America latina
La settima Conferenza Italia-America latina e Caraibi   
 

Roma, 06 lug - (Agenzia Nova) - Il 12 e il 13 giugno 2015, in occasione di Expo Milano 2015, Milano ha ospitato la settima Conferenza Italia-America latina, il principale foro politico a livello biennale per quanto riguarda i rapporti dell’Italia con il continente latino-americano. All’evento hanno partecipato quattro capi di Stato, 15 ministri degli Esteri dei paesi dell’area latino-americana e caraibica e i responsabili delle principali organizzazioni internazionali regionali e delle Banche di sviluppo. Per l'Italia sono intervenuti, oltre al ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, il presidente del Senato, Pietro Grasso, e la vice presidente della Camera, Marina Sereni. I lavori della Conferenza si sono conclusi con l’adozione di una Dichiarazione finale che conferma l’importanza strategica delle relazioni tra l’Italia ed i Paesi dell’America latina e dei Caraibi e riafferma l’impegno ad intensificare i rapporti per promuovere lo sviluppo sostenibile, la valorizzazione e la tutela dei diritti umani, nonché il consolidamento della pace e la sicurezza internazionale e a svolgere azioni sul piano internazionale che permettano di intensificare la cooperazione nel settore dei diritti umani, come ad esempio la tutela dei diritti dei bambini, delle bambine e degli adolescenti, la promozione dell’uguaglianza tra uomini e donne in tutte le aree della società; la prevenzione della violenza di genere; la lotta alla tratta degli esseri umani; la promozione della libertà di espressione e della libertà di religione o credo; la lotta ad ogni qualsivoglia forma di discriminazione e ai trattamenti crudeli, inumani o degradanti.

 
 
 
La Cooperazione italiana in America latina
 

Roma, 06 lug - (Agenzia Nova) -  Negli ultimi anni l’America latina ha complessivamente sperimentato una crescita economica sostenuta ed una certa stabilità macro-economica. Considerata nel suo complesso, la regione ha continuato il percorso di consolidamento della democrazia e dei diritti umani nonostante persistano alcune debolezze strutturali che rendono fragili i progressi e limitano il potenziale di sviluppo socio-economico dell’area. L’America latina rimane, infatti, la regione più diseguale al mondo, con oltre 167 milioni di abitanti (su circa 580 milioni) che vivono in condizioni di povertà, e 66 milioni di questi in povertà estrema o indigenza. A tale disuguaglianza sociale si aggiunge una scarsa integrazione regionale: le varie organizzazioni non sono state in grado, ad oggi, di avviare un efficace processo di cooperazione ed interscambio tra le economie della regione. Altri ostacoli allo sviluppo della macro-regione sono un tasso di criminalità tra i più alti al mondo (che comprende potenti organizzazioni criminali e fenomeni di estesa criminalità comune, anche giovanile, con gravi costi umani, sociali ed economici) e un’elevata vulnerabilità ai disastri naturali e agli effetti del cambiamento climatico, aggravata dalla crescita urbana incontrollata e dal degrado ambientale delle aree rurali.

 
Coerentemente con questo quadro, gli interventi della Cooperazione italiana si prefiggono di sostenere lo sviluppo socio-economico della regione attraverso iniziative volte a rafforzare la tutela dei diritti e l’inclusione sociale dei gruppi più vulnerabili, soprattutto nel campo della salute, la promozione dello Sato di diritto, la sostenibilità ambientale e le capacità di risposta alle catastrofi naturali, la sicurezza alimentare. La tutela dei minori e dei giovani, l’empowerment femminile, la preservazione del patrimonio culturale sono considerate tematiche trasversali ai settori prioritari sopra menzionati. La regione dell’America latina e dei Caraibi, come riaffermato nel Documento triennale di programmazione e di indirizzo approvato lo scorso 11 giugno nella prima riunione del Comitato interministeriale per la cooperazione allo sviluppo (Cics), è fra le aree prioritarie per la Cooperazione italiana, la cui politica in America latina intende inquadrare i propri interventi nella prospettiva della “good governance” e della tutela dei diritti delle popolazioni. Una particolare attenzione è dedicata al miglioramento delle condizioni di accesso ai servizi sanitari, alla prevenzione e resilienza alle calamità naturali tramite una migliore tutela dell’ambiente, al diritto alla sicurezza alimentare tramite la promozione dello sviluppo rurale.
 
Negli altri paesi dell’area la Cooperazione italiana ha assicurato il mantenimento degli impegni assunti in precedenza, mentre nuove iniziative sono state avviate mediante crediti d’aiuto. In Centroamerica, l’Italia sostiene in particolare azioni mirate di rafforzamento dello Stato di diritto, di fronte alla sfida posta alla sicurezza dei cittadini dalla criminalità organizzata. Inoltre è da tempo impegnata in programmi nei settori dell’istruzione, dello sviluppo locale, della sicurezza alimentare e della protezione ambientale. Nel settore dello sviluppo agricolo e della sicurezza alimentare, sono in corso di realizzazione programmi di appoggio alle associazioni dei piccoli produttori di caffè in Guatemala, El Salvador e Honduras, con focus sugli aspetti cooperativo e di genere, ed un’iniziativa di rafforzamento delle catene agroalimentari e delle capacità imprenditoriali dei piccoli produttori. Nel campo della tutela dell’ambiente e della gestione del territorio, prosegue l’attività della Rete universitaria italo-centroamericana sull’analisi e valutazione delle pericolosità naturali in El Salvador, Guatemala e Nicaragua, promossa dall’Università di Palermo con il Cnr di Pisa. Sul tema della “citizen security”, è stato approvato un nuovo progetto di sostegno ai sistemi di giustizia minorile di El Salvador, Guatemala ed Honduras, mediante il rafforzamento delle politiche di prevenzione della violenza giovanile e delle misure alternative al carcere.
 
Nella regione caraibica si sono invece sviluppati interventi volti al sostegno delle autorità locali nella protezione ambientale, gestione del territorio e inclusione sociale della popolazione giovanile. In ambito ambientale, è in corso di realizzazione il programma “Biodiversity for sustainable development in the Caribbean”, attuato dal Programma delle Nazioni Unite per l'ambiente (Unep), volto a trasferire tecniche di salvaguardia della biodiversità, di gestione di aree protette e di uso sostenibile delle risorse marine e costiere. Si è invece conclusa un’iniziativa volta al rafforzamento delle capacità regionali di gestione dei rischi ambientali, attraverso sistemi di identificazione e misurazione del rischio, monitoraggio e allerta precoce, cui ha collaborato anche la Protezione Civile italiana. In materia di giovani, si è concluso il programma “Rete caraibica per l’integrazione giovanile” con il Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo (Undp), rivolto ai Paesi della Comunità caraibica (Caricom), mentre è in fase di avvio una nuova iniziativa di formazione, affidata all’Università di Firenze in collaborazione con l’Università delle Indie occidentali, che si propone di realizzare percorsi di specializzazione del personale educatore sui temi della valorizzazione delle risorse territoriali locali, sia materiali che immateriali.