L'Ue e il risveglio arabo

 

Il convegno delle fondazioni De Gasperi e Adenauer
 
Roma, 18 apr - (Agenzia Nova) - Coniugare stabilità politica, democrazia e rispetto dei diritti umani dev'essere l’obiettivo dell’attuale fase di transizione in Medio Oriente e in Nordafrica. E’ quanto emerso dal convegno organizzato oggi a Roma dalla Fondazione Alcide de Gasperi e dalla Fondazione Konrad Adenauer sulle “strategie di stabilizzazione politica e sociale dei paesi extraeuropei del Mediterraneo”. Alla conferenza, cui ha assistito anche il presidente della repubblica Giorgio Napolitano, hanno preso parte il presidente del Senato, Renato Schifani, l’ex ministro degli Esteri e presidente della Fondazione De Gasperi, Franco Frattini, il sottosegretario agli Esteri, Marta Dassù, l’eurodeputato tedesco e presidente della commissione Esteri del parlamento europeo, Elmar Brok e l’ex presidente libanese e leader del partito Kataeb, Amin Gemayel.

Tutti i partecipanti hanno convenuto sulla necessità di rilanciare l'integrazione economica e politica della comunità euromediterranea dopo le esperienze del processo di Barcellona e dell'Assemblea euromediterranea. "Se non risolviamo i problemi economici in Europa e nel mondo arabo - ha sottolineato Schifani aprendo l'incontro - questo sarà un fallimento per l'Ue e per le primavere arabe".
 

 Fini con la presidente del parlamento serbo Slavica Djukic Dejanovic

© Agenzia Nova

     
Frattini: "rifondare la comunità euromediterranea"
     
Roma, 18 apr - (Agenzia Nova) - Rifondare la comunità mediterranea vuol dire oggi affrontare i grandi temi che la primavera araba ha risvegliato, a partire dalla centralità della persona e dal rispetto dei diritti umani. E’ quanto affermato dall’onorevole Franco Frattini, presidente della Fondazione Alcide de Gasperi, nel suo intervento. “Abbiamo vissuto per decenni con la convinzione che costruendo partenariati di convenienza si potessero garantire i nostri interessi, come la stabilità politica, la lotta al terrorismo, la prevenzione dei fluissi migratori – ha detto Frattini – ma poi è arrivata la primavera araba che è stata una sveglia per l’intero Occidente. Quelle rivoluzioni ci hanno fatto capire l'errore di aver costruito partenariati con leader non democratici che sacrificavano la vita delle persone. Si trattava di governi fragili: alcuni sono caduti in poche settimane, altri stanno resistendo, ma la storia li ha già travolti e mi auguro che anche i fatti possano spazzarli via”, ha aggiunto l’ex ministro degli Esteri italiano.

“La primavera araba è una nuova filosofia che ha messo Ue ed Occidente davanti ad una nuova sfida: quella di comprendere come una visione unica del Mediterraneo possa generare un ruolo da protagonista per l’Ue in un'area dove finora siamo stati solo spettatori che guardavano agli eventi”, ha aggiunto Frattini. “La primavera araba ha fatto emergere nuovi protagonisti. Penso innanzitutto alle forze della difesa nazionale, agli eserciti. In alcuni paesi il ruolo delle forze armate è stato quello di assicurare la transizione nazionale, in altri hanno dovuto contrastare le polizie al servizio dei dittatori”.

Un altro protagonista, poi, ha continuato Frattini, “è stata la forza giovanile: milioni di giovani non organizzati come gli eserciti, collegati tra loro attraverso le reti ed i social network per rivendicare la richiesta di più dignità e diritti”. Infine “l'Islam politico, che in alcuni casi ha prodotto forme di partito che prima non c'erano. O, in altri, erano ritenute non compatibili con il messaggio del Corano. La sfida dell'Islam politico oggi è quella di immaginare una rivoluzione che possa permettere delle alleanze con le forze democratiche”.
   
 
Dassù: investire su crescita e integrazione
 

Roma, 18 apr - (Agenzia Nova) - Rafforzare l’integrazione commerciale tra i paesi del Mediterraneo è una delle linee guida che l’Unione europea deve seguire per garantire la crescita economica della regione in questo momento di crisi. Lo ha detto il sottosegretario agli Affari esteri, Marta Dassù. “La crescita degli investimenti e del commercio richiede che l’Ue metta in discussione le sue politiche protezionistiche”, ha aggiunto la Dassù, ricordando che da tempo l’Italia propone partenariati privilegiati in seno all’Ue, ma “ci vuole un piano ancor più ambizioso per creare spazi comuni d’integrazione”.

A tale proposito, il sottosegretario agli Esteri ha fatto riferimento all’ultimo rapporto dell’Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) in cui si afferma che il Medio Oriente dovrebbe mantenere un ritmo di crescita del 5 per cento nei prossimi anni per mantenere il tasso di occupazione ai livelli attuali e garantire un futuro alle nuove generazioni. “Particolare attenzione va rivolta ai giovani e alle donne”, ha sottolineato la Dassù. Riguardo agli sviluppi politici e sociali in corso nei paesi mediterranei extraeuropei, il sottosegretario Dassù ha evidenziato inoltre come sia più opportuno parlare di “risveglio arabo” invece che di primavera: “Un risveglio che ha scosso l’apparente immobilità dei regimi arabi su cui l’Europa ha contato per troppo tempo”.

L’Ue deve invece riuscire ad affrontare “in modo congiunto le crisi interne e le sfide esterne creando un circolo virtuoso nello spazio euro mediterraneo”. A tale scopo, è necessario, per la Dassù, puntare sulla stabilità non solo politica, ma anche dei diritti. “La situazione nel mondo arabo ora è più difficile di quanto sperato. La Siria è il simbolo della transizione travagliata verso la democrazia. I problemi interni dell’Egitto e le tensioni post belliche in Libia sono un altro indice di situazioni non risolte”. E’ quindi fondamentale, ha concluso la Dassù, “trovare un nuovo equilibrio nel rispetto delle differenze anche religiose”.

 

 Il presidente della Camera Gianfranco Fini con il capo dello stato serbo, Boris Tadic

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Gemayel rilancia il piano Marshall per il mondo arabo
     
Roma, 18 apr - (Agenzia Nova) - La transizione dalla dittatura alla democrazia nei paesi protagonisti del “risveglio arabo” richiede un forte e costante sostegno internazionale. Lo ha detto l’ex presidente libanese, Amin Gemayel, intervenendo oggi. “In questa fase di transizione – ha detto Gemayel – dobbiamo focalizzare i nostri sforzi sul rispetto dei diritti umani e civili. Insistere troppo sulla stabilizzazione politica è pericoloso perché alla stabilità va affiancata la democrazia”.

Per Gemayel, è necessario inoltre “tenere conto del fattore religioso” negli sviluppi politici in corso nel mondo arabo. “C’è sicuramente un rischio di nuove forme di teocrazia– ha detto Gemayel – ma non possiamo ignorare il fattore religioso come componente fondamentale degli stati arabi”. Gemayel ha quindi rilanciato l'idea del Piano Marshall per il mondo arabo, già proposta in precedenza a Bruxelles. "Un piano sostenuto dall'Ue mirato a sviluppare il partenariato con la Lega araba", ha detto l'ex capo dello stato libanese, proponendo inoltre la creazione di una commissione di alto livello per seguire il nuovo piano Marshall e "consolidare il risveglio arabo".
 

 Fini con la presidente del parlamento serbo Slavica Djukic Dejanovic

     
Eurodeputato tedesco Brok: abbandonare il passato coloniale
     
Roma, 18 apr - (Agenzia Nova) - L’Unione europea deve rafforzare la politica comune di vicinato e rinunciare alla strategia ereditata dalle strutture coloniali nel loro approccio ai paesi extraeuropei del Mediterraneo. E’ quanto affermato oggi da Elmar Brok, eurodeputato tedesco e presidente della commissione Esteri del Parlamento europeo, nel suo intervento al convegno “Unione europea e strategie di stabilizzazione politica e sociale dei paesi extraeuropei del Mediterraneo”, organizzato a Roma dalle Fondazioni De Gasperi e Konrad Adenauer e a cui ha assistito anche il capo dello stato italiano, Giorgio Napolitano.

“Non dobbiamo tagliare i fondi alla politica europea di vicinato – ha detto Brok – perché è una strategia importante per la nostra sicurezza”. Brok ha spiegato che per rifondare la comunità euro mediterranea, dopo le esperienze del processo di Barcellona e dell’Assemblea euro mediterranea, bisogna fare il possibile per promuovere l’integrazione commerciale all’interno della regione e garantire stabilità e sicurezza. “Malgrado le divergenze di carattere politico tra alcuni paesi europei, il nostro obiettivo è comune: garantire democrazia, stabilità e una migliore distribuzione della ricchezza”, ha aggiunto l’europarlamentare tedesco.

Per Brok, la questione della sicurezza è fondamentale anche per la tutela delle comunità cristiane nei paesi arabi. “I copti in Egitto rappresentano il 15 per cento della popolazione e se non garantiamo loro protezione dobbiamo aspettarci una nuova ondata di migrazione cui non siamo pronti”. Brok ha fatto quindi l’esempio della Turchia, un paese che è riuscito a coniugare Islam e democrazia e ha permesso “enormi passi in avanti” anche nell’ambito della crisi siriana e della questione iraniana.
 

 Fini con la presidente del parlamento serbo Slavica Djukic Dejanovic