Intervista a Diaconescu

Intesa perfetta con l'Italia sui temi Ue e internazionali
 
Roma, 27 mar - (Agenzia Nova) - Le relazioni tra Italia e Romania sono eccellenti, e "c’è perfetta coordinazione e cooperazione a tutti i livelli decisionali sia su tematiche globali, come Siria e Iran, che su quelle relative all’Unione europea e alla Nato”. Lo ha detto in un'intervista a “Nova” il ministro degli Esteri romeno, Cristian Diaconescu, che oggi ha incontrato alla Farnesina l’omologo italiano Giulio Terzi con cui si è intrattenuto in una colazione di lavoro. Come dichiarato da Terzi a margine dell’incontro, i due hanno discusso di “tutte le questioni che riguardano la grande comunità romena in Italia - un milione di persone - così come della grande comunità degli imprenditori italiani in Romania". Due comunità, ha continuato il ministro, che "contribuiscono in maniera fondamentale all'economia dei due paesi. Anche in tempo di crisi".
 
"Con il ministro degli Esteri italiano, Giulio Terzi, abbiamo riconosciuto la solidità delle relazioni tra i due paesi e abbiamo discusso dell’allargamento futuro dell’Europa per i paesi dell'area balcanica", ha detto a “Nova” Diaconescu. "Abbiamo anche parlato di alcuni accordi relativi all’area Schengen”, ha aggiunto. “Sono circa 31 mila le aziende possedute da italiani in Romania, e sono tutte compagnie che lavorano bene e producono utile, soprattutto nei settori legati all’agricoltura, ai servizi, all’industria tessile e anche al sistema bancario e assicurativo”. Il ministro ha poi sottolineato che le aziende italiane possono trovare buone opportunità d'investimento in particolare “nel settore agricolo e in quello energetico”.
 
Diaconescu ha detto di aver riscontrato, nel colloquio con Terzi, il grande dell'Italia "nel rafforzare la strategia europea per l'area del Danubio”: un programma che ha un importante potenziale di sviluppo economico. Fra i progetti da attuare in Romania, appunto nell’ambito della Strategia del Danubio, figurano la costruzione di “porti verdi” sul fiume, l'autostrada Timisoara-Belgrado, la creazione di un quadro legislativo unico fra i paesi aderenti, per il trasporto dei carburanti sul Danubio, la costruzione di due nuovi ponti per collegare la sponda romena a quella della Bulgaria, l’incremento del trasporto dei container e la creazione di centri di ricerca in vari settori, collegati alle attività fluviali.
   Il ministro degli Esteri italiano, Giulio Trezi, ed il suo omologo romeno, Christian Diaconescu

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Sull'adesione a Schengen siamo già in ritardo di un anno
 

Roma, 27 mar - (Agenzia Nova) - Diaconescu si è anche soffermato sull’ingresso della Romania nell’area Schengen, attualmente congelata insieme con quella della Bulgaria. Il presidente della Commissione europea, José Manuel Durao Barroso, ha auspicato una soluzione entro settembre, ma per Diaconescu, "la decisione doveva essere presa già entro marzo dell'anno scorso", poi è stata rinviata a giugno e ad oggi Bucarest non è ancora stata accolta nello spazio Schengen: "Siamo in ritardo", ha detto il ministro, affermando che “i problemi di politica interna non devono bloccare il processo di adesione della Romania all’area Schengen. Tutti i paesi membri sono favorevoli al nostro ingresso nell’area di libera circolazione, con una sola eccezione: l'Olanda”. Diaconescu ha poi affrontato la questione della richiesta di adesione della Turchia all'Ue: "Noi sosteniamo l'ingresso di Ankara nell’Ue - ha detto - la Turchia è un eccellente partner economico, tanto per noi che per l’Europa sud orientale".

   
 
L'energia e la disputa di confine con la Bulgaria
 
Roma, 27 mar - (Agenzia Nova) - Diaconescu ha affrontato anche la questione della disputa confinaria con la Bulgaria: 17 chilometri quadrati sul Mar Nero che si pensa possano nascondere giacimenti petroliferi e di gas. Negli ultimi giorni la questione ha acceso gli animi, rimbalzando con grande evidenza sulla stampa bulgara. Quali passi pensa d'intraprendere la Romania per risolvere la questione? "Nessuno", risponde il ministro, “bisognerebbe chiedere ai politici bulgari cosa sia cambiato. Abbiamo negoziati in corso? Sì, dal 1994 ed in questo periodo la Romania e la Bulgaria sono diventate entrambe membri della Nato e dell’Unione europea, e hanno sviluppato un’ottima partnership. Non riesco a capire quale sia il problema”.
 
In una recente intervista Diaconescu aveva ripreso la discussione sulla delimitazione della frontiera lungo il Mar Nero. Il territorio al centro della disputa potrebbe del resto trovarsi sul tracciato del futuro gasdotto South Stream, destinato a portare in Europa il gas russo "saltando" l'Ucraina. Ma Diaconescu aveva preferito non soffermarsi sulla questione: "Al ministero degli Esteri non ci occupiamo di questioni riguardanti l'energia, l'economia ed altro. Abbiamo a che fare con gli accordi internazionali e con la loro conseguente applicazione”.
 
In materia d'interconnessioni energetiche, Diaconescu, ha sottolineato l'interesse della Romania per il progetto del gasdotto Nabucco: “Noi lo sosteniamo, in quanto è un progetto serio e uno dei più importanti per il trasporto dell’energia. Tuttavia, siamo disponibili a discutere anche delle altre possibili alternative. La questione va presa in esame unicamente da un punto di vista economico, e non politico-strategico”. Il consorzio Nabucco, rivale del South Stream e sostenuto da Ue ed Usa, ha recentemente presentato una versione ridotta del gasdotto, definita “Nabucco West”, che dovrebbe attraversare Turchia, Bulgaria, Romania ed Austria.
 

 Il ministro degli Esteri romeno, Christian Diaconescu

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