Siria, emergenza profughi
Conferenza dell'Unicef e del Ministero degli Esteri
 
Roma, 11 set - (Agenzia Nova) - Il 12 settembre Unicef Italia e il Ministero degli Affari Esteri organizzano a Roma un convegno dal titolo “I Bambini in Siria: una generazione a rischio”. Al convegno interverranno Giacomo Guerrera, presidente di Unicef Italia, Annamaria Laurini, rappresentante Unicef per il Libano, Marzio Babille, rappresentante Unicef per l'Iraq, e Luigi Contu, direttore dell’Ansa. Concluderà i lavori il Ministro degli Esteri Emma Bonino. L’iniziativa si inserisce all’interno della campagna di raccolta fondi in favore dei bambini siriani lanciata dall’Unicef Italia lo scorso 2 settembre, con l’obiettivo di aiutare un milione di bambini profughi ed oltre tre milioni di innocenti colpiti dal conflitto. Il convegno si svolgerà a Roma alle ore 15, presso la Sala delle Conferenze internazionali del Ministero degli Affari Esteri.   Unicef Siria
 
Uno straordinario appello umanitario
 
Roma, 11 set - (Agenzia Nova) - Nonostante la tensione sempre più alta in tutta la regione e il numero dei rifugiati della Siria che ha superato i 2 milioni – metà dei quali bambini – l’Unicef continua a fornire aiuti salva vita ai bambini all’interno della Siria e in Giordania, Libano, Turchia, Iraq ed Egitto. «Questa è una delle più grandi operazioni umanitarie che l’Unicef abbia mai portato avanti» ha dichiarato Maria Calivis, Direttore Regionale dell’Unicef per il Medio Oriente e il Nord Africa. «Stiamo lavorando sul campo, senza sosta, con un ampio gruppo di organizzazioni partner, per raggiungere i bambini siriani in tutta la ragione». L’Unicef afferma che il numero dei bambini rifugiati della Siria è più che decuplicato - da 70.000 a più di 1 milione – in meno di un anno. Nelle ultime settimane, in media, 2.500 bambini hanno superato il confine ogni giorno. Per soddisfare le crescenti necessità umanitarie, l'Unicef sta predisponendo scorte di acqua, sostanze potabilizzanti, alimenti, articoli per l'igiene, farmaci, sapone, coperte, capi di vestiario e altri materiali. Con l’inizio del nuovo anno scolastico, l’Unicef ha avviato la distribuzione di zaini e materiali didattici e di cancelleria. Dall’inizio dell’anno l’Unicef ha fornito acqua potabile per oltre 10,2 milioni di persone colpite dalla crisi, vaccinato oltre 2,4 milioni di bambini, inserito 278.000 bambini in programmi di istruzione e ha promosso attività ricreative che hanno coinvolto 468.000 bambini. Nel quadro del più imponente appello umanitario mai lanciato nella sua storia dalle Nazioni Unite, l’Unicef ha richiesto alla comunità internazionale 470 milioni di dollari per il piano di aiuti in questa regione. Di questa somma, mancano all'appello ancora circa 189 milioni.    
 
Gli interventi italiani in Siria
 
Roma, 11 set - (Agenzia Nova) - Ammonta a 20,7 milioni di euro l’impegno assunto sinora dall’Italia in risposta alla crisi siriana, con interventi a favore della popolazione sfollata in Siria e a sostegno dei governi dei paesi limitrofi di Giordania, Libano e Turchia che hanno accolto i profughi siriani. La Cooperazione italiana è intervenuta sin da subito per fornire assistenza ai siriani colpiti dalla crisi, realizzando interventi per 6,64 milioni di euro nei seguenti settori: operazioni di primo soccorso; assistenza alimentare e nutrizionale; salute; interventi multi-settoriali; coordinamento umanitario; protezione e assistenza psico-sociale; agricoltura. Nell’ambito delle operazioni di primo soccorso, nel 2012 la Cooperazione italiana ha inviato a Damasco kit medici per patologie generali e il trattamento di traumi bellici (distribuiti da Unhcr e Mezza Luna Rossa siriana). Nel corso del 2013 sono state inviate, invece, 332 tonnellate di beni umanitari tramite il confine turco e distribuiti ai siriani più bisognosi aiuti alimentari, medicinali e generi di prima necessità.

Nel campo dell’assistenza alimentare e nutrizionale, nel 2012 la Cooperazione italiana ha sostenuto il Pam, attraverso la distribuzione di cibo e alimenti fortificati per l’infanzia ai siriani vulnerabili, e l’Unrwa, mettendo a disposizione razioni pronte all’uso destinate ai rifugiati palestinesi. Nel 2013 la Dgcs ha avviato la distribuzione di 205 tonnellate di olio vegetale, in partnership con il Pam, mentre continua l’assistenza alimentare ai palestinesi residenti nell’area di Damasco ed Aleppo tramite l’Unrwa. Infine, in collaborazione con l’Ong Terre des Hommes Italia (Tdh), si sta provvedendo alla distribuzione di latte in polvere, sotto stretto controllo pediatrico, ai bambini affetti da malnutrizione acuta. Per quanto riguarda il settore della salute, nel 2012, per sopperire alla carenza di medicinali nelle strutture sanitarie del paese, la Cooperazione italiana ha distribuito kit per le cure mediche di base e il trattamento di traumi bellici tramite l’Oms, mentre nel 2013 sta sostenendo specifiche attività a favore delle donne in gravidanza, in collaborazione con Unfpa, garantendo l’accesso ai servizi di prevenzione e cura nel settore materno. In ambito multisettoriale, nel quadro della risposta Onu in Siria, la Dgcs sostiene le attività dell’Unicef nei settori dell’educazione, in quelli idrico, in quello igienico-sanitario, in quello della nutrizione, in quello della protezione e per le forniture di beni umanitari essenziali. Per la risposta ai bisogni più urgenti, inoltre, la Cooperazione italiana ha assicurato il proprio sostegno al Fondo di risposta istituito dalle Nazioni Unite per la crisi siriana (”Syria Emergency Response Fund”, Erf), tramite un contributo ad Ocha. Nell’ambito dell’appello di emergenza per il 2013, l’Italia sta fornendo assistenza psico-sociale alla popolazione siriana in collaborazione con l’Oim, mentre in collaborazione con il Servizio dei Gesuiti per Rifugiati (Jrs) e Terres des Hommes Italia sta assistendo i gruppi più vulnerabili a Damasco e Homs. Nel settore agricolo è in fase di avvio una iniziativa multi-bilaterale con la Fao per fornire assistenza nella produzione di grano ed assicurare il raccolto nelle prossime stagioni.
  Profughi siriani
 
I numeri della crisi
 
Roma, 11 set - (Agenzia Nova) - Secondo gli ultimi dati forniti dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr), sono 1.832.984 i rifugiati siriani finora registrati, una cifra che, sommata a quella dei profughi in attesa di registrazione (171.145), supera la quota di due milioni di persone. Tra i paesi limitrofi alla Siria che stanno ospitando i rifugiati siriani, il Libano è quello che ne ha accolti di più (722.871, di cui 619.245 già registrati), seguito dalla Giordania con 519.676 (di cui 492.526 registrati), dalla Turchia (463.885, di cui 450.584 registrati), dall’Iraq (171.984, di cui 158.461 registrati) e dall’Egitto (111.424, di cui 97.879 registrati). La fascia di popolazione più colpita dalla crisi risulta essere quella dei minori, con una percentuale pari al 26,5 per cento tra la popolazione maschile e al 25,1 per cento tra quella femminile, mentre per la fascia compresa fra i 18 e i 59 anni le percentuali sono del 22,1 per cento fra quella maschile e del 23,6 per cento fra quella femminile. Rispetto ad un anno fa, il numero dei rifugiati registrati è più che decuplicato, passando dai 145.416 del settembre 2012 agli attuali 1.832.984. Rispetto ai 2.981.640.112 dollari richiesti dall’appello internazionale lanciato nel giugno scorso dalle agenzie umanitarie internazionali per finanziare gli interventi umanitari di qui a fine anno, finora sono stati raccolti 1.183.421.050 dollari, solo il 40 per cento della cifra richiesta.   Bambini
 
Gli interventi italiani nei paesi confinanti
 
Roma, 11 set - (Agenzia Nova) - Sempre nel contesto della crisi siriana, la Cooperazione italiana ha finora attuato interventi per 13,23 milioni di euro a sostegno dei governi dei paesi limitrofi di Giordania, Libano e Turchia, dove si registra il più alto numero di rifugiati siriani. In particolari, le iniziative hanno riguardato i settori del primo soccorso, dell’educazione e assistenza psico-sociale ai minori, della assistenza alimentare e tecnica, dell’igiene e della salute. Riguardo al primo soccorso, la Dgcs ha effettuato numerose operazioni umanitarie in Libano, Turchia e Giordania per l’invio di generi di prima necessità e medicinali ai rifugiati siriani, distribuiti anche in collaborazione con Unhcr, Oim e la Mezza Luna Rossa turca. Nel campo della protezione infantile, invece, la Cooperazione italiana è intervenuta in Libano a supporto dell’Unhcr, per le attività di protezione ai rifugiati siriani, e tramite Unicef, per le attività educative e di assistenza psico-sociale a favore di bambini e adolescenti. In Giordania si stanno realizzando, in via bilaterale, attività di supporto psico-sociale e protezione ai minori più vulnerabili, mentre con l’Unicef sono in corso attività di protezione, igiene e assistenza nutrizionale nei confronti di neonati e minori. Sempre in Giordania l’Italia ha sostenuto le attività di distribuzione d'aiuti di emergenza svolte in collaborazione con il Pam. Non sono mancati, poi, interventi di assistenza tecnica, coordinamento e supporto alle comunità ospitanti, con iniziative di ”capacity development” a favore dell’Assistance Coordination Unit (Acu) e delle diverse espressioni dell’opposizione siriana, allo scopo di rafforzare le capacità di assorbimento tecnico e finanziario delle nuove strutture siriane di coordinamento, contribuire al processo di ricostruzione e sviluppo e garantire un efficace coordinamento con le autorità dei paesi limitrofi e i donatori internazionali in loco. Ulteriori fondi saranno impiegati a favore delle municipalità giordane e libanesi per assicurare sostegno alle autorità locali nella risposta all’emergenza dei rifugiati siriani.

In Libano, tramite Undp, la Dgcs sostiene la ripresa socio-economica delle comunità libanesi ospitanti nella regione di Akkar. In Turchia la nostra Cooperazione è intervenuta al fianco dell’Unhcr nella gestione dei campi per i rifugiati siriani, mentre in Libano è in corso la distribuzione di beni di prima necessità e la realizzazioni di attività nel settore igienico-sanitario, in collaborazione con le Ong italiane. Insieme a Unhcr, inoltre, si sta garantendo l’accesso all’acqua, ai servizi igienici e la fornitura di beni umanitari ai siriani residenti negli insediamenti. In Giordania la Cooperazione italiana ha installato un Poliambulatorio (poi donato alle autorità locali) nel campo profughi di Zaatari, con servizi di medicina interna, pediatria, ginecologia e pronto soccorso dove, dal settembre 2012 ad oggi, sono state curate oltre 70 mila persone. Si è intervenuti successivamente per la fornitura di medicinali, apparecchiature logistiche e medico-pediatriche. L’Italia ha inoltre offerto il proprio contributo all’Oms negli sforzi per migliorare la qualità dei servizi sanitari offerti ai profughi e attualmente è in fase di definizione la costruzione di un Health Center europeo a guida italiana presso un nuovo campo profughi gestito da Unhcr, sempre in Giordania. In Libano, infine, l’Italia è impegnata al fianco dell’Unrwa nel garantire l’assistenza sanitaria di base ai profughi palestinesi già residenti nel nord del paese e ai nuovi profughi palestinesi in fuga da Damasco. Infine, in Iraq la Dgcs ha recentemente avviato una collaborazione con l’Unicefper fornire assistenza umanitaria nel settore acqua/igiene ai profughi siriani del Kurdistan iracheno.
  Profughi Unhcr
 
Gli interventi d'emergenza italiani
 
Roma, 11 set - (Agenzia Nova) - La Cooperazione Italiana allo Sviluppo fornisce assistenza alle popolazioni vittime di crisi umanitarie determinate da eventi catastrofici, siano essi di origine umana o naturale, con l’obiettivo di tutelare la vita, alleviare o prevenire le sofferenze e mantenere la dignità delle persone, laddove governi ed operatori locali siano impossibilitati nell’azione o non vogliano intervenire. La Cooperazione italiana si impegna nel fornire una risposta che sia rapida, efficace ed efficiente, nonché adeguata ai bisogni locali nelle tre fasi dell’aiuto umanitario:"prima emergenza” (Relief); emergenza” (Recovery and Rehabilitation); “post-emergenza” (Linking Relief and Rehabilitation to Development). Nelle fasi di emergenza e post-emergenza, la Cooperazione italiana può intervenire per prestare soccorso alle popolazioni vittime della crisi erogando finanziamenti a valere sul capitolo 2183 per la realizzazione di iniziative bilaterali o multibilaterali d’emergenza. Tramite il canale multilaterale vengono finanziate le iniziative di emergenza concordate e realizzate dagli Organismi Internazionali, in risposta agli appelli lanciati dalle Agenzie delle Nazioni Unite e dalle Organizzazioni appartenenti alla famiglia della Croce Rossa.

Nel corso degli ultimi anni, la Cooperazione italiana è intervenuta in diversi paesi colpiti da crisi politiche o calamità naturali. E' il caso della Libia, dove a partire dal 2011 la Dgcs, affiancando l'azione politica del Mae sul versante umanitario, ha monitorato costantemente l'evolversi della difficile marcia verso la democrazia in atto nel paese ed ha inviato convogli di aiuti, trasportato pazienti libici perché fossero sottoposti alle cure adeguate nel nostro paese, fornito l'opera di tecnici esperti in ricostruzioni, messo a disposizione le capacità di funzionari e diplomatici in grado di sostenere i primi passi della futura amministrazione. Nel Corno d'Africa, invece, a seguito dell'emergenza siccità, che a partire dal 2011 ha messo in gravi difficoltà le popolazioni di Etiopia, Kenya e Somalia, la Cooperazione italiana allo sviluppo ha erogato 11 milioni di euro. 9 milioni di euro i fondi in programmazione. Recentemente, inoltre, la Dgcs ha approvato lo stanziamento di un contributo di 350 mila euro a favore della Federazione internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa (Ficross) in seguito ai danni provocati dalle alluvioni che hanno colpito il Sudan nell'agosto del 2013. Il contributo italiano, in particolare, intende sostenere le operazioni di emergenza svolte dalla Ficross congiuntamente alla Società di Mezzaluna Rossa sudanese e contenute nell’appello denominato ”Emergency appeal: Sudan Floods”, del valore complessivo di circa 918 mila franchi svizzeri.