La Dgcs in America latina
Sesta Conferenza Italia-America latina
 
Roma, 07 gen - (Agenzia Nova) - Il 12 e il 13 dicembre scorso si è tenuta alla Farnesina la sesta edizione della Conferenza Italia-America Latina e Caraibi, organizzata con cadenza biennale dal Ministero degli Affari Esteri, in collaborazione con l’Istituto italo-latino americano (Iila). I lavori della Conferenza sono stati aperti e chiusi dalla Ministro degli Esteri Emma Bonino e hanno ospitato i Ministri provenienti da 12 Paesi dell’area, oltre a cinque Vice Ministri e ai rappresentanti di sette organizzazioni internazionali. Quest’anno la Conferenza ha festeggiato il suo decimo anniversario e si è evoluta fino a divenire un momento d’incontro e riflessione propositiva ad alto livello politico, costituendo di fatto il più importante strumento di politica estera dell’Italia nei confronti di una regione che vanta intensi legami etnici e culturali con il nostro Paese, in particolare nel settore della Cooperazione allo sviluppo.
 
Gli interventi della Cooperazione italiana in America Latina si prefiggono di sostenere lo sviluppo socio-economico della regione, attraverso progetti di promozione dello sviluppo e dell’imprenditorialità locale, della sostenibilità ambientale e dell’inclusione sociale dei gruppi marginali, soprattutto in ambito sanitario, accompagnando, nel pieno rispetto dell’ownership, i processi di inclusione posti in essere dai Governi. Dal punto di vista geografico, gli interventi rimangono modulati alla luce delle differenze di reddito fra le grandi sub-regioni del continente: l’America centrale e caraibica che, oltre a registrare i livelli più bassi di sviluppo, è caratterizzata da maggiori rischi di conflittualità sociali e politiche; l’America andina; il Cono sud, caratterizzato da livelli di reddito e contesti istituzionali più avanzati, sebbene con una distribuzione disomogenea della ricchezza e persistenti ampie fasce di povertà.
 
Dal punto di vista settoriale rappresentano delle priorità: la sanità, la protezione dell’ambiente, lo sviluppo locale, la promozione dello Stato di diritto e, in generale della Governance, assieme alla tematica trasversale di promozione della condizione dei minori. Nelle Linee guida 2013-2015 sono stati indicati come Paesi prioritari: Bolivia, Ecuador, Cuba e El Salvador ma la politica della Cooperazione Italiana in America Latina assicurerà il mantenimento degli impegni assunti in precedenza anche in paesi non più prioritari.
 
 
America centrale e Caraibi
 
Roma, 07 gen - (Agenzia Nova) - In Centroamerica l’Italia sostiene azioni mirate di rafforzamento dello Stato di diritto, a fronte della sfida posta dalla criminalità organizzata e dalle sue implicazioni finanziarie. Inoltre è da tempo impegnata a sostenere programmi nei settori della salute e della protezione ambientale, fermo restando il costante impegno nei settori della lotta alla povertà e della promozione delle fasce più deboli della popolazione. Per quanto riguarda l’area in questione, i Paesi nei quali è maggiormente attiva la Cooperazione italiana sono: El Salvador; Guatemala; Nicaragua; Cuba.
 
In El Salvador, le aree di intervento della Cooperazione bilaterale italiana in El Salvador sono allineate alle priorità del Piano governativo quinquennale. In particolare, un terzo delle iniziative è ascrivibile all’area dello sviluppo sociale e della lotta alla povertà, con riferimento al primo e al terzo dei campi d’azione del Piano di governo: “Riduzione significativa e verificabile della povertà, disuguaglianza economica e di genere, nonché dell’esclusione sociale” e “Riattivazione economica, inclusa la riconversione e modernizzazione del settore agropecuario e industriale”, a cui si aggiunge il settore della prevenzione dei conflitti con un focus su “Prevenzione e Riabilitazione dei giovani a rischio e in conflitto con la legge” in linea del più recente “Patto per la Sicurezza e l’impiego sicuro” varato a Giugno 2012. La seconda priorità del Piano Quinquennale di Governo 2010-2014 interessa la prevenzione della violenza giovanile e la lotta alla criminalità organizzata che costituisce il principale campo di collaborazione dell’Italia con il Sica (Segreteria di Integrazione centroamericana) che nel 2011 ha messo a punto una Strategia di Sicurezza per la Regione presentata in una Conferenza Internazionale tenutasi a Città del Guatemala (giugno 2011). La Cooperazione italiana sostiene la politica di sicurezza democratica del Sica che è particolarmente necessaria in considerazione degli elevatissimi tassi di violenza presenti sul territorio che costituiscono una vera e propria minaccia all’incolumità dei cittadini. In questo ambito va inserito anche l’iniziativa a credito d’aiuto approvato dal Comitato Direzionale nel marzo 2012 e non ancora avviato, denominato “Programma di Prevenzione e Riabilitazione di giovani a rischio e in conflitto con la legge”, per un valore complessivo di 5,8 milioni di euro.
Da segnalare inoltre ulteriori iniziative avviate in El Salvador nei seguenti settori: sanitario, con il progetto a sostegno dell’Ospedale di Chalchuapa (l’iniziativa, del valore di due milioni di euro, ha visto la prima erogazione di fondi nel marzo del 2009); ambientale, con l’iniziativa proposta dal Cnr sullo sfruttamento dell’energia geotermica in collaborazione con l’ Università di El Salvador, cui la Dgcs contribuisce con un finanziamento di circa 490 mila euro; culturale, con un’iniziativa di formazione al restauro realizzata attraverso l’Iila, con un contributo Dgcs pari a circa 500 mila euro, in via di conclusione. Sempre nel campo della formazione al restauro sta per avviarsi una nuova in collaborazione con l’Università di Roma Tre del valore complessivo di 1.474.900 euro, di cui 999 mila rappresentano il contributo Dgcs.
Il Guatemala, fino al 2011, era considerato Paese prioritario per la Cooperazione italiana. I settori nei quali si sono concentrate nell’ultimo triennio le iniziative esistenti sono stati i seguenti: sociale (difesa dei diritti minori e dei giovani a rischio), genere (sostegno all’imprenditoria femminile); sviluppo economico (sostegno alle imprese rurali); governance; iniziative d’emergenza ed umanitarie.
 
L’impegno della Cooperazione italiana in Guatemala ha continuato ad esplicarsi anche attraverso numerosi programmi regionali svolti in collaborazione con il Sica. Le attività significative nel corso degli ultimi recenti anni sono state realizzate con Undp per la Ccigic (Commissione internazionale di assistenza giudiziaria) e per il progetto "Munijoven" (due milioni di euro), finalizzato al recupero di fasce giovanili a rischio in Città del Guatemala. Inoltre, proseguono il Programma “Sostegno allo sviluppo territoriale economico e locale dei Dipartimenti del Quichè e di Huehuetenango - Prodel” (3.024.193,54 euro) e il progetto “Accesso al credito e sostegno commercializzazione produzioni agricole nel Quichè - Credycom”, finanziato per 1.648.410,50 euro e affidato allo Iao (Istituto Agronomico per l’Oltremare).
 
In Nicaragua devono essere avviati i due seguenti programmi: “Programma di sviluppo lattiero-caseario”; il Programma “Commodity Aid” a dono. Il primo programma, del valore di 7,5 milioni di euro in credito d’aiuto, è stato richiesto dal Governo nicaraguense sulla scorta dei buoni risultati ottenuti dal precedente Programma di sviluppo lattiero caseario del valore di 15,5 milioni a dono concluso nel 2006. Tale programma, rivolto agli allevatori più poveri della regione di Nueva Guinea riuniti in una cooperativa di produttori, ha consentito di aumentare la produzione di latte, migliorarne la qualità, assicurando soprattutto l’acquisizione di adeguate conoscenze tecniche da parte dei produttori, e, ottimizzando la rete distributiva, ha fornito anche agli allevatori delle zone più remote la possibilità di immettere il proprio prodotto sul mercato nazionale. I buoni risultati ottenuti dal programma hanno spinto il Governo nicaraguense a richiedere una nuova iniziativa, nel medesimo settore, attualmente considerato una voce trainante dell’economia del Paese, in una zona contigua del Paese con la medesima vocazione alla produzione lattiera. L’importo complessivo per il nuovo programma, come già ricordato, è di 7,5 milioni di euro a credito d’aiuto. Il programma, dal titolo “Sviluppo del settore lattiero-caseario nei dipartimenti di Chontales, Raas e Rio San Juan (Proderul)” è stato approvato dal Comitato Direzionale del 19 dicembre 2012.
Il Programma a dono “Commodity Aid” è stato approvato per un valore di quattro milioni di dollari nel 1989. Nel 2010 l’ente esecutore Ird (Instituto de Desarrollo Rural) ha presentato una proposta di utilizzo del fondo residuo, pari a circa un milione di euro, per la fornitura di attrezzature destinate a piccoli e medi allevatori, soci di cooperative di produzione del latte, situate nel territorio della “Cuenca Lechera”. I cambiamenti intervenuti negli organi tecnici del Nicaragua, hanno reso necessario il riesame e la modifica della lista dei beni da acquistare nell’ambito del Programma, con l’obiettivo di cercare una sinergia col programma Proderul.
 
Per quanto riguarda Cuba il Comitato Direzionale della Dgcs ha approvato l’inclusione del Paese caraibico tra i Paesi prioritari in base alle Linee Guida 2013-2015 della Cooperazione Italiana. Sulla base delle indicazioni di priorità fornite dal Governo cubano - recupero del patrimonio storico architettonico e interventi a sostegno della sicurezza alimentare del Paese - la Dgcs ha identificato un’iniziativa a tutela e per la conservazione del patrimonio storico-architettonico in L’Avana Vecchia, che prevede il trasferimento, da parte italiana, di competenze tecniche alle diverse strutture dell’Oficina del Historiador, indicato dai cubani quale ente esecutore del programma. Con particolare riferimento agli obiettivi, il programma si propone di contribuire al processo di riqualificazione e rivitalizzazione del centro storico della capitale e di fornire supporto tecnico e finanziario all’Ohch per la riqualificazione di alcuni edifici siti nel “Settore della Plaza Vieja”. L’iniziativa, denominata “Programma di appoggio al processo di recupero integrale del Centro Storico di L’Avana”, ha un valore complessivo di 1.324.872 di euro su tre anni. L’intervento verrà realizzato dalla Dgcs tramite l’Iila, cui l’Oficina del Historiador de la Ciudad de La Habana (controparte tecnica del programma) farà riferimento sia per l’erogazione del contributo italiano sia in quanto ente responsabile del coordinamento tecnico operativo e dell’assistenza tecnica. Durante il 2012 è stato firmato l’accordo Mae/Dgcs – Iila per l’esecuzione del progetto, mentre nel 2013 sono stati perfezionati gli accordi rimanenti.
Sempre per Cuba, il Comitato Direzionale del 14 novembre 2013 ha approvato un intervento denominato “Rilancio della produzione del caffé nel settore cooperativo e agricolo cubano” che ha, come obiettivo generale, rilanciare il settore caffeicolo locale. Esso si concentra in una area del Paese particolarmente vulnerabile dal punto di vista della sicurezza alimentare: la Provincia di Santiago de Cuba. Obiettivo specifico dell’iniziativa è incrementare la produzione di caffé nell’area, migliorarne la qualità nonché aumentare il reddito dei produttori. L’intervento vedrà coinvolto nella sua realizzazione, l’Istituto Agronomico per l’Oltremare (Iao) attraverso un finanziamento di 707.510,75 euro per 12 mesi.
 
 
I paesi andini
 
Roma, 07 gen - (Agenzia Nova) - La Cooperazione italiana nei Paesi andini è impegnata attivamente con iniziative volte alla riduzione della povertà come strumento per favorire l’attenuazione delle tensioni sociali e porre quindi le basi per uno sviluppo sostenibile sotto il profilo sociale ed ambientale. Secondo le Linee Guida 2013-2015 della Cooperazione italiana, nell’area risultano Paesi prioritari Ecuador e Bolivia.
L’Ecuador è destinatario dell’iniziativa di conversione parziale del debito derivante da crediti di aiuto, per un ammontare pari a 26 milioni di dollari, regolato da un accordo firmato dalle parti nel 2003 e valido fino al 2015. Un secondo accordo bilaterale di conversione del debito per il valore di 35 milioni di euro è stato firmato a Quito l’8 giugno 2012, con l’obiettivo di sostenere l’iniziativa “Yasuni Itt”, lanciata nel 2007 dal Presidente Rafael Correa. La proposta di Correa alla comunità internazionale prevedeva l’impegno ecuadoriano a non estrarre il greggio dai campi petroliferi dell’Ishpingo Tambococha Tiputini nello Yasuni National Park (nord est dell’Ecuador), un’area di grandissimo interesse anche sotto il profilo della biodiversità, in cambio di un “risarcimento “ di 3,6 miliardi di dollari nell’arco di 13 anni. L’accordo firmato da Italia e Ecuador prevedeva il versamento delle rate del debito da rimborsare direttamente a un Fondo fiduciario multi-donatori gestito da Undp. A seguito della decisione del Presidente Correa di porre termine all’iniziativa, autorizzando l’avvio dell’estrazione di petrolio nell’area del Parco, si dovrà rinegoziare l’Accordo di conversione ovvero emendare l’accordo firmato nel 2003. Sono stati riavviati i contatti con le Autorità ecuadoriane per stabilire le modalità della nuova operazione di Conversione del debito.
È in corso, inoltre, la seconda fase del “Programma di cooperazione socio-sanitaria a sostegno del Piano Bi-Nazionale di Pace”, del valore di 3.284.983,68 euro, che interessa lo sviluppo della regione di frontiera con il Perù. Obiettivo dell’iniziativa è contribuire al miglioramento delle condizioni di salute delle popolazioni che vivono in prossimità delle zone di frontiera assicurando loro l'accesso ai servizi sanitari e favorendo, nel contempo, il loro coinvolgimento e partecipazione nel programma. Sempre nell’ambito del Piano binazionale di Pace Ecuador-Perù, nel 2012 si è concluso il Programma di lotta alla povertà, componente di sviluppo rurale, finanziato dalla Dgcs per un importo di 2,1 milioni di dollari e la cui esecuzione è stata affidata all’Iila.
Per quanto riguarda la Bolivia, proseguono le iniziative che hanno permesso una attiva presenza della Cooperazione italiana nel Paese sia a dono che a credito d’aiuto. L’Italia è fortemente impegnata a sostenere le politiche di riduzione della povertà e di ammodernamento delle infrastrutture del Paese. In linea generale gli interventi della cooperazione italiana sono rivolti ai settori socio-sanitario, dell’agricoltura, dell’infanzia e delle infrastrutture, cercando da un lato di creare le condizioni per uno sviluppo autonomo dell’economia boliviana, e dall’altro di alleviare le condizioni di vita degli strati più poveri della popolazione. In ambito socio-sanitario sono in corso o in fase di avvio i seguenti programmi: “Sostegno allo sviluppo del sistema socio-sanitario di Potosì” (quarta fase), il cui valore complessivo ammonta a 3.698.642,48 euro e che costituisce la prosecuzione dei precedenti interventi per la ristrutturazione ed il potenziamento dell’Ospedale Bracamonte di Potosì; “Collaborazione al processo di miglioramento degli schemi e delle modalità di esercizio del diritto alla salute in Bolivia”, iniziativa finanziata a credito d’aiuto per un importo di 21.598.495 di euro. L’iniziativa prevede anche una componente in gestione diretta per 152 mila euro. Il programma ha come obiettivo specifico il miglioramento dei meccanismi istituzionali di tutela della salute e delle condizioni di esercizio del diritto alla salute tramite un sostegno al programma di rafforzamento delle reti integrali di salute nelle aree di intervento.
Nel settore dell’agricoltura e della sicurezza alimentare si segnalano le iniziative: Programma “Collaborazione al processo di miglioramento dei modelli di conservazione delle strategie di valorizzazione economica e sociale delle risorse fitogenetiche della agro biodiversità” (tre milioni di euro); Programma “Sistema Agroalimentare Integrato Quinoa/Camelidi, promozione dell'agricoltura familiare comunitaria sostenibile dell'Altopiano boliviano”, approvata nell’ottobre scorso e che sarà realizzata dalla Fao con un contributo volontario di 850.000 euro più una componente di assistenza tecnica del valore di 45 mila euro.
Il Perù non è più considerato un paese prioritario ma continua l’impegno italiano nel paese. Il Perù, infatti, è beneficiario dell’iniziativa di conversione parziale del debito derivante da crediti di aiuto. L’Accordo attualmente in vigore (valido fino al 31 dicembre 2014) disciplina l’utilizzo di 72 milioni di dollari. Per l’identificazione e l’esecuzione dei progetti da finanziare con i fondi della conversione del debito, era stato istituito il Fondo italo-peruviano (Fip), organismo misto che ha l’obiettivo di effettuare la selezione dei progetti da finanziare. Il Fip, grazie all’approccio condiviso e partecipato delle controparti nella scelta dei progetti risultanti dalla conversione del debito, ha saputo nel corso degli anni aggregare attorno a sé in maniera sempre più convinta i consensi della popolazione locale, dimostrandosi senza ombra di dubbio uno dei maggiori successi della Cooperazione italiana nel mondo. Nel dicembre 2012, su richiesta delle Autorità peruviane, l’Accordo in questione è stato emendato per abilitare il Fondo a ricevere finanziamenti esterni (anche da privati) assicurando, in questo modo, la sua continuità anche dopo la conclusione del programma di conversione, mantenendo il patrimonio di esperienze e competenze tecniche maturate dal Fondo nel corso degli oltre dieci anni di vita. L’emendamento all’Accordo ha previsto l’introduzione di due nuovi articoli per consentire al Fip di ricevere finanziamenti esterni da gestire in un sottoconto diverso da quello istituito per le risorse della Conversione.
 
In occasione del Comitato Direzionale dell’ottobre 2013 è stata approvata l’iniziativa denominata “Climate Change and Mountain Forests - The Mountain Partnership and the Global Island Partnership join hands in Latin America and the Pacific”, di cui beneficeranno Bolivia, Ecuador e Papua Nuova Guinea. L’iniziativa trae origine dagli esiti di un side-event sulla gestione sostenibile degli ecosistemi montani forestali, realizzato con il supporto della Dgcs a margine della Conferenza sullo sviluppo sostenibile e che ha visto la partecipazione congiunta di due partenariati globali di cui la Cooperazione italiana è membro fondatore e sostenitore: il Mountain Partnership (Mp) e il Global Island Partnership (Glispa). Si tratta di network internazionali dedicati allo sviluppo sostenibile delle regioni montane e delle isole del mondo. L’iniziativa, del valore di 1,350 milioni di euro, è proposta dalla Fao (che ospita il Segretariato del Mountain Partnership) e prevede progetti nei suddetti tre Paesi pilota. Obiettivo generale dell’iniziativa è contribuire al raggiungimento degli obiettivi di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici previsti nell’ambito della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti climatici (Unfccc).
 
 
Il Cono Sud
 
Roma, 07 gen - (Agenzia Nova) - Si tratta di un area non prioritaria in base alle Linee Guida Dgcs 2013-2015, tuttavia la Cooperazione italiana vi resta impegnata nella realizzazione delle iniziative già concordate. L’Argentina beneficia di un’iniziativa nel settore sanitario (seconda fase) attraverso una linea di credito di 42 milioni di euro. La seconda fase del programma sanitario (non ancora operativa) dovrebbe permettere di proseguire il rafforzamento del settore sanitario pubblico dotando di adeguate attrezzature le zone rurali di confine, equipaggiando gli ospedali delle Province interne e creando alcuni centri sanitari di eccellenza con proiezione regionale. In Uruguay le iniziative concordate con il Paese a seguito della grave crisi economica che lo aveva investito nel 2002, riguardano il sostegno alle Pmi e il supporto al Sistema sanitario nazionale, entrambi finanziati attraverso un credito d’aiuto. In Brasile è in corso il programma di Cooperazione decentrata “Brasil Proximo”. Il Programma si muove su obiettivi multipli coerenti con i progetti individuati dalle singole regioni partecipanti al programma (Umbria, Liguria, Emilia Romagna, Marche, Toscana). I settori di intervento definiti sono il sostegno e la formazione relativi alle Pmi, lo sviluppo agro-alimentare (particolarmente nel settore oleario), lo sviluppo economico integrato, la valorizzazione turistica e il sostegno ad uno sviluppo del sistema di democrazia partecipativa all’interno delle politiche sociali. Questi singoli settori sono curati da ciascuna regione, attraverso contatti specifici con altrettante regioni brasiliane. Nella fase attuale, il Programma sta approfondendo tre tematiche trasversali (Giovani, Turismo, Cooperativismo). Il programma si prevede che terminerà ad ottobre 2014. Il finanziamento della Dgcs ammonta a 4.739.000 euro, pari al 70 per cento del totale del progetto.
In Argentina, Brasile, Paraguay, Uruguay e Venezuela è inoltre in fase di realizzazione il “Programma di rafforzamento dell’Istituto di Formazione del Mercosur” (Imef) nel settore dell’alta formazione. L’iniziativa ha tra i suoi obiettivi sia il rafforzamento dell’autonomia operativa dell’Imef attraverso la formazione di 30 quadri dirigenti destinati alle strutture comunitarie dei Paesi membri, sia la realizzazione di canali di collegamento ed integrazione con i programmi di formazione realizzati dall’Ue. Il valore del progetto in corso è pari a 430 mila euro, di cui il contributo Dgcs ammonta a 300 mila euro.