Vertice italo-francese

 

Pieno accordo tra i due paesi su Libia e immigrazione
 

Roma, 26 apr - (Agenzia Nova) - Sono due i documenti conclusivi dell'incontro che si è svolto oggi a Roma tra il premier italiano, Silvio Berlusconi, e il presidente francese, Nicolas Sarkozy, nell'ambito del vertice annuale italo-francese. In entrambi, i due uomini di governo concordano su un rafforzamento dei rapporti di cooperazione tra Italia e Francia in materia di politica estera.

Il primo documento è la lettera inviata dai due uomini politici al presidente della Commissione europea, José Manuel Barroso, e al presidente del Consiglio dell'Ue, Herman van Rompuy, in cui si invitano le istituzioni europee a rivedere gli accordi Schengen e a rafforzare la cooperazione nel settore dell’immigrazione, mentre il secondo è una dichiarazione congiunta sulla Libia alla luce della decisione italiana di partecipare ai bombardamenti aerei contro “obiettivi militari” nel paese africano.

   Pieno accordo tra i due paesi su Libia e immigrazione. Nicolas Sarcozy
 
Immigrazione: Berlusconi e Sarkozy chiedono all'Ue un accordo globale
 

Roma, 26 apr - (Agenzia Nova) - Nella lettera inviata a Bruxelles, Berlusconi e Sarkozy sottolineano come la priorità dell’Ue, ora, debba essere essere quella di raggiungere in maniera molto rapida un accordo globale sull’immigrazione con i suoi vicini della sponda sud del Mediterraneo. “L’Unione deve assicurare un sostegno forte e, se necessario, straordinario a questi paesi, mettendo al primo posto quelli che hanno scelto la via della democrazia", si legge nella lettera. "In cambio, abbiamo il diritto di attenderci dai nostri paesi partner l’impegno ad una cooperazione rapida ed efficace con l’Unione europea e con i suoi stati membri nella lotta contro l’immigrazione illegale. Questa cooperazione dovrà imperniarsi sulla gestione delle frontiere prevedendo, da un lato, un possibile ruolo di Frontex per aiutare questi paesi a contrastare le partenze illegali e, dall’altro, il sostegno europeo per contribuire al loro sforzo nella lotta alle organizzazioni criminali”.


“È altresì fondamentale che l’Unione europea realizzi un regime di asilo europeo comune”, si legge nella missiva inviata a Bruxelles. “Gli strumenti che permetteranno di completare questo regime, ivi compreso l’accesso dei servizi di sicurezza alla banca dati Eurodac per la lotta alla criminalità organizzata, dovranno essere adottati da qui alla fine del 2012 in condizioni sostenibili per i sistemi nazionali d’asilo”. Altro “imperativo prioritario” è quello di rafforzare l’agenzia Frontex (per il controllo delle frontiere esterne dell'Ue). “In questa prospettiva – scrivono Berlusconi e Sarkozy - bisogna rendere immediatamente operative le misure previste nelle conclusioni del Consiglio dei ministri della Giustizia e degli Interni, che si è tenuto a Lussemburgo l’11 aprile 2011, laddove Frontex è invitato a accelerare i negoziati con i paesi della regione – in particolare la Tunisia – in vista della conclusione di accordi di lavoro operativi e dell’organizzazione di operazioni di pattugliamento congiunto”.


Per quanto riguarda infine lo spazio Schengen: “Una governance rafforzata dello spazio Schengen è evidentemente necessaria. Deve essere fondata su requisiti più rigorosi e su strumenti più efficaci per ottenere una maggiore disciplina collettiva e un maggior livello di coesione sugli standard di protezione delle frontiere esterne comuni”, anche in vista dell’allargamento dell’area. È necessaria una modifica legislativa dei meccanismi di valutazione. Per Berlusconi e Sarkozy, quest'anno è necessario presentare una proposta legislativa ambiziosa che sia basata su alcuni principi: "La procedura di valutazione deve continuare a coinvolgere rigorosamente gli stati membri - si legge nella lettera - in modo tale da non privarsi della loro expertise e da creare le condizioni affinché si rafforzi sempre di più la loro fiducia reciproca".


Inoltre, "l’agenzia Frontex, in stretto collegamento con le altre agenzie competenti nel settore giustizia affari interni, dovrà essere il fulcro del coordinamento di questo dispositivo di valutazione e di sorveglianza attraverso la creazione di un insieme di esperti e di gruppi di valutazione e lo svolgimento di missioni". Bisognerà infine "esaminare la possibilità di ristabilire temporaneamente controlli alle frontiere interne in caso di difficoltà eccezionali nella gestione delle frontiere esterne comuni, sulla base di condizioni che dovranno essere definite in futuro".

 

 

 
Libia: Berlusconi e Sarkozy, "Gheddafi deve andarsene"
 
Roma, 23 apr - (Agenzia Nova) - Sulla Libia, Berlusconi e Sarkozy hanno ribadito che “dopo le sue azioni, il colonnello Muhammar Gheddafi ha perso ogni legittimità e deve andarsene”. Italia e Francia ribadiscono il proprio sostegno ai risultati e alle decisioni adottate in occasione della riunione di Doha del 13 aprile scorso del Gruppo di contatto sulla Libia e concordano sull’opportunità di collaborare strettamente in vista della riunione che si terrà a Roma” il prossimo 2 maggio, si legge nella dichiarazione congiunta dei due governanti.
 
È pertanto urgente “porre fine alle minacce che incombono sulla popolazione civile in tutta la Libia, ivi compreso l’ovest del paese dove la popolazione di Misurata e di Zentan, sotto assedio, resiste coraggiosamente”. Secondo Berlusconi e Sarkozy “è necessario più che mai intensificare la pressione militare sui centri di comando, le truppe e le infrastrutture di Gheddafi”. Il popolo libico, continua la dichiarazione congiunta, “deve avere la possibilità di impegnarsi in un processo politico inclusivo guidato dagli stessi libici, nel rispetto dei principi di sovranità e di integrità territoriale, così come stabilito dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite”.
 
Il Consiglio nazionale di transizione libico (Cnt), inoltre, “ha un ruolo centrale da svolgere in questo processo politico”. In merito al coinvolgimento diretto di velivoli militari in azioni “mirate” sul territorio libico, i due leader ricordano che le operazioni sono “in applicazione della risoluzione 1973 del Consiglio di sicurezza” e che “il loro elemento centrale è la protezione della popolazione decisa dal Consiglio di sicurezza”. Le forze aeree di Italia e Francia “continueranno ad agire insieme, sulla base di una piena flessibilità operativa, ivi compreso attraverso attacchi al suolo”.
 
A tale proposito, il premier Berlusconi, nella conferenza stampa tenuta al termine del vertice, ha voluto sottolineare che in Libia l’Italia effettuerà “interventi con razzi di estrema precisione su singoli obiettivi militari”, interventi che “non coinvolgeranno assolutamente i centri civili”. Italia e Francia sono inoltre “pronte a mobilitare mezzi umani e materiali nel quadro dell’operazione di politica di sicurezza e difesa comune Eufor Libia”, per far fronte all’aggravamento della crisi umanitaria, qualora le Nazioni Unite dovessero avanzare una richiesta di sostegno.
 
Roma e Parigi “hanno riconosciuto che il Cnt è il legittimo rappresentante del popolo libico” e fanno appello “a tutti i paesi a rafforzare il loro sostegno al Cnt in modo che questo possa svolgere tutto il suo ruolo al servizio della democrazia e dell’unità del popolo libico e possa far fronte alle minacce del regime di Gheddafi contro la popolazione”. Berlusconi e Sarkozy sono infine a favore dello “sblocco dei fondi libici congelati per consentire il finanziamento degli aiuti umanitari e delle altre attività a favore della popolazione d’intesa con il Cnt”. Inoltre, conformemente alle decisioni del Consiglio europeo, Italia e Francia sostengono “l’adozione di misure miranti a garantire che il regime di Gheddafi non abbia accesso alle risorse petrolifere e di gas che finanziano lo sforzo bellico di Gheddafi contro il suo popolo”. Entrambi i paesi, dunque, “non accetteranno più idrocarburi venduti da Gheddafi e dal suo regime”.
   
 
Parigi appoggia la candidatura di Draghi alla Banca centrale europea
 
Roma, 26 apr - (Agenzia Nova) - Il presidente francese Nikolas Sarkozy non ha atteso che un giornalista gli facesse una domanda sulla candidatura del governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, alla guida della Banca centrale europea. Lui stesso è entrato per primo in argomento,  affermando di considerare il banchiere italiano “il candidato più accreditato come successore di Jean-Claude Trichet”.

Sarkozy ha aggiunto che “la Francia sarà molto felice di sostenere l’Italia alla presidenza della Bce”, e che Parigi appoggia Draghi “non perché è italiano, ma perché è una persona di grande qualità. In più, è anche italiano”, ha detto il capo dell'Eliseo. La presidenza di Trichet scadrà alla fine di ottobre prossimo e Draghi, 63 anni e attuale presidente anche del Financial stability board (organismo internazionale con il compito di monitorare il sistema finanziario mondiale), dopo l’uscita di scena del candidato tedesco capo della Bundesbank Axel Weber, è visto come il favorito, soprattutto per il suo curriculum.
   
 
Sarkozy su Parmalat: nascerà un grande gruppo italo-francese
 

Roma, 26 apr - (Agenzia Nova) - Il presidente francese Nicolas Sarkozy ha affermato di “non sapere nulla” sull’opa lanciata da Lactalis su Parmalat, di cui è stata data notizia poco prima dell’inizio del vertice Italia-Francia. L’azienda transalpina, ha detto “ha messo anche noi davanti al fatto compiuto”. Comunque, Sarkozy ha detto che dall’operazione “nascerà un grande gruppo”, e questò sarà conveniente anche per l’Italia, perché “diventerà il primo gruppo di latte al mondo”.


Il titolare dell’Eliseo ha anche ipotizzato una joint venture italo-francese e lancia l'idea di un gruppo di lavoro formato da due alte personalità, l’una italiana e l'altra francese, come garanti degli accordi”. Lactalis ha lanciato un’offerta pubblica di acquisto per 2,6 euro per ciascuna azione in circolazione del gruppo italiano. La Borsa ha reagito positivamente, con un balzo del 10,73 per cento a 2,56 euro, che ha portato Parmalat a collocarsi a ridosso del prezzo dell'offerta annunciata. Il prospetto dell'Opa è in lavorazione e sarà pronto tra la fine di questa settimana e la prossima.