Foreign Policy Forum

La politica estera italiana nel Ventunesimo secolo
 

Roma, 28 lug - (Agenzia Nova) - La riforma dell’amministrazione degli Affari esteri è stata il tema centrale della VII Conferenza degli ambasciatori aperta alla Farnesina ieri dal pnte della Repubblica, Giorgio Napolitano, e conclusasi ieri con un intervento del premier, Silvio Berlusconi.  Dopo il monito del capo dello Stato “a non mortificare la diplomazia”, ritenuta uno strumento “insostituibile” del paese, il dibattito è stato suddiviso in tre sessioni plenarie: la prima dedicata alla dimensione esterna europea in seguito all’entrata in vigore del Trattato di Lisbona, la seconda incentrata sulla sicurezza globale e infine una terza focalizzata sulla promozione del “sistema paese”. Contemporaneamente alle ultime due sessioni, ieri, la sala Aldo Moro della Farnesina ha ospitato rappresentanti diplomatici e giornalisti di diverse nazioni per un forum parallelo sulla “Politica estera” italiana, il primo nella storia del paese. Il "Farnesina foreign policy forum" è  un foro di discussione pubblica, volto ad attivare un dibattito diretto e interattivo sui principali temi della politica e dell’attualità internazionale, coinvolgendo insieme ambasciatori italiani e alti funzionari della Farnesina, ambasciatori stranieri in Italia, rappresentanti dei media italiani e stranieri in Italia ed esperti di politica estera.

 

Il programma del I forum ha incluso sei panel, dedicati a tematiche di politca estera. Un primo panel è stato incentrato sulla dimensione europea della crisi economica globale, con la partecipazione degli ambasciatori britannico e francese in italia, rispettivamente Edward Chaplin e Jean Marc De la Sablière, mentre il secondo è stato dedicato alla partnership italiana ed europea con la Cina ed ha visto, tra gli altri, la partecipazione dell'ambasciatore cinese a Roma, Ding Wei. Il terzo panel ha riguardato invece "L'Italia, l'Europa e gli Usa nell'era di Obama" con la presenza dell'ambasciatore statunitense, David Thorne. Nel pomeriggio poi, dopo l'intervento del ministro degli Esteri, Franco Frattini, e dell'Alto rappresentante della politica estera europea, Catherine Ashton, l'ambasciatore italiano in Iraq, Maurizio Melani, ha aperto il panel sul "nuovo Medio Oriente", insieme ai suoi omologhi dell'Iraq e dell'Iran in Italia, Saywan Barzani e Ali Hosseini. A questi ha fatto seguito il dibattito sull'Afghanistan che ha visto la partecipazione dell'ambasciatore afgano in Italia, Musa Maroofi, seguito da un ultimo panel sulla "percezione della politica estera" da parte dell'opinione pubblica italiana.

   La sede del ministero degli Esteri
 
Berlusconi elogia la professionalità dei diplomatici italiani
 

Roma, 28 lug - (Agenzia Nova) - Nel suo intervento di chiusura della VII Conferenza degli ambasciatori alla Farnesina, il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, dopo aver ricordato i due soldati caduti in Afghanistan in un attentato perpetrato poche ore prima, ha elogiato la professionalità dei diplomatici italiani all'estero e le loro capacità, ringraziando il ministro degli Esteri, Franco Frattini, per i successi ottenuti da Roma sulla scena internazionale. Berlusconi ha parlato della riforma dell'amministrazione del ministero, accennando anche allo sciopero organizzato dagli ambasciatori lunedì 26 luglio per protestare contro i congelamenti degli stipendi previsti dalla Manovra economica.

 

Il premier ha promesso di fare tutto il possibile perché i congelamenti siano solo "temporanei", aggiungendo inoltre che "le promozioni ci saranno, e prossimamente potremo ritornare su questa cosa e fare cambiamenti nella direzione da voi auspicata". Parola di premier: " lavoreremo insieme perché questa cosa non si prolunghi,  anche perché ci sono segnali di ripresa". All'incontro è intervenuta anche Cristina Ravaglia, presidente del sindacato dei diplomatici, che ha sottolineato come lo sciopero attuato dai diplomatici sia "il secondo nella storia della diplomazia italiana dovuto alle misure dolorose prese dal governo". Berlusconi, rispondendo alla Ravaglia, ha ribadito che il taglio è stato necessario "a causa del debito pubblico italiano, un debito sostenibile, ma gravato dai governi precedenti". Gli ambasciatori hanno poi evidenziato l'importanza di investire sulla presenza italiana nel mondo e soprattutto esortato il Cavaliere a non tagliare loro le risorse.

 

Il premier italiano, Silvio Berlusconi

 
Frattini e Ashton sostengono la nuova diplomazia europea
 

Roma, 28 lug - (Agenzia Nova) - L'Italia si considera da sempre uno dei paesi più fortemente europeisti e ha sostenuto tutte le iniziative di Bruxelles, dai Balcani alla Federazione russa, nella convinzione che "un'Europa con più forza politica sia un attore imprescindibile" sulla scena internazionale. E' quanto affermato dal capo della diplomazia italiana, Franco Frattini, nell'intervento tenuto ieri al "Foreign policy forum" della Farnesina, a fianco dell'Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza europea, Catherine Ashton. Frattini ha definito "efficace e incisiva" l'attività della Ashton per la realizzazione del servizio europeo di azione esterna.

 

"Dopo tanti anni l'Ue è tornata protagonista in Medio Oriente, a fianco degli sforzi del senatore George Mitchell (inviato speciale Usa nella regione mediorientale)",  ha detto Frattini, aggiungendo che la Ashton si è recata più volte di persona nei Territori palestinesi e a Gaza. La Ashton, da parte sua, di ritorno dal Medio Oriente, ha ribadito la posizione di Bruxelles rispetto al governo di Hamas, precisando che l'Ue ha contatti con l'Autorità nazionale palestinese, riconosciuta come la rappresentanza internazionale dei palestinesi. Riguardo invece all'Iran, la Ashton ha insistito sulla politica del "doppio binario" che unisca il dialogo costruttivo con Teheran alle sanzioni come incentivo alla non profliferazione nucleare.

 

 Il ministro degli Esteri, Franco Frattini

© Agenzia Nova 

 
Ue: ambasciatori ottimisti sull'uscita dalla crisi
 

Roma, 28 lug - (Agenzia Nova) - L'ambasciatore britannico in Italia, Edward Chaplin, ritiene che l'Europa debba promuovere il commercio e gli investimenti, rendendo più flessibile il mercato del lavoro per uscire dalla crisi economica. "Bisogna aprire ai mercati esteri e investire nelle nuove tecnologie e nelle energie rinnovabili",  ha detto nel suo intervento al Foreign policy forum alla Farnesina, smentendo gli stereotipi sulla tradizionale immagine euroscettica della Gran Bretagna. "Il 30 per cento delle nostre esportazioni è verso l'Europa e anche il nuovo governo conservatore ne è perfettamente consapevole". Il francese  Jean Marc De la Sablière, dal canto suo, si è detto molto ottimista sul futuro economico dell'Europa, sottolineando come Germania e Francia stiano collaborando attivamente e in modo stretto per uscire dalla crisi. "L'Ue è sempre andata avanti con le crisi", ha detto De la Sabliere, citando una frase di Robert Schumann, uno dei padri dell'Europa. "La crisi farà sì che interessi nazionali ed europei diventeranno gli stessi".

 

"L'Italia ha giocato un ruolo importante per rilanciare i rapporti tra la Cina e l'Unione europea", ha affermato invece l'ambasciatore cinese in Italia, Ding Wei, sottolineando come ci siano enormi spazi di cooperazione  tra i due blocchi. "Siamo contenti inoltre che l'Ue abbia finalmente riconosciuto lo status di economia di mercato alla Cina e abbia revocato l'embargo sulla vendita di armi a Pechino", ha detto Ding Wei, ricordando infine che l'immigrazione cinese in Italia è stata sempre "pacifica e ha contribuito allo sviluppo".

   
 
Il Medio Oriente e l'Afghanistan
 

Roma, 28 lug - (Agenzia Nova) - Quale ruolo possono avere la Turchia, l'Iraq e l'Iran per lo sviluppo del nuovo Medio Oriente? E' la domanda cui hanno tentato di rispondere l'ambasciatore italiano in Iraq, Maurizio Milani, quello iraniano in Italia, Ali Hosseini, e quello iracheno, Saywan Barzani, nei loro interventi al Foreign policy forum. Hosseini, da parte sua, ha smentito l'esistenza di un piano segreto tra Ankara e Teheran per la spartizione dell'Iraq, ribadendo la posizione del suo governo riguardo alle sanzioni internazionali contro il programma nucleare iraniano. "Le potenze unilaterali - ha detto Hosseini - non hanno mai cercato di tutelare i paesi del Medio Oriente e per garantire stabilità e sicurezza alla regione bisogna quindi affidarsi alle nazioni che ne fanno parte". Barzani, invece, ha sottolineato come la stabilità dell'Iraq sia importante non solo per il Medio Oriente, ma per tutto il mondo, ricordando che l'Iraq ha voltato pagina e intende tornare ad essere "un anello di congiunzione" tra le culture e i popoli dell'area.

 

Per l'ambasciatore russo in Italia, Aleksej Meshkov, è fondamentale invece "vincere la guerra in Afghanistan contro il narcotraffico. "L'Afghanistan, per diventare autosufficiente, deve liberarsi dalla presenza di terroristi e narcotrafficanti - ha detto Meshkov -  Ma gli afgani non possono fare tutto da soli, c'è bisogno del nostro aiuto. La sfida più importante da vincere è quella contro il mercato della droga. Se la vinciamo, possiamo dare stabilità al paese. Ma senza sinergie non potremo andare avanti" ha concluso l'ambasciatore. "La guerra al terrore non è una guerra afgana, ma internazionale", ha sottolineato poi l'ambasciatore afgano in Italia, Musa Maroofi. "E' direttamente legata alla pace e alla stabilità dell'Italia come di molti altri paesi. Esorto tutti gli imprenditori ad approfittare della situazione e puntare sull'Afghanistan, oggi è un momento d'oro per essere ottimisti, ma serve il coraggio di avere alte ambizioni" ha concluso.

   Herat, un militare delle forze italiane in Afghanistan
 
Ding Wei: Italia ponte di collegamento tra Cina e Ue
 

Roma, 28 lug - (Agenzia Nova) -  "La Cina e l'Europa hanno stabilito la partnership strategica grazie al ruolo svolto dalla presidenza italiana dell'Ue nel 2003", ha detto l'ambasciatore cinese in Italia, Ding Wei, in un'intervista a "Agenzia Nova". E tra Italia e Cina su molti temi internazionali ci sono posizioni simili. "Su molte questioni l'Italia può essere un ponte di collegamento tra la Cina e l'Europa", ha aggiunto, spiegando che concretamente l'Italia può promuovere "una reciproca comprensione tra Cina ed Europa, aiutando le due parti a risolvere questioni di grande interesse per entrambe".

 

Wei ha parlato anche della cooperazione tra Roma e Pechino nel settore dell'informazione, in particolare sul piano diplomatico: "la conoscenza e la comprensione reciproca sono molto importanti - ha detto l'ambasciatore - e i mass media sono il canale più efficace per aiutare questa conoscenza reciproca. In tutta franchezza, però, i mezzi d'informazione, devono lavorare ancora molto per aiutare gli italiani a conoscere e comprendere meglio la Cina". Wei ha poi ricordato come il padiglione dell'Italia all'Expo di Shangai sia uno dei più grandi e frequentati: "I media dovrebbero parlarne di più", ha detto.

   
 
Hosseini: il Medio Oriente non sopporterà un altro attacco Usa
 

Roma, 28 lug - (Agenzia Nova) -  Per l'ambasciatore iraniano in Italia, Ali Hosseini,  Teheran ha fatto dei grandi passi avanti per ricostruire la fiducia con l'Ue, ma "Bruxelles è andata nella direzione diametralmente opposta. Non è accettabile che ogni volta che noi facciamo un passo in avanti ci viene data come risposta una nuova ondata ''di sanzioni'', ha spiegato l'ambasciatore in un'intervista a "Agenzia Nova". Per quanto riguarda però le dichiarazioni del presidente Mahmoud Ahmadinejad sulla possibilità di attacchi degli Stati Uniti in uno o due paesi del Medio Oriente, Hosseini è stato meno categorico: "Si tratta solo di un'analisi di Ahmadinejad rispetto alla situazione attuale dei rapporti tra gli Usa e il Medio Oriente", ha detto.

 

Ad una domanda su delle presunte voci in merito ad un attacco diretto degli Usa contro l'Iran, Hosseini ha risposto invece che "sono nove anni che Israele e gli Stati Uniti minacciano Teheran e a volte hanno anche fissato una data precisa per le aggressioni". La regione mediorientale, in ogni caso, secondo l'ambasciatore iraniano, "non potrà sopportare un altro attacco da parte di Washington". Hosseini ha espresso però la disponibilità del suo governo a contribuire ad una soluzione del conflitto afgano: "la collaborazione nella lotta alla droga in Afghanistan deve continuare - ha affermato - e i paesi stranieri devono tenere fede agli impegni presi".

   L'ambasciatore iraniano in Italia, Ali Hosseini
 
Maroofi: in Afghanistan c'è una guerra internazionale
 

Roma, 28 lug - (Agenzia Nova) - L'ambasciatore afgano in Italia, Musa Maroofi, in una breve intervista con "Agenzia Nova", ha voluto ribadire quanto sostenuto durante il suo intervento al panel sull'Afghanistan e l'Afganizzazione, sottolineando che quella nel suo paese è una "guerra internazionale", iniziata con una risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite nel 2001. "In gioco in Afghanistan - ha detto Maroofi - c'è il destino del mondo intero e dalla stabilità del nostro paese dipende quella di moltissimi altri stati del pianeta". Maroofi ha aggiunto però che la guerra "deve essere vinta" perché l'Afghanistan ha da offrire molto al resto del mondo, sia dal punto di vista culturale che da quello economico.

 

Parlando dello scoop di WikiLeaks riguardo alla presunta complicità dei servizi segreti pachistani nella guerra dei talebani afgani contro i soldati Usa, Maroofi ha detto invece che "è un bene che i documenti segreti siano venuti fuori. Almeno ora si conosce la realtà dei fatti, una realtà che il governo di Kabul sosteneva da tempo".

   L'ambasciatore afgano in Italia, Musa Maroofi