Intervista a Hoxhaj
Terzi riceve Hoxhaj alla Farnesina
 
Roma, 28 mar - (Agenzia Nova) - L'Italia sostiene pienamente il processo d'integrazione europea del Kosovo e invita alla moderazione sulla questione delle elezioni locali serbe nel nord del paese. E' quanto emerge dall'incontro che si è svolto oggi alla Farnesina tra il ministro degli Esteri italiano, Giulio Terzi, e l'omologo kosovaro Enver Hoxhaj. "E' stato per me un piacere incontrare oggi a Roma il ministro Hoxhaj nel quadro di intensi rapporti e contatti a livello politico che abbiamo da sempre intrattenuto con le autorità e il governo di Pristina, fin dall'indipendenza nel 2008", ha detto Terzi, sottolineando anche "i rapporti economici e culturali a tutto campo fra i nostri due paesi".
 
Al centro dei colloqui c'è stato ovviamente il percorso d'avvicinamento del Kosovo all'Ue. "Ieri il ministro Hoxhaj ha partecipato a un importante incontro con il commissario europeo all'Allargamento, Stefan Fuele. E' stato un momento per avviare i negoziati sull'accordo di Associazione e stabilizzazione fra il Kosovo e l'Unione europea. E' un percorso d'estrema importanza, perché fornisce un legame solido e strutturato alla relazione dell'Unione europea con il Kosovo. Ci auguriamo che questo percorso possa proseguire e concludersi rapidamente", ha detto Terzi.
 
Durante la conferenza stampa congiunta alla Farnesina, i due ministri hanno affrontato anche la spinosa questione delle elezioni locali serbe nel nord del Kosovo. Spiega il ministro Hoxhaj: "La posizione del Kosovo è molto chiara: siamo contro le elezioni locali serbe. Se queste elezioni saranno organizzate, metteranno in crisi tutta la struttura di sicurezza della regione. Invito la Serbia a non farlo", ha detto Hoxhaj. Terzi, da parte sua, ha auspicato moderazione: "Questo è un tema che è da qualche tempo all'attenzione di Eulex (la missione dell'Ue in Kosovo) e c'è una posizione chiara: deve esserci maggior moderazione da parte degli elementi che sono attivi nella comunità serbo-kosovara a nord dell'Ibar".
 
"Sono inaccettabili - ha proseguito Terzi - gli scontri dei mesi scorsi che hanno portato a delle conseguenze sanguinose. Queste situazioni non devono ripetersi. La questione delle elezioni locali deve essere risolta secondo le regole definite per la responsabilità e la sovranità del Kosovo su tutti gli aspetti elettorali locali. Auspichiamo che su questa vicenda ci possa essere una moderazione da parte degli elementi all'interno della popolazione serbo kosovara".
 
Sul piano bilaterale, ha proseguito Terzi, "abbiamo dei rapporti intensi" grazie agli "imprenditori che reciprocamente operano nelle nostre realtà economiche nel campo dell'energia, delle risorse naturale, dei servizi e delle costruzioni". L'auspicio è che questi "iniziali rapporti" si possano "sviluppare e intensificare in modo molto più solido". Spazio anche alla settore della cultura: "Il ministro mi ha detto dell'intenzione di poter creare presso l'Università di Pristina una collaborazione con un'importante ateneo italiano. Questo è un tema che riguarda l'insegnamento dell'italiano e della cultura italiana".
 
"Le nostre relazioni sono eccellenti", ha detto da parte sua Hoxhaj. "Abbiamo discusso sulle modalità per avere in futuro una collaborazione economica più forte e per avere maggiori investimenti italiani in Kosovo. Allo stesso tempo abbiamo discusso dell'educazione e della cultura. Questa cooperazione avviene oggi in un Kosovo indipendente e multietnico. Senza il forte sostegno dell'Italia, il Kosovo non sarebbe libero e indipendente", ha detto il capo della diplomazia kosovara.
 
"Ho informato il ministro sul programma europeo del Kosovo. Il mio governo - ha detto il ministro kosovaro - sostiene l'integrazione di tutti i Balcani nell'Unione europea, ma ci serve il sostegno degli stati membri sulla liberalizzazione dei visti. Lo scorso gennaio abbiamo avviato il dialogo con l'Unione europea su questa tematica. Il Kosovo fa parte di una 'nazione di 50 milioni' di cittadini balcanici, ma noi siamo gli unici a non poter viaggiare liberamente nell'Ue", ha ricordato Hoxhaj, affermando che i kosovari hanno comunque "gli stessi diritti di tutti gli altri". (Asc)
   
 
Hoxhaj, faremo di tutto per impedire le elezioni nel nord
 
Roma, 29 mar - (Agenzia Nova) - Pristina userà "tutti i mezzi" che ha a disposizione per impedire che la Serbia organizzi elezioni nel nord del Kosovo. Lo ha detto a "Nova" il ministro degli Esteri kosovaro, Enver Hoxhaj. "La posizione del governo è molto chiara: organizzare elezioni locali presso tre municipalità e mezzo (Zubin Potok, Leposavic, Zvecan e parte di Mitrovica, ndr) della Repubblica del Kosovo è una flagrante violazione della nostra sovranità. Useremo tutti i mezzi costituzionali per fermare queste elezioni. Come ministro degli Esteri non sono in grado di fornire maggiori dettagli su come intendiamo intervenire: posso solo dire che la nostra nazione ha il diritto di esercitare la sua sovranità", afferma Hoxhaj.
 
Secondo il capo della diplomazia kosovara Belgrado, che ha da poco ricevuto lo status di paese candidato all’Unione europea, "non pụ comportasi in modo europeo solo con Bruxelles e Roma" ma anche con il Kosovo e la situazione nel nord: "Organizzare elezioni di questo tipo è anti-europeo", dichiara Hoxhaj. "E’ tempo per la comunità internazionale di chiedere alla Serbia di non farlo - continua il ministro - e Belgrado deve smettere anche solo pensare di organizzare elezioni locali nel nostro territorio". Il discorso cambia per le elezioni parlamentari: "Tutti coloro che hanno la doppia cittadinanza hanno il diritto di votare", afferma Hoxhaj, precisando che "anche per le elezioni parlamentari non ci possono essere seggi elettorali serbi aperti sul territorio del Kosovo". In questo senso sarà centrale il ruolo delle missioni internazionali, in particolare dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce).
 
Sulla vicenda delle elezioni serbe in Kosovo era intervenuto ieri anche il ministro degli Esteri italiano, Giulio Terzi, durante la conferenza stampa congiunta con Hoxhaj. "Questo è un tema che è da qualche tempo all'attenzione di Eulex (la missione dell'Ue in Kosovo) e c'è una posizione chiara: deve esserci maggior moderazione da parte degli elementi che sono attivi nella comunità serbo-kosovara a nord dell'Ibar. Sono inaccettabili - aveva detto Terzi - gli scontri dei mesi scorsi che hanno portato a conseguenze sanguinose. Queste situazioni non devono ripetersi. La questione delle elezioni locali deve essere risolta secondo le regole definite per la responsabilità e la sovranità del Kosovo su tutti gli aspetti elettorali locali. Auspichiamo che su questa vicenda ci possa essere una moderazione da parte degli elementi all'interno della popolazione serbo kosovara". (Asc)
   
 
Pristina invita la Nato a riconsiderare la presenza in Kosovo
 
Roma, 29 mar - (Agenzia Nova) - Pristina vorrebbe vedere "più imprenditori che soldati italiani" e la Nato dovrebbe iniziare a pensare ai costi dei suoi 4.000 effettivi schierati in Kosovo. Lo ha detto a "Nova" il ministro degli Esteri kosovaro, Enver Hoxhaj. "Siamo molto grati per il sostegno che le truppe italiane hanno dato per 13 anni, non solo in termini di pace e stabilità: hanno costruito scuole, strade, ospedali, case. Hanno fatto tutto per la popolazione locale", afferma Hoxhaj. "Ma dopo 13 anni abbiamo ancora 4.000 truppe Nato a causa della situazione in tre municipalità e mezzo (Zubin Potok, Leposavic, Zvecan e parte di Mitrovica, nel nord del Kosovo, ndr). Penso che la Nato dovrebbe iniziare a discutere cosa significa questo in termini di costi. E anche l’Unione europea con Eulex", conclude il ministro. (Asc)
   
 
Le riforme allo studio di Pristina
 
Roma, 29 mar - (Agenzia Nova) - La nuova costituzione del Kosovo attualmente all’esame delle commissioni parlamentari di Pristina "cambierà la natura dello stato" e renderà il paese "più sovrano rispetto ad oggi". Lo ha detto a "Nova" il ministro degli Esteri kosovaro, Enver Hoxhaj. "Rispetto ad altri paesi della regione che hanno avuto crisi politiche, costituzionali, situazioni dove per anni non ci sono stati governi (come in Bosnia-Erzegovina, ndr), o dove ci sono stati di boicottaggi del parlamento (come in Albania, ndr), il Kosovo ha il panorama politico più stabile: non c’è un altro paesi dei Balcani che ha una stabilità interna come il Kosovo", afferma Hoxhaj.
 
"Ovviamente ci sono opinioni differenti. Siamo una società pluralista e chiunque pụ esprimere le proprie idee. Ma quando si tratta di interessi comuni e nazionali - prosegue il ministro - i leader kosovari hanno dimostrato negli ultimi anni maturità, preparazione e unità". Anche il Kosovo ha avuto le sue crisi istituzionali. II 27 settembre 2010 il capo dello stato Fatmir Sejdiu si è dimesso. La Corte costituzionale aveva stabilito che non poteva ricoprire contemporaneamente le cariche di leader della Lega democratica del Kosovo (Ldk) e di presidente della repubblica. In seguito al ritiro dei ministri dell'Ldk dal governo, si è deciso di tornare alle urne. Dalle elezioni anticipate è uscito vincitore Hashim Thaci, leader del Partito democratico del Kosovo (Pdk).
 
Il margine della vittoria, tuttavia, ha costretto i democratici ad allearsi con l'Alleanza per il nuovo Kosovo (Akr) guidata da Behgjet Pacolli, poi eletto nuovo presidente della repubblica. Il 30 marzo 2011, la Corte costituzionale del Kosovo aveva giudicato illegittima l’elezione di Pacolli. Le dimissioni del capo dello stato - presentate da Pacolli poche ore dopo la decisione della Corte - hanno aperto una nuova crisi, poi risolta con l'accordo tra maggioranza e Ldk sul nome del nuovo presidente della repubblica: Atifete Jahjaga, classe 1975, ex vice capo della polizia, eletta capo dello stato il 7 aprile.
 
"Al momento la situazione è la seguente: ci sono delle commissioni parlamentari che stanno lavorando su due questioni importantissime per un paese giovane come il Kosovo. Una è incaricata di riscrivere la nuova costituzione, l’altra la legge elettorale", afferma Hoxhaj. Ma al centro delle discussioni c’è anche il ruolo del presidente della repubblica, coś come le modalità della sua elezione: l’idea è quella di una elezione diretta mentre ancora non è chiaro che tipo di competenze e poteri debba avere il nuovo capo dello stato kosovaro. Quest’anno, poi, dovrebbe finire la supervisione dell'indipendenza. Non è una questione di poco conto, perché molto probabilmente comporterà la chiusura dell’Ufficio civile internazionale e una riduzione del ruolo di Eulex, la missione civile dell’Ue.
 
"Tutto questo deve riflettersi nella nuova costituzione, che allo stesso tempo deve mantenere le linee guida sui diritti delle minoranze. Vogliamo essere uno stato multietnico dove tutte le comunità possano godere dei migliori diritti", continua il ministro kosovaro, aggiungendo che "la sostanza del piano Ahtisaari (l’ex invitato dell’Onu per il Kosovo Marti Ahtisaari, ndr) deve essere inclusa nello spirito e nelle linee guida della nuova costituzione". L’importante, conclude il ministro degli Esteri, è avere "il massimo consenso possibile" sia sulla nuova costituzione che sulla riforma elettorale. (Asc)
   
 
La sovranità interna ed internazionale del Kosovo
 
Roma, 29 mar - (Agenzia Nova) - La Serbia ha già riconosciuto "de facto" e "de jure" la sovranità interna ed internazionale del Kosovo. Lo ha detto a "Nova" il ministro degli Esteri kosovaro, Enver Hoxhaj. "Nel dicembre 2011 le delegazioni di Serbia e Kosovo hanno stretto a Bruxelles un accordo sulla gestione integrata delle frontiere. Si tratta di un accordo molto importante perché in tal modo Belgrado ha ‘de facto’ e ‘de jure’ riconosciuto l’esistenza di confini interstatali tra il Kosovo e la Serbia: questo è un cambiamento enorme", afferma il capo della diplomazia kosovara. "Il protocollo tecnico prevede sei valichi di frontiera - prosegue Hoxhaj - con la presenza di unità di polizia e delle dogane del Kosovo dalla nostra parte (anche nel nord, ndr) e della Serbia dall’altra. Quando Belgrado ha accettato questo accordo bilaterale, ha riconosciuto automaticamente la sovranità interna del nostro stato".
 
Il 24 febbraio 2012, Serbia e Kosovo hanno raggiunto sempre a Bruxelles un accordo sulla rappresentanza di Pristina nei forum regionali. "Questo significa la possibilità di esercitare la nostra sovranità a livello internazionale. Se sono invitato a una conferenza, parleṛ e firmeṛ accordi a nome del mio paese. Il Kosovo pụ inoltre diventare membro di differenti organizzazioni internazionali. Grazie a questo accordo possiamo semplicemente esercitare la nostra sovranità a livello internazionale", sostiene il ministro kosovaro. Secondo l’intesa, Pristina sarà rappresentata dal nome "Kosovo", e non Repubblica del Kosovo, con un asterisco in cui si farà riferimento alla risoluzione 1244 del Consiglio di sicurezza dell’Onu e al parere della Corte internazionale di giustizia sulla dichiarazione d’indipendenza del Kosovo.
 
"La prima volta forse qualcuno farà caso all’asterisco. Ma la seconda volta nessuno si focalizzerà sull’asterisco, ma su quello che ho da dire", commenta Hoxhaj. "Entrambi questi accordo sono cruciali, perché in tutti e due, la Repubblica di Serbia ha accettato, grazie alla mediazione dell’Ue, la sovranità interna del Kosovo nel suo territorio e la sovranità internazionale di Pristina nei forum e nelle iniziative regionali", conclude il ministro. (Asc)
   
 
Ampio spazio per la collaborazione economica
 
Roma, 29 mar - (Agenzia Nova) - L’Italia potrebbe inserirsi nel processo di ristrutturazione del settore delle telecomunicazioni in Kosovo. Lo ha detto a "Nova" il ministro degli Esteri kosovaro, Enver Hoxhaj. "Stiamo ristrutturando le nostre strutture delle telecomunicazioni ed è in corso il processo di privatizzazione di Ptk (Posta dhe Telekomunikacioni i Kosoves, ndr). C’è solo un operatore internet e di telefonia mobile al momento, la slovena Ipko Net Mobile. Chiunque arriverà per secondo avrà benefici economici e finanziari a lungo termine", afferma Hoxhaj. "Ci sono molte imprese italiane che hanno già investito e stanno investendo in Kosovo. Abbiamo il miglior clima per gli investimenti - sostiene il ministro - le migliori politiche sulle tasse e il miglior quadro fiscale. In termini di sicurezza, il Kosovo è come gli altri paesi della regione: gli imprenditori e le aziende godono della massima protezione possibile".
 
Il Kosovo, inoltre, possiede enormi quantità di lignite. "In termini di risorse, siamo il quinto paese al mondo. Dopo Fukushima, l’intero settore dell’energia è cambiato", afferma Hoxhaj. "Ci sono moltissime aree dove possiamo cooperare: dal campo dell’agricoltura, al turismo, dalle miniere, alle costruzioni. Ho ufficialmente invitato il ministro degli Esteri Giulio Terzi in Kosovo: sarebbe un onore per noi poterlo ospitare", ha concluso Hoxhaj. (Asc)