Emergenza Ebola
I numeri della crisi
 

Roma, 01 dic - (Agenzia Nova) - L’epidemia di ebola scoppiata nel marzo scorso in tre paesi dell’Africa Occidentale - Guinea, Liberia e Sierra Leone - ha provocato finora la morte di 5.160 persone e un totale di 14.098 casi tra quelli confermati, probabili e sospetti in otto Paesi (Guinea, Liberia, Sierra Leone, Mali, Nigeria, Senegal, Spagna e Stati Uniti), secondo gli ultimi dati forniti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) aggiornati al 4 novembre 2014. Il paese più colpito risulta essere la Liberia con 6.822 casi riscontrati e 2.836 decessi accertati, seguito dalla Sierra Leone con 5.368 casi e 1.169 decessi, e dalla Guinea con 1.879 casi e 1.142 decessi. In risposta all’emergenza ebola, che l’8 agosto scorso è stata dichiarata dall’Oms “emergenza globale”, la comunità internazionale ha finora annunciato finanziamenti per un totale di quasi 2 miliardi di dollari, di cui 1,2 già impegnati o erogati per le attività di assistenza umanitaria nella regione. Il Fondo centrale per la risposte alle emergenze (Cerf), gestito dall’Ocha, ha finora impegnato 15,2 milioni di dollari per sostenere le operazioni di assistenza alimentare e sanitaria, nonché per trasporti umanitari regionali.
 

Le Nazioni Unite hanno attivato lo scorso settembre un piano inter-agenzie di risposta all’epidemia, denominato “Ebola Virus Disease Outbreak: Overview of Needs and Requirements”, che intende fermare il virus in sei mesi, entro il febbraio 2015, attraverso cinque obiettivi strategici: bloccare la diffusione dell’epidemia; trattare gli infetti; assicurare i servizi essenziali; preservare la stabilità; prevenire lo scoppio dell’epidemia in paesi non ancora colpiti. L’Appello richiede complessivamente circa 1 miliardo di dollari Usa. Per meglio coordinare la risposta internazionale all’emergenza ebola, lo scorso 19 settembre, nel corso di una riunione straordinaria del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, il segretario generale Ban-Ki-moon ha annunciato l’istituzione della Missione delle Nazioni Unite in risposta all'emergenza ebola (Unmeer), il cui mandato è riassumibile in cinque priorità: arrestare l'epidemia; curare i contagiati; assicurare il funzionamento dei servizi essenziali; preservare la stabilità della regione; prevenire nuove epidemie. Sotto il coordinamento del rappresentante speciale del Segretario generale, la Missione ha il compito di riunire l'intero sistema Onu e gli esperti internazionali a supporto degli sforzi dei singoli paesi colpiti.

 
 
La risposta italiana all'emergenza
 

Roma, 01 dic - (Agenzia Nova) -  Subito dopo lo scoppio dell’epidemia, la Cooperazione Italiana ha disposto un finanziamento di 200 mila euro all’Oms per la realizzazione di attività in Guinea Conakry. A seguito dell’aggravarsi della crisi, è stato approvato un secondo pacchetto di interventi dell’importo complessivo di quasi 1,5 milioni di euro, articolato in un ulteriore contributo multilaterale di emergenza all’Oms di 240 mila euro e in un’iniziativa bilaterale di emergenza dell’importo di 1,2 milioni per il finanziamento di attività di cura, prevenzione e formazione condotte dalle Ong italiane presenti nella regione. È stato autorizzato anche l’invio di personale medico italiano specializzato, in particolare di professionalità provenienti dall’Ospedale “Spallanzani” di Roma - centro di eccellenza a livello internazionale per la cura delle malattie infettive - che ha già dispiegato un Laboratorio mobile in Guinea Conakry e un altro in Liberia. Nell’ambito di tali risorse, sono state selezionate dalla nostra Ambasciata ad Abidjan 4 Ong italiane (Avsi, Cuamm, Dokita ed Engim) con il compito di attuare progetti nel settore sanitario e della nutrizione per un valore complessivo di 730 mila euro. È inoltre presente in questo momento in Sierra Leone una missione tecnica con il compito di impostare il programma, in collaborazione del coordinatore regionale, il cui ruolo è quello di tenere i contatti con gli altri donatori e con le sedi regionali delle Agenzie delle Nazioni Unite impegnate nel contrasto dell’epidemia. Attraverso la Base umanitaria delle Nazioni Unite (Unhrd) di Brindisi, la Cooperazione italiana ha inoltre finanziato - per un importo di circa 20 mila euro in favore di due Ong italiane attive nel Paese (Emergency ed Engim) - la spedizione in Sierra Leone di materiale ed attrezzature mediche di facile consumo.
 

Verranno realizzati nuovi interventi per un totale di 6 milioni di euro. Di questi, 1 milione di euro è stato gia destinato al Pam, nell’ambito della lotta all’epidemia in Sierra Leone, tre milioni saranno destinati al sistema di risposta delle Nazioni Unite e della Croce Rossa Internazionale e due milioni sono previsti come contributi multilaterali del valore di 1 milione di euro ciascuno a favore di Unicef e Ficross in Sierra Leone. Il restante importo servirà a rifinanziare il Fondo in loco presso la nostra Ambasciata ad Abidjan. A tali risorse si aggiungerà una parte del pacchetto aggiuntivo pari a 50 milioni di dollari annunciato dal presidente del Consiglio. Accogliendo il pressante appello dell’Oms, l’Italia ha infine manifestato la propria disponibilità a mettere in atto eventuali operazioni di evacuazione di personale sanitario ed umanitario internazionale, secondo modalità operative ed a condizioni finanziarie che dovranno essere valutate di volta in volta dalle competenti autorità nazionali. L’Unione europea è il primo donatore nell’azione di contrasto all’epidemia con un impegno finanziario, inclusi i contributi nazionali degli stati membri, che ha già superato il miliardo di euro. Il Consiglio Europeo straordinario dello scorso 30 agosto ha incoraggiato la definizione di una strategia coordinata a livello UE. Il Consiglio Europeo del 23 e 24 ottobre ha esortato ad intensificare gli sforzi volti a stanziare ulteriori fondi per formare il personale sanitario specializzato e ad attuare misure di protezione adeguate, come i controlli all’ingresso in Europa di viaggiatori provenienti dall'Africa Occidentale. Il Consiglio ha anche nominato il Coordinatore Ue per la lotta all’ebola nella persona del Commissario per gli Aiuti umanitari, Christos Stylianides. Ammonta inoltre a 280 milioni di euro l’impegno finanziario congiunto della Commissione e dell’industria farmaceutica europea per accelerare la ricerca scientifica per l’individuazione di un vaccino.