Il Montenegro e l'energia
Ministro Rocen: “Negoziati con l'Ue entro ottobre”
 
Roma, 14 giu - (Agenzia Nova) - Dopo la Croazia, che lo scorso venerdì ha ottenuto dalla Commissione europea il via libera all'ingresso nell'Ue entro il luglio 2013, anche il Montenegro si appresta ad entrare nella famiglia europea. L'obiettivo è aprire i negoziati con Bruxelles “entro il 12 ottobre di quest'anno”. Lo ha detto a Roma il ministro degli Esteri del Montenegro, Milan Rocen, in un'intervista a “Nova”, alla vigilia dell'incontro con il capo della diplomazia italiana Franco Frattini. “Siamo il paese che ha ottenuto lo status di candidato all'adesione Ue subito dopo la Croazia. Lavoriamo di notte e di giorno - ha detto Rocen - per potere adempiere alle sette priorità indicate dalla Commissione europea".

"Vogliamo rispettare i nostri obblighi ed ottenere entro il 12 ottobre di questo anno una risposta positiva dalla Commissione europea per l'apertura dei negoziati per l'adesione all'Ue. E' il nostro principale obiettivo in questo momento”, ha proseguito il ministro. "Noi rispettiamo moltissimo il ruolo che l'Italia ha svolto all'integrazione europea ed euro-atantica non solo del Montenegro, ma di tutti i Balcani occidentali”, ha poi detto Rocen. “Questo sarà uno dei temi principali dei nostri colloqui di domani con Frattini. Si parlerà anche di come incrementare la collaborazione tramite varie iniziative regionali, come l'Iniziativa adriatico ionica, e l'Iniziativa centro europea. Tratteremo - ha continuato il capo della diplomazia montenegrina - anche degli argomenti per aumentare la nostra collaborazione bilaterale”.

Rocen ha voluto sottolineare quanto sia importante che la visita a Roma si svolga in questo momento, “proprio mentre ci troviamo nella fase conclusiva dell'adempimento degli obblighi risultati dal parere della Commissione europea e mentre il Montenegro sta per ottenere il primo programma annuale del Memebership action plan della Nato”. Ampio spazio, inoltre, alle prospettive di investimento italiane nel piccolo ma strategico paese balcanico. “Per quanto riguarda gli investimenti stranieri, l'Italia è il paese più attivo e ne siamo molto lieti”, ha detto Rocen. E' noto l'interesse delle aziende italiane A2a e Terna per il settore energetico, ma le possibilità di investimento riguardano anche altri settori, come “le infrastrutture, il turismo, le piccole e medie imprese, l'agricoltura, l'industria tessile”.

A2a è proprietaria del 43,7 per cento di Elektroprivreda Crna Gore (Epcg), l’ente elettrico nazionale montenegrino, con un’opzione per raggiungere il 51 per cento. Quest’ultimo scenario è stato fortemente criticato dai partiti d’opposizione, contrari a concedere la maggioranza di Epcg agli italiani. "La collaborazione tra A2a e Epcg è un progetto importante ed è normale, come in ogni grande progetto, che ci siano opinioni discordanti”, ha detto il ministro. “Ci sono vari approcci e varie prese di posizione per quanto riguarda lo sviluppo economico del paese”, ha continuato Rocen, affermando di non essere preoccupato da questo punto di vista.

"Siamo un paese serio, rispettiamo i nostri partner internazionali e i contratti internazionali. Sono sicuro che questo sia un ottimo progetto e che non sarà messo in dubbio. Ci sono contatti quotidiani con i nostri stimati partner italiani. Prima di venire Roma mi sono interessato all'argomento e mi hanno assicurato che non ci sono problemi”, ha detto il capo della diplomazia montenegrina, che incontrerà domani mattina alla Farnesina il ministro degli Esteri italiano, Franco Frattini.
 

Il ministro degli Esteri del Montenegro, Milan Rocen, durante l'intervista con Agenzia Nova

© Agenzia Nova

     
Frattini: "Cooperazione economica eccellente"
   
     
Roma, 15 giu - (Agenzia Nova) - L'Italia sostiene il percorso europeo del Montenegro e auspica che il piccolo stato balcanico possa ottenere una data per l'avvio dei negoziati entro la fine del 2011. Lo ha detto a Roma il ministro degli Esteri italiano, Franco Frattini, dopo l'incontro con il suo omologo montenegrino, Milan Rocen. “Mi auguro che entro quest'anno il Montenegro possa iniziare il negoziato per l'adesione. Sarebbe un risultato importante ottenere già in ottobre la fissazione di una data e far sì che questa data sia prima della fine dell'anno 2011”, ha detto il ministro, che ha confermato “il livello eccellente di cooperazione economica tra Italia e Montenegro nel settore importante dell'energia, delle infrastrutture, le tecnologie ambientali e certamente una grande collaborazione nel settore culturale e degli scambi inter-universitari”.

Il ministro Frattini ha poi ricordato che “l'Italia è il primo investitore straniero in Montenegro”, affermando di voler consolidare questa posizione. Tornando al percorso europeo di Podgorica, il titolare della Farnesina si è detto convinto che il Montenegro è un grado di adempiere “entro il mese di settembre” i sette punti prioritari indicati dalla Commissione europea, “in modo da poter ottenere entro ottobre una raccomandazione favorevole della Commissione europea che dovrà in quel momento indicare una data per l'inizio dei negoziati”. Il Montenegro “è uno stato piccolo, ma ha dimostrato di saper lavorare come un grande paese, questo bisogna riconoscerlo”, ha proseguito il capo della diplomazia italiana.

Da sottolineare inoltre la collaborazione contro la criminalità organizzata, consolidata con “l'accordo importante firmato per l'Italia dal procuratore nazionale antimafia che segna ovviamente la dimostrazione di un forte impegno montenegrino”, ha proseguito Frattini. Il ministro degli Esteri Rocen, da parte sua, ha ringraziato il capo della diplomazia italiana per il sostegno al percorso europeo del suo paese. “I colloqui di oggi non fanno che confermare l'alto livello della collaborazione e dei rapporti tra Italia e Montenegro. E' dall'epoca della Regina Elena – ha detto scherzando Rocen – che nostri legami non erano così forti come in questo momento. Siamo molto lieti che l'Italia rappresenti il nostro investitore straniero numero uno e speriamo che il numero degli investitori italiani in Montenegro aumenti col tempo”.
 
 

Il ministro degli Esteri italiano, Franco Frattini

© Agenzia Nova

Rocen ha poi voluto blindare, come aveva detto ieri un'intervista a “Nova”, i contratti internazionali stipulati con il governo e le aziende italiane. “Noi siamo un paese serio “, ha detto Rocen, aggiungendo di aver assicurato “al ministro Frattini che non deve preoccuparsi per alcun accordo vigente”. Gli interessi italiani in Montenegro sono molteplici e riguardano soprattutto il settore dell’energia. A2a (azienda italiana con sede a Brescia) è proprietaria del 43,7 per cento di Elektroprivreda Crna Gore (Epcg), l’ente elettrico nazionale montenegrino, con un’opzione per raggiungere il 51 per cento. Quest’ultimo scenario è stato fortemente criticato dai partiti d’opposizione, contrari a concedere la maggioranza di Epcg agli italiani.

La società bresciana, inoltre, ha intenzione di realizzare, in partnership con Enel, quattro centrali idroelettriche di grandi dimensioni sul fiume Moraca. Anche questo progetto ha subito le pensati critiche dell’opposizione e delle associazioni ambientaliste come il Wwf, che ha denunciato presunti danni all’ecosistema fluviale del fiume e la biodiversità del lago Scutari. Oltre alle dighe sulla Moraca sono in corso di realizzazione studi e progetti per costruire altre centrali idroelettriche, soprattutto presso il confine con la Bosnia-Erzegovina, un’area particolarmente ricca dal punto di vista delle risorse idriche.

Non va poi scordato il ruolo centrale di Terna (società italiana responsabile della trasmissione dell'energia elettrica) e del cavo di interconnessione elettrica sottomarino “Villanova-Tivat”: un progetto strategico non solo per il Montenegro ma per tutti i progetti italiani nei Balcani. La Ong locale Rete per l'affermazione del settore non governativo (Mans) ha invitato il governo a pubblicare la documentazione sulla costruzione del cavo sottomarino di interconnessione elettrica", come ha peraltro raccomandato il Parlamento europeo.
  Impianti della Epcg a Perucica
     
Il Montenegro “blinda” gli accordi con l’Italia    
     

Roma, 15 giu - (Agenzia Nova) - Il ministro degli Esteri del Montenegro, Milan Rocen, ha “blindato” gli accordi stretti con l’Italia per quanto riguarda il settore energetico. “Siamo un paese serio, rispettiamo i nostri partner internazionali e i contratti internazionali”, ha detto ieri Rocen in un’intervista a “Nova”, ribadendo tale concetto anche dopo l’incontro di stamane con il ministro degli Esteri italiano, Franco Frattini. “Ho assicurato al ministro che non deve preoccuparsi per gli accordo in corso”, ha dichiarato Rocen ai giornalisti italiani e montenegrini al termine dei colloqui bilaterali tenuti alla Farnesina.

Lo stesso Frattini ha confermato “il livello eccellente di cooperazione economica tra Italia e Montenegro nell'importante settore dell'energia, delle infrastrutture, nelle tecnologie ambientali e certamente una grande collaborazione nel settore culturale e degli scambi inter-universitari”. Gli interessi italiani in Montenegro riguardano soprattutto il settore dell’energia. A2a (azienda italiana con sede a Brescia) è proprietaria del 43,7 per cento di Elektroprivreda Crna Gore (Epcg), l’ente elettrico nazionale montenegrino, con un’opzione per raggiungere il 51 per cento.

 

 

Il fiume Piva, al confine con la Bosnia-Erzegovina

 

 

Quest’ultimo scenario è stato tuttavia fortemente criticato dall’opposizione. Terna (società italiana responsabile della distribuzione dell'energia elettrica) non solo ha stretto un accordo col governo del Montenegro per realizzare un cavo sottomarino di interconnessione elettrica, ma è anche proprietaria del 17 per cento di Crnogorski elektroprenosni sistem (Cges), l’ente statale montenegrino che gestisce le linee ad alta tensione.

La Ong locale Rete per l'affermazione del settore non governativo (Mans), ha invitato il governo a "pubblicare la documentazione sulla realizzazione del cavo sottomarino di interconnessione elettrica", come ha peraltro raccomandato il Parlamento europeo. “Siamo un paese candidato all'adesione e rispettiamo le regole europee. L'Italia - ha detto Rocen a ‘Nova’ – è uno stimato partner dell'Unione europea e Terna rappresenta una delle imprese più rinomate del vostro paese. Noi non faremo niente che possa mettere a rischio i nostri obblighi verso l’Europa, e allo stesso tempo non agiremo senza metterci prima d'accordo con i nostri partner italiani. Sono sicuro – ha proseguito il ministro montenegrino - che i nostri partner italiani conoscono molto bene le regole europee. Non prenderemo nessuna decisione affrettata. Siamo sempre in contatto quotidiano con i nostri partner italiani e credo che alla fine saranno tutti soddisfatti.”

L’accordo firmato da Terna e Cges include un clausola che permette agli italiani di realizzare interconnessioni con i paesi vicini. E’ in questa chiave di lettura che va interpretata la recente visita in Bosnia-Erzegovina del 34enne primo ministro montenegrino, Igor Luksic. “Ha partecipato due giorni fa ad una conferenza pubblica di Sarajevo e ha incontrato i massimi rappresentanti del paese, sia nella Federazione di Bosnia-Erzegovina che nella Repubblica Sprska (le due entità del paese, ndr). Senz’altro uno dei temi affrontati è stato il settore energetico”, ha detto Rocen.

Il confine tra Montenegro e Bosnia è particolarmente ricco dal punto di vista delle risorse idriche: il fiume Drina e i suoi affluenti hanno già attirato l’interesse delle aziende italiane attive nel settore dell’energia idroelettrica. “I progetti e le iniziative per realizzare progetti comuni nel reciproco interesse risalgono all'epoca della ex Jugoslavia. Anche oggi esistono iniziative comuni, non soltanto tra il Montenegro, la Repubblica Sprska o la Federazione, ma con tutti i paesi dell'area. In questo momento - ha proseguito il ministro Rocen - stiamo portando a termine con l’Albania la costruzione di un traliccio per l'alta tensione per collegare Tirana con Podgorica”.

Il capo della diplomazia montenegrina non è apparso preoccupato per le polemiche che relative al passaggio della maggioranza di Epcg agli italiani. “La collaborazione tra A2a e Epcg - ha detto - è un progetto importante ed è normale, come per ogni grande progetto, che ci siano opinioni discordanti. Ci sono vari approcci e varie prese di posizione per quanto riguarda lo sviluppo economico del paese”, ha continuato Rocen, aggiungendo di essere “sicuro che non ci saranno problemi”.

Rocen si è poi detto “molto lieto” che il Montenegro “sia partner di un paese così importante come l'Italia, in un settore fondamentale come quello energetico”. Per il ministro la realizzazione di nuove interconnessioni elettriche, in cui Terna gioca un ruolo di primo piano, è “importante non solo per il Montenegro ma anche per tutto il sud est Europa”. Per crescere, infine, il Montenegro ha bisogno della collaborazione dei propri vicini.“Come possiamo convincere l'Italia che siamo loro amici se non siamo prima amici con i nostri vicini? L'Italia - ha concluso il ministro montenegrino - è stata sempre un nostro vicino e un nostro amico: fra tutti i paesi dell’Europa è quello che meglio comprende il nostro caso e la situazione dell'Europa sud orientale”.
 

Il tracciato del cavo d'interconnessione elettrica tra Italia e Montenegro

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