Intervista a Naha Mint Mouknass, ministro degli Esteri della Mauritania

 

 
Porte aperte agli investitori italiani
 
Roma, 23 mar - (Agenzia Nova) - Pubblichiamo di seguito il testo integrale della intervista esclusiva concessa dalla ministra degli Esteri della Mauritania, Naha Mint Hamdi Ould Mouknass, a Agenzia Nova.
 
Signora ministro, le relazioni commerciali fra l'Italia e la Mauritania sono ancora ad un livello embrionale. In che modo crede che si possano evolvere?
 
Innanzitutto grazie per avermi concesso l'occasione di parlare. Dopo la visita del ministro degli Esteri Franco Frattini in Mauritania è nata l’idea di una presentazione a Roma delle opportunità economiche del paese. È stata un'idea del ministro Frattini ed è un primo passo per far conoscere la Mauritania agli investitori italiani, prima di tutto, e poi anche ad altri, nella prospettiva di una cooperazione e di relazioni migliori su tutti i piani, sul piano economico, degli investimenti. Siamo a disposizione dei nostri amici italiani per rinforzare le relazioni bilaterali.

Quali sono le opportunità più importanti? In quali settori dell'economia?
 
Abbiamo ferro, rame, diamanti e le coste più pescose del mondo. Non ci sono però ancora stabilimenti di trasformazione del pesce, che viene quindi immediatamente esportato verso l'Europa, il Giappone, l'Africa. Anche l’agricoltura, grazie al fiume Senegal, è un settore promettente. Abbiamo anche altri settori che sono ancora arretrati ma saranno valorizzati grazie alla fiducia degli investitori, soprattutto italiani che, come abbiamo constatato, sono pieni di buona volontà per aiutare lo sviluppo della Mauritania.

La Mauritania è stata inserita nella lista dei paesi beneficiari delle iniziative della Banca mondiale e del Fondo monetario internazionale per sostenere i paesi ad alto indebitamento. Quali riforme ha adottato il paese per favorire una maggiore liberalizzazione dell'economia e per aprire il mercato agli investitori stranieri?
 
Attualmente stiamo cercando di riguadagnare la fiducia dei nostri partner: la Banca mondiale, il Fondo monetario internazionale, la Banca islamica e, in particolare, l'Unione europea. Per migliorare le condizioni dei possibili partner economici lo Stato ha iniziato a ritirarsi dalla gestione dell’economia, per lasciare spazio agli investitori privati. Sono sicura che esista una volontà precisa in questo senso; il settore pubblico deve ritirarsi per permettere il miglioramento del settore privato. C'è un lavoro che è stato avviato e che tuttavia andrebbe rafforzato.

Nella sua visita a Nouakchott, nel gennaio scorso, il ministro Frattini ha firmato un accordo di cooperazione con la Mauritania del valore di 4,5 milioni di euro per la sicurezza alimentare nella regione centro-orientale del paese. Quali sono i programmi già partiti?
 
L'impegno dell'Italia sulla questione alimentare non è cosa di oggi. C'è anzi una continuità nel sostegno dell'Italia che è cosciente di questa necessità. Proprio prima di venire qui a Roma ho letto un rapporto del nostro Commissariato alla sicurezza alimentare sui sei mesi passati, secondo cui l'insicurezza è scesa del 15 per cento. I risultati sono incoraggianti. possiamo superare il problema se continuiamo a godere del supporto dei paesi amici.

Qual è il livello di penetrazione di al Qaeda in Mauritania e nel Sahel in generale, e quali azioni ha intrapreso il governo per combattere il terrorismo?
 
Vorrei dire che non vi sono basi di al Qaeda in Mauritana, non ci sono cellule di al Qaeda in Mauritania e quindi non c'è alcuna presenza permanente. Vi sono alcune infiltrazioni dai paesi vicini che però non si sono mai protratte per più di due ore. Sono solo incursioni. Oggi sfortunatamente, con il rapimento di due spagnoli e di due italiani, il governo mauritano è stato obbligato a prendere provvedimenti sulla questione, per garantire la sicurezza dei mauritani e degli stranieri che vivono o sono di passaggio nel nostro paese. Abbiamo stabilito 35 punti d’accesso alle frontiere e chiunque entri o esca dal paese può farlo solo attraverso questi punti d’accesso. Il governo ha un atteggiamento rigido, ferreo sulla questione della sicurezza, perché il progresso del nostro paese e la fiducia degli investitori dipende da questo. La settimana scorsa, ad Algeri, all’incontro sul tema del terrorismo erano presenti l'Algeria, la Libia, la Mauritania, il Mali, il Niger, il Burkina Faso e il Ciad. La Mauritania si è astenuta sullo svolgimento a Bamako del vertice sulla sicurezza. Non siamo contro una riunione dei capi di stato, ma è prematuro che si tenga in Mali, a Bamako. Non siamo sicuri che si possa fare. Prima servono segnali forti da parte del Mali nella lotta contro il terrorismo, contro al Qaeda. La condizione è che il paese che ospita la riunione prenda provvedimenti contro l'insicurezza, il terrorismo ed al Qaeda, altrimenti state certi che la Mauritania prenderà le misure solo per sé stessa. Chi vorrà prendere in ostaggio dei turisti avrà serie difficoltà a restare sul nostro territorio.

Il ministro Frattini ha appena parlato di un accordo per la formazione di guardie di frontiera della Mauritania, che saranno istruite dalla Guardia di finanza italiana ad Orvieto. Ci può spiegare i dettagli dell'accordo?
 
Come ho detto, l'Italia è piena di buone intenzioni nei confronti della Mauritania. Abbiamo delle priorità nel nostro progetto di sviluppo. In primo luogo bisogna garantire la sicurezza. Se essa viene a mancare, non c'è progresso, sviluppo e investimenti. Durante la visita del ministro Frattini abbiamo deciso di provvedere congiuntamente alla formazione della polizia doganale e finanziaria mauritana. Il mese scorso abbiamo arrestato un grande gruppo di trafficanti di droga nel nord, al confine con il Mali. Abbiamo giudicato necessario oltrepassare il confine. Tutte le attività di cooperazione su questo versante sono benvenute. L'Italia si è mostrata molto sensibile sulla questione e siamo giunti a un accordo.

Ci può fornire dei dettagli sui negoziati per la liberazione degli ostaggi italiani rapiti alla fine del novembre scorso in Mauritania?
 
Quello che posso dirle è che le nostre forze dell'ordine hanno fermato alcune persone che sono coinvolte nel sequestro. Per il buon esito della vicenda, comunque, preferirei non esprimermi sulla questione. Penso che l'approccio italiano debba essere molto prudente. Bisogna essere responsabili per evitare reazioni nefaste da parte dei terroristi. Dalle informazioni che abbiamo, in ogni caso, oggi gli ostaggi si trovano in buone condizioni.
 

La ministra degli Esteri della Mauritania, Naha Mint Hamdi Ould Mouknass

 

Il ministro degli Esteri italiano, Franco Frattini, con la Mouknass a Nouakchott

 


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