Elezioni in Bulgaria

 

Plevneliev è il nuovo capo dello stato della Bulgaria
 
Sofia, 31 ott - (Agenzia Nova) - Rosen Plevneliev è il nuovo presidente della Bulgaria. Secondo l'ultimo aggiornamento della Commissione elettorale centrale, infatti, il candidato del partito di governo, Cittadini per lo sviluppo europeo della Bulgaria partito (Gerb), ha ottenuto il 52,5 per cento dei voti, mentre il suo avversario, il socialista Ivaylo Kalfin, ha ottenuto il 47,5 per cento. Le regole elettorali bulgare esigono che le schede siano contate due volte prima di poter annunciare il risultato ufficiale. Il termine ultimo fissato dalla legge per tale procedura è di 48 ore dopo la chiusura delle urne.
 
I candidati possono presentare ricorso dopo l'annuncio dei risultati finali dinanzi ai tribunali amministrativi. Il partito socialista bulgaro ha accusato il Gerb di brogli e manipolazioni elettorali senza precedenti, rifiutandosi di congratularsi con Plevneliev per la vittoria. Ministro dello Sviluppo regionale dal 2009 al 2011, nel governo guidato dall'attuale premier Bojko Borisov, 47 anni, Plevneliev aveva ottenuto il 40,11 per cento dei voti al primo turno, celebrato domenica 23 ottobre. Kalfin, ministro degli Esteri dal 2005 al 2009, nel governo guidato dal leader socialista Sergej Stanishev, aveva ottenuto al primo turno il 28,96 per cento delle preferenze. Assieme a lui si è candidato alla vice presidenza il noto attore Stefan Danailov, uno dei politici in assoluto più popolari del paese.
 
Il presidente della repubblica ha in Bulgaria un ruolo di garanzia, ma ha potere di veto sulle leggi approvate dal parlamento. La vittoria di Plevneliev rafforza dunque il governo di Borisov, che più volte si è scontrato con il presidente uscente, il socialista Georgi Parvanov. Con Plevneliev è stata eletta alla vice presidenza Margarita Popova, ex ministro della Giustizia nel governo del Gerb. Abbastanza alta l'affluenza alle urne, che secondo le prime indicazioni avrebbe raggiunto il 50 per cento degli elettori: più di quanti andarono a votare al primo turno.
 

Il premier bulgaro Bojko Borisov, con la candidata vicepresidente, Margarita Popova, ed il vincitore delle presidenziali, Rosen Plevneliev

 
Il capo presidente uscente si congratula con Plevneliev
 

Sofia, 31 ott - (Agenzia Nova) - Il presidente uscente della Repubblica di Bulgaria, il socialista Georgi Parvanov, ha inviato una lettera di congratulazioni al neo eletto capo dello Stato Rosen Plevneliev, candidato del partito di governo Cittadini per lo sviluppo europeo della Bulgaria (Gerb), e ad ognuno dei sindaci eletti al primo e al secondo turno delle elezioni locali. “Il sostegno che avete ricevuto è l'espressione della volontà della maggioranza dei cittadini. Credo che troverete soluzioni più accurate per diventare un baluardo della Costituzione e sostenere i diritti e le libertà di tutti i bulgari", ha scritto Parvanov nella sua lettera, secondo quanto riferisce l'ufficio stampa del presidente.

 

Parvanov si è detto fiducioso che “il paese avrà un presidente che continuerà le tradizioni istituzionali stabilite nel corso degli ultimi due decenni”, cioè da quando ha assunto l'incarico nel 2002. “Il lavoro quotidiano del capo dello Stato è una costante reinterpretazione del concetto di patriottismo e della lotta per il consolidamento della società civile", ha dichiarato Parvanov. "L'obiettivo è quello di preservare l'identità bulgara per farlo arrivare alle generazioni future. Esprimo la mia speranza che questo sforzo persisterà in nome della Repubblica di Bulgaria e della sua buona reputazione in Europa e all'estero”, ha aggiunto il presidente, il cui secondo mandato scade il 22 gennaio 2012. In conclusione, Parvanov ha augurato a Plevneliev un mandato “produttivo e ricco di successi”.

 

Il Partito socialista bulgaro (Bsp) non si è congratulato con Plevneliev, 47 anni, con un passato da imprenditore e volto nuovo della politica bulgara, per la vittoria ottenuta con il 52,5 per cento dei voti sul candidato dell'opposizione Ivaylo Kalfin, uscito sconfitto con il 47,5 per cento delle preferenze. Sergeij Stanishev, leader del Bsp, ha parlato apertamente di “brogli elettorali senza precedenti”, accusando il Gerb di avere fatto ricorso a “compravendita dei voti, minacce, pressioni e pestaggi” per riuscire vincitore nella competizione elettorale.

 

Il presidente uscente, Georgi Parvanov

 

     
Il partito di governo si rafforza, i socialisti perdono terreno
     

Sofia, 31 ott - (Agenzia Nova) - Il partito di governo Cittadini per lo sviluppo europeo della Bulgaria (Gerb) ha superato ampiamente la prova delle elezioni presidenziali e amministrative. Il movimento del primo ministro Bojko Borisov ha vinto infatti in 14 capoluoghi di regione su 27, anche se in alcuni casi con margini inferiori all'uno per cento. Il Gerb ha mantenuto il controllo della città di Varna, strategico porto sulle coste del Mar Nero, dove il sindaco, Kiril Yordanov, è stato rieletto per un quarto mandato.

 

L'altra città chiave, Plovdiv, la seconda più grande del paese balcanico, ha visto un serrato testa a testa da cui è uscito vincitore Ivan Totev, candidato del Gerb, con appena 2.338 voti di scarto. Secondo quanto confermato dai primi dati della Commissione elettorale, l'ex governatore distrettuale di Plovdiv ha ottenuto 70.871 voti (50,84 per cento) al ballottaggio di ieri, contro i 68.533 (49,16 per cento) del sindaco uscente e candidato del partito nazionalista Vmro-Nie, Slavcho Atanasov.

 

Il Gerb è riuscito a conquistare anche diverse città considerate fino a poco tempo fa roccaforti dei socialisti, come Stara Zagora e Blagoevgrad. I candidati di Borisov hanno fatto un notevole passo avanti rispetto a quattro anni fa, quando l'allora neonato partito fece il suo esordio alle elezioni locali del 2007, strappando ai socialisti due città tradizionalmente “rosse”. Fra gli altri capoluoghi dove il partito di governo è uscito vittorioso figurano Veliko Tarnovo, Pleven, Ruse, Silistra, Smolyan e Yambol. Il Gerb si era già imposto al primo turno anche a Burgas, Dobrich, Gabrovo e nella capitale Sofia.

 

Il Partito socialista bulgaro (Bsp) ha ottenuto solo sei centri amministrativi su 27, controllando Lovech, Pernik, Vratsa, Sliven, Shumen, Kyustendil, Montana: si tratta per lo più di città di modeste dimensioni e poco popolate. Il Movimento per i diritti e le libertà (Dps, il partito dell'etnia turca), partner dei socialisti nel precedente governo, ha vinto nella sua roccaforte di Kardzhali. Nonostante la forza dei socialisti nelle zone rurali, il Bsp esce da queste elezioni senza più un presidente della repubblica e con un minor numero di consiglieri comunali e di sindaci.

  Il nuovo sindaco di Plovdiv, Ivan Totev (a sinistra)
     
Al partito di governo vanno 14 capoluoghi su 27
     

Sofia, 31 ott - (Agenzia Nova) - Gli elettori bulgari hanno scelto di votare per il partito di governo Cittadini per lo sviluppo europeo della Bulgaria (Gerb) nella stragrande maggioranza dei capoluoghi di regione del paese per cui si è votato ieri e il 23 ottobre. I risultati finali dicono che la formazione di centro-destra del premier Bojko Borisov ha vinto in 14 delle delle 27 città che fungono da centri amministrativi delle regioni della Bulgaria. Il Partito socialista bulgaro (Bsp) e i candidati indipendenti da loro sostenuti sono usciti vittoriosi in soltanto otto capoluoghi. Il partito di opposizione Movimento per i diritti e le libertà (Dps, il movimento dell'etnia turca), ex partner nel precedente governo a guida socialista, ha portata a casa solo una città importante: la loro roccaforte Kardzhali.

 

I candidati non sostenuti dai tre maggiori partiti (Gerb, Bsp e Dps) sono riusciti a conquistare (o meglio a essere riletti) a Kyustendil, Montana, Pazardzhik e Haskovo. Gli elettori di quindici centri amministrativi hanno confermato la loro fiducia ai sindaci in già in carica. La vittoria del partito di governo nelle elezioni presidenziali e locali, secondo gli analisti, rafforza il partito del primo ministro Borisov in vista delle elezioni generali del 2013.

 

Il primo ministro, Bojko Borisov

     
Otto deputati del partito di governo eletti sindaci
     

Sofia, 31 ott - (Agenzia Nova) - Otto deputati del partito di governo Cittadini per lo sviluppo europeo della Bulgaria (Gerb) sono stati eletti a sindaco nelle elezioni amministrative. Il Gerb del primo ministro Bojko Borisov, alla guida di un governo minoritario, conta nell'Assemblea nazionale 117 seggi su 240. Secondo i risultati ufficiali del ballottaggio di domenica, sono sette i parlamentari del Gerb che non sono stati eletti. Nella maggior parte dei casi, i deputati del partito di governo hanno perso con un margine molto stretto. La gara più combattuto si è tenuta nella città occidentale di Pernik, dove la candidata del Gerb, Irena Sokolova, risultava vincitrice secondo gli exit poll, ma i risultati ufficiali hanno invece premiato Rositsa Yanakieva, sindaco uscente sostenuta dal Partito socialista bulgaro (Bsp), con il 53 per cento delle preferenze.

 

Nella città sud-occidentale di Samokov, il candidato del Gerb Tsvetan Sichanov ha ottenuto il 49,31 per cento dei voti, perdendo contro Vladimir Georgiev del Bps. A Gotse Delchev, città natale del nuovo presidente della Repubblica Rosen Plevneliev, il candidato Georgi Andonov, anch'egli del partito di governo, ha raccolto il 48,95 per cento delle preferenze contro il 51,05 per cento del socialista Vladimir Moskov. Un altro deputato del Gerb, Angel Daskalov, ha perso nella città meridionale di Velingrad ottenendo il 43,85 per cento dei voti rispetto al 56,14 per cento del sindaco in carica, l'indipendente Ivan Lebanov.

 

Hanno perso al primo turno del 23 ottobre i deputati del Gerb Vladimir Toshev nella città di nord occidentale di Vidin; Svetomir Mihaylov a Balchik (sulle coste del Mar Nero); Vyara Petrova a Karnobat (sud est del paese). Una delle vittorie più convincenti del Gerb è stata ottenuta da uno dei parlamentari più giovani, Zhivko Todorov, classe 1981, che ha raccolto il 67,12 per cento dei voti nella città di Stara Zagora (Bulgaria centrale). Ivan Aleksiev è stato eletto sindaco della città costiera del Mar Nero di Pomorie con il 62,6 per cento; Atanas Kambitov ha vinto nella roccaforte socialista Blagoevgrad con il 60,18 per cento dei voti.

 

Nella città sud occidentale di Panagyurishte, Nikola Belishki ha ottenuto il 56,01 per cento delle preferenze; a Bansko (località turistica invernale del sud), Georgi Ikonomov ha vinto con il 52,73 per cento; Ivan Ivanov è stato eletto sindaco nella città settentrionale di Sevlievo con il 52,38 per cento dei voti; a Dimitrovgrad, nel sud del paese, Ivo Dimov ha ottenuto il 53,26 per cento delle preferenze. Una delle vittorie più significative del Gerb è stata infine conseguita a Smolyan, località turistica invernale nel sud del paese, dove Nikolay Melemov ha vinto contro il sindaco socialista di lunga durata Dora Yankova con il 52,92 per cento dei voti.

 

 

     
I socialisti denunciano brogli elettorali "senza precedenti"
     

Sofia, 31 ott - (Agenzia Nova) - Le elezioni tenute in Bulgaria hanno visto una "manipolazione dell'opinione pubblica senza precedenti" e gli elettori sono stati sottoposti a "pressioni mai viste" per sostenere Rosen Plevneliev, candidato del governo eletto ieri alla presidenza della Repubblica del paese. Lo ha detto il leader del Partito socialista bulgaro (Bsp), Sergei Stanishev, in una conferenza stampa dopo i primi exit poll, quando ormai era già chiaro che il partito di governo Cittadini per lo sviluppo europeo della Bulgaria (Gerb) aveva vinto il secondo turno delle elezioni presidenziali. “Ciò che ha avuto luogo non va dimenticato e non deve rimanere senza reazione, altrimenti commetteremmo un delitto nei confronti del futuro del paese", ha detto Stanishev, aggiungendo che il Gerb avrebbe raggiunto il suo obiettivo con “la compravendita dei voti, minacce, pressioni e pestaggi".

 

Esistono diverse segnalazioni, provenienti più o meno da tutto il paese, del fenomeno della compravendita dei voti e di irregolarità, tra cui una percentuale piuttosto alta di voti nulli. Secondo alcuni esperti, citati dall'agenzia “Sofia News Agency”, si stima che il 15 per cento degli elettori del paese, che vivono in condizioni di povertà, sono disposti a vendere il proprio voto. Kalfin ha denunciato brogli elettorali di massa, affermando che la compravendita dei voti renderà ora ancor più difficile l'ingresso del paese nello spazio Schengen. Tuttavia, almeno fino ad oggi, non sembrano esserci prove a sufficienza per dimostrare tali accuse di brogli davanti a un tribunale.

 

Il primo ministro della Bulgaria, Bojko Borisov, ha respinto le accuse con ironia, affermando che i socialisti, in quanto eredi politici dei comunisti, non possono essere un pilastro della democrazia. Rispondendo a una domanda su una “indigestione di potere” del suo partito (che adesso controlla le cariche di primo ministro, di presidente del parlamento e di capo dello Stato), il premier ha detto che nei primi anni Novanta anche l'Unione delle forze democratiche anti-comuniste ha ricoperto i maggiori ruoli istituzionali del paese , come del resto hanno fatto in seguito i socialisti.

 

Per quanto riguarda i commenti di Stanishev, Borisov ha giurato di non aver dato "un lev", la valuta locale pari a circa 50 centesimi di euro, per comprare alcun voto. "Abbiamo fatto la campagna elettorale più economica del paese. Chi ha affisso quei cartelloni pubblicitari elettorali in tutta la Bulgaria dovrebbe ora essere così gentile da toglierli", ha concluso Borisov, riferendosi alla pubblicità politica dai suoi avversari.

 

Il leader socialista, Sergei Stanishev