Patrimonio culturale
La Cooperazione italiana per la tutela del patrimonio culturale
 

Roma, 09 set - (Agenzia Nova) - Prosegue l’impegno della Cooperazione Italiana nell’azione internazionale per mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici e per valutare l’impatto dei suoi interventi, nonché per assicurare la gestione e l’uso efficiente e sostenibile del capitale naturale. Nel prossimo periodo la Cooperazione Italiana darà estrema rilevanza alla tutela del patrimonio culturale, anche in considerazione degli indubbi vantaggi comparati dell’Italia rispetto agli altri donatori. Le programmazioni Stream terranno in debito conto tali tematiche, che saranno oggetto di interventi mirati e di attività trasversali coerenti con le specifiche linee guida prodotte recentemente dalla Direzione Generale della Cooperazione allo Sviluppo. In tale contesto, l’adozione di Linee guida della Cooperazione italiana ha comportato l’identificazione dei settori prioritari per il canale multilaterale, quali l’agricoltura e la sicurezza alimentare, lo sviluppo umano (salute, istruzione e formazione), il settore umanitario, nonché la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale. Nel campo della tutela ambientale e del patrimonio culturale, è stato assicurato sostegno ai ministeri dell’Ambiente e delle Antichità in materia di tutela ambientale e di conservazione e promozione del patrimonio storico-archeologico e culturale. Fra gli obiettivi che la Dgcs si propone c’è il miglioramento della gestione delle aree protette, la valorizzazione e il miglioramento della gestione del patrimonio storico e culturale – includendo sia siti archeologici che importanti musei nazionali – e il miglioramento della gestione delle risorse idriche e dei rifiuti solidi, in un’ottica di promozione del turismo responsabile e del turismo agricolo. Tra le principali iniziative nel settore dell’ambiente e patrimonio culturale, di particolare interesse risulta il Programma italo-egiziano di cooperazione ambientale, un’iniziativa a dono del valore complessivo di 3 milioni di euro che sarà realizzata da Undp in collaborazione con il ministero dell’Ambiente; il programma di Gestione e salvaguardia del sito archeologico di Madinet Madi, in Egitto, volto alla elaborazione e adozione di un piano di gestione del sito e all’apertura al pubblico del Parco archeologico. Il progetto, realizzato nel quadro della seconda fase del Programma di conversione del debito da Undp, in collaborazione con l’Università della Tuscia di Viterbo e con il Ministero delle Antichità, è stato avviato nell’ottobre 2013; il Programma di ristrutturazione del Museo greco-romano di Alessandria e di valorizzazione dei siti di Saqqara e Medinet Madi, sempre in Egitto. L’iniziativa, finanziata nel quadro della terza fase del Programma di conversione del debito per un valore di circa 8 milioni di dollari, è stata approvata nel dicembre 2013 e sarà realizzata dal Ministero delle Antichità, in collaborazione con l’Università della Tuscia di Viterbo.

 
 
Linee Guida patrimonio culturale
 

Roma, 09 set - (Agenzia Nova) -  L’Italia è sempre stata in prima linea nella tutela e valorizzazione del patrimonio culturale, esportando e mettendo a servizio dei Paesi partner e beneficiari le buone pratiche, le metodologie ed il know how maturati attraverso politiche, programmi e misure volte a proteggere e valorizzare il patrimonio culturale nazionale. I programmi della Cooperazione italiana sono volti a garantire l’attuazione delle quattro priorità tematiche stabilite dalla Cooperazione: promozione della diversità culturale, del dialogo culturale e dell’accesso alla cultura; promozione della cultura come leva per la crescita economica, la creatività e l’innovazione; promozione e tutela del patrimonio culturale; formulazione di politiche per la protezione e la valorizzazione del patrimonio culturale. In linea con quanto previsto nelle Linee Guida e negli Indirizzi di programmazione della Cooperazione allo Sviluppo italiana, gli interventi nel settore del patrimonio culturale vengono realizzati tramite l’utilizzo dei canali bilaterale, multilaterale e multi-bilaterale. La tendenza è comunque quella al rafforzamento del canale bilaterale laddove lo Stato beneficiario disponga di un adeguato contesto normativo e sia in grado di utilizzare rapidamente i finanziamenti assegnati. La tutela del patrimonio culturale trova un importante riconoscimento normativo internazionale in seno all’Unesco: la Dichiarazione di Principi sulla Cooperazione culturale del 1966 riconosce il diritto alla cultura e sottolinea la pari dignità di tutte le culture e la necessità di preservarne le peculiarità. In seguito la Convenzione relativa alla protezione del Patrimonio Culturale   e Naturale Mondiale del 1972 ha contribuito alla precisazione di cosa si intenda per patrimonio mondiale e all’identificazione del suo valore. La Convenzione ha previsto la creazione di una Lista del Patrimonio dell’Umanità che comprende tutti quei siti, che da punto di vista naturale o culturale, abbiano un valore universale eccezionale. Nel 2003 l’Unesco ha poi adottato la Convenzione sulla salvaguardia del Patrimonio immateriale. Nell’era della globalizzazione è infatti fondamentale garantire la tutela del patrimonio immateriale, che comprende tradizioni orali e popolari, espressioni, saperi, musiche e rappresentazioni tradizionali di comunità. Sempre in seno all’Unesco sono stati conclusi importanti accordi relativi alla tutela del patrimonio culturale da illeciti in situazioni belliche; la Convenzione del 1954 sulla Tutela del patrimonio culturale in caso di Conflitto armato e i suoi due protocolli aggiuntivi (1954 e 1999).

 
 
   
Gli ultimi interventi a tutela del patrimonio culturale    
     
Roma, 09 set - (Agenzia Nova) - Dal 2006 la Cooperazione italiana ha completato numerosi progetti per la salvaguardia e la valorizzazione della cittadella di Erbil, uno dei primi insediamenti urbani della storia. Tra questi, attività scientifiche di mappatura e documentazione del sito con prospezioni e scannerizzazioni 3d, progettazione per il restauro architettonico e formazione per la crescita istituzionale del personale dell’High Commission for Erbil Citadel Revitalization. Insieme all’Università “La Sapienza” di Roma e al Comune di Firenze, ha sostenuto l’impegno quotidiano delle autorità locali, per la realizzazione di un sogno: il riconoscimento internazionale dei suoi valori universali, storici e artistici. Nel luglio 2014 la cittadella è entrata a far parte della lista dei Patrimoni dell’umanità dell’Unesco. La Cooperazione italiana ha recentemente finanziato il progetto "Rafforzamento della Secretaria de Cultura de la Presidencia de El Salvador mediante la valorizzazione del patrimonio culturale”, realizzato dall'Università degli Studi Roma Tre. Il progetto mira a promuovere lo sviluppo socio-economico attraverso la formazione di giovani nelle professioni collegate al recupero dell'architettura storica e delle forme di artigianato locale a rischio di estinzione, al fine di contrastare la violenza giovanile organizzata. L'Italia sostiene inoltre la Campagna internazionale "Uniti per il patrimonio"  (Unite4heritage), lanciata dall'Egitto in collaborazione con l'Unesco, e condanna gli attacchi contro il Museo dell' arte islamica del Cairo avvenuto il 24 gennaio 2014. Altro luogo di impegno della Cooperazione italiana è la provincia irachena del Dhi Qar che conserva un racconto millenario: il sito di Ur - la città di Abramo - a pochi chilometri da Nassyria. Qui la Cooperazione italiana sostiene le autorità irachene nella conservazione e nella cura di un patrimonio unico, per preservarlo da rischi quotidiani di conflitti e abbandono e valorizzarlo in una prospettiva di pace, scambi culturali internazionali e sviluppo economico della regione. Dal 2012 a oggi sono molti i corsi tenuti da team italiani di archeologici ed esperti di beni culturali. L’obiettivo è formare una rete autonoma di professionalità irachene, capace di gestire il sito di Ur in una prospettiva di sviluppo turistico e di crescita economica. Le attività effettuate al tempio di Edublamak e ai mausolei reali del sito di Ur fanno parte di un piano d’intervento più ampio che coinvolge anche la Ziggurat del terzo millennio avanti Cristo. In questa regione l'intervento italiano ha già prodotto risultati importanti e sono ripresi i viaggi di interesse culturale e religioso da parte di turisti provenienti non solo dal medio oriente ma anche dall’Europa.