Addis Abeba
La terza Conferenza internazionale sullo sviluppo   
 

Roma, 04 ago - (Agenzia Nova) - La nuova Agenda globale di sviluppo rappresenta una grande occasione per creare “un nuovo paradigma dello sviluppo” e la Conferenza di Addis Abeba è il primo passo in questa direzione. Con queste parole il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha inaugurato il suo intervento alla terza Conferenza internazionale delle Nazioni Unite per il finanziamento allo sviluppo, che si è svolta dal 13 al 16 luglio ad Addis Abeba. Al termine dell’evento i partecipanti alla Conferenza – che ha riunito rappresentanti politici di alto livello, tra cui capi di Stato e di governo, ministri delle Finanze, degli Affari esteri e della Cooperazione allo sviluppo, così come tutti i pertinenti attori istituzionali, le organizzazioni non governative ed altri enti del settore privato – hanno raggiunto un accordo per l’adozione di una Piattaforma d’azione che prevede una serie di misure volte a generare investimenti per affrontare le sfide economiche, sociali e ambientali globali, in vista dell’approvazione dell’Agenda di sviluppo post 2015 nel mese di settembre. Questa Conferenza, ha dichiarato Renzi nel suo intervento all’assemblea plenaria della Conferenza, “è il primo di una serie di eventi che hanno l’obiettivo di creare una nuova visione per lo sviluppo. Occorre investire le nostre risorse, la nostra esperienza e la nostra cultura per rispondere all’importante sfida che abbiamo di fronte”, ha detto il premier, il quale ha poi sottolineato che negli ultimi due anni l’Italia “ha invertito il trend del proprio aiuto pubblico allo sviluppo e ha intenzione di continuare in questa direzione. L’Italia – ha osservato Renzi – aumenterà le proprie responsabilità internazionali in tema di diritti umani, di sicurezza e di prosperità e incrementerà il proprio sostegno alla cooperazione internazionale. Il budget destinato allo sviluppo per il prossimo triennio, che sarà approvato dal parlamento nel mese di settembre, conterrà un cambiamento radicale in questa direzione e ci aspettiamo che per il 2017, quando l’Italia ospiterà il vertice del G7, l’Aps del nostro paese sarà tra i più importanti all’interno della comunità G7”.

 
Secondo il presidente del Consiglio, in un mondo che cambia emerge una nuova dimensione delle sfide che ci attendono. “È il momento di investire in una nuova strategia” che includa politiche industriali e sociali, il sostegno all’istruzione e un più forte stimolo agli investimenti privati per la crescita. “Serve una maggiore cooperazione nel settore culturale, occorre investire nell’innovazione tecnologica e universitaria, nelle accademie e nei musei. Molte città italiane sono pronte a cooperare in questi settori”, ha aggiunto. "Occorre creare lavoro per sconfiggere povertà, ma anche investire in cultura, agricoltura e cultura per dare speranza alle giovani generazioni: questo è il messaggio dell’Italia, questa è la missione dell’Europa”, ha proseguito il premier, ricordando inoltre come la nuova legge italiana sulla cooperazione internazionale riconosca “il ruolo dei nuovi attori della cooperazione” e per la prima volta introduca la figura del ministro degli Esteri e della Cooperazione internazionale. “Non si tratta solo di un cambiamento di nome, ma di messaggio per tutti”, ha concluso il capo del governo. Nell’ambito dei lavori della Conferenza, Renzi ha preso parte anche al “side event” dal titolo “The new Italian Development Finance Institution”, promosso dal ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, dal ministero dell’Economia e delle finanze e da Cassa depositi e prestiti. Secondo il Direttore generale per la Cooperazione allo Sviluppo, Giampaolo Cantini, che ha guidato la delegazione della Cooperazione italiana ad Addis Abeba. Secondo Cantini, la nuova legge italiana sulla cooperazione allo sviluppo, approvata lo scorso anno, risponde alla necessità di “disporre di meccanismi innovativi e di moderni strumenti per affrontare le sfide dell’Agenda post 2015 ed essere pronti a realizzare i nostri impegni. Il settore privato può contribuire ad attuare l’Agenda post 2015, sia come fonte diretta di finanziamento che come catalizzatore di risorse aggiuntive da parte del settore privato. Cassa Depositi e Prestiti – ha spiegato Cantini – gestirà la concessione di crediti agevolati ai paesi in via di sviluppo, ma potrà anche allocare proprie risorse e co-finanziare iniziative di sviluppo”. 
 
Nell’ottica di una maggiore importanza riconosciuta al settore privato, che il Direttore generale ha definito “un fattore chiave di occupazione, di crescita e di investimenti”, la legge fornisce inoltre nuovi strumenti “per sostenere e promuovere un ruolo attivo del settore privato nell’eliminazione della povertà e nella promozione dello sviluppo sostenibile”. Infine, ha ricordato Cantini, la legge istituisce un'Agenzia per la cooperazione allo sviluppo “che avrà una struttura, un budget e delle regole autonome” e gestirà le risorse provenienti non solo dal bilancio del governo, ma anche da accordi di partnership con soggetti pubblici e privati, i contributi delle Ong, delle organizzazioni no-profit, delle organizzazioni filantropiche e le donazioni. Il Piano d’azione approvato al termine della Conferenza prevede la creazione di una “partnership globale rivitalizzata”, al fine di garantire uno sviluppo sostenibile che non lasci nessuno indietro. L'accordo, che il segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon ha definito “una pietra miliare”, mira a promuovere una prosperità economica universale inclusiva e a migliorare il benessere della popolazione nel pieno rispetto dell'ambiente, oltre a fornire una base di partenza per l'attuazione della nuova agenda di sviluppo sostenibile che i leader mondiali sono chiamati ad approvare a New York nel mese di settembre. "Questo accordo è un passo in avanti fondamentale nella costruzione di un futuro sostenibile per tutti. Esso fornisce un quadro globale per il finanziamento dello sviluppo sostenibile", ha commentato Ban Ki-moon dopo l’accordo. 
 
Il Programma d'azione di Addis Abeba contiene più di 100 misure concrete che comprendono tutte le fonti di finanziamento e che riguardano la cooperazione su una serie di questioni, tra cui la tecnologia, la scienza, l'innovazione, il commercio e lo sviluppo della conoscenza. In particolare, sulla base dei risultati delle precedenti conferenze tenutesi a Monterrey nel 2002 e a Doha nel 2008, il documento affronta una serie di questioni, tra cui la tecnologia, la scienza, l'innovazione, il commercio e lo sviluppo delle capacità. Tra le nuove iniziative concordate dagli Stati membri c’è anche l'istituzione di un meccanismo per promuovere la collaborazione tra i diversi attori in vista dell’adozione dei nuovi Obiettivi di sviluppo sostenibile, attesa per settembre a New York. Inoltre, i partecipanti alla Conferenza hanno deciso di istituire un Forum globale per le infrastrutture al fine di identificare e segnalare le carenze nel settore ed evidenziare le opportunità di investimento e di cooperazione a livello globale, oltre che di garantire che i progetti approvati siano sostenibili dal punto di vista ambientale, sociale ed economico. Il Piano d’azione riafferma infine l'impegno per i singoli paesi di raggiungere l’obiettivo dello 0,7 per cento dei rispettivi redditi nazionali da destinare all’aiuto pubblico allo sviluppo nei Paesi avanzati, percentuale che scende allo 0,15-0,20 per cento per l’impegno assunto dai Paesi meno sviluppati.