Giornata dell'alimentazione
Sconfiggere la fame attraverso la riduzione degli sprechi
 

Roma, 16 ott - (Agenzia Nova) - "Sistemi alimentari sostenibili per la sicurezza alimentare e la nutrizione” è il tema della Giornata mondiale dell’alimentazione (Gma) 2013, promossa come ogni anno dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (Fao). Al centro del dibattito di quest'anno, le questioni legate allo spreco alimentare e alla tutela del diritto a una nutrizione sana. Oggi sono 842 milioni le persone nel mondo che soffrono di malnutrizione cronica e, se da un lato c’è la necessità di aumentare la produzione di alimenti almeno del 70 per cento, dall’altro nel mondo si spreca più di un terzo del cibo che viene prodotto. Se si riuscissero a prevenire tutte le perdite e gli scarti, si potrebbe dare da mangiare per un anno intero a circa metà dell’attuale popolazione mondiale. Per discutere di questi temi, la Fao ha ospitato questa mattina la cerimonia d’inaugurazione della Gma 2013, mentre a seguire la Direzione generale per la Cooperazione italiana allo sviluppo (Dgcs) del ministero degli Esteri ha organizzato il seminario di alto livello "Perdite e sprechi alimentari globali: dalla riduzione alla prevenzione per un sistema agroalimentare sostenibile": presenti, oltre ai direttori delle agenzie del polo agro-alimentare romano dell’Onu, anche il ministro degli Esteri, Emma Bonino, il ministro dell’Ambiente, Andrea Orlando, il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, e il viceministro degli Esteri Lapo Pistelli.

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Bonino: sicurezza alimentare tema prioritario del governo
 

Roma, 16 ott - (Agenzia Nova) - La sicurezza alimentare è un tema prioritario per il governo italiano, che fornirà un importante contributo in vista della seconda Conferenza internazionale sulla nutrizione, che si terrà a Roma nel 2014. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri Emma Bonino, intervenendo al convegno sugli sprechi alimentari in corso di svolgimento presso la sede della Fao. "Nel 2009 la presidenza italiana del G8 aveva riportato la sicurezza alimentare al centro dell’agenda politica mondiale dopo anni di disinteresse e carenza di investimenti nel settore agricolo. In quel contesto fu lanciata l’Afsi (Aquila Food Security Initiative), un’iniziativa che oltre a mobilizzare 22,5 miliardi di dollari in investimenti, ha creato un meccanismo inclusivo comprendente 19 altri paesi (donatori e beneficiari) e 15 organismi internazionali", ha sottolineato la Bonino. "Grazie alla spinta propulsiva dell’Afsi i cinque principi individuati all’Aquila furono poi fatti propri dalla Fao durante il Vertice del 2009, e sono ora noti come i ‘Rome Principles’ sulla sicurezza alimentare", ha aggiunto il ministro.

In tale contesto, il ministro ha posto l'accento sull'imminente appuntamento dell'Expo di Milano 2015, definendolo "un'occasione storica" per porre il problema dell'alimentazione al centro dell'agenda mondiale. "Nello scegliere il tema dell’Expo che si svolgerà a Milano nel 2015, 'Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita', avevamo ben presente la complessità della sfida di fronte a noi: come affrontare il più grande problema dell’umanità, quello di garantire a tutti gli abitanti della terra una sana e nutriente alimentazione", ha dichiarato la Bonino. "Dopo decenni in cui l’imperativo principale è stato quello di lottare contro fame e povertà, come riconosciuto nel Vertice dell’Alimentazione del 1996 e ribadito dalla Dichiarazione del Millennio nel 2000, siamo oggi consapevoli che il problema di una corretta alimentazione coinvolge tutti i paesi", ha detto il ministro. "Se infatti - ha proseguito il ministro - la sottonutrizione è un fenomeno che affligge essenzialmente i paesi più poveri, con circa un miliardo di individui che soffre la fame, bisogna considerare che un altro miliardo di persone, anche in paesi a medio reddito, è vittima della malnutrizione in quanto pur assumendo calorie a sufficienza non consuma vitamine e minerali in maniera adeguata".

Proseguendo il suo intervento, la Bonino ha sottolineato che "se vogliamo trovare un equilibrio globale per il pianeta, dobbiamo cercare di offrire soluzioni che coinvolgano i sistemi agroalimentari dei singoli paesi partendo dalla consapevolezza che già oggi il pianeta produce cibo a sufficienza per sfamare i suoi abitanti. Il problema non è solo quello di aumentare la produzione e la produttività come spesso si pensa, ma anche di garantire un accesso al cibo da parte delle fasce più vulnerabili eliminando perdite e sprechi. Lo spreco alimentare - ha aggiunto - è un paradosso del nostro tempo: a livello globale va perduto più di un terzo del cibo che viene prodotto. Se si potessero recuperare tutte le perdite e gli scarti, si potrebbe nutrire una parte rilevante dell’attuale popolazione mondiale. Perdite e sprechi riguardano indistintamente paesi a basso e medio reddito (dove si registrano per lo più perdite nelle fasi di semina, raccolto e conservazione, in particolare quando la catena del freddo non è adeguatamente garantita) e paesi sviluppati dove lo spreco si registra per lo più nella fase del consumo. Il danno economico è reso ancora più inaccettabile dal dispendio di risorse naturali (acqua, terra, energia) e dalle relative emissioni di CO2 necessarie a produrre il cibo inutilizzato e poi, nel caso, smaltirlo", ha detto il ministro.

Un altro punto toccato dalla Bonino è stato quello dell'eguaglianza di genere. "Quando parliamo di alimentazione e nutrizione pensiamo subito alle donne e al loro ruolo fondamentale nel garantire il cibo per le loro famiglie e le loro comunità. E dunque la partecipazione delle donne ai processi decisionali è una delle chiavi per raggiungere la sicurezza alimentare e nutrizionale. Proprio per tale ragione, nella cornice di Expo 2015, abbiamo lanciato il progetto 'Women for Expo'. La finalità è di garantire che le donne siano attivamente coinvolte in questo evento e di sottolineare che il loro l'empowerment è essenziale per affrontare le nostre sfide comuni", ha affermato il ministro. "E’ anche questo il senso che abbiamo voluto dare all’Expo di Milano del 2015, nella convinzione che le donne hanno una spiccata e naturale sensibilità ai temi dell’alimentazione e della nutrizione e che nessuno sviluppo sostenibile sarà realizzabile senza donne con più diritti e poteri", ha concluso la Bonino.

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Pistelli: alimentazione tema di portata universale
 

Roma, 16 ott - (Agenzia Nova) - Quello della sicurezza alimentare è un tema di portata universale, per affrontare il quale occorre agire in più direzioni. E' quanto dichiarato dal viceministro degli Esteri, Lapo Pistelli, intervenendo al convegno della Fao. "Da un lato, è necessario definire nuovi equilibri globali per l'utilizzo delle risorse globali, dall'altro occorre incoraggiare una revisione degli stili di vita dei paesi sviluppati e delle classi medie dei paesi ad economia emergente", ha detto Pistelli. "La prima sfida che la comunità internazionale deve affrontare sono gli 842 milioni di persone nel mondo che soffrono la fame, cifra che sale a due miliardi per quanto riguarda la malnutrizione. Eppure - ha proseguito il viceministro - oggi il pianeta avrebbe la capacità di produrre calorie sufficienti per sfamare l'intera popolazione mondiale. Il nocciolo questione è allora quello di garantire l'accesso al cibo risolvendo il tema degli sprechi e delle perdite alimentari", ha aggiunto.

Secondo Pistelli, l'Italia è impegnata in un percorso virtuoso che ha l'obiettivo di rendere coerente l'agenda di sviluppo post-2015, il tema dell'Expo 2015 e il percorso di Rio+20 per uno sviluppo sostenibile. "Secondo le stime a nostra disposizione, se nel mondo fossimo capaci di distribuire senza sprechi e perdite alimentari saremmo in grado di sfamare 3,5 miliardi di persone. In base alle stime dell'Onu, entro il 2050 si prevede che nel mondo vivranno circa nove miliardi di abitanti e il 50 per cento di questa crescita avverrà in soli cinque paesi (India, Cina, Nigeria, Pakistan e Indonesia). E' necessario - ha detto Pistelli - fare i conti da un lato con questo dato, incentivando gli investimenti nel settore agro-alimentare; dall'altro con la crescente volatilità dei prezzi e con gli squilibri fra domanda e offerta. Per questo occorre conciliare gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio con il percorso di Rio+20:, creando le basi per un nuovo modello in cui si tenga insieme la sostenibilità economica, sociale, ambientale con i diritti umani e la 'good governance' ".

Il viceministro con delega alla Cooperazione ha infine ricordato il ruolo svolto dalla Dgcs nell'ambito della tematica alimentare, settore prioritario della Cooperazione italiana. "Quello della sicurezza alimentare è un filone nel quale la Dgcs è attiva con iniziative che stanno dando i primi effetti: è il caso del 'packacing' della catena del freddo, finalizzato ad aiutare i paesi africani a migliorare l'accesso al cibo e la riduzione degli sprechi alimentari, che oggi sono pari al 50 per cento nel settore della frutta e verdura e al 20 per cento a livello generale", ha detto Pistelli.

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Graziano da Silva: un terzo degli alimenti va sprecato
 

Roma, 16 ott - (Agenzia Nova) - Un terzo degli alimenti prodotti a livello globale vengono sprecati e sono necessari maggiori sforzi a livello mondiale per combattere questo fenomeno. Lo ha detto il direttore generale della Fao, José Graziano da Silva, intervenendo al convegno sugli sprechi alimentari organizzato dalla Dgcs presso la sede della Fao. "Il tema della Giornata mondiale dell'alimentazione di quest'anno è un'occasione per sottolineare il lavoro svolto dal Panel per l'Agricoltura e i sistemi alimentari, avviata nel giugno scorso a Londra e finanziato dal governo britannico. L'obiettivo - ha detto Graziano da Silva - è quello di ottimizzare il contributo dell'agricoltura nel campo della sicurezza alimentare e della nutrizione. Sono necessari sforzi più incisivi per una sicurezza alimentare più inclusiva a livello globale e in questo senso è fondamentale il contributo del settore privato. I produttori, i commercianti, i consumatori, le università, i centri di ricerca e la società civile devono unirsi per affrontare questa sfida. Nel mondo non c'è indifferenza, ma tutti dobbiamo essere pronti a fare la nostra parte", ha concluso Graziano da Silva.

Secondo il presidente del Fondo internazionale per lo sviluppo agricolo (Ifad), Kanayo F. Nwanze, non c'è alcuna ragione per cui si debba soffrire la fame nel mondo, dal momento che non esiste il problema della mancanza di cibo a livello globale. "Un miliardo di persone nel mondo sono malnutrite, ma allo stesso tempo ci sono un miliardo di persone obese e in Occidente il 30 per cento degli alimenti viene sprecato. Tutto ciò - ha detto Nwanze - è inaccettabile, per questo occorre agire anche per rispetto delle generazioni future". Concetto ribadito dal direttore esecutivo del Pam, Ertharin Cousin, secondo cui l'obiettivo di eradicare la fame nel mondo non è raggiungibile senza una netta riduzione degli sprechi alimentari. "Per ridurre sprechi è necessario favorire l'accesso ai mercati e includere le donne, la cui partecipazione gioca un ruolo centrale nella produzione agricola. I nostri sforzi dovranno tradursi in realtà, per questo non è pensabile aumentare la produzione agricola del 60 per cento entro il 2050 senza una riduzione drastica degli sprechi. Gli strumenti ci sono, ciò che serve è la volontà pubblica mondiale", ha affermato la Cousin.

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Orlando: ridurre spreco delle risorse ambientali
 

Roma, 16 ott - (Agenzia Nova) - Secondo il ministro dell'Ambiente, Andrea Orlando, è necessario adottare un approccio sistematico sul tema dello spreco delle risorse ambientali. "Il 54 per cento degli sprechi alimentari avviene a monte, in fase di produzione, di raccolta e di immagazzinaggio", ha spiegato il ministro. "Il 46 per cento avviene invece a valle, nelle fasi di distribuzione e consumo. Occorre intervenire su questo, coinvolgendo soprattutto il settore della grande distribuzione, che gioca un ruolo fondamentale per accrescere la consapevolezza dei consumi", ha concluso.

Della necessità di adottare stili di vita diversi e di acquisire una rinnovata consapevolezza della propria alimentazione, attraverso prevenzione delle malattie croniche e patologiche, ha parlato il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin. "Vincere questa sfida vuol dire ridurre fra il 30 e il 40 per cento le spese dei sistemi sanitari nazionali, in modo da consentire risparmi da reinvestire nello sviluppo. Nel corso del semestre italiano di presidenza europea - ha aggiunto il ministro - porteremo avanti il tema della nutrizione. La lotta allo spreco del cibo è essenziale e in questo senso stiamo predisponendo un piano per la riduzione dello spreco di cibo negli ospedali italiano, dove ogni anno vanno persi un milione di euro. A Milano - ha concluso - è inoltre attiva una Scuola di alta formazione internazionale in tema di sicurezza alimentare, a dimostrazione di come l'Italia faccia della propria tradizione un elemento di trasmissione di buone pratiche a livello internazionale".

   
 
Incontro Bonino-Graziano da Silva
 

Roma, 16 ott - (Agenzia Nova) - A margine del convegno di oggi, il direttore generale della Fao, José Graziano Da Silva, ha incontrato il ministro degli Esteri Emma Bonino, la quale ha comunicato al direttore generale l'intenzione del governo italiano di mantenere le contribuzioni volontarie alla Fao nel 2014, nonostante le difficoltà economiche attraversate dal paese. Il ministro – come riferisce un comunicato della Fao – ha anche sottolineato l'interesse del governo italiano nel cooperare con la Fao ad Expo Milano 2015 e alla seconda Conferenza internazionale sulla nutrizione, che si terrà a Roma nel 2014. Il ministro, ricordando che l'Italia sarà presidente di turno del Consiglio dell'Unione europea nella seconda metà del 2014, ha espresso come la Fao possa trarre beneficio da tale periodo per la promozione dell'Anno internazionale dell'agricoltura familiare e di Expo 2015.

Nel 2012 la Dgcs ha finanziato interventi per un totale di 240.860.520 euro nel settore alimentare. Di questi, 36.321.841 euro (15,08 per cento) sono stati destinati al settore della sicurezza alimentare e dello sviluppo rurale. All'interno di questo settore, 11.664.080 euro si configurano come contributi agli organismi internazionali, di cui 3.631.140 euro sono stati destinati al Pam, 3.293.690 alla Fao e 398.990 all'Ifad. L'agenda per la sicurezza alimentare, tema prioritario per la Cooperazione italiana, deve affrontare sfide vitali per il pianeta derivanti dalle recenti crisi dei prezzi alimentari e dalla necessità di sfamare una popolazione in costante aumento, pur preservando l'ambiente. L'Italia collabora con i partner locali per affrontare questioni prioritarie, come la gestione responsabile della terra o la lotta agli sprechi alimentari, applicando le soluzioni identificate dalla comunità internazionale. a livello europeo, la Dgcs collabora attivamente alla nuova strategia settoriale che integra la nutrizione nella sicurezza alimentare e al "Piano di esecuzione 2014-2017", che definisce la risposta operativa comune dell'Unione europea rispetto alle strategie concordate con i paesi partner.

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