Roma e la nuova Libia
 
Libia: la riunione a Roma del gruppo di contatto
 
Roma, 5 mag - (Agenzia Nova) – Si è svolta oggi a Roma la seconda riunione del gruppo di contatto con la Libia, con l’obiettivo di sviluppare ulteriormente i risultati raggiunti a Doha il 13 aprile scorso e favorire l'avvio di un processo politico inclusivo che permetta al popolo libico di scegliere liberamente il proprio futuro, nonché di affrontare con un approccio coerente l'assistenza umanitaria e il sostegno a lungo termine a tutta la popolazione del paese. Come riferisce la Farnesina, particolare attenzione è stata dedicata alla necessità di un coordinamento efficace, sotto l'egida dell'Onu, degli sforzi internazionali per una soluzione politica della crisi. La riunione, co-presieduta dal ministro degli Esteri italiano, Franco Frattini e dal premier del Qatar, Sheik Hamad bin Jassim bin Jabr Al Thani, costituisce un elemento chiave dell'impegno della comunità internazionale per tutelare i civili libici e promuovere una soluzione duratura alla crisi. Alla riunione hanno preso parte i rappresentanti di 22 paesi, oltre a esponenti dell'Onu, della Lega araba, della Nato, dell'Ue e dell'Unione africana. Presenti inoltre rappresentanti del Consiglio nazionale di transizione libico. I partecipanti hanno confermato che il gruppo di contatto rimane il punto di riferimento per il dialogo con gli interlocutori legittimi della Libia e un forum di dibattito sull'assistenza post-bellica e umanitaria. Frattini, da parte sua, nella conferenza stampa iniziale con il segretario di Stato Usa, Hillary Clinton, ha confermato l'impegno italiano in Libia, così come in tutte le missioni internazionali.
 

I partecipanti alla conferenza

 

Frattini: importante una soluzione politica

 

Roma, 5 mag - (Agenzia Nova) - Le azioni politiche che l'Italia intraprende sono azioni concertate insieme ai partner internazionali, innanzitutto con gli Usa. E' stato così per tutte le missioni internazionali, inclusa la missione in Libia. Così il ministro degli Esteri, Franco Frattini, ha parlato dell'impegno italiano nella missione in Libia, in occasione della conferenza stampa tenuta con il segretario di Stato Usa, Hillary Clinton, alla Farnesina nel corso la seconda riunione del Gruppo di contatto per la Libia. "Abbiamo parlato con la Clinton dell'importanza di una soluzione politica - ha spiegato Frattini - che veda la pressione militare come uno strumento per convincere il regime a cessare gli attacchi e le violenze contro i civili libici e che consenta di avviare un processo politico che sarà uno dei punti cruciali dell'incontro del punto di contatto".
 
Quella in Libia non è una guerra civile, piuttosto è una forma di “resistenza del popolo libico all'aggressione dell'esercito personale di Gheddafi”, ha detto il ministro. “Il Gruppo di contatto non vuole rimpiazzare il popolo libico nel determinare il proprio futuro. Il gruppo vuole riunire paesi che sentono la responsabilità internazionale di proteggere e che hanno un desiderio genuino di ascoltare il popolo libico per accompagnarlo verso un paese nuovo e libero basato su valori condivisi".
 
Frattini ha ribadito la solidarietà profonda al popolo libico, associata alla condanna delle violenze e dell'uso, da parte del regime, di mezzi banditi dalle convenzioni internazionali, come le bombe a grappolo. "Abbiamo confermato unità d'intenti e determinazione", ha detto Frattini, sottolineando che quello di oggi è un "messaggio d'unità" e che non vi è "un senso di affaticamento o di stallo" nel sostegno al popolo libico. L'isolamento internazionale del leader libico Muhammar Gheddafi sta aumentando, ha proseguito il ministro, spiegando che altri paesi riconoscono come interlocutore legittimo il Consiglio nazionale di transizione, e sottolineando come "la forte determinazione di proteggere i civili stia riducendo la capacità di offesa delle forze del regime di Gheddafi". Il Consiglio nazionale di transizione libico include ora i rappresentanti di 17 regioni, quindi "dell'intera Libia". La rappresentanza non è più "limitata al solo est", ha detto Frattini, "ma anche all'ovest e al sud"; per il capo della diplomazia italiana, quest'ultima decisione presa ieri a Bengasi di estendere la rappresentanza nel Cnt, dimostra "la concretezza" dell'impegno del Consiglio stesso. "Jabril ha parlato di un piano Marshall per il futuro della Libia", ha spiegato Frattini, ribadendo che il vertice di Roma è stato un passo in avanti.
 
La prospettiva politica condivisa da tutti i paesi membri del Gruppo di contatto per la Libia è di arrivare a un cessate il fuoco nel paese magrebino per portarlo, dopo l'uscita di scena del colonnello Muhammar Gheddafi, verso le elezioni parlamentari e presidenziali. Il capo della diplomazia italiana ha spiegato che la road map condivisa da tutti prevede in primo luogo il cessate il fuoco e l'abbandono del potere da parte di Gheddafi. Successivamente, ha detto Frattini, si creerà "un'assemblea nazionale di ricostruzione che possa lanciare un processo costituzionale da sottoporre a referendum popolare per preparare elezioni parlamentari e presidenziali". Il ministro ha definito "costruttiva" la posizione assunta dall'Unione africana e dalla Lega araba rispetto alla crisi libica. "Il segretario generale dell'Unione africana, Jean Ping, ci ha a lungo indicato quali sono le tappe da loro intraprese - ha spiegato Frattini - e ha condiviso con noi l'importanza di uno stretto coordinamento con l'Onu per assicurare che non vi siano azioni di negoziato non coordinate, il che darebbe al regime la possibilità di lavorare su potenziali divisioni".
 

Frattini e Hillary Clinton

 

Istituito un fondo temporaneo per i ribelli

 

Roma, 5 mag - (Agenzia Nova) - Nel discorso tenuto in occasione della riunione del Gruppo di contatto per la Libia, il ministro degli Esteri italiano, Franco Frattini, ha annunciato l'istituzione di un fondo speciale, "un meccanismo finanziario temporaneo", per garantire un più forte sostegno economico al Consiglio nazionale di transizione libico. Tale meccanismo, ha spiegato Frattini, "permetterà ai fondi di essere indirizzati in modo efficace e trasparente verso il Consiglio nazionale transitorio". Si tratta di un fondo di estrema importanza – ha spiegato Frattini – che avrà una struttura amministrativa con rappresentanti europei ed arabi. A tale proposito, il Kuwait ha già annunciato che contribuirà al fondo con 180 milioni di dollari, mentre il Qatar s'impegna a stanziare tra i 400 e i 500 milioni di dollari. “Abbiamo già a nostra disposizione circa 250 milioni di dollari in fondi destinati all'assistenza umanitaria grazie alla generosità di molti paesi, ultimo in ordine di tempo il Kuwait'', ha detto Frattini. Riguardo invece alla possibilità per il Cnt di richiedere uno scongelamento degli asset libici a fini umanitari, Frattini ha precisato che Italia e Francia hanno già invitato le istituzioni Ue competenti a trovare una soluzione. "Chiediamo ai nostri partner che siedono (come membri del Consiglio di sicurezza Onu) nella commissione Sanzioni stabilita dalla risoluzione 1970, di affrontare questo tema immediatamente", ha aggiunto il ministro.
 

Frattini con il premier del Qatar, Hamad Al-Thani, ed il ministro degli Esteri degli Emirati, Abdullah Al-Nahyan

 

Clinton: l’Italia partner importante nelle missioni internazionali

 

Roma, 5 mag - (Agenzia Nova) - Il segretario di Stato Usa, Hillary Clinton, ha riconosciuto il grande impegno dell'Italia nelle missioni internazionali, in particolare in Afghanistan e Libia, parlando alla Farnesina nel corso della conferenza stampa tenuta con il ministro degli Esteri italiano, Franco Frattini. La Clinton ha spiegato che Italia e Usa sono partner legati da stretti rapporti di cooperazione bilaterale in diversi settori, e "siamo felicissimi di collaborare con Roma", ha aggiunto la Clinton, riconoscendo l'importanza della "missione italiana in Afghanistan" e sottolineando come Roma e Washington condividano "ideali democratici e impegni comuni".
   

 

Juppé: la fine della missione è questione di mesi

 

Roma, 5 mag - (Agenzia Nova) - Per la fine della missione militare in Libia ''non ho una risposta precisa, ma è una questione di mesi''. Lo ha detto il ministro degli Esteri francese, Alain Juppé, a Roma per la riunione del gruppo di contatto sulla Libia. Il ministro francese ha anche sottolineato che c'è un "accordo unanime" del gruppo di contatto sulla "necessità di proseguire tutte le forme di pressione contro il regime di Muhammar Gheddafi. Oltre alle operazioni militari che continuano secondo gli obiettivi stabiliti - ha aggiunto Juppé - ci sono altri strumenti di pressione", come l'interruzione delle trasmissioni televisive o le sanzioni finanziarie.
   

 

Libia: negli Emirati la prossima riunione del Gruppo di contatto

 

Roma, 5 mag - (Agenzia Nova) - La terza riunione del Gruppo di contatto per la Libia si terrà ad Abu Dhabi, negli Emirati arabi uniti. Lo hanno concordato a Roma, alla Farnesina, i partecipanti alla seconda riunione del Gruppo di contatto per la Libia. La data del terzo appuntamento del gruppo internazionale dev'essere ancora stabilita. I partecipanti alla riunione di oggi a Roma hanno espresso gratitudine e apprezzamento al ministero degli Esteri italiano per l'organizzazione e lo svolgimento dell'evento.