Cooperazione ambientale
Il contesto globale
 

Roma, 05 giu - (Agenzia Nova) - In ambito ambientale la Cooperazione italiana porta avanti una strategia che mira, oltre che al consueto sostegno ai processi delle Nazioni Unite conseguenti alla conferenza di Rio su Ambiente e Sviluppo del 1992, a sostenere la preparazione del quadro post-2015 in vista della scadenza degli Obiettivi del Millennio (Mdg). Nell’ambito della Conferenza Rio+20 tenutasi a Rio de Janeiro nel 2012, a vent’anni di distanza dalla precedente conferenza, i Paesi membri delle Nazioni Unite hanno deciso di rinnovare l’impegno internazionale rivolto alla sostenibilità dello sviluppo e di promuovere nuovi traguardi nell’affrontare le prossime sfide globali, lanciando il processo di definizione degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (Sdgs) per il periodo post-2015. In tale contesto, la Cooperazione italiana, in coordinamento con il Ministero dell’Ambiente, ha assicurato i propri contributi su temi di rilevanza strategica per la cooperazione ambientale. Con particolare riferimento agli Obiettivi del Millennio, e di raccordo con i futuri Obiettivi di Sviluppo sostenibile annunciati alla Conferenza Rio+20, la Cooperazione italiana nel 2013 ha confermato il proprio sostegno al processo di integrazione degli stessi Mdg e, quindi, a promuovere una loro trattazione quali elementi di un unitario processo di sviluppo, e non come obiettivi indipendenti. In questo senso la Dgcs ha sviluppato e adottato innovative metodologie di integrazione sistemica di supporto alle decisioni, metodologie che permettono di valorizzare tali correlazioni e valutare in modo oggettivo i contributi delle iniziative di Cooperazione a perseguimenti complementari ed integrati dei Mdg. Coerentemente, in termini di strategie interne, la Dgcs ha promosso, sia a livello di politiche sia a livello di realizzazione di progetti, un approccio sistemico allo sviluppo nell’intento di ridurre i rischi di collisione tra obiettivi di conservazione e obiettivi di lotta alla povertà. Ciò che, a livello di policy, si è riflesso nell’adozione formale delle Linee Guida ambientali. A livello multilaterale i principali partner dell’Italia nel campo ambientale sono l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (Fao), il Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente (Unep), l’Unione internazionale per la conservazione della natura (Iucn), La Convenzione Onu per la lotta alla desertificazione (Unccd), Il Dipartimento delle Nazioni Unite per gli affari economici e sociali (Undesa), la Banca Mondiale e la Commissione Europea.

 
 
L'impegno della Dgcs nel settore ambientale
 

Roma, 05 giu - (Agenzia Nova) - Le iniziative ambientali della Cooperazione italiana perseguono lo sviluppo sostenibile attraverso approcci integrati e, come tali, sono prevalentemente multidisciplinari e inter-settoriali. Coerentemente a ciò, le realizzazioni operative della Dgcs si legano a più temi e processi globali e trasversali, nel rispetto delle priorità specifiche d’intervento di ciascun contesto geografico. Per la Cooperazione italiana, anche nel 2013 i temi di riferimento in campo ambientale sono quelli che fanno riferimento alle tre Convenzioni di Rio: conservazione della biodiversità; lotta alla desertificazione; cambiamenti climatici (adattamento e mitigazione). Le tre Convenzioni riflettono l’impegno degli Stati parte di incorporare il principio dello sviluppo sostenibile e le preoccupazioni ambientali globali nelle rispettive politiche di sviluppo, nonché di partecipare agli sforzi internazionali per far fronte a tali minacce. L’importanza della loro integrazione -promossa dalla Cooperazione italiana- deriva non solo dalla di essi natura di accordi internazionali giuridicamente vincolanti per le parti contraenti, ma anche e soprattutto dal loro significato sistemico e dalla centralità che esse rivestono nella promozione dello sviluppo sostenibile a livello internazionale.


In tema di conservazione della biodiversità, nel 2013 la Dgcs ha partecipato ai seguenti appuntamenti: la riunione Ocse-Epoc del Working Party on Biodiversity, Water and Ecosystems (Wpbwe) del Comitato Politiche Ambientali, promuovendo il consolidamento delle procedure di selezione degli indicatori della diversità biologica e della integrazione sistemica intersettoriale; la decima sessione del United Nations Forum on Forests (Unff); il Summit of Caribbean Political and Business Leaders, organizzato dal Segretariato della Caribbean Challenge Initiative, di cui la nostra Cooperazione ha finanziato il lancio e la prima fase, a sostegno della creazione di un Network di Aree Marine Protette nella Regione Caraibica; la 19ma Conferenza delle Parti della ConvenzioneQuadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici (Unfccc) a Varsavia, assicurando qualificati contributi tecnici per le questioni pertinenti il ruolo delle foreste nello sviluppo sostenibile dei Pvs, con particolare riferimento ai temi della biodiversità nel quadro dei meccanismi di sviluppo previsti dalla Convenzione sul Clima; il 27mo Governing Council del Programma delle Nazioni Unite per l'Ambiente (Unep) di Nairobi, per la prima volta riunito in formato universale in attuazione alle raccomandazioni della Conferenza delle Nazioni Unite sullo Sviluppo Sostenibile "Rio+20". La Dgcs ha presentato inoltre, durante il concomitante Global Enviroment Forum, il programma transfrontaliero Sadc che la nostra Cooperazione realizza congiuntamente al Segretariato della Unccd nel bacino del Limpopo, nonché il sostegno dato dal nostro Paese ai processi di “national drought planning” e “land degradation neutrality” perseguiti oggi come priorità della Unccd, e partecipato alla Conferenza internazionale sulla gestione della savana per la presentazione dei modelli di supporto alle decisioni (Dss) sulla gestione dei fuochi, realizzati dalla Cooperazione italiana e adottati dal Kruger National Park (Sud Africa).
 

Sul fronte della lotta alla desertificazione il governo italiano è tradizionalmente molto attivo in virtù non solo dell’attenzione particolare che riserva alla regione africana, ma anche in quanto paese affetto da fenomeni di desertificazione e di degrado dei suoli ad essa correlati. Come Focal Point nazionale per la Unccd, il Coordinamento Ambiente della Dgcs ha partecipato alla Conferenza di Revisione dell’Attuazione della Convenzione (Cric) a Bonn (15-19 Aprile) e alla Conferenza delle Parti (Cop) a Windhoek (dal 16 al 27 Settembre). La Cooperazione italiana è inoltre impegnata nelle negoziazioni di coordinamento comunitario, nonché sulla questione del mantenimento della sede del Meccanismo Globale (Gm) a Roma. Sempre nell’ambito della lotta alla desertificazione, a giugno 2013 la Dgcs ha finanziato il progetto “Africa occidentale: Promozione della gestione sostenibile del suolo nelle aree soggette a migrazione attraverso meccanismi di finanziamento innovativi”. Il progetto, attuato dal Gm in partenariato con l’Oim, ha il fine di contribuire alla lotta alla desertificazione e alla restaurazione dei terreni degradati attraverso la promozione di investimenti nell’ambito della gestione sostenibile del suolo in Burkina Faso, Niger e Senegal. Gli obiettivi principali perseguiti dal programma sono: integrare le opportunità offerte dalla migrazione nelle politiche economiche e di sviluppo per finanziare la gestione sostenibile del suolo; aumentare le opportunità economiche e migliorare il clima per gli investimenti per la gestione sostenibile del suolo nelle aree soggette a migrazione e desertificazione; diffondere le buone pratiche di gestione sostenibile del suolo nella regione dell’Ecowas nei fora internazionali pertinenti, inclusi quelli che si occupano di commercio agricolo, adattamento ai cambiamenti climatici, conservazione e utilizzo sostenibile della biodiversità, sviluppo sostenibile e riduzione della povertà.


Nell’ambito della Convenzione sui cambiamenti climatici, l’Accordo di Copenaghen del 2009 ha sancito un impegno collettivo dei Paesi industrializzati che ha generato finanziamenti pari a 10 miliardi di dollari nel triennio 2010-2012 (il cosiddetto Fast Startfinancing) e ha sollecitato una crescita progressiva di tale impegno fino alla cifra di 100 miliardi di dollari l’anno entro il 2020 per alimentare il nuovo Green Climate Fund della Convenzione. Impegno al quale anche l’Italia è chiamata a partecipare con adeguate risorse. In tema di cambiamenti climatici, anche nel 2013 la Cooperazione italiana ha confermato il proprio sostegno al Programma congiunto con il Ministero dell’Ambiente per lo sviluppo delle energie rinnovabili nelle Piccole Isole del Pacifico. Oltre ai significativi risultati ottenuti sul campo, tale Programma italiano si conferma una delle best-practices più pubblicizzate in ambito Onu, come più volte segnalato anche dalla nostra Rappresentanza a New York. Rispetto ai settori trasversali, la Dgcs non solo partecipa attivamente ai relativi fori internazionali, ma ne appoggia anche i segretariati, informando al contempo i propri progetti dei principi-chiave da essi enunciati, intorno ai quali si incardina successivamente il disegno delle specifiche iniziative sul campo.

 
 
I progetti della Dgcs in campo ambientale
 

Roma, 05 giu (Agenzia Nova) -  La cooperazione ambientale della Dgcs si è distinta in questi ultimi anni per innovative metodologie d’intervento che hanno prodotto risultati di notevole interesse tecnico-operativo, nonché dal punto di vista dell’attenzione internazionale suscitata. Metodologie che sono state applicate nel quadro di alcuni processi globali di ampio respiro politico e visibilità, sia a livello programmatico sia a livello di progettualità operativa. In particolare, si possono citare i seguenti processi: Processo Isole; Processo Montagne; Processo Acqua; Processo Transfrontaliero. Per quanto concerne il Processo Isole, la Dgcs ha sviluppato già a partire dal 2007 una “Strategia Globale Isole” che affronta il tema dello sviluppo di tutte le isole del mondo con un approccio sistemico unitario, rivolto anche allo sviluppo, da parte delle isole e dei Piccoli Stati Insulari in Via di Sviluppo (Sids), di una migliore capacità di reazione alle emergenze naturali e, di converso, da parte della Dgcs, della capacità funzionale aduna più efficace risposta di intervento nel quadro anche di temi di grande attualità quali l’allerta precoce. La strategia valorizza gli scambi Nord-Sud e Sud-Sud per il trasferimento di know-how e tecnologie adattabili alle specificità dei piani di gestione degli stati insulari e delle isole e, anche nel 2013, ha contribuito al coinvolgimento del “sistema Italia”. Nel 2013 il Processo Isole della Dgcs ha sostenuto la crescita della Global Island Partnership (Glispa), partenariato che costituisce da diversi anni il quadro di riferimento per indirizzare il disegno e la realizzazione dei singoli progetti. La Dgcs ha inoltre approvato, nell'ottobre 2013, il finanziamento del progetto “Biodiversity for Sustainable Development in the Caribbean”, realizzato da Unep-Cep (Caribbean Environment Programme) per un importo pari a 1.350.000 euro; ha finanziato, sempre nell'ottobre 2013, la prima iniziativa volta a realizzare il collegamento funzionale tra i due programmi tematici Isole e Montagne, dal titolo “Climate Change and Mountain Forests - The Mountain Partnership and the Global Island Partnership join hands in Latin America and the Pacific”; ha seguito gli avanzamenti, fino alla sua chiusura, del progetto a sostegno della prima fase della Caribbean Challenge Initiative, finanziato dalla Dgcs attraverso l’Unep, che ha promosso la conservazione e l’uso sostenibile della biodiversità nella regione caraibica; harinnovato il proprio sostegno al programma di “gestione delle implicazioni ambientali e sociali delle politiche energetiche negli stati insulari del Pacifico”, attraverso il supporto allo sviluppo e attuazione di politiche energetiche sostenibili, e alla realizzazione di progetti dimostrativi nel settore delle energie rinnovabili e dell’efficienza energetica; ha realizzato un progetto di consolidamento istituzionale dell’Autorità Ambientale dell'arcipelago di Soqotra (Yemen) con l’Università Sapienza di Roma e quella di Pavia, nel quadro di un programma per lo sviluppo sostenibile e la conservazione della biodiversità.


Quanto al Processo Montagne, la Cooperazione italiana ha confermato nel tempo la rilevante attenzione che essa rivolge ad una azione globale per la protezione ambientale e lo sviluppo sostenibile degli ecosistemi montani e, in particolare, di quelli condivisi a livello regionale e transfrontaliero. Facendo anche agio sull’esperienza maturata in tali contesti, la nostra Cooperazione ha contribuito alla creazione di uno strumento globale per lo sviluppo sostenibile delle zone di montagna, il Mountain Partnership (Mp), che ha visto l’Italia tra i fondatori e primi attivi sostenitori. La Cooperazione Italiana inoltre sostiene il Segretariato del Mp, ospitato presso la Fao, con il coordinamento ambientale dell’Unep. Il Mpé un‘alleanza creata in riconoscimento del ruolo globale rappresentato dagli ecosistemi montani nel fornire risorse strategiche per lo sviluppo. Le iniziative tematiche all’interno della Mp sono rivolte all’approfondimento di temi di rilievo globale dal punto di vista politico, economico o culturale: l’educazione, le questioni femminili, le politiche e la legislazione, la ricerca, l’agricoltura e lo sviluppo rurale sostenibili nelle aree di montagna, gli strumenti per lo sviluppo sostenibile, la gestione dei bacini imbriferi. Le iniziative regionali sono di converso dedicate ad alcune aree geografiche ben determinate: le Ande, l’Asia Centrale, l’Africa Orientale, l’Europa, l’America Centrale ed i Caraibi, la regione himalayana dell’Hindu–Kush. In tale contesto, la Dgcs finanzia il progetto “Climate Change and Mountain Forests - The Mountain Partnership and the Global Island Partnership join hands in Latin America and the Pacific”, realizzato dalla Fao attraverso il Mountain Partnership Secretariat, per un importo pari a 1.350.000 euro. Il progetto contribuisce al perseguimento degli obiettivi di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici attraverso la gestione sostenibile delle risorse forestali in regioni montane strategiche, focalizzando l’America Latina e le isole del Pacifico.
 


Per quel che concerne il Progetto Acqua, la Cooperazione italiana segue con elevato interesse gli sviluppi dei diversi processi sul tema delle risorse idriche in ambito Onu, Ue, in ambito G8 e più in generale a livello internazionale nelle varie conferenze. Il tema della cooperazione sull’acqua ha assunto una notevole importanza nell'agenda internazionale per il 2013, dichiarato dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite “Anno internazionale della cooperazione sull’acqua”. La Dgcs porta avanti diversi progetti in quest'ambito, ponendo l’accento sull’importanza della cooperazione nel perseguimento di equilibrio tra i bisogni e le priorità delle popolazioni e per assicurare che questa preziosa risorsa sia distribuita equamente e, allo stesso tempo, divenga uno strumento per il raggiungimento della pace. Rispetto al dibattito in vista della definizione della futura agenda globale per lo sviluppo e di un nuovo quadro di strutture e strumenti operativi, la Cooperazione italiana continua ad annettere grande importanza al raggiungimento del settimo Obiettivo del Millennio relativo alla sostenibilità ambientale. Negli ultimi anni l’Italia ha inoltre ricoperto ruoli di rilievo internazionale nel settore dell’acqua, ad esempio: in Libano, attraverso un insieme di progetti sulle risorse idriche, inseriti nel protocollo che realizzerà progetti per un totale di quasi 100 milioni di euro per importanti opere infrastrutturali nel Paese volte ad ottimizzare l’uso della risorsa idrica. I progetti sono in linea con il piano strategico nazionale per le risorse idriche che mira ad aumentare la disponibilità di acqua potabile e per l’irrigazione; in Vietnam, dove il comparto idrico-ambientale è stato identificato come uno dei settori d’intervento prioritario. Qui i programmi sono stati di approvvigionamento idrico, di risanamento urbano, di miglioramento degli acquedotti, di gestione sostenibile dei fiumi e di ammodernamento e sostegno al sistema locale di previsione e allarme contro il rischio di inondazioni; in Iraq, per perseguire un miglioramento del benessere degli agricoltori poveri attraverso una gestione sostenibile dei suoli e delle acque interessati da salinizzazione. Il progetto contribuirà allo sviluppo di una strategia integrata e sostenibile della gestione della salinità a lungo termine nel Paese.
 

In tema di aree protette transfrontaliere, la Cooperazione italiana porta avanti una politica di sostegno al relativo processo internazionale, incluso quello dei parchi della pace. Tra i progetti della nostra Cooperazione in tema di aree protette transfrontaliere, si possono citare: il “Programma transfrontaliero di lotta alla povertà attraverso la gestione sistemica delle risorse naturali nel bacino del fiume Limpopo”, a cavallo dei confini del Mozambico, del Sud Africa e dello Zimbabwe, realizzato con l’assistenza tecnica e il sostegno finanziario della Dgcs; il programma transfrontaliero “Technical Support for the Sustainable Use of Natural Resources in the Limpopo Basin” che abbraccia quattro Paesi (Botswana, Mozambico, Sud Africa e Zimbabwe). Tale progetto è attuato dall’Unccd e persegue l’obiettivo di migliorare le condizioni di vita delle popolazioni residenti nel bacino del fiume Limpopo, con particolare focus alla gestione sostenibile del suolo. Il “Programma di assistenza al Ministero dell’Ambiente per l’uso sostenibile e la conservazione della biodiversità. Gestione delle aree protette e dei rifiuti tossici”, inserito nel quadro di cooperazione con il Governo albanese, ha invece come obiettivo generale quello di contribuire al rafforzamento delle capacità del Ministero dell’Ambiente per la gestione sostenibile delle risorse naturali, con particolare considerazione data ad ecosistemi condivisi attraverso le frontiere nazionali e al ciclo integrato dei rifiuti.

 
 
Le Linee Guida Ambiente
 

Roma, 05 giu (Agenzia Nova) -  Nel luglio del 2009 il Comitato Direzionale per la Cooperazione allo Sviluppo ha approvato il Piano programmatico nazionale per l’efficacia degli aiuti, onorando gli impegni assunti dall’Italia con la Dichiarazione di Parigi e la successiva Agenda di Accra, nel quadro dell’evoluzione del nuovo paradigma dell’aiuto internazionale inteso come partenariato e non più come relazione a senso unico tra donatore e beneficiario. Nel quadro delle realizzazioni previste dal Piano per l’efficacia, l’adozione ufficiale e l’applicazione delle Linee Guida Ambiente della Cooperazione Italiana, approvate nel 2011, evidenziano la ferma intenzione di dare concreto seguito al pluriennale lavoro svolto dalla Dgcs per organizzare la materia in uno schema procedurale organico. Se nel 1996 la Dgcs ha promosso, in sede di Presidenza dell’Unione Europea, l’adozione della Risoluzione del Consiglio per la standardizzazione delle procedure di valutazione ambientale nei programmi di cooperazione della Commissione e dei Paesi membri, già nel 1993 aveva prodotto un manuale per la valutazione della compatibilità ambientale dei progetti di cooperazione. Con le Linee Guida Ambiente non solo si porta a compimento tale lavoro, ma se ne corrobora il respiro affrontando i temi dell’attuale quadro di policy ambientale internazionale. Le Linee Guida sintetizzano l’ampia gamma di principi, approcci e strumenti risultanti dal vastissimo quadro giuridico internazionale di riferimento, senza rinunciare a una sufficiente efficacia operativa. E ciò nonostante i problemi legati sia alla genericità di alcuni di tali principi, sia alle carenze normative nazionali che possono renderne difficile l’effettiva attuazione.


Nel settore Ambiente, l’azione della Cooperazione Italiana è coerente con gli indirizzi derivanti dai seguenti strumenti giuridici: Dichiarazione di Rio su Ambiente e Sviluppo (1992); Convenzione sulla Diversità Biologica (1993); Convenzione Quadro sui Cambiamenti Climatici (1994); Convenzione per Combattere la Desertificazione (1996); Dichiarazione del Millennio (2000); Dichiarazione di Johannesburg sullo Sviluppo Sostenibile (2002); Riesame della strategia dell’UE per lo Sviluppo Sostenibile (2009); Dichiarazione di Roma sull’Armonizzazione (2003), Dichiarazione di Parigi sull’Efficacia degli Aiuti (2005) e Agenda di Accra per l’Azione (2008); Consenso Europeo per lo Sviluppo (2005). L’integrazione ambientale, espressione della trasversalità del tema ambientale rispetto a tutti i settori d’intervento della cooperazione emerge nelle Linee Guida come mezzo principale nel perseguimento dello sviluppo sostenibile. Coerentemente, nella predisposizione delle Linee Guida la Dgcs ha inteso coinvolgere tutti gli attori della cooperazione nell’intento di migliorare il coordinamento istituzionale ed accrescere la coerenza del sistema-Paese in materia di aiuto pubblico allo sviluppo. Nel quadro di questo non semplice processo, la Dgcs ha coinvolto i rappresentanti delle molteplici entità che operano nel campo della cooperazione: istituzioni pubbliche e private, Ministeri, Regioni, Università e centri di ricerca, Organizzazioni non governative e della società civile. Attraverso le Linee Guida Ambiente ci si prefigge di dotarsi di uno strumento inteso non solo ad orientare le iniziative di cooperazione nel settore Ambiente, ma anche a rafforzare l’integrazione del tema ambientale nei programmi non ambientali. Le Linee Guida rappresentano lo strumento che orienta l’identificazione, la formulazione, l’approvazione, il monitoraggio e la valutazione delle iniziative del settore Ambiente della Cooperazione italiana e contribuiscono a rafforzare l’integrazione del tema ambientale nei programmi non ambientali.