Zagabria nell'Ue nel 2013
Barroso: Croazia membro dell'Ue il primo luglio 2013
 

Bruxelles 10 giu - (Agenzia Nova) - La Croazia ha soddisfatto tutti i criteri per poter chiudere gli ultimi quattro capitoli negoziali nel processo di adesione all’Ue e potrà diventare il ventottesimo paese membro il primo luglio 2013: è quanto ha stabilito la Commissione europea, che questa mattina ha trasmesso una raccomandazione in tal senso al Consiglio dei ministri dell'Unione. “Oggi è un giorno storico sia per la Croazia che per l’Unione europea – ha affermato il presidente dell’esecutivo comunitario, José Manuel Barroso –. Desidero congratularmi con le autorità croate, in particolare con l’attuale governo, per il lavoro svolto negli ultimi anni”.

Il commissario all’Allargamento e alla politica di vicinato, Stefan Fuele, ha spiegato che per i servizi della Commissione europea “la Croazia ha completato le trattative”. Spetta adesso ai Ventisette “fare l’ultima valutazione e decidere quando chiudere effettivamente i negoziati e quando potrà essere formato il trattato di adesione”. La questione dovrebbe essere nell’agenda dei capi di stato e di governo durante il prossimo Consiglio europeo del 23 e 24 giugno. L’ipotesi al momento più probabile è che Zagabria riesca a chiudere i negoziati pochi giorni dopo questo appuntamento o al massimo entro fine luglio. Il Consiglio Ue dovrebbe tuttavia richiedere l’istituzione di un “dispositivo di monitoraggio” che verifichi che il paese rispetti i propri impegni fino al momento dell’adesione. “Sarà un sistema complesso – ha detto il commissario all’Allargamento –. Gli stati membri saranno costantemente informati dalla Commissione europea, a partire dai consueti rapporti annuali che vengono pubblicati tra ottobre e novembre”. Riguardo alla possibilità che il dispositivo di monitoraggio possa ritardare il momento di adesione, Fuele si è detto convinto che “la Croazia continuerà a rispettare i propri impegni” e che dunque “ciò non accadrà”.

 

  Il presidente della Commissione europea, José Manuel Barroso, con la premier croata, Jadranka Kosor
I negoziati con Zagabria sono iniziati nell’ottobre del 2005 e, secondo le speranze croate, doveva trattarsi di un percorso veloce, in linea con quanto successo con altri paesi dell’Europa orientale. Tuttavia, per un motivo o per un altro, tra cui la controversia con la Slovenia sulla Baia di Pirano, le trattative sono andate a rilento, in ultimo sui capitoli della Concorrenza e della Giustizia e i diritti fondamentali. Nel suo ultimo rapporto sui progressi fatti dal paese la Commissione Ue aveva sottolineato che era necessario compiere ulteriori progressi per quanto riguarda la lotta contro la corruzione, il rafforzamento dell’indipendenza della magistratura e la protezione delle minoranze.

“Oggi siamo completamente soddisfatti – ha detto Fuele –. I problemi rilevati sono stati risolti e il paese ha dimostrato di aver imboccato un cammino irreversibile”. Le autorità croate hanno fatto progressi nella legislazione sui crimini di guerra, nell’istituzione di un’agenzia contro la corruzione, nella trasparenza nelle gare d’appalto e nella riforma del sistema giudiziario. “E’ la fine di un lungo viaggio, durante il quale la Croazia è cambiata e si è trasformata in una solida democrazia basata sullo stato di diritto e il libero mercato”, ha affermato il commissario. Secondo Bruxelles, l’importante passo in avanti fatto oggi dalla Croazia “è un segnale anche per il resto dell’Europa sud-orientale”, perché dimostra “che gli sforzi e le riforme portano a dei risultati concreti”. Barroso si è dunque augurato che Zagabria diventi “una fonte d’ispirazione” per gli altri stati della regione. A tal proposito il commissario Fuele ha riferito che il prossimo ottobre altri paesi balcanici potranno diventare ufficialmente candidati all’adesione all’Ue e iniziare le trattative di adesione.
  Il commissario europeo all'Allargamento, Stefan Fuele
 
La soddisfazione del presidente Josipovic
 

Zagabria, 10 giu - (Agenzia Nova) - Il parere positivo della Commissione europea sulla conclusione dei negoziati d’adesione della Croazia e la proposta di José Manuel Barroso, presidente dell’esecutivo comunitario, di fissare il primo luglio 2013 come data per l’ingresso nell’Ue sono un’ottima notizia per tutti i cittadini croati: lo ha detto il capo dello stato croato, Ivo Josipovic, ringraziando "tutti coloro che hanno contribuito a questo risultato, dall'indipendenza del paese a oggi, e a tutti i cittadini che hanno costruito una Croazia europea". Josipovic ha in particolare sottolineato che "il governo di Ivica Racan, dal 2000, e in seguito anche quello di Jadranka Kosor, la quale ha guidato le trattative verso la loro conclusione, hanno fatto moltissimo per lo sviluppo del paese, per il rispetto dei diritti umani e per l'immagine di una nazione che rispetta i valori europei".

 

Il presidente ha tuttavia ribadito che "le riforme non sono concluse, perché noi abbiamo bisogno di riforme che vanno al di là di quelle richieste dall'Unione europea, e avremmo bisogno di adeguarci a tutti quegli standard europei che continuamente vengono ampliati e cambiati". Josipovic si è infine detto convinto che i paesi membri non ostacoleranno Zagabria, e ha concluso il proprio discorso definendo quella di oggi una "data storica per il futuro della Croazia".

 

Il presidente croato, Ivo Josipovic

 

 

 

 

 

 

 
La premier Kosor: grazie a tutti, soprattutto ai nostri difensori
 

Zagabria, 11 giu - (Agenzia Nova) - La premier croata, Jadranka Kosor, ha sottolineato, in seguito alla decisione della Commissione europea di chiudere i capitoli rimanenti delle trattative con Belgrado per l'ingresso nell'Ue, che "il governo ha inoltrato circa 200 mila pagine di documenti alla Commissione, e perciò possiamo dire di avere svolto un lavoro enorme". La Kosor ha ringraziato in particolare "i difensori croati, perché senza il loro coraggio oggi il nostro paese non esisterebbe". Osservazione polemica chiaramente rivolta ai generali croati Ante Gotovina e Mladen Markac, condannati di recente dal Tribunale internazionale dell'Aia.

 

La premier ha ringraziato anche il presidente della Commissione europea, José Manuel Barroso, per "l'appoggio e le parole di speranza, con cui ha riconosciuto il lavoro svolto da questo governo". Inoltre ha sottolineato l'apporto del commissario all'Allargamento, Stefan Fuele, alla risoluzione dei numerosi problemi sul tappeto, e di quello alla Giustizia, Viviane Reding, che - ha detto la Kosor - "non ha mancato di riconoscere esplicitamente i progressi della Croazia nella lotta contro la corruzione".

 

"Siamo il primo paese dopo la Grecia, ovvero dopo il 1982, che entra da solo nell'Unione, e abbiamo dovuto affrontare misure diverse dagli altri, e siamo anche i primi a entrare in Europa dopo una guerra devastante", ha ricordato la premier, aggiungendo che "la lotta alla corruzione è un processo univoco, senza ritorno". La Kosor ha poi annunciato che la data delle elezioni politiche sarà nota già a partire dalla fine di questo mese, e ha commentato il silenzio del leader dell'opposizione, Zoran Milankovic, riguardo alla conclusione delle trattative come "tipico".

  Il primo ministro croato, Jadranka Kosor
 
Il ministro degli Esteri Jandrokovic: è l'inizio di una nuova era
 

Trieste, 10 giu - (Agenzia Nova) - La dichiarazione del presidente della Commissione europea, José Manuel Barroso, che stamane ha annunciato l'ingresso di Zagabria nei Ventisette entro il primo luglio 2013, segna per Zagabria “l'inizio di una nuova era”. Lo ha detto il ministro il ministro degli Esteri della Croazia, Gordan Jandrokovic, a margine del vertice ministeriale dell'Ince in corso a Trieste. “Sono assai soddisfatto che l'Ue abbia dato il via alla conclusione delle trattative per l'adesione della Croazia all'Ue”, ha detto Jandrokovic “Siamo molto contenti e fieri per quello che abbiamo fatto in questi ultimi 20 anni”, cioè dall'indipendenza della Croazia, “e in questi ultimi 5 anni e mezzo”, vale a dire da quanto sono iniziate le trattative.

 

“Auspico - ha continuato il capo della diplomazia croata - che la Commissione europea confermi questa dichiarazione di Barroso. Questo non significa solo la fine delle trattative ma l'inizio di una nuova era per la Croazia e i cittadini croati”. Jandrokovic, che oltre a essere ministro degli Esteri è anche vicepremier con delega all'Integrazione europea, ha poi concluso: “Siamo pronti per far parte di questa nuova famiglia europea e credo che la Croazia darà un valore aggiunto all'Ue”.

  Il ministro degli Esteri croato, Gordan_Jandrokovic
 
Le reazioni di Frattini e del presidente del Friuli, Tondo
 

Trieste, 10 giu - (Agenzia Nova) - L'ingresso della Croazia nell'Unione europea, previsto per il primo luglio 2013, “darà ulteriore impulso” alle prospettive di adesione dei Balcani occidentali. Lo ha detto il ministro degli Esteri italiano, Franco Frattini, a margine della riunione ministeriale dell'Inizitiva centro europea svolta oggi a Trieste. “I negoziati per la Croazia si chiudono a fine mese. Zagabria avrà un ruolo importante nell'Unione europea. E' un paese adriatico che apprezziamo fortemente; un paese interessante, perché ci sono prospettive di collaborazione per l'euroregione adriatica ed è importante per le infrastrutture e per la collaborazione industriale”, ha detto il capo diplomazia italiana.

 

Il ministro degli Esteri della Croazia, Gordan Jandrokovic, ha ringraziato l'Italia per aver sempre sostenuto l'adesione di Zagabria. “Voglio ringraziare il governo italiano e il ministro Frattini per il forte e continuo sostegno, e per i numerosi messaggi di incoraggiamento nei nostri confronti”, ha detto Jandrokovic a margine della riunione.

 

Il presidente della regione Friuli Venezia Giulia, Renzo Tondo, ha accolto con soddisfazione la notizia della conclusione dei negoziati per l'adesione della Croazia all'Ue, affermando che "essa rappresenta un importante passo avanti verso l'integrazione". "I rapporti del Friuli Venezia Giulia con la Croazia - afferma Tondo in una nota della regione - sono stati sempre improntati alla massima collaborazione e al rispetto, e abbiamo sempre incoraggiato e sostenuto il percorso di adesione di Zagabria all'Unione europea. Del resto - prosegue il governatore - la nostra regione, ai tempi della presidenza di Adriano Biasutti, è stata la prima a far pressioni sul governo italiano per il riconoscimento dell'indipendenza di Croazia e Slovenia".

 

"L'ingresso della Croazia nell'Unione europea, come ventottesimo membro, non potrà che favorire - dice Tondo - lo sviluppo dei già intensi rapporti di collaborazione con il Friuli Venezia Giulia, oltre a rendere più facile la partecipazione delle due contee Istriana e Litoraneo-Montana al progetto di Euroregione transfrontaliera". Il presidente della regione auspica infine che anche la Serbia possa completare con successo il suo percorso di avvicinamento all'Unione europea.

  Il governatore del Friuli Venezia Giulia, Renzo Tondo, e il ministro degli Esteri italiano, Franco Frattini
 
Le reazioni delle forze politiche croate
 
Zagabria, 10 giu - (Agenzia Nova) - Per il Partito croato dei diritti (Hsp) non è ancora arrivato il momento per l'euforia, in quanto "i tempi duri devono ancora venire", mentre i laburisti sottolineano che "adesso tocca al popolo dire la propria". "Chi ritiene che la Croazia abbia risolto qualcosa, o che abbia raggiunto un successo oggi è del tutto fuori strada", ha dichiarato il presidente dell'Hsp, Daniel Srb, sottolineando che "davanti a noi abbiamo ora due anni molto difficili, durante i quali dobbiamo aspettare la ratifica da parte di tutti i paesi, inclusa la Slovenia, e per fare questo dobbiamo assicurarci la loro benevolenza, processo che richiederà un prezzo da pagare, e potrebbe essere doloroso". Srb ha infine sottolineato la necessità per la Croazia di "diventare leader nella regione per rafforzare il nostro ruolo, soprattutto tenendo conto che la Serbia non ha ancora raggiunto lo status di paese candidato, ma riceve già più soldi dall'Unione europea della Croazia".            

 

"La decisione di entrare nell'Unione è stata per ora presa soltanto dai vertici politici", ha sottolineato invece Dragutin Lesar del Partito laburista. Per il presidente del parlamento monocamerale croato, Luka Bebic, "si è trattato di una corsa molto lunga, avviata formalmente nel 2001, dopo di che sono seguite trattative durate quasi sei anni, e sono per questo motivo molto contento del buon esito della vicenda (...). Il largo consenso popolare ha portato ad un buon risultato, anche se 'non è finita fino a quando non sarà finita', ma il grosso del lavoro è ormai fatto", ha concluso Bebic.

 

Il presidente del Consiglio nazionale per il monitoraggio delle trattative con l'Unione europea, Vesna Pusic, ha detto oggi in conferenza che "l'annuncio di oggi rappresenta l’inizio di una lunga permanenza della Croazia nella cornice europea, non più soltanto storica e geografica, ma da oggi anche politica. Se nel nostro paese ci fosse un ambiente idoneo per rafforzare la lotta alla corruzione e rendere più efficienti le istituzioni, non avremmo nemmeno bisogno dell'Unione europea; per questo motivo, dal punto di vista dei cittadini, si tratta di un passo avanti", ha detto la Pusic.

  Il presidente dell'Hsp, Daniel Srb