Venezuela

 
Italia e Venezuela firmano sei accordi di cooperazione
 

Caracas, 27 mag - (Agenzia Nova) - La visita del ministro degli Esteri italiano, Franco Frattini, a Caracas, in Venezuela, è una conferma dell'amicizia e della cooperazione esistente tra Venezuela e Italia. Così il ministro degli Esteri venezuelano, Nicolas Maduro, ha accolto a Caracas il suo omologo italiano, Franco Frattini, prima del suo incontro con il presidente venezuelano, Hugo Chavez. Lo sblocco dei pagamenti alle imprese italiane, la firma di una serie di accordi di cooperazione, i colloqui politici con i Ministri degli esteri e delle Infrastrutture nonché gli incontri con la numerosa comunità italiana e con il presidente Hugo Chavez, hanno caratterizzato la visita.

Gli accordi di cooperazione Italia-Venezuela riguardano il settore delle infrastrutture, le risorse idriche, la sanità e l’educazione, mentre sono 1,2 miliardi di dollari i fondi sbloccati e destinati ai pagamenti alle imprese italiane, fermi, a causa della crisi. Frattini ha sottolineato che “ci sono altri interventi infrastrutturali che dobbiamo portare a termine per i quali dobbiamo trovare forme di finanziamento compatibili con la crisi economica”. Nel corso dell’incontro con il Ministro Frattini, il presidente Chavez ha auspicato che il Venezuela possa diventare il paese che dà idrocarburi all’Italia e all’Europa . Un lavoro già avviato con l’Italia, con l’Eni che “cominciato ad operare nel nostro paese sia con il gas che con il petrolio”. L’accordo permette di produrre trentamila barili al giorno, ma il presidente Chavez assicura che in poco tempo potranno salire a “50 mila al giorno”.

 

Il Palazzo di Miraflores (sede del governo venezuelano)

 

Venezuela: panorama economico e politico
 

Il Venezuela è ancora oggi considerato un paese in via di sviluppo con un'economia basata principalmente sulle operazioni di estrazione, raffinazione e commercializzazione del petrolio e di altre risorse minerarie. L'agricoltura riveste ormai una scarsa importanza mentre l'industria ha avuto negli ultimi decenni uno sviluppo diseguale (in gran parte è ancora un'industria di assemblaggio e montaggio).L'attuale presidente è Hugo Rafael Chávez Frías (dal 1999), che si è sempre mosso in politica estera seguendo due importanti direttrici: il consolidamento dell'Opec (Organizzazione dei paesi produttori di petrolio) e un'integrazione maggiore dell'America Latina da realizzarsi attraverso l'Alba (Alternativa Bolívariana per l'America Latina e i Caraibi), senza cioè l'intermediazione e il patronato degli Stati Uniti. Tale politica ha progressivamente allontanato il Venezuela dagli Usa, avvicinandolo sempre più a Cuba e ad alcuni paesi latinoamericani (Argentina e Brasile in particolare).

La politica economica e sociale di Chávez ha suscitato, e continua a suscitare, giudizi contrastanti: la classe imprenditoriale venezuelana e la borghesia locale (in gran parte di origine europea) sono estremamente critiche nei confronti del presidente, avendo visto fortemente ridimensionato il proprio ruolo in un contesto sempre più caratterizzato dalla presenza dello Stato nelle attività economiche, mentre gli strati popolari lo sostengono. Il presidente viene spesso accusato di demagogia e populismo. Va a tale proposito messo in evidenza che le sue riforme a sostegno dell'occupazione e di una più giusta ripartizione della terra (fra cui una riforma agraria molto contestata), oltre quelle relative a un'assistenza sociale e sanitaria più eque, hanno avuto costi molto elevati che si sono ripercossi negativamente sulle finanze venezuelane e sullo sviluppo economico del paese. Forti proteste hanno destate le recenti riforme con le quali il presidente ha oscurato le frequenze delle principali radio e televisioni d'opposizione al suo governo.

   Il presidente venezuelano, Hugo Chavez
 
La situazione economica del paese negli ultimi anni
 
 Il Venezuela è il più importante produttore di petrolio del continente americano, membro Opec, nonché paese ricco di risorse naturali, quali oro, ferro, alluminio, bauxite e carbone. Lo sviluppo positivo dell'economia venezuelana, dopo un periodo di ben 22 trimestri di continua crescita, ha registrato alla fine del 2009 un Pil negativo pari al -3,3 per cento rispetto all’anno precedente. Risalta particolarmente il tasso di crescita negativo del 7,2 per cento del settore petrolifero, tradizionale motore dell’economia venezuelana. La contrazione delle attività petrolifere è stata determinata prevalentemente dai tagli di produzione decisi durante l’ultima riunione dei Paesi Opec e da una debole domanda di prodotti energetici in generale. Le attività non petrolifere invece hanno registrato una diminuzione del 2 per cento. La contrazione delle attività non petrolifere è stata determinata prevalentemente dalla diminuzione della domanda aggregata, l’incertezza sulla situazione economica mondiale e dall’adozione di politiche di gestione della valuta estera più restrittive da parte dell’ente statale Cadivi. La riduzione delle importazioni in particolare di beni capitali, come i macchinari, evidenzia una difficoltà dell’attività manifatturiera e dello sviluppo dei programmi industriali.

Le importazioni dei beni di consumo si sono tuttavia mantenute su livelli alti, evidenziando una difficoltà strutturale dell’industria venezuelana a soddisfare la crescente domanda. L’analisi disaggregata del Prodotto Interno lordo conferma l’andamento negativo di quasi tutti i settori economici venezuelani. Il comparto privato durante il 2009 ha registrato una contrazione delle attività produttive del 4,5 per cento, con una tendenza negativa consolidata negli ultimi trimestri dell’anno. Il settore pubblico si è mantenuto pressoché costante nel 2009, registrando una leggera crescita dello 0,9per cento. Il risultato è comunque molto inferiore al +16,3 per cento ottenuto nel 2008. Continua la tendenza all’aumento dell’incidenza del comparto pubblico sul Pil che si attesta ora sul 30 per cento. Il tasso di disoccupazione alla fine del 2009 è stato del 7,5 per cento. Il valore è in aumento rispetto al valore minimo del 6,85 registrato a fine 2008.L’economia continua ad essere caratterizzata dal tasso di inflazione più alto dei Paesi dell’America Latina. Nel 2009 il tasso inflativo ha raggiunto il 25,1 per cento, anche se minore rispetto al livello del 30,9 registrato nel corso del 2008.
   La sede della Banca centrale del Venezuela
 
I rapporti con l'Italia
     
L'Italia si colloca al settimo posto come paese fornitore del Venezuela,  con una quota di mercato pari al 2,6 per cento e un valore pari a 517 milioni di euro. Il comparto dei macchinari meccanici continua ad essere il settore trainante delle esportazioni italiane verso il Venezuela: dal 2006 al 2007 le importazioni venezuelane dall’Italia di questi prodotti sono passate da 241,5 a 354,5 milioni di euro, con un incremento significativo del 46,8 p er cento. Nel 2008 lo stesso settore ha mantenuto il primato delle esportazioni totali, raggiungendo un valore di 328,2 milioni di euro, che però rappresenta una diminuzione delle esportazioni del 7,44 per cento rispetto al risultato del 2007. Il Progetto Corocoro, iniziato nel 2005, è il primo programma di estrazione offshore effettuato in Venezuela. La società che gestisce il campo di Corocoro, appena entrato in produzione per la parte petrolifera, è l'impresa mista Petrosucre, di cui la compagnia petrolifera statale Petróleos de Venezuela (Pdvsa) detiene il 74 per cento del capitale e l’italiana Eni il 26 per cento restante.

Nel settore petrolchimico la Snamprogetti ha realizzato il progetto fertilizzanti a José, nello stato di Anzoategui, con una capacità produttiva di ammoniaca di circa 3.600 tonnellate al giorno e circa 4.400 tonnellate al giorno di Urea, di proprietà della società Fertinitro in cui Snamprogetti detiene il 20 per cento. Lo stesso gruppo ha inoltre realizzato in Joint Venture l’impianto di iso-ottano a José. La Maire Tecnimont ha stipulato un contratto con la Polinter, filiale della compagnia nazionale venezuelana Petroquimica de Venezuela per lo sviluppo di servizi di ingegneria per un valore di circa 90 milioni di euro, destinati alla realizzazione di un impianto petrolchimico all’interno del complesso “Olefinas Tercera y polietilenos El Tablazo” nello Stato di Zulia. La società mista Polimérica è entrata invece nella fase finale dei negoziati con la Technip di Roma per la firma dei contratti di licenza nell’ambito della costruzione degli impianti di produzione di polietilene che verranno costruiti nel Complejo Petroquímico José Antonio Anzoátegui.

Nel settore agroalimentare la Parmalat è presente in Venezuela da molti anni, avendo acquistato la società lattiero casearia statale "Industria Láctea Venezolana". I lavori nel settore delle infrastrutture hanno coinvolto direttamente le nostre aziende con commesse firmate negli ultimi anni da imprese italiane che rivestono un valoretotale di diversi miliardi di dollari: la Astaldi, la Ghella e la Impregilo lavorano da oltre 30 anni nel paese latino-americano, competendo con altri gruppi internazionali. Nel settore dei veicoli industriali è presente la Iveco Venezuela, con un impianto di assemblaggio per camion e autobus ubicato nella città La Victoria, nello Stato di Aragua. La Fiat, che ha l’attività produttiva di autovetture a Betin, in Brasile, nel 1999 ha deciso di firmare un accordo di rappresentanza esclusiva con la compagnia venezuelana Comercializadora Todeschini. Nel settore degli pneumatici, infine, la Pirelli gioca un ruolo fondamentale dal 1990, anno in cui ha rilevato il pacchetto maggioritario della ditta Neumaven (ex tecnologia Uniroyal).
   Lo stabilimento petrolchimico di José, nello stato di Anzoategui