Partnership Roma-Belgrado

Frattini incontra le massime autorità serbe a Belgrado
 
Belgrado, 12 ott - (Agenzia Nova) - L'Italia sostiene a pieno titolo il percorso europeo della Serbia e lo conferma la presenza a Belgrado del ministro degli Esteri, Franco Frattini, nel giorno in cui la Commissione europea ha deciso che il paese balcanico è pronto a diventare un paese ufficialmente candidato all’adesione all’Ue. La visita del titolare della Farnesina è iniziata presso la sede del palazzo del governo serbo, con l’incontro in mattinata con il vicepremier con delega all'Integrazione europea, Bozidar Djelic. Durante i colloqui sono state ribadite le ottime relazioni economiche tra i due paesi, con l'Italia al primo posto tra gli investitori stranieri e tra i primi, insieme alla Germania, per scambio commerciale.

La giornata è poi proseguita con il conferimento, da parte dell'Università di Belgrado, del dottorato Honoris causa in Scienze politiche al ministro italiano, per “l'eccezionale contributo nell'ambito delle Scienze giuridiche e il sostegno all'avvicinamento tra le università italiane e quella di Belgrado nel contesto del processo di integrazione europea della Serbia”. La visita è proseguita infine con gli incontri con il presidente serbo Boris Tadic e il ministro degli Esteri Vuk Jeremic.
 

 Il ministro degli Esteri Franco Frattini con il presidente serbo, Boris Tadic

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Frattini: l'Italia veglierà sul percorso europeo della Serbia
 

Belgrado, 12 ott - (Agenzia Nova) - L'Italia è il più convinto avvocato della Serbia nell’Unione europea e veglierà sulle tappe del processo di integrazione affinché nessuno ponga ulteriori richieste in corso d'opera. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri italiano, Franco Frattini, nel suo discorso pronunciato in occasione del conferimento del Dottorato Honoris causa in Scienze politiche da parte dell'Università di Belgrado per “l'eccezionale contributo nell'ambito delle Scienze giuridiche e il sostegno all'avvicinamento tra le università italiane e quella di Belgrado nel contesto del processo di integrazione europea della Serbia”.

“Voglio incoraggiare - ha detto Frattini - le forze politiche serbe, invitandole a non permettere che le differenze che contraddistinguono la politica interna possano danneggiare il percorso europeo del paese. Questo è il momento di restare uniti - ha proseguito il capo della diplomazia italiana - concentrandosi sull'attuazione delle raccomandazioni. In questo modo potremo festeggiare l'anno nuovo con l'ottenimento dello status di candidato, perché la Serbia lo merita”. I negoziati "sono come un treno”, ha aggiunto il ministro italiano, “la cui velocità dipenderà dalla vostra capacità di assicurare via via il puntuale rispetto degli impegni assunti. Ci saranno tante stazioni in questo percorso. A ognuna di esse, non attendetevi folle festanti che vi accolgano con sventolii di fazzoletti e bande musicali”.

L’allargamento dell’Unione Europea, ha proseguito Frattini, “è stato lo strumento di maggiore successo della politica estera europea degli ultimi decenni”. Il titolare della Farnesina non ha nascosto che una “certa fatica di cui dobbiamo tener conto”, ma “l’Europa deve e vuole mantenere la parola data”. Continuando la metafora, Frattini a detto che “a ogni stazione, ci saranno quindi attenti controllori per verificare che tutto sia in ordine. L’Italia sarà sempre presente, a ogni passaggio, per incoraggiarvi e per garantire che il controllo sia fatto secondo le regole e in modo imparziale, senza che nessuno possa mai chiedervi in corsa un aumento del costo del biglietto o di ritardare la durata del tragitto. Non si cambiano - ha concluso il ministro - le regole del gioco in corsa.

 

 La delegazione italiana ai colloqui con il presidente Tadic

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Tadic apprezza la presenza di Frattini "in un giorno importante"
     

Belgrado, 12 ott - (Agenzia Nova) -  "Sono molto soddisfatto di avere oggi accanto, a Belgrado, un amico come il ministro italiano degli Esteri Franco Frattini, nel giorno in cui la Commissione europea esprime la sua raccomandazione sulla richiesta di candidatura da parte della Serbia". Lo ha dichiarato il presidente serbo Boris Tadic, a conclusione del colloquio con il capo della diplomazia italiana. "La Commissione europea – ha detto Tadic – ha valutato positivamente i nostri progressi, in temi delicati come la lotta al crimine e alla corruzione e i diritti umani. Queste riforme sono le premesse per affrontare le difficoltà, anche a livello economico, che ci pongono le sfide globali".

Il presidente serbo si è poi soffermato sulla questione kosovara, la cui soluzione è stata posta come condizione per l'inizio dei negoziati di adesione. "Siamo noi i primi a voler riprendere il dialogo – ha precisato Tadic – in quanto siamo stati noi ad aprirlo, più di un anno fa". Il dialogo, ha ribadito il presidente serbo, è stato interrotto a causa di un'azione unilaterale di Pristina, ma la Serbia è pronta a trovare "una soluzione accettabile per tutti. "L'importante – ha proseguito Tadic – è che non vengano premiati atti unilaterali, da qualsiasi parte essi arrivino. Siamo convinti di poter trovare una soluzione realistica, ma abbiamo dei principi a cui non deroghiamo, e uno di questi è l'integrità territoriale".

Una soluzione politica, secondo Tadic, ci potrà essere "soltanto se anche Pristina vorrà arrivare ad essa, e in questo senso sia l'Unione europea che il ministro degli Esteri italiano Franco Frattini ci potranno aiutare". Tadic si è infine detto convinto che a dicembre la Serbia potrà ottenere l'approvazione della sua candidatura da parte del Consiglio europeo, "anche se certamente abbiamo ancora molta strada da fare".

 

 Il presidente serbo, Boris Tadic, riceve a Belgrado il ministro degli Esteri italiano, Franco Frattini

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Djelic: bene la crescita della produzione industriale italiana

     

Belgrado, 12 ott - (Agenzia Nova) - Bozidar Djelic, vicepremier serbo con delega all’integrazione europea, ha dato il benvenuto a Belgrado al ministro degli Esteri italiano, Franco Frattini, esprimendo soddisfazione per la crescita della produzione industriale italiana: “Una buona notizia per la Serbia”, vista l’importanza degli investimenti che grandi gruppi italiani stanno realizzando nel paese balcanico. Djelic ha ringraziato Frattini, ricordando che la Commissione europea dovrebbe fra poco pubblicare il suo parere circa lo status di candidato all’Ue della Serbia.

 

“Quando il ministro Frattini è stato qui, una delle ultime volte, abbiamo ottenuto da Bruxelles la liberalizzazione dei visti – ha sottolineato Djelic – spero che anche in questo caso la sua presenza ci porti una decisione positiva”. Il vicepremier ha poi ricordato che l’Italia è fra i primi partner commerciali della Serbia e che nel paese sono presenti 250 aziende italiane che danno lavoro a molti cittadini. “Per questo è stata per me una buona notizia sapere che la produzione industriale italiana è cresciuta ad agosto del 4 per cento, e che le esportazioni sono cresciute del 17 per cento, a dispetto delle voci maliziose sulle difficoltà dell’economia italiana”.

 

 Il ministro Frattini ed il vicepremier serbo Bozidar Djelic

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Jeremic: Roma principale partner della Serbia
     

Belgrado, 12 ott - (Agenzia Nova) - L'Italia di oggi è il principale partner per la Serbia, il più grande investitore nel paese e uno dei sostenitori più convinti del percorso europeo di Belgrado, e per questo la Serbia deve ringraziare il ministro italiano degli Esteri, Franco Frattini. Lo ha dichiarato il capo della diplomazia di Belgrado, Vuk Jeremic, in occasione del conferimento a Frattini del dottorato honoris causa in Scienze politiche, da parte dell'Università di Belgrado, per "l'eccezionale contributo nell'ambito delle Scienze giuridiche e il sostegno all'avvicinamento tra le università italiane e quella di Belgrado nel contesto del processo di integrazione europea della Serbia".

"Ovviamente – ha proseguito il ministro Jeremic, ci sono dei punti in cui ci troviamo in disaccordo, come ad esempio la questione kosovara. Anche in questo caso, però – ha detto scherzosamente il capo della diplomazia di Belgrado – abbiamo raggiunto un punto di convergenza: siamo d'accordo sul fatto di non essere d'accordo". Il ministro Jeremic ha spiegato la battuta motivandola con il fatto che l'Italia mantiene il rispetto delle reciproche vedute, come è giusto che sia fra due stati sovrani. "Non tutti i paesi lo hanno fatto – ha concluso Jeremic – e per questo dobbiamo dire grazie a Frattini, uomo di parola e rispettato negli incontri internazionali".

 

 Il ministro degli Esteri serbo, Vuk jeremic

     
Frattini: le nostre banche sosterranno gli investimenti in Serbia
     

Belgrado, 12 ott - (Agenzia Nova) - Le banche italiane sono solide e sosterranno le nostre imprese che investono in Serbia. Lo ha detto il ministro degli Esteri italiano, Franco Frattini, al termine dell’incontro con Bozidar Djelic, vice premier serbo con delega all’integrazione europea. Frattini, giunto a Belgrado questa mattina in visita ufficiale, ha ringraziato “l’amico Bozidar”, ricordando che assieme ai leader serbi “attendiamo la pubblicazione del documento della Commissione europea” sulla concessione a Belgrado dello status di paese candidato all’adesione all’Ue.

“Speriamo che (la decisione) sia di piena soddisfazione per la Serbia”, ha detto il ministro, auspicando la rapida adesione del paese all’Unione: “Questo è sempre stato l’impegno dell’Italia” e la Serbia, comunque, “lo merita”. L’Italia "vuole difendere la posizione di primo investitore in Serbia”, ha poi detto Frattini, ricordando che molte aziende italiane sono presenti nel paese in settori come l’industria dell’auto, il tessile, l’energia, l’agricoltura, il credito. “Il settore bancario italiano è forte e sosterrà le nostre imprese nei loro investimenti in Serbia”, ha aggiunto il ministro, sottolineando che “tutte le banche italiane hanno superato con successo gli stress test” organizzati dalle autorità europee.

“Abbiamo parlato dei grandi progetti realizzati dalla Serbia nella lotta alla corruzione, alla criminalità organizzata, nella collaborazione con il tribunale penale internazionale dell’Aia e nelle garanzie per gli investimenti”, ha concluso Frattini, dicendo di sperare “che ciò sarà apprezzato dalla Commissione europea” nel suo parere, “perché queste riforme hanno davvero migliorato molto le condizioni di vita dei cittadini serbi: 

 

 Il ministro degli Esteri, Franco Frattini

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