Giorno del Ricordo
L'Italia ricorda le vittime delle foibe
 
Roma, 10 feb - (Agenzia Nova) - Si celebra oggi in Italia il Giorno del Ricordo, in memoria delle vittime delle foibe e dell’esodo giuliano dalmata. Sono più di 370 mila gli italiani che dal 1947 al 1954 furono costretti a lasciare i territori dell’Istria occupati dalle armate del maresciallo Tito. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha rinnovato ieri la vicinanza e la solidarietà delle istituzioni italiane ai familiari delle vittime delle foibe in occasione di una cerimonia ufficiale organizzata al Quirinale. “Si è posto fine a ogni residua congiura del silenzio e, come già dissi lo scorso anno, a ogni forma di rimozione diplomatica o di ingiustificabile dimenticanza rispetto a così tragiche esperienze”, ha detto il capo dello Stato.

La ricorrenza è stata istituita dalla legge 92 del 2004. “La cosa più bella e più giusta che ha fatto questo legge è che questa storia la cominciano a conoscere i giovani”, ha detto ieri l’onorevole Roberto Menia, tra i promotori della normativa, “perché abbiamo imposto che se ne cominciasse a parlare nelle scuole e nelle università, che lo facessero i sindaci e le amministrazioni”.
  Il presidente Giorgio Napolitano con il professore Raoul Pupo

 

Napolitano: dimenticare è ingiustificabile
 

Roma, 10 feb - (Agenzia Nova) -  “Impegnarsi a coltivare la memoria e a ristabilire la verità storica è stato giusto e importante”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, all'inaugurazione ieri della cerimonia per il "Giorno del ricordo", celebrata al Quirinale. “Si è posto fine a ogni residua congiura del silenzio e, come già dissi lo scorso anno, a ogni forma di rimozione diplomatica o di ingiustificabile dimenticanza rispetto a così tragiche esperienze”.

Il presidente Napolitano ha ricordato nel suo discorso l’evento di Trieste del luglio 2010, il concerto della riconciliazione insieme ai presidenti sloveno e croato, Borut Pahor e Ivo Josipovic, e quello dello scorso anno, quando ha incontrato a Pola e a Zagabria il capo dello stato croato. Richiamando la dichiarazione pronunciata nel teatro romano di Pola, Napolitano ha affermato: “In ciascuno dei nostri paesi coltiviamo, come è giusto, la memoria delle sofferenze vissute e delle vittime. Siamo vicini al dolore dei sopravvissuti”.

“Nel perdonarci reciprocamente - ha detto Napolitano citando la dichiarazione di Pola - volgiamo il nostro sguardo all’avvenire che con il deciso apporto delle generazione più giovani vogliamo e possiamo edificare in un’Europa sempre più rappresentativa delle sue molteplici tradizioni e sempre più saldamente integrata dinanzi alle nuove sfide della globalizzazione”. Napolitano ha aggiunto che “serve ricordare anche per ripensare a tutti i fatali errori al fine di non ripeterli mai più”. Il presidente italiano ha quindi annunciato una sua prossima visita in Friuli Venezia Giulia dove renderà omaggio alle vittime dell’eccidio di Porzus.

Alla cerimonia di ieri erano presenti il presidente della Camera, Gianfranco Fini, il presidente dell'Associazione degli esuli istriani, fiumani e dalmati, Giuseppe de Vergottini, il ministro italiano per la Cooperazione internazionale, il professor Andrea Riccardi, e il professor Raoul Pupo, ordinario di Storia contemporanea all'Università di Trieste. Al termine degli interventi è stato eseguito un concerto dell'orchestra d'archi degli allievi del Conservatorio di musica "Giuseppe Tartini" di Trieste. In precedenza il ministro Andrea Riccardi, assistito dal Presidente della commissione incaricata dell'esame delle domande per la concessione di un riconoscimento ai congiunti degli infoibati, Alessandro Picchio, aveva consegnato i diplomi e le medaglie commemorative del Giorno del Ricordo ai familiari delle vittime delle foibe.

   Il presidente Giorgio Napolitano alla cerimonia nella sede del Quirinale
 

Roma premiata per la "Banca della memoria"

 
Roma 10 feb - (Agenzia Nova) - La tragedia delle Foibe e l’esodo giuliano-dalmata non devono essere soltanto il ricordo di pochi o la nostalgia di un popolo condannato all’esodo e alla fine, bensì il patrimonio di tutti gli italiani. Questo il messaggio che emerge dalla cerimonia del “Premio 10 febbraio - Giorno del ricordo” , svolta ieri al Salone Margherita di Roma. All’evento - organizzato dell’Associazione nazionale Friuli Venezia Giulia e Dalmazia (Anvgd), con il contributo del ministero degli Esteri e il ministero dei Beni Culturali  e sotto il patrocinio della Presidenza della Repubblica - hanno partecipato personalità della politica, della cultura e del giornalismo che hanno contribuito a far conoscere le vicende del confine orientale o che rappresentano le eccellenze degli italiani originari dell’altra sponda dell’Adriatico.

"Nessuno si permetta mai di dimenticare quanto avvenuto”. Lo ha detto il presidente della provincia di Roma, Nicola Zingaretti, dopo aver ricevuto il “Premio 10 febbraio - Giorno del Ricordo” per l’iniziativa “La banca della memoria”. “Il riconoscimento non va alla provincia, ma alla banca della memoria: un’iniziativa nata un anno e mezzo fa. Queste giornate sono importanti per avere l’occasione di parlare e di tramandare la memoria. Il nostro impegno era trovare delle idee affinché si ricordasse non solo nei giorni dedicati ma anche con l’impegno culturale tutto il resto dell’anno”, ha detto Zingaretti nella cornice del Salone Margherita di Roma. “Abbiamo selezionato decine e decine di ragazzi di Roma e della provincia che stanno andando nelle case dei cittadini per chiedere agli anziani di raccontare loro i fatti storici che hanno vissuto. Non poteva mancare il racconto delle foibe. Per noi era importante raccontare questa storia”, ha concluso Zingaretti.

Per il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, la tragedia delle foibe è “una verità che non possiamo e non dobbiamo dimenticare”. E’ un ricordo “che riguarda tutta la comunità nazionale ma sappiamo tutti che è memoria comune da poco tempo”, ha detto Alemanno in riferimento alle stragi di italiani dalmati e friulani avvenute durante e dopo la Seconda guerra mondiale. Alemanno ha aggiunto che quella delle foibe era una storia che si tramandava di padre in figlio, ma che ora, grazie all’Associazione degli esuli (Anvgd) e all’istituzione del Giorno del ricordo, è “una verità che dobbiamo trasmettere come patrimonio nazionale”.
  Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno
 
Roberto Menia: ricordo "patrimonio comune"
 

Roma, 10 feb - (Agenzia Nova) - L’onorevole Roberto Menia, fra i promotori della legge 92 del 2004 che ha istituito il “Giorno del ricordo”, ha segnalato, nel suo intervento al Salone Margherita, a Roma, che la settimana prossima in parlamento si voterà sull'adesione della Croazia all'Ue. "Io credo nell’Europa in cui tutti i popoli si ritrovano come fratelli - ha detto Menia -. Ma credo anche che ognuno di noi deve fare i conti con la propria storia. E’ giusto che queste storie non siano soltanto patrimonio di pochi". Secondo un recente sondaggio pubblicato dall’Anvgd, solo il 43 per cento degli italiani sa cosa siano le foibe. Ancora peggio la percezione sul significato dell'esodo giuliano-dalmata, conosciuto solo dal 22 per cento della popolazione. E’ invece raddoppiata la cognizione delle foibe tra i più giovani, passata dal 22 al 46 per cento. “La cosa più bella e più giusta che ha fatto questo legge è che questa storia la cominciano a conoscere i giovani”, ha detto ancora Menia, “perché abbiamo imposto che se ne cominciasse a parlare nelle scuole e nelle università, che lo facessero i sindaci e le amministrazioni”.

Secondo Rodolfo Ziberna, vicepresidente dell’Anvgd, con l’ingresso della Croazia nell’Unione europea si potrà creare un regime particolare “in tutta l’Istria dove poter veicolare la cultura, la storia e la lingua italiana”. La prossima settimana, come detto, il parlamento italiano voterà la ratifica sull’ingresso della Croazia nell’Ue: “Per noi si tratta di un grande successo - ha detto Ziberna - perché con l’ingresso della Croazia nell’Ue gli italiani potranno finalmente tornare in Istria senza dover passare prima per il confine sloveno. Un grande passo avanti è stato fatto dai capi di stato di Slovenia, Italia e Croazia quando si sono trovati a Trieste e per la prima volta hanno ricordato l’esodo giuliano-dalmata. L’ingresso di Zagabria viene accettato da noi con grande soddisfazione”. Da quando è stato istituito il giorno del ricordo, “il nostro maggiore risultato è rappresentato da una maggiore conoscenza di questa tragedia nell’opinione pubblica soprattutto dai giovani”. Restano tuttavia sul campo molto problemi. “Non dimentichiamoci che l’Italia ha pagato i debiti di guerra con le case e i beni dei giuliano-dalmati ma di queste tematiche c’è tempo per discutere in futuro”, ha concluso Ziberna.