza".

Finora, ha ricordato Berisha, "ho ricevuto tutti i primi ministri italiani: da Bettino Craxi, a Giulio Andreotti e Silvio Berlusconi. Spero di ricevere a Tirana anche il presidente Monti”. Quando i paesi dell’Unione europea tolsero l’obbligo del visto d’ingresso per i cittadini albanesi, “qualcuno pensava che sarebbe ritornato il momento delle ondate migratorie”, ha continuato. “Il principale garante dell’Albania in quel campo è stata l’Italia. Il governo italiano - ha proseguito il premier albanese - assicurò che un evento del genere non sarebbe accaduto. Oggi l’Italia continua a sostenerci con convinzione nel nostro cammino verso l’integrazione europea. Ringraziando il primo ministro Monti per questo sostegno, ho garantito che noi faremo in modo che questo processo sia basato sul rispetto e sull’ottemperanza alle richieste dell’Ue”, ha concluso Berisha.