Bilancio presidenza Ue
Un nuovo inizio per le politiche di sviluppo
 

Roma, 02 gen - (Agenzia Nova) - Il programma della presidenza italiana del Consiglio dell’Ue è intitolato “Un Nuovo Inizio”. Un titolo che non teme di mostrare forti ambizioni in un ambito, quello delle politiche europee, da sempre al centro dell’azione estera dell’Italia. Tale ambizione si riflette anche negli obiettivi e nelle priorità individuate per il settore sviluppo. Il capitolo dedicato a questo settore inizia con un’affermazione tanto semplice quanto coraggiosa: “La presidenza promuoverà una posizione comune dell’Ue sull’Agenda per lo Sviluppo post-2015”. A chiusura dei Consigli dell’Ue tenutisi a Bruxelles in questi ultimi giorni, è possibile affermare che l'obiettivo è stato raggiunto. Il Consiglio Affari Generali del 16 dicembre ha adottato le Conclusioni sull’Agenda post 2015, che fissano la posizione comune dell’Ue in vista dell’apertura dei negoziati intergovernativi in sede Onu. Senza esagerazioni è allora lecito parlare di un nuovo inizio per il ruolo che l’Ue potrà e dovrà ricoprire nell’elaborazione della futura agenda globale per lo sviluppo. L’approvazione di tali Conclusioni non poteva essere considerato un esito scontato all’inizio del semestre. Nei lavori dell’Open Working Group delle Nazioni Unite, conclusisi a luglio con un report che identifica 17 goals, la Ue non ha giocato un ruolo forte e gli stati membri si sono presentati divisi. Ad inizio semestre la presidenza italiana ha allora voluto porre un obiettivo chiaro: promuovere una posizione comune dell’Ue, in modo da evitare la frammentazione dei suoi Stati Membri nei negoziati onusiani. Un obiettivo innanzitutto strategico, non essendo ancora avviati i negoziati è infatti necessario mantenersi, secondo le parole del viceministro Lapo Pistelli, “firm on principles and flexible on details”. Le conclusioni del Consiglio hanno il merito di fissare i principi a cui l’Ue non sarà disposta a rinunciare nell’elaborazione dei Sustainable Development Goals, come il loro carattere trasformativo e universale, lasciando tuttavia aperta la porta del negoziato con la membership Onu e in particolare con quei Paesi partner che spesso si trovano su posizione diverse quando si discute di sviluppo globale.

 
La presidenza italiana ha inoltre avuto il merito di dare risalto ad altre due tematiche innovative: il nesso tra migrazione e sviluppo e il ruolo del settore privato nello sviluppo. I fenomeni migratori vanno infatti affrontati nelle loro diverse angolature, partendo dalla gestione dei flussi e passando dalla lotta al traffico di migranti, senza tuttavia tralasciare gli effetti positivi che i migranti possono apportare in termini di sviluppo. Il tema è stato portato per la prima volta all’attenzione del Cae-Sviluppo e sono state perciò approvate delle Conclusioni ad hoc al fine di sottolineare la volontà dell’Ue di veder riconosciuto il nesso tra migrazione e sviluppo nell’Agenda post-2015, di promuovere l’imprenditoria dei migranti e l’utilizzo delle rimesse per fini produttivi, nonché di favorire la creazione di partenariati che includano la diaspora nella pianificazione degli interventi di cooperazione. In secondo luogo, è stato assicurato rilievo al ruolo del settore privato. Per troppo tempo si è guardato al settore profit con diffidenza, è ora di riconoscere che l’impresa può essere un motore di crescita sostenibile. Proprio per tale motivo l’Italia ha promosso un’azione dell’Ue per l’avvio di un partenariato tra istituzioni, società civile e mondo imprenditoriale. Solo coinvolgendo quest’ultimo nelle politiche di sviluppo sarà possibile agire con maggiore efficacia e coerenza e garantire un futuro maggiormente prospero ed equo ai paesi partner. La presidenza italiana è stata infine impegnata anche su un tema tradizionalmente al centro delle politiche di cooperazione nazionali: la nutrizione. Durante il semestre Commissione e Consiglio hanno confermato l’obiettivo di ridurre di 7 milioni entro il 2025 i bambini affetti da rachitismo. Si è quindi creato un collegamento tra l’Anno Europeo per lo sviluppo 2015 e Expo Milano, enfatizzando l’importanza della sicurezza alimentare e nutrizionale. L’attuazione del programma di presidenza da parte del Ministero degli Esteri e della Cooperazione Internazionale non sarebbe stata possibile senza il fondamentale coordinamento con lo società civile. Le riunioni del Tavolo interistituzionale per la cooperazione allo sviluppo, il calendario di eventi elaborato dalle reti di Ong italiane ed europee come pure i continui incontri informali con i loro rappresentanti, hanno contribuito in maniera determinante apportando idee concrete e sensibilizzando l’opinione pubblica. 
 
 
Aiuti umanitari: il bilancio del semestre di presidenza italiano
 

Roma, 02 gen - (Agenzia Nova) -  Positivo anche il bilancio del semestre di presidenza Italiana dell’Ue del Gruppo di lavoro del Consiglio dell’Unione europea sugli aiuti umanitari (Cohafa), riunitosi a Bruxelles per la sesta ed ultima volta l’ 11 e 12 dicembre scorso. I risultati raggiunti dall’Italia durante questi intensi sei mesi di lavori fra Roma e Bruxelles, sono riassunti in un documento condiviso dalla Presidenza con i delegati del Cohafa nel corso della riunione di dicembre. Il semestre ha visto l’Italia fortemente impegnata nell’organizzazione delle riunioni del gruppo, durante le quali i delegati umanitari dei 28 stati membri dell’Unione hanno concentrato la loro attenzione sulle crisi regionali (il “core business” del Cohafa), insistendo sulla necessità di rafforzare l’ “advocacy” umanitaria per il rispetto del diritto umanitario internazionale e di elevare il profilo del Gruppo all’interno delle Istituzioni comunitarie. In questa azione, la presidenza ha concentrato i propri sforzi sulle crisi in corso nell’area del Mediterraneo e del Medio Oriente - in Siria, in Iraq, a Gaza – ma ha anche dedicato attenzione alle tante emergenze dimenticate, in particolare in Africa, e - da ultimo - all’azione volta a garantire una risposta efficace e coordinata dell’Unione Europea all’epidemia di ebola.

 

Rispondere efficacemente alle crisi significa anche mettere in campo tutti gli strumenti, tecnici e professionali, utili a salvare vite umane, in particolare nel caso di disastri naturali. Si colloca in questo quadro l’azione della presidenza italiana, coronata da successo, di potenziare il coordinamento fra le attività umanitarie e quelle di protezione civile e di rafforzare in tal modo l’efficacia della risposta della comunità internazionale nelle catastrofi naturali. Da questo punto di vista, le conclusioni approvate dal Consiglio del 16 Dicembre segnano l’inizio di un percorso virtuoso, suscettibile di rafforzare l’azione umanitaria dell’Unione. Infine, la presidenza ha promosso un’accelerazione del dibattito su come garantire una protezione adeguata, nelle situazioni di conflitto, delle donne vittime di violenza - soprattutto sessuale - e delle persone con disabilità, promuovendo un approccio che tenga conto delle loro specifiche esigenze nella fase di ideazione, programmazione e realizzazione pratica di tutti i progetti di emergenza. Anche in questo caso, l’azione dell’Italia ha creato i presupposti per migliorare la risposta umanitaria dell’Unione europea.