Giornata dell'infanzia
Giornata mondiale per i diritti dell'infanzia
 

Roma, 03 dic - (Agenzia Nova) - Il 20 novembre scorso si è celebrata, come ogni anno, la Giornata mondiale per i diritti dell'infanzia, in occasione del 24esimo anniversario della approvazione della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza (20 novembre 1989), il trattato sui diritti umani più ratificato nella storia della comunità internazionale e il più importante strumento giuridico di enunciazione e tutela dei diritti di ogni bambino e bambina, ragazzo e ragazza. La Cooperazione italiana negli ultimi anni ha posto tra le sue strategie prioritarie la tutela e la promozione dei diritti fondamentali dell’infanzia e dell’adolescenza, facendo propria la Dichiarazione dei diritti del fanciullo, adottata dall'Assemblea Generale dell'Onu il 20 novembre 1959, in cui si afferma che “il fanciullo, a causa della sua immaturità fisica e intellettuale, ha bisogno di una particolare protezione e di cure speciali compresa un’adeguata protezione giuridica".

 

In occasione della Giornata dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, l’Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani) e Unicef Italia sono fianco a fianco per celebrare il 24esimo anniversario della Convenzione sui diritti dell’infanzia, dedicato all’uguaglianza dei diritti di tutti i bambini ed in particolare alla non discriminazione dei gruppi più vulnerabili, come i minorenni di origine straniera. Il tema della tutela dei diritti dei minorenni di origine straniera e la semplificazione delle procedure per il conseguimento della cittadinanza italiana da parte dei minorenni figli di genitori stranieri che vivono sul territorio italiano sono temi su cui l’Anci è impegnata da tempo e sono tra gli obiettivi che Unicef Italia persegue sin dal 2010 con la Campagna “Io come Tu. Mai nemici per la pelle”. Per l’occasione, Unicef Italia e l’Anci hanno dunque coinvolto il maggior numero possibile di Comuni su due azioni: approvazione di una Delibera comunale che disponga il conferimento della cittadinanza onoraria ai minorenni di origine straniera che sono nati e vivono sul territorio comunale nell’ambito della campagna di Unicef Italia “Io come Tu”; adesione alla catena umana organizzata dai Comitati regionali e provinciali dell’Unicef che il 20 novembre ha unito simbolicamente da nord a sud tutta l’Italia sul tema della cittadinanza. La catena umana, formata da bambini e ragazzi, scuole, rappresentanti delle istituzioni, in ogni città si farà portavoce dei messaggi della Campagna: non discriminazione, pari opportunità, eguaglianza dei diritti di tutti i minorenni, tutela del superiore interesse del minore, ascolto e partecipazione dei bambini e dei ragazzi. Al tema “Bambini e disabilità” è inoltre dedicato il Rapporto di Unicef Italia su "La condizione dell'infanzia nel mondo 2013".

 

In occasione della Giornata, il 4 dicembre l’Ong Terres des Hommes, in collaborazione con l’Università Bocconi e il Coordinamento italiano dei servizi contro il maltrattamento e l'abuso all'Infanzia (Cismai), organizza a Milano la Conferenza “Tagliare sui Bambini è davvero un risparmio?”, cui partecipano – tra gli altri – il Rettore dell’Università Bocconi, Andrea Sironi; il presidente della Federazione internazionale Terre des Hommes, Raffaele K. Salinari; il presidente del Cismai, Dario Merlino; il Responsabile Advocacy e Programmi di Terre des Hommes Italia, Federica Giannotta. Sempre in occasione della Giornata Mondiale dell’Infanzia, ForumSaD ha promosso il 20 novembre un convegno sui minori stranieri non accompagnati, in collaborazione con Libera, Aitr (Associazione Italiana Turismo Responsabile) e Fondazione Roma Solidale. Tante le domande a cui il convegno ha provato a dare risposta. Come vengono accolti i minori? Quali sono i loro diritti e doveri? Che rischi corrono, in un Paese a loro sconosciuto, dove nessun familiare può proteggerli? L’evento è stata l’occasione per scattare "una fotografia" di numeri e "situazioni di rischio", attraverso il contributo di un Tavolo di lavoro composto dalle reti e le organizzazioni presenti sul territorio romano, il cui obiettivo è stato quello di dare vita ad un documento programmatico di attività rivolte all’aiuto e all’integrazione dei minori stranieri non accompagnati L'evento è stato patrocinato dall’assessorato Sostegno sociale e sussidiarietà di Roma Capitale.

 

Tra le altre iniziative, da segnalare la conferenza internazionale dal titolo "L'Infanzia rubata. Lo sfruttamento militare dei bambini ieri e oggi", promossa lo scorso 28 novembre presso la Camera dei deputati dall'organizzazione Summit. Alla conferenza, come riferisce un comunicato, hanno partecipato Oscar Torres, scrittore e sceneggiatore del pluripremiato film "I figli della guerra", ispirato alla sua infanzia di bambino arruolato dall'esercito di El Salvador negli anni della guerra civile, e Yadom Adarkwah, della Sierra Leone, dove gestisce l’Ong italiana Mother Child Ravera Center del “Family Homes Movement”, che da anni lavora sul campo. Presenti anche il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, il vicepresidente della commissione Affari sociali della Camera, Eugenia Roccella, e Antonella Napoli, presidente di Italians for Darfur.

 
     
 
La Convenzione Onu per i diritti dei minori
 

Roma, 03 dic - (Agenzia Nova) - Approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 20 novembre 1989, la Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza (Convention on the Rigths of the Child) enuncia per la prima volta, in forma coerente, i diritti fondamentali che devono essere riconosciuti e garantiti a tutti i bambini e a tutte le bambine del mondo. Costruita armonizzando differenti esperienze culturali e giuridiche, la Convenzione prevede anche un meccanismo di controllo sull’operato degli Stati, che devono presentare a un Comitato indipendente un rapporto periodico sull’attuazione dei diritti dei bambini sul proprio territorio. La Convenzione è rapidamente divenuta il trattato in materia di diritti umani con il maggior numero di ratifiche da parte degli stati. Ad oggi sono 193 gli stati parti della Convenzione. La Convenzione è composta da 54 articoli e da due Protocolli opzionali (sui bambini in guerra e sullo sfruttamento sessuale). Sono quattro i suoi principi fondamentali: non discriminazione (articolo 2): i diritti sanciti dalla Convenzione devono essere garantiti a tutti i minori, senza distinzione di razza, sesso, lingua, religione, opinione del bambino/adolescente o dei genitori; superiore interesse (articolo 3): in ogni legge, provvedimento, iniziativa pubblica o privata e in ogni situazione problematica, l'interesse del bambino/adolescente deve avere la priorità; diritto alla vita, alla sopravvivenza e allo sviluppo del bambino (articolo 6): gli Stati decono impegnare il massimo delle risorse disponibili per tutelare la vita e il sano sviluppo dei bambini, anche tramite la cooperazione tra Stati; ascolto delle opinioni del minore (articolo 12): prevede il diritto dei bambini a essere ascoltati in tutti i processi decisionali che li riguardano, e il corrispondente dovere, per gli adulti, di tenerne in adeguata considerazione le opinioni. L’Italia ha ratificato la Convenzione con la legge 176 del 27 maggio 1991 e ha fino ad oggi presentato al Comitato sui diritti dell'Infanzia quattro Rapporti.

 
 
I progetti della Cooperazione italiana per i minori
 

Roma, 03 dic - (Agenzia Nova) - Nel corso degli anni numerosi sono stati gli interventi finanziati dalla Cooperazione italiana per promuovere e tutelare i diritti fondamentali dei bambini e delle bambine e tale impegno è stato portato avanti anche nell’ultimo anno. Tutte le iniziative della Dgcs nel settore dei minori sono realizzate attraverso una strategia multisettoriale integrata che mira a promuovere e tutelare, in maniera olistica, i diritti fondamentali dei e delle minorenni, primariamente il loro diritto alla salute fisica e psichica e dell’educazione primaria gratuita formale e non, per la loro piena inclusione sociale, formazione professionale con strategie a livello centrale e decentrato. I programmi, sempre realizzati in collaborazione con le istituzioni dei paesi beneficiari, a livello centrale e decentrato e in stretta sinergia con il sistema Italia, sono rivolti ai giovani, intesi quali risorsa primaria per lo sviluppo sostenibile dei paesi e delle pari opportunità, per il rafforzamento dei processi di pace e della democrazia nel mondo. Le iniziative nella tematica minorile sono suddivise nei seguenti settori: lo sfruttamento sessuale commerciale e la tratta dei minori; la giustizia minorile; il lavoro minorile; i minori nei contesti di crisi; i minori nelle migrazioni.

 

Nell’ambito del tema della lotta allo sfruttamento sessuale dei minori, la Cooperazione italiana considera crimini contro l’umanità la tratta e lo sfruttamento dei minori e la violazione della loro integrità psichica e fisica perpetrata attraverso ogni forma di violenza. Ispirandosi ai principi contenuti nella Crc e nei suoi Protocolli opzionali e nelle convezioni di Lanzarote e di Strasburgo del Consiglio d’Europa, essa individua nelle strategie volte a prevenire e contrastare l’induzione alla prostituzione, il turismo sessuale e la pedo-pornografia, anche attraverso strumenti telematici, i presupposti per promuovere una cultura dei diritti umani che superi la neutralità della condizione infantile verso un pieno riconoscimento dei diritti dei minori.

 

In linea con gli standard internazionali adottati in materia di Giustizia minorile, tra cui la Convenzione Europea sull’esercizio dei diritti dei minori, le Regole di Pechino, le Regole de l’Havana, le Linee Guida di Riyadh e le Linee Guida di Vienna, e riconoscendo la particolare vulnerabilità dei minori che entrano in contatto con il sistema della giustizia minorile, la Cooperazione italiana considera fondamentale promuovere e sostenere l’adozione e l’attuazione di politiche e interventi nei Paesi destinatari di cooperazione in materia di giustizia minorile civile e penale al fine di prevenire, recuperare e reinserire nella società i minori in conflitto con la legge.

 

In tema di lotta al lavoro minorile, la Cooperazione Italiana promuove iniziative volte all’adozione e all’attuazione di politiche e progetti di contrasto e sradicamento di tutte le modalità di sfruttamento dei minori attraverso il lavoro, dando priorità alle peggiori forme del lavoro minorile e a ogni mansione che possa comprometterne la sicurezza, la salute e lo sviluppo. A livello sovranazionale, la Cooperazione italiana sostiene gli sforzi (Global Compact, Linee Guida Ocse) per innalzare la responsabilità sociale delle imprese, migliorare gli standard di lavoro per gli adulti e per un’efficace prevenzione dello sfruttamento del lavoro minorile in tutte le sue forme.

 

Nel settore dei Minori nei contesti di crisi , la Cooperazione italiana promuove e realizza direttamente iniziative finalizzate al recupero e al reinserimento sociale dei minori ex-combattenti e vittime dei conflitti che presuppongono un vasto impegno civile e politico delle Istituzioni locali. La Dgcs attribuisce particolare rilievo alla protezione dei minori nelle situazioni di emergenza umanitaria, riconducibili all’uomo o derivanti da fattori naturali, ove la particolare vulnerabilità dei minori risulta evidente e un’azione quanto più tempestiva in loro favore rappresenta una condizione indispensabile per ridurre l’esposizione a gravissimi fattori di rischio.

 

La Cooperazione italiana è attiva anche nella tutela dei minori nei processi migratori, sia nei paesi d’origine dei flussi migratori, sia nel nostro paese, la cui crescente complessità è da collegarsi ai fenomeni legati alla globalizzazione e che coinvolgono anche il nostro paese. La Cooperazione italiana interviene sostenendo i sistemi di welfare nei paesi d’origine dei flussi migratori allo scopo di promuovere politiche di sviluppo e di inclusione sociale a favore di Minori, anche mediante la cooperazione decentrata.

 

Oltre a questi cinque settori, la Dgcs opera anche nell'ambito dell'istruzione, partecipando alla Global Partnership for Education (Gpe), la principale iniziativa globale nel settore, che ha registrato finora risultati incoraggianti: un incremento delle iscrizioni di circa 23 milioni di bambini, la costruzione di 37 mila aule e la formazione di 413 mila insegnanti. Nei Paesi aderenti alla Gpe, il 68 per cento delle bambine completa il ciclo primari, e in 18 paesi è stata raggiunta la parità di genere nelle iscrizioni. L'istruzione è uno dei settori prioritari d’intervento della Cooperazione italiana, che partecipa all’impegno della comunità internazionale per gli Obiettivi del Millennio 2 e 3: garantire a tutti i bambini e bambine la possibilità di completare il ciclo primario. L’Italia condivide i principi del quadro d’azione “Education for All”, concordato a Dakar nel 2000, con il quale ci si è impegnati ad innalzare la qualità, l’equità e l’inclusione nei sistemi scolastici. Per questo motivo, dal 2000 la Cooperazione italiana ha progressivamente modificato le modalità d’intervento, passando dal finanziamento di progetti isolati al sostegno alle strategie settoriali dei Paesi partner, coordinandosi con gli altri donatori nel rispetto dei principi dell’efficacia dell’aiuto e dello sviluppo.

 
 
La Dgcs contro lo sfruttamento sessuale dei minori
 

Roma, 03 dic - (Agenzia Nova) - La Cooperazione italiana, in conformità con i Piani d’azione delle Conferenze Internazionali di Stoccolma (1996), Yokohama (2001), Rio de Janeiro (2008) e del Protocollo Opzionale della Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti del Fanciullo, sulla Vendita di bambini, la prostituzione e la pornografia infantile, ha finanziato numerose e importanti iniziative in collaborazione con le Agenzie delle Nazioni Unite, organizzazioni internazionali specializzate, Ong ed enti locali. Anche a livello nazionale sono state promosse campagne di educazione allo sviluppo incentrate contro la violenza sessuale su minori. Per quanto concerne le azioni in Italia, il Ministero degli Affari Esteri, attraverso la Dgcs, coerentemente al proprio mandato, è impegnato, in collaborazione con le Regioni, gli Enti Locali e le Ong, a promuovere e sostenere le iniziative di educazione allo sviluppo e all’intercultura quali mezzi per accrescere la conoscenza della Convenzione sui diritti del fanciullo, la condizione dell’infanzia e dell’adolescenza nei paesi di cooperazione e di quella immigrata in Italia.

 

La Cooperazione italiana sostiene l’adozione e attuazione di politiche e programmi nazionali e transnazionali volti a prevenire e combattere tutte le forme di violenza a danno dei minori, in particolare l’abuso e lo sfruttamento sessuale. Per quanto riguarda le attività del Mae, occorre inoltre sottolineare che la Cooperazione italiana finanzia numerosi progetti contro lo sfruttamento sessuale dei minori nelle aree maggiormente colpite da questo fenomeno. I progetti perseguono sostanzialmente i seguenti obiettivi: rafforzare la capacità di risposta giurisdizionale dei paesi d’intervento contribuendo alla definizione di un sistema giuridico minorile e di una legislazione civile e penale che rispettino la Convenzione sui diritti del fanciullo anche al fine di armonizzare le normative dei paesi terzi; formare e aggiornare i “decision makers” e il personale addetto; acquisire dati per una migliore comprensione del fenomeno; attuare politiche ed attività per fini preventivi; promuovere azioni di coordinamento tra forze dell’ordine, magistratura, servizi pubblici e privati; sostenere e rafforzare le reti di protezione sociale; sostenere e rafforzare la collaborazione tra i gestori di servizi di internet, autorità giudiziarie e di polizia a livello nazionale e transnazionale; sensibilizzare il settore turistico.

 

Con delibera del Comitato direzionale 163 del 12 dicembre 2011 sono state approvate le nuove Linee Guida per i minori della Dgcs, documento che aggiorna il precedente, risalente al 2004, al fine di recepire i numerosi aggiornamenti sopravvenuti a livello internazionale e derivati dall’esperienza acquisita dalla Dgcs nell’ultimo quinquennio nel settore, nonché per rendere coerente il documento strategico alle raccomandazioni Ocse in tema di efficacia dell’aiuto. In questo lavoro di aggiornamento, avviato nel 2009, sono stati coinvolti esperti privati, della società civile e della Pubblica Amministrazione che hanno presentato i loro contributi allo studio del Gruppo di Lavoro sulle tematiche minorili istituito presso l’Utc. Tale modalità di lavoro è stata decisa per mantenere continuità con quanto fatto per la redazione della prima stesura delle Linee Guida, che era stata effettuata in costante condivisione con esperti privati e delle istituzioni interessate per la tematica minorile. Il documento, articolato per settori tematici di intervento, dedica una specifica sezione alle iniziative in tema di lotta allo sfruttamento sessuale di minori.

 

L’Italia ha svolto un ruolo attivo nella preparazione del terzo Congresso mondiale contro lo sfruttamento sessuale che si è tenuto a Rio de Janeiro nel 2008, in linea con l’importante ruolo da sempre svolto dalla Cooperazione italiana fin dalle due Conferenze di Stoccolma (1996) e Yokohama (2001). In particolare, la Dgcs ha partecipato al gruppo degli esperti internazionali impegnati nella preparazione del Congresso di Rio e ha concesso un contributo di all'Unicef per l'organizzazione di una Conferenza Preparatoria (PrepCom) per la Regione Europea , per coinvolgere rappresentanti degli Stati membri Ue, del Consiglio d'Europa e di altri paesi donatori maggiormente impegnati su questo tema. Va sottolineato, inoltre, che gli esperti della Cooperazione italiana, congiuntamente agli esperti dell’Osservatorio per il contrasto della pedofilia e della pornografia minorile della presidenza del Consiglio dei ministri, che guidavano la delegazione italiana, hanno proposto nel corso del negoziato per il testo della Convenzione del Consiglio d’Europa contro lo sfruttamento e l’abuso sessuale dei minori, aperta a firma a Lanzarote ad ottobre 2007 (Convenzione di Lanzarote), una specifica norma per la quale ogni Stato avrebbe dovuto impegnarsi nell’integrare, ove serva, la prevenzione e la lotta allo sfruttamento e all’abuso sessuale dei minori nei programmi di assistenza previsti a beneficio di stati terzi.