Cooperazione idrica
Il contesto internazionale
 

Roma, 04 lug - (Agenzia Nova) - Nel mondo sono 783 milioni gli uomini e le donne che non hanno ancora accesso all’acqua potabile e più di 2,5 miliardi quelli che non hanno accesso ai servizi igienici di base. In tale contesto, gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio (Mdg), concordati al summit del Millennio delle Nazioni Unite nel 2000, pongono obiettivi specifici per dimezzare il numero di persone senza accesso ad acqua potabile e servizi igienico-sanitari entro il 2015, l’anno che segna la fine del Decennio internazionale dell’acqua “Water for life 2005-2015”. In un quadro internazionale che dedica un’attenzione sempre maggiore al tema delle risorse idriche, la Cooperazione italiana è chiamata a promuovere azioni che favoriscano la cooperazione e il dialogo sulle risorse idriche a livello di Sistema Paese. Tale impegno non è solo funzionale al raggiungimento degli Obiettivi si Sviluppo del Millennio, ma ha anche lo scopo di valorizzare le iniziative di cooperazione internazionale legate al tema delle risorse idriche, nell’ambito di un quadro strategico che consenta di contribuire a conservare, usare e preservare le risorse idriche del pianeta in modo sostenibile. L’accesso all’acqua e ai servizi igienici di base è riconosciuto come diritto dell’uomo dall’Assemblea Generale dell’Onu e dal Consiglio dei Diritti dell’uomo e l’azione del Comitato consultivo del Segretario Generale delle Nazioni Unite per l’Acqua e l’Igiene (Unsgab) ha stimolato governi, organizzazioni internazionali, Ong, banche di sviluppo a lavorare insieme per l’Obiettivo del Millennio sulla sostenibilità ambientale e per dimezzare entro il 2015 la percentuale di persone che non hanno accesso all’acqua potabile e ai servizi igienici di base.

 

La Cooperazione italiana segue con elevato interesse gli sviluppi dei diversi processi sul tema delle risorse idriche in ambito Onu, Ue, in ambito G8 e più in generale a livello internazionale nelle varie conferenze. Il tema della cooperazione sull’acqua ha assunto una notevole importanza nell'agenda internazionale per il 2013, dichiarato dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite “Anno internazionale della cooperazione sull’acqua”. La Cooperazione Italiana, nel settore Acqua, pone l’accento sull’importanza del perseguimento di equilibrio tra i bisogni e le priorità delle popolazioni e opera per far sì che questa preziosa risorsa sia distribuita equamente, e allo stesso tempo divenga uno strumento per il raggiungimento della pace. E ciò, in linea con l’obiettivo di aumentare la consapevolezza della comunità internazionale circa la crescente importanza della cooperazione acqua a livello internazionale, di facilitare un dialogo tra tutti gli attori e, infine, di condividere esperienze e promuovere soluzioni innovative per favorire una gestione sostenibile delle risorse di acqua dolce.

 

Rispetto al dibattito onusiano in vista della definizione della futura agenda globale per lo sviluppo e di un nuovo quadro di strutture e strumenti operativi, la Cooperazione italiana continua ad annettere grande importanza al raggiungimento del settimo Obiettivo del Millennio relativo alla sostenibilità ambientale. Obiettivo che include, fra l’altro, l'impegno di dimezzare entro il 2015 la percentuale delle persone che non hanno accesso all'acqua potabile e ai servizi igienici di base. In esso si condivide pienamente il contenuto del documento finale della Conferenza Rio+20 sullo Sviluppo Sostenibile, in particolare laddove viene sottolineata la necessità di un approccio integrato alla questione dell'accesso alle risorse idriche. L'acqua nell’agenda dello sviluppo post-2015 risulta infatti un tema prioritario e strettamente correlato ad altre sfide globali come quelle dell’agricoltura e della sicurezza alimentare, del cambiamento climatico, dell’istruzione, della crescente domanda di energia, della sanità e dell’eguaglianza di genere. A fronte delle su illustrate sfide, la Dgcs supporta l’Open Working Group sugli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (Sdgs) per il tema “Water and sanitation”, all’interno del quale ha un orientamento favorevole ad includere tra i possibili Sdgs anche uno specifico obiettivo relativo all’acqua ed ai servizi igienici di base. Nel contempo, per il carattere trasversale che viene riconosciuto all’acqua, la Dgcs sostiene anche l’introduzione di specifici targets negli altri obiettivi di sviluppo sostenibile per poter monitorare e assicurare la gestione sostenibile delle risorse idriche, in linea con la proposta dell’Advisory Board dell’Unsgab.

 

Tale orientamento è stato confermato dal Ministero degli Affari Esteri nel maggio 2013 in occasione del 20mo United Nations Secretary General’s Advisory Board on Water & Sanitation Meeting, tenutosi a Milano insieme al board dell’Expo 2015. In tale occasione, anche tale board ha presentato la propria Strategia elaborata sull’acqua come aspetto qualificante dell’Expo 2015. La Cooperazione Italiana continua inoltre a sostenere la linea dell'Unione Europea in base alla quale il tema dell'acqua dovrebbe diventare l’ambito d’elezione per lo sviluppo di un approccio integrato ("comprehensive approach") ed essere incluso in tutte le agende dei principali appuntamenti internazionali. E ciò specie a fronte di previsioni che stimano in quasi tre miliardi le persone prive di accesso all’acqua entro i prossimi 12 anni, e dei potenziali conflitti che ne potrebbero emergere. Il diritto universale all'acqua e le questioni legate all'acqua sono stati al centro anche dell’agenda G8 2013, per la quale è stato condotto l’esercizio per l’elaborazione del “G8 Accountability Report” , finalizzato a valutare i progressi dei singoli Paesi del G8 alla luce degli impegni concordati ai vertici di Evian (2003) e L'Aquila (2009). L’Italia raggiungendo il punteggio di “buono” ha dimostrato di aver mantenuto gli impegni per le questioni idriche sia a livello politico sia in termini di aiuti, anche attraverso programmi di aiuto bilaterali e sostegno di iniziative internazionali come “Sanitation and Water for All partnership”.

 
 
L'impegno della Cooperazione italiana
 

Roma, 04 lug - (Agenzia Nova) - Le recenti Linee Guida di programmazione triennale 2014-2016 hanno confermato l’inclusione dell’ambiente, con particolare riferimento all’acqua, come settore di intervento prioritario e trasversale della Cooperazione italiana. L’accesso all’acqua è una tematica strettamente legata alla sicurezza alimentare, allo sviluppo rurale e alla crescente domanda di energia e la ricerca di un nuovo approccio integrato sul tema dell’accesso universale all’acqua e ai servizi igienici di base costituirà la piattaforma fondamentale per contribuire, anche da parte italiana, al raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio. In tale ambito, la Cooperazione italiana attribuisce grande importanza al raggiungimento del settimo Obiettivo di Sviluppo del Millennio sulla sostenibilità ambientale, che prevede tra l’altro l’impegno a dimezzare entro il 2015 la percentuale di persone che non ha accesso all’acqua potabile e agli impianti igienici di base. L’Italia ha sostenuto la Dichiarazione ministeriale di Marsiglia, adottata nel marzo 2012 nell’ambito del sesto Forum mondiale sull’acqua e poi ribadita nel documento finale della Conferenza di Rio+20 sullo sviluppo sostenibile, di cui il nostro Paese condivide pienamente il contenuto, in particolare laddove viene sottolineata la necessità di un approccio integrato alla questione dell’accesso alle risorse idriche, sempre più scarse a livello planetario.
 

Negli ultimi anni la Cooperazione italiana è sempre stata molto attiva nel settore idrico, grazie al finanziamento di interventi volti non solo ad accrescere la disponibilità di risorse idriche nei Paesi del Mediterraneo e del Medio Oriente, ma anche a realizzare programmi di “capacity building” nella gestione del settore idrico. In generale, la Dgcs sostiene molteplici programmi di approvvigionamento idrico e indirizzati alla creazione di sistemi irrigui, alla costruzione e manutenzione di impianti di depurazione di acque reflue e smaltimento delle reti idriche e fognarie, oltre ad iniziative di sviluppo agro-industriale, di sviluppo di tecniche e metodologie agricole sostenibili per un uso più efficiente dell’acqua e dirette a contrastare la desertificazione e degrado dei suoli, nonché progetti regionali volti a favorire un’integrazione ed una gestione equa, sostenibile e condivisa delle risorse idriche, anche al fine di garantire la pace e la sicurezza nelle sempre più vaste aree del mondo caratterizzate da scarsità di acqua.
 

Nel 2013 è stato condotto per la Ue, attraverso la Dgcs, l’esercizio di mappatura sulla Water Security concordato nel corso della riunione Gymnich a Paphos (6-7 settembre 2012). Lo scopo della mappatura è stato quello di individuare le principali sfide transfrontaliere e regionali sulla water security in tutto il mondo, evidenziando i legami con l'energia, il cambiamento climatico e la sicurezza alimentare. Tale esercizio ha consentito all’Ue di individuare le priorità, le partnership e i prossimi passi per l'impegno futuro della politica estera dell'Ue in materia di diplomazia sull’acqua e prevenzione dei conflitti. L’esercizio ha confermato il ruolo attivo svolto dall'Italia nel sostenere uno sviluppo adeguato e sostenibile delle risorse idriche, in particolare nella regione del Medio Oriente.
 

Ruolo mediato dall’attuazione di diversi progetti per la costruzione di infrastrutture finalizzate ad una fornitura di acqua più efficiente e capillare in paesi dove la scarsità d'acqua è uno dei principali ostacoli nella lotta contro la povertà, di progetti per la gestione e trattamento delle acque reflue, e di progetti che fanno uso di tecnologie innovative nel settore. Tale sostegno ad esempio è stato assicurato attraverso la creazione di meccanismi finanziari, come Ee-Acp Water Facility o il Nile Basin Trust Fund. Di converso, in merito alla Water diplomacy, risalta il sostegno della Cooperazione italiana nel bacino del Nilo a progetti che favoriscano chiari benefici a tutti i paesi rivieraschi, in particolare Egitto, Sudan, Sud Sudan ed Etiopia, incoraggiando i paesi a monte e a valle ad avere un approccio costruttivo, incentrato sui vantaggi tecnici della cooperazione regionale.
 

La Cooperazione italiana porta avanti attualmente progetti per 419.791.630 euro complessivi in quest'ambito, ponendo l’accento sull’importanza della cooperazione nel perseguimento di equilibrio tra i bisogni e le priorità delle popolazioni e per assicurare che questa preziosa risorsa sia distribuita equamente e, allo stesso tempo, divenga uno strumento per il raggiungimento della pace. Internamente alla Dgcs, le attività svolte nel 2013 per l’attuazione del processo portante alla formale acquisizione delle Linee Guida Acqua Dgcs hanno confermato la necessità di adottare un approccio “twin-track” attraverso azioni specifiche per il raggiungimento dell’obiettivo relativo all’acqua ed ai servizi igienici di base, nonché azioni di “water mainstreaming” per il monitoraggio e la gestione sostenibile delle risorse idriche. Negli ultimi anni l’Italia, attraverso la Dgcs, oltre a farsi promotrice e sostenere la maturazione delle succitate esperienze, ha ricoperto ruoli di rilievo internazionale nel settore dell’acqua, ad esempio:

• in Libano, attraverso un insieme di progetti sulle risorse idriche, inseriti nel protocollo che realizzerà progetti per un totale di quasi 100 milioni di euro per importanti opere infrastrutturali nel Paese volte ad ottimizzare l’uso della risorsa idrica. I progetti sono in linea con il piano strategico nazionale per le risorse idriche che mira ad aumentare la disponibilità di acqua potabile e per l’irrigazione; in Vietnam, dove il comparto idrico-ambientale è stato identificato come uno dei settori d’intervento prioritario. Qui i programmi sono stati di approvvigionamento idrico, di risanamento urbano, di miglioramento degli acquedotti, di gestione sostenibile dei fiumi e di ammodernamento e sostegno al sistema locale di previsione e allarme contro il rischio di inondazioni; in Iraq per perseguire un miglioramento del benessere degli agricoltori poveri attraverso una gestione sostenibile dei suoli e delle acque interessati da salinizzazione. Il progetto contribuirà allo sviluppo di una strategia integrata e sostenibile della gestione della salinità a lungo termine nel Paese; in Libano, attraverso un insieme di progetti sulle risorse idriche, inseriti nel protocollo che realizzerà progetti per un totale di quasi 100 milioni di euro per importanti opere infrastrutturali nel Paese volte ad ottimizzare l’uso della risorsa idrica. I progetti sono in linea con il piano strategico nazionale per le risorse idriche che mira ad aumentare la disponibilità di acqua potabile e per l’irrigazione. Tra le “best practices” in Libano, da segnalare il progetto “Nuove tecnologie per la gestione integrata e sostenibile delle risorse naturali primarie ed agricole”; in Marocco, dove la Dgcs è presente attraverso un contributo di 4,5 milioni di euro al Programma d’approvvigionamento idrico delle popolazioni rurali (Pager II), intrapreso dal governo marocchino fin dal 1995 e finalizzato alla realizzazione di sistemi d’approvvigionamento d’acqua potabile nelle aree rurali. Nella prima fase il Programma ha interessato agricoltori e allevatori, mentre nella seconda fase attualmente in corso riguarda gli allacciamenti di acqua potabile alle scuole e ai dispensari sanitari nella Regione di Settat, dove tradizionalmente si concentra la presenza della Cooperazione italiana; in India, dove è in corso il programma di approvvigionamento idrico e di risanamento di 14 municipalità del Bengala occidentale, in India, e del progetto promosso in collaborazione con il Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) per la formazione e la gestione sostenibile delle risorse idriche nel settore agricolo.
 

Di rilievo è anche l’attività svolta dall’Italia nell’ambito della risposta alle emergenze. Sempre in Iraq la Dgcs ha stanziato nel settembre scorso un contributo di 500 mila euro al progetto dell’ Unicef denominato ”Responding to the emergency Wash needs of Syrian refugees in Kurdistan, Northern Iraq”, grazie al quale l’agenzia Onu, in qualità di leader nella risposta umanitaria anche nel settore dell’acqua e dell’igiene, ha intensificato le proprie attività nel Kurdistan iracheno per assicurare ai nuovi rifugiati protezione, con particolare attenzione ai minori, nonché l’ accesso all’ acqua potabile e ai servizi igienici.


Per quel che concerne gli anni passati, un’analisi delle iniziative nel settore Acqua condotte dalla Dgcs dal 2009 al 2012 ha messo in luce come nel periodo considerato l’incidenza delle iniziative Dgcs nel settore sia stata pari ad una media del 46% per cento rispetto al totale dell’Aiuto pubblico allo sviluppo italiano. La rappresentatività delle iniziative Dgcs 2009-2012 è ancora maggiore se vengono considerate anche le iniziative Dgcs che afferiscono al tema “Water and Sanitation”. In questo caso, lo studio dimostra che nel periodo considerato l’incidenza dei progetti Dgcs sia stata pari al 62% dell’importo complessivo dell’Aps nel settore, percentuale che aumenta al 63% se si considerano anche le iniziative relative alla formazione sul tema Acqua. Dall’analisi risulta inoltre che dal 2004 la Cooperazione italiana ha finanziato più iniziative di importo minore, assicurando una maggiore distribuzione degli aiuti in diverse aree geografiche. Sempre secondo lo studio, dal 1997 sono stati in totale 161 i progetti deliberati in 45 Paesi per un importo complessivo di 1.282.985.016 euro.

 
 
Obiettivi e strategie
 

Roma, 04 lug (Agenzia Nova) -  In ambito idrico, l’obiettivo primario della Cooperazione italiana è quello di rispondere efficacemente al rinnovato impegno verso una gestione sostenibile delle risorse idriche nei progetti di cooperazione internazionale. Nel perseguimento di questi obiettivi, la Dgcs riconosce il ruolo degli attori internazionali e nazionali ed incoraggia la concertazione di una politica italiana alla gestione sostenibile delle risorse idriche in progetti di cooperazione internazionale basata sulla condivisione di risposte comuni a sfide comuni. In tale ambito, è stato avviato un processo che porti la Dgcs ad adottare delle Linee Guida settoriali destinate a guidare i programmi specifici della Cooperazione italiana, a rafforzare la complementarità e la coerenza del sistema italiano in iniziative di cooperazione internazionale e a promuovere l’allineamento delle politiche di aiuto pubblico allo sviluppo alle politiche dei Paesi partner. Per farlo sarà necessario che le Linee Guida Acqua della Dgcs tengano conto della forte relazione che intercorre tra cibo, acqua e ambiente, per fronteggiare il problema della scarsità delle risorse idriche e raggiungere i target fissati dagli Obiettivi di Sviluppo del Millennio. Gli obiettivi della Dgcs, in questo ambito, intendono: garantire il soddisfacimento dei bisogni primari delle popolazioni; migliorare la qualità della vita delle popolazioni attraverso la promozione di un accesso sostenibile alla risorsa acqua per uso umano e produttivo; aiutare a prevenire e ridurre i conflitti; considerare l’acqua come leva per il settore economico; considerare l’acqua come una leva nel settore di Genere; salvaguardare la risorsa idrica attraverso interventi sull’ambiente (biodiversità, cambiamento climatico ecc.).
 

Per quanto riguarda la strategia, l’azione della Cooperazione italiana è orientata secondo interventi volti ad assicurare una gestione sostenibile della risorsa idrica. In particolare, si seguono i seguenti principi: definire gli investimenti in base a quanto previsto nei piani di sviluppo dei governi nazionali attraverso programmi e partenariati orientati ai risultati; incoraggiare il coordinamento a livello nazionale, regionale e globale per migliorare la governante della gestione sostenibile della risorsa idrica, promuovere una migliore allocazione delle risorse, evitare la duplicazione degli sforzi e identificare i bisogni non soddisfatti; assicurare un ruolo fondamentale al sistema multilaterale; impegnarsi ad adottare un approccio volto ad eliminare le cause che impattano negativamente sulla qualità dell’acqua; garantire la salvaguardia degli ecosistemi; favorire l’uso di tecniche di irrigazione che ottimizzino l’uso dell’acqua; coinvolgere le donne ai diversi livelli; incentivare l’uso di tecniche innovative per la salvaguardia della risorsa; favorire, in linea con la Dichiarazione di Monterrey, le sinergie tra settore pubblico e settore privato per assicurare la realizzazione di infrastrutture per l’approvvigionamento idrico-potabile e la realizzazione di servizi igienico-sanitari; facilitare la creazione e diffusione di partenariati e reti nazionali e internazionali tra attori impegnati nella gestione sostenibile della risorsa idrica e nel raggiungimento degli Osm.