Italia-America latina
Sesta Conferenza Italia-America latina
 
Roma, 13 dic - (Agenzia Nova) - Si è conclusa oggi alla Farnesina la due giorni di lavori della sesta Conferenza Italia-America latina e Caraibi, organizzata con cadenza biennale dal ministero degli Esteri in collaborazione con l’Istituto italo-latino americano (Iila). All’evento, che è stato aperto e chiuso dal ministro degli Esteri italiano, Emma Bonino, hanno partecipato nove ministri degli Esteri della, oltre ai rappresentanti di governi dei paesi latino-americani, dei vertici delle principali organizzazioni internazionali e regionali e delle istituzioni e del mondo economico italiano. L’evento si è articolato in quattro sessioni, dedicate al dialogo Italia-America latina e Caraibi; al tema della competitività, innovazione e nuove tecnologie; a quello dello sviluppo territoriale, della sostenibilità ambientale e dell’inclusione sociale e produttiva; al dialogo fra Unione europea (Ue) e la Comunità degli stati latino-americani e dei Caraibi (Celac). Al termine della Conferenza è stata adottata una dichiarazione congiunta.  
 
Bonino: “Vicinanza storica tra i due popoli”
 
Roma, 13 dic - (Agenzia Nova) - Nel corso del suo intervento conclusivo, il ministro Bonino ha ribadito la “vicinanza storica fra i due popoli”, che è stata riaffermata da una Conferenza Italia-America latina giunta al termine di un decennio che ha segnato “una delle più straordinarie fasi della crescita economica e civile” della regione latino-americana e caraibica. "Questa nuova assertività della regione latino-americana – ha affermato il ministro – è frutto di un processo interno di concertazione politica regionale, di condivisione di principi democratici e di promozione di diritti umani, che rappresentano un terreno di dominio acquisito tra le due regioni", ha aggiunto.

La Bonino ha quindi sottolineato come l'edizione di quest'anno abbia costituito “qualcosa di più rispetto alle precedenti edizioni”, per via di un "maggior coinvolgimento degli attori" che ha favorito un "salto di qualità" che consentirà, a partire dalle prossime edizioni, di promuovere una “maggiore condivisione” nell'organizzazione dell'evento, come sancito dalla dichiarazione finale approvata oggi. Al centro dell’agenda del secondo ed ultimo giorno della Conferenza ci sono stati i temi dello sviluppo territoriale, dello sviluppo sostenibile e del dialogo fra l’ Unione europea (Ue) e la Comunità degli stati latino-americani e dei Caraibi (Celac).
 
 
I lavori della Conferenza
 
Roma, 13 dic - (Agenzia Nova) - La prima sessione di oggi, dal titolo “Sviluppo territoriale, sostenibilità ambientale, inclusione sociale e produttività”, è stata presieduta dal direttore generale per la Cooperazione italiana allo sviluppo della Farnesina, Giampaolo Cantini. “La Cooperazione italiana ha una grande esperienza in tema di sviluppo territoriale e trae la sua forza prevalentemente dal ruolo degli Enti locali”, ha detto Cantini. “Questo ruolo è particolarmente significativo in America latina, dove sono in corso progetti di cooperazione decentrata tra regioni italiane e articolazioni territoriali locali, come nel caso dei programmi 'Brasil Proximo' in Brasile e 'Prodel' in Argentina", ha aggiunto Cantini, sottolineando la necessità di armonizzare le politiche nazionali e territoriali.

Alla tavola rotonda di questa mattina ha preso parte, tra gli altri, il ministro degli Esteri boliviano, David Choquehuanca Cespedes, il quale ha sottolineato la necessità di adottare misure che ristabiliscano il rispetto dell'integrità del pianeta, in vista della definizione dei nuovi obiettivi dell'agenda di sviluppo post-2015. "La dichiarazione finale di Rio+20 prevede un approccio integrato di sviluppo sostenibile attraverso l'adozione di misure che ristabiliscano l'integrità del pianeta. Occorre applicare quella dichiarazione, pensando ad un cambiamento strutturale che comprenda i seguenti punti: la promozione di un'agricoltura sostenibile e la produzione di cibo di qualità; l'applicazione di modelli di produzione che non contaminino il pianeta; l'adattamento ai cambiamenti climatici; la democratizzazione della ricchezza e l'accesso ai fattori di produzione; l'eliminazione della disoccupazione e la promozione di fonti di lavoro degne; l'accesso universale all'istruzione; l'accesso ai servizi igienico-sanitari; il rafforzamento degli aiuti pubblici allo sviluppo", ha detto il ministro.

A seguire, i lavori della giornata sono proseguiti con la sessione dedicata al dialogo tra Ue e Celac, presieduta dal segretario generale del ministero degli Esteri, Michele Valensise. Nel corso dei lavori del panel, l’ambasciatore di Cuba in Italia e presidente di turno del Celac, Milagros Carina Soto Aguero, ha ribadito che il Celac ha interesse e si impegna a “dare impulso ad un dialogo biregionale tramite azioni concrete approvate nel corso del vertice di Santiago del Cile (il primo vertice congiunto Ue-Celac, che si è tenuto nel gennaio 2012, ndr), in particolare nei settori delle tecnologie, dell’occupazione, della coesione sociale, della lotta al narcotraffico, nella promozione dell’uguaglianza di genere, negli investimenti e nello sviluppo sostenibile”.

Della centralità dei rapporti energetici fra Unione europea e paesi del Celac ha parlato invece il direttore delle relazioni esterne di Enel, Gianluca Comin, che definito l'America latina un “mercato strategico” nel quale sviluppare le migliori soluzioni tecnologiche, nel rispetto dell'ambiente. "Enel è il più grande attore energetico privato presente in America latina, con 17 gigawattora di capacità installata e 14 milioni di clienti", ha detto Comin che, riguardo ai rapporti energetici tra Ue e Celac, ha ricordato che "l'Europa è uno dei partner economici principali dell'America latina, con un flusso a doppio senso che prevede uno scambio fra know how e opportunità di business".

Comin ha poi tracciato alcuni obiettivi strategici da raggiungere in un’ottica di cooperazione biregionale: promuovere l'integrazione del mercato energetico Ue-Celac, favorendo ricadute positive sui costi dell'energia; garantire un sistema normativo più stabile; condividere esperienze per coinvolgere le comunità locali nella realizzazione di infrastrutture; eliminare le barriere finanziarie e individuare condizioni fiscali favorevoli agi investimenti diretti; promuovere il partenariato pubblico-privato per la realizzazione di infrastrutture, in particolare le interconnessioni energetiche. Ai lavori di oggi è intervenuto anche il governatore della Regione Lombardia, Roberto Maroni, il quale ha ricordato che nel 2012 l’import-export regionale con l’America latina è stato pari a 4,6 miliardi di euro, in aumento dell’11,8 per cento rispetto al 2011. “La Lombardia può costituire un ponte economico e culturale fra l’Europa e l’America latina”, ha detto Maroni, citando l’esperienza del modello delle Pmi da promuovere come “best practise”.
   
 
La dichiarazione finale
 
Roma, 13 dic - (Agenzia Nova) - La dichiarazione finale congiunta approvata oggi prevede una serie di obiettivi da realizzare in vista della settima edizione della Conferenza Italia-America latina e Caraibi, che si terrà a Milano nel 2015, in concomitanza con l’Expo. Tra questi obiettivi, il documento prevede il consolidamento del meccanismo biennale delle Conferenze Italia-America latina e Caraibi, definendolo come istanza di dialogo intergovernativo nelle relazioni tra l’Italia e l’America latina e Caraibi; la definizione come paesi membri del meccanismo delle prossime Conferenze tutti i paesi membri dell’Iila; l’inclusione fra i paesi osservatori dei paesi terzi e gli organismi regionali che ne facciano richiesta, previa accettazione da parte dei paesi membri.

Fra gli altri “orientamenti” individuati nella dichiarazione c’è quello di dare mandato al Consiglio dei delegati dell’Iila affinché, insieme al coordinatore delle Conferenze, nel periodo che intercorrerà tra la sesta e la settima edizione, si individuino le modalità e le forme per rendere sempre più stabile ed efficiente l’organizzazione e la gestione delle Conferenze. Inoltre, organizzare la settima edizione della Conferenza a Milano, nel 2015, in occasione dell’Esposizione universale, valorizzandone il tema di fondo “Nutrire il pianeta, energia per la vita”, predisponendo un piano di azione di iniziative preparatorie ad alto livello da realizzarsi nel corso dei prossimi due anni; raggiungere l’obiettivo che un gran numero di rappresentanti dei paesi caraibici non membri dell’Iila partecipino attivamente alla settima edizione della Conferenza.
   
 
L’apertura dei lavori
 
Roma, 12 dic - (Agenzia Nova) - I legami “secolari” fra Italia e America latina, il rapporto con l’Europa, la crescita sostenibile, le politiche territoriali di sviluppo, la cooperazione tra le piccole e medie imprese e le relazioni energetiche: sono questi gli argomenti al centro della prima giornata della sesta Conferenza Italia-America latina, che si è aperta oggi alla Farnesina. Il primo giorno della Conferenza, inaugurata dal ministro degli Esteri Emma Bonino, ha visto la partecipazione di cinque ministri degli Esteri dell’area latino-americana, oltre al vicepresidente della Commissione europea, Antonio Tajani, e ad altri rappresentanti dei governi della regione, dei vertici delle principali organizzazioni internazionali e regionali e delle istituzioni e del mondo economico italiano. A margine dei lavori, la Bonino ha tenuto diversi incontri bilaterali con i suoi omologhi dell’area

Inaugurando i lavori della Conferenza, il ministro Bonino ha sottolineato come i legami fra Italia e America latina siano “sedimentati da molte generazioni”, auspicando un'ulteriore salto di qualità nelle relazioni tra i due popoli. "In America latina vive una comunità italiana di 20 milioni di persone, di cui due milioni con passaporto italiano. Questo legame ha alimentato nel tempo un flusso prezioso di idee, contatti e cultura, favorendo una relazione privilegiata che costituisce un patrimonio inestimabile e di grande valenza strategica", ha detto il ministro, sottolineando lo "straordinario risveglio economico, culturale e politico" della regione latino-americana negli ultimi 20 anni, come dimostra la presenza di due paesi dell'area nel consesso del G20. Riguardo al tema dell’integrazione fra Ue e America latina, la Bonino ha definito il sostegno all'integrazione e alla cooperazione paritaria fra le due regioni “una costante della politica estera italiana”.

"Occorrono analisi condivise e risposte coordinate a livello globale, idee nuove che tengano conto anche della società civile, del mondo del lavoro e della cultura: è questo il segreto della longevità dei rapporti fra Italia e America latina", ha detto la Bonino, secondo la quale le relazioni fra Ue e America latina devono essere improntate "non tanto a preservare le tradizioni quanto a costruire un futuro comune. Ci eravamo prefissi – ha aggiunto il ministro – che questa sesta Conferenza fosse costruita congiuntamente dai paesi membri dell’Iila, di tutta l’America Latina e dell’area caraibica. Abbiamo centrato questo obiettivo e, lo sottolineo con orgoglio, abbiamo innestato un cambio di marcia che, anche per il metodo di lavoro adottato, fungerà da volano nell’avvicinamento alla Conferenza del 2015”, ha detto la Bonino, sottolineando che l’appuntamento ”coinciderà con l’Expo di Milano e che con essa condividerà alcune tematiche sulle sfide cruciali per il futuro dell’umanità: dalla sicurezza alimentare allo sviluppo sostenibile, dall’accesso alla nutrizione al miglioramento della qualità nel modo di vivere, anche nella prospettiva dell’elaborazione in corso dei nuovi Obiettivi post-Millennium Development Goals”.
 
 
Tajani: intensificare rapporti commerciali Ue-Celac
 
Roma, 12 dic - (Agenzia Nova) - Sulla necessità di intensificare i rapporti sul piano anche commerciale tra Ue e America latina ha parlato nel suo intervento il vicepresidente della Commissione Ue, Antonio Tajani, secondo il quale l’Ue deve consolidare i propri legami con i mercati con cui ha maggiore affinità e l'America latina rientra fra questi. "Con l'America latina ci unisce la storia, la cultura, la religione", e questi legami hanno favorito la firma di accordi importanti negli ultimi anni. "Nel 2001 è stato siglato l'accordo di libero commercio fra Ue e Messico 2001 che ha fatto dell'Ue il terzo esportatore verso il Messico. L'accordo di libero scambio con il Cile, sottoscritto nel 2003, ha più che raddoppiato il valore degli scambi con l'Ue, passando da 7,7 miliardi a 18 miliardi di euro", ha detto Tajani, il quale ha ricordato anche l'accordo in vigore dall'agosto di quest'anno con Perù e Colombia e quello che dovrebbe entrare in vigore entro il 20 febbraio con il Brasile per facilitare la vita alle imprese.

Anche il ministro degli Esteri argentino, Hector Timerman, ha posto l’accento sui legami tra Italia e America latina per far nascere un'alleanza strategica fra l'America latina e l'Unione europea. "Dall'inizio della crisi economica globale le imprese edilizie italiane hanno fatturato in America latina il 60 per cento in più rispetto agli altri paesi dell'Unione europea", ha ricordato Timerman per sottolineare i forti legami economici fra l'Italia e la regione latino-americana. Il ministro ha quindi auspicato una maggiore cooperazione fra la Comunità di stati latino-americani e dei Caraibi (Celac) e Unione europea per "favorire politiche comuni". Il primo giorno della Conferenza è stata anche l’occasione per affrontare il tema della crisi economica e dell’adozione di un’agenda per un partenariato allo sviluppo. Così il ministro della segreteria generale della presidenza brasiliana, Gilberto Carvalho, intervenendo al panel dedicato al tema, si è detto convinto la crisi economica abbia reso necessario un nuovo modello di sviluppo basato su una cultura di solidarietà e di difesa della sovranità, che richiede "posizioni forti".

"Salutiamo con favore le posizioni espresse da Letta e Napolitano nel rivendicare la necessità di una maggiore crescita", purché questa crescita sia "equa ed inclusiva", ha detto Carvalho. "Vogliamo crescere, ma la questione che poniamo è il modo in cui occorre farlo" e in questo senso "i rapporti conl'Italia ci interessano moltissimo, in particolare nei settori delle centrali idroelettriche e delle energie rinnovabili", ha aggiunto Carvalho, citando poi la positiva esperienza del progetto di cooperazione decentrata "Brazil Proximo" e quello di "Scienze senza frontiere", riguardante lo scambio inter-universitario, auspicando in tal senso uno "scambio vantaggioso per tutti". Sulla stessa lunghezza d’onda il ministro degli Esteri cileno, Alfredo Moreno Charme, che ha citato l’esperienza dell’Italia nel settore delle Piccole e medie imprese (Pmi) come uno strumento in grado di far superare la crisi. Il governo cileno – ha detto Charme – negli ultimi tre anni ha creato 860 mila nuovi posti di lavoro grazie anche al sostegno alle Pmi, settore in cui l'esperienza italiana ha molto da insegnare.

"Nel 2012 abbiamo creato 68 mila posti di lavoro favorendo l'accesso al credito per le Pmi, attraverso un programma di start up al quale hanno finora aderito 1.910 progetti di imprese di 66 paesi", ha detto Charme, sottolineando l'importanza del contributo europeo. Il ministro ha quindi citato l'esperienza della rete universitaria Cile-Italia, che prevede lo scambio di studenti e docenti fra Cile e Italia e progetti di ricerca congiunti nei settori dell'ambiente, delle energie rinnovabili e del design industriale, tutte "aree d'eccellenza italiane". La prima sessione della giornata è stata presieduta dal sottosegretario agli Affari esteri, Mario Giro, che nel corso del suo messaggio iniziale ha definito l'America latina “una priorità” per il governo italiano, che nasce da una "storia comune" che inizia ben prima dell'unità d'Italia.

"Oggi, rinnovando questo legame, possiamo fornire un contributo per superare la crisi economica, contribuire alla lotta al cambiamento climatico e alla riforma delle Nazioni Unite. I paesi dell'America latina sono degli amici cruciali per affrontare e superare queste sfide, ha detto Giro, sottolineando che i legami fra l'Italia e l'America latina "vanno oltre le relazioni economiche e riguardano gli organismi della società civile, le università, le Ong e le comunità all'estero. La Conferenza adotterà una dichiarazione condivisa con l'obiettivo di intensificare questo dialogo", ha aggiunto Giro. A seguire, nel pomeriggio, il direttore generale per la Mondializzazione e gli Affari globali del ministero degli Esteri italiano, Luigi Marras, ha presieduto la sessione "Energia elettrica ed energie rinnovabili. Italia e America latina per la sostenibilità".

Nella sessione è intervenuto, tra gli altri, il direttore del Development Center dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse), Marco Pezzini, il quale, ricordando che la domanda di energia in America latina è raddoppiata negli ultimi 40 anni e che dal 2005 al 2010 è cresciuta ad un tasso medio annuale del tre per cento, ha posto l’accento sull’importanza della diversificazione delle fonti di energia nella regione. "Il consumo di energia pro capite nella regione è alto, ma molto più basso se raffrontato ad altri paesi, perciò esiste un margine di crescita molto significativo. La comparsa della cosiddetta classe media in paesi come il Brasile e l'Uruguay ha creato delle grandi aspettative ma al contempo permane una certa vulnerabilità, il che favorisce una maggiore richiesta di servizi energetici", ha detto Pezzini. "L'America latina è la regione con la seconda riserva mondiale di petrolio dopo i paesi arabi, ma nonostante ciò l'energia non è distribuita in maniera uniforme. Per questo occorre pensare a mercati regionali energetici e a una maggiore innovazione tecnologica per favorire delle migliori opportunità di sviluppo", ha aggiunto. Una regione, l’America latina, dove l’Italia è presente con le sue aziende nel settore energetico, come nel caso di Enel. “(La nostra azienda, ndr) è presente in tutta la regione dell'America latina, ad eccezione dell'Honduras, con più di mille megawattora installati e l'obiettivo è di installarne altri duemila nei prossimi cinque anni” – ha affermato il responsabile di Enel Green Power in Iberia ed America latina, Maurizio Bezzeccheri, intervenendo al panel. "Il nostro sforzo sta continuando con la costruzione di infrastrutture nel settore eolico per 200 megawattora in Messico e per 300 megawattora nelle regioni di Pernambuco e Bahia, in Brasile", ha aggiunto Bezzeccheri.
 
 
Gli accordi siglati
 
Roma, 12 dic - (Agenzia Nova) - Nel corso della prima giornata dei lavori, l’Enea e l’Iila hanno siglato oggi alla Farnesina un'intesa di collaborazione nel settore energetico. L'accordo globale, firmato dal commissario dell'Enea, Giovanni Lelli, e dal segretario generale dell'Iila, Giorgio Malfatti di Monte Tretto, prevede una collaborazione nei seguenti settori: l'efficienza energetica e le fonti rinnovabili; l'ambiente e il clima; le tecnologie abilitanti per l'innovazione; la sicurezza e la salute; il patrimonio culturale. In precedenza, sempre alla Farnesina, è stato siglato un memorandum d'intesa tra il ministero dello Sviluppo economico italiano e l'Istituto italo-latino americano (Iila) concernente la collaborazione tra piccole e medie imprese (Pmi) italiane e dell'America latina. L'accordo, firmato dal segretario generale dell'Iila, Giorgio Malfatti di Monte Tretto, alla presenza del sottosegretario agli Affari esteri italiano, Mario Giro, prevede l'adozione di un piano d'azione finalizzato a creare uno spazio web condiviso fra ministero dello Sviluppo economico italiano ed Iila.