Uganda

 
Uganda: Frattini sostiene i progetti italiani
 
Kampala, 15 gen - (Agenzia Nova) - In Uganda, quinta tappa del suo tour africano, il ministro degli Esteri, Franco Frattini, ha incontrato il presidente Yoweri Museveni, e il suo omologo ugandese, Sam Kutesa. Nel colloquio con Museveni Frattini ha parlato dell'accordo siglato a dicembre dall'Eni con la compagnia britannica Heritage Oil per l'acquisto del 50 per cento di due blocchi petroliferi sul lago Albert, definendo "estremamente interessante" l'offerta della società italiana, che sfiora i 13 miliardi di dollari e prevede anche la costruzione di una raffineria e di una centrale elettrica. Il capo della diplomazia ugandese, Sam Kutesa, da parte sua, ha annunciato che la risposta del governo di Kampala arriverà nei prossimi giorni.
 
Altro argomento dei colloqui bilaterali è stata la crisi somala: Frattini ha offerto il sostegno dell'Italia alle truppe ugandesi dell'Amisom (missione dell'Unione africana in Somalia),  promettendo la cooperazione italiana a programmi di formazione comuni dei militari somali, "allo scopo di contrastare il terrorismo e ripristinare la sicurezza nel Corno d'Africa". Nel colloquio con Kutesa, il capo della diplomazia italiana ha infine affrontato la questione delle mutilazioni genitali femminili, sottolineando come l'Uganda abbia proibito per legge tale pratica. "Vogliamo che l'Onu emetta un bando internazionale contro le mutilazioni genitali femminili - ha affermato Frattini - fino ad arrivare ad una risoluzione del Consiglio di Sicurezza".
 

Il presidente ugandese, Yoweri Museveni

 

Panorama economico e politico
 

Roma, 15 gen - (Agenzia Nova) - L'Uganda è diventato indipendente nell'ambito del Commonwealth nell'ottobre del 1962. L'anno successivo è stata proclamata la Repubblica. Al momento dell'indipendenza la costituzione prevedeva un sistema semi-federale, che concedeva sufficiente spazio alle élite politiche tradizionali. Tuttavia il delicato equilibrio tra il re del Buganda, primo presidente del paese, e il suo primo ministro Milton Obote, un lango del nord, durò poco. Nel 1966 le forze di Obote presero d'assalto il palazzo presidenziale, per poi promulgare una costituzione unitaria. Nel 1971 un colpo di stato guidato da Idi Amin Dada rovesciò Obote, e il paese fu guidato da Idi Amin con pugno di ferro fino al 1979. L'attuale situazione politica del paese è il risultato della vittoria, nel gennaio del 1986, del Movimento di resistenza nazionale di Yoweri Museveni, che fin dal 1981 combatté, prima contro Obote e successivamente contro la giunta militare al potere. Museveni si è impegnato nella ricomposizione dell'unità nazionale e nel ristabilimento dell'ordine interno, beneficiando subito di un rilevante appoggio statunitense e britannico. L'attuale presidente ha anche intrapreso una politica di risanamento economico e finanziario, mettendo fine alla spirale iper-inflattiva e rendendo l'Uganda "un paese modello per le istituzioni finanziarie internazionali".

 

L'economia ugandese è basata sull'agricoltura, che occupa circa l'80 per cento della forza lavoro, con il caffé come principale voce di vendita all'ingrosso. L'allevamento è un altro settore importante, insieme alla pesca, che viene praticata principalmente nei pressi del lago Vittoria. In quanto a minerali le risorse ugandesi non sono molte, le maggiori sono tungsteno e stagno, concentrate nel sud-ovest. La produzione energetica è quasi interamente idroelettrica, e si basa su una centrale collegata alla diga di Owen Falls. Nella zona del lago Alberto sono però stati scoperti ingenti quantità di petrolio. Attualmente è stata calcolata la presenza di 700 milioni di barili, mentre le stime parlano di un potenziale di 1,5 miliardi di barili da estrarre. L'Eni ha investito risorse finanziare per acquistare tali giacimenti.

  La stazione degli autobus a Kampala
 
Sviluppo economico del paese negli ultimi anni
 
Roma, 15 gen - (Agenzia Nova) - La crescita del Pil in Uganda è in calo rispetto ai valori medi registrati negli ultimi anni, pur mantenendosi su livelli sostenuti (intorno al 7,7 per cento). Purtroppo la forte crescita del prezzo del petrolio ha causato, dal 2007 in poi, un aumento dell'inflazione, vanificando in parte le attese della popolazione di un migliore tenore di vita. Negli ultimi anni la crescita pro-capite si è continuamente ridotta, causando la stagnazione del livello di povertà. Per rendere sostenibile ed incrementare l’attuale crescita, al fine di ridurre il livello di povertà, sarebbe necessaria una crescita graduale degli investimenti nelle infrastrutture e nell’industria manifatturiera, nonché un miglioramento del settore finanziario.
 
Considerato l’importante apporto, a prezzi correnti, del settore agricolo al Pil (20,9 per cento), la crescita economica è condizionata anche dall’andamento climatico e dai prezzi internazionali dei prodotti agricoli tradizionalmente esportati dal paese. L’andamento favorevole dei prezzi all’esportazione del caffè e un incremento quantitativo delle esportazioni del 29,7 per cento ha permesso, nel 2007, un incremento del 40 per cento del suo apporto al Pil.
 
Sul fronte del debito estero, infine, la cancellazione della maggior parte dei debiti, nel 2000 e nel 2006, ha riportato la posizione del paese a livelli sostenibili. Nell'ultima analisi congiunta del Fondo Monetario e della Banca Mondiale sulla sostenibilità del debito, l'Uganda è difatti classificato a basso rischio di "debt distress" e la situazione delle riserve valutarie rimane piuttosto positiva, in grado di garantire la copertura di oltre sei mesi di importazioni.
  Contadini a Rwakahunde
 
I rapporti economici con l'Italia
 

Roma, 15 gen - (Agenzia Nova) -  Il valore complessivo degli investimenti italiani effettuati negli ultimi quindici anni (fino al 2007) è di  23,8 milioni di dollari. Tali investimenti sono stati fatti soprattutto nel settore della ristorazione, del commercio, dell'artigianato e per l’acquisto dei macchinari necessari alla realizzazione di opere civili. Il più grande operatore presente sul mercato è la Salini Costruttori, che sta realizzando la circonvallazione di Kampala (su fondi Fes) e la diga di Bujagali (fondi Banca Mondiale e Banca europea degli Investimenti). L'Eni, invece, ha recentemente presentato un'offerta per l'acquisto di due giacimenti petroliferi sul lago Albert, un progetto che sfiora i 13 miliardi di dollari e che prevede anche la costruzione di una raffineria e di una centrale elettrica. Con riferimento ad ulteriori possibilità di commesse o investimenti diretti, si segnalano proprio il settore infrastrutturale e quello del turismo come altre possibili opzioni rispetto al settore agroalimentare.

I flussi d'interscambio tra Italia ed Uganda hanno mostrato un andamento piuttosto fluttuante negli ultimi anni e, dopo aver fatto registrare un crescente surplus dal 2004 al 2007, nel 2008 hanno evidenziato un deficit per l’Italia pari a 6,4 milioni di euro. Con riferimento alla bilancia commerciale, l'Italia si colloca nel primo quadrimestre del 2009 all'ottavo posto come Paese di destinazione dell'export (4,64 per cento, con 17 milioni di dollari; 31 milioni nell'intero 2007), Per quanto riguarda le importazioni, l'Italia è invece il dodicesimo paese fornitore.

  Il progetto della diga di Bujagali, sul Nilo
     
I rapporti di cooperazione con l'Italia    
     

Roma, 15 gen - (Agenzia Nova) -  La cooperazione italiana è presente da molti anni in Uganda ed è concentrata principalmente nel settore sanitario. Nel 2008-2009 sono stati stanziati da Roma circa 21 milioni di euro per interventi da effettuare nel paese. Altro tradizionale settore di intervento è l’educazione, nel quale risalta il programma di istruzione superiore presso l’Università di Makerere a Kampala, tuttora in corso.

L’Uganda beneficia altresì dei contributi italiani ad organismi internazionali che svolgono attività di sostegno allo sviluppo del territorio o di assistenza tecnica ed istituzionale. In questo ambito l’Italia ha tra l’altro rifinanziato nel 2008 il Multi-Country Demobilization and Reintegration Programme (Mdrp) della Banca Mondiale, con un contributo di 500 mila euro. L’Uganda è stato inoltre inserito nell’iniziativa multilaterale di assistenza ai parlamenti africani (affidata ad Undesa), avviata nel 2005 e rifinanziata nel 2008 con 3,5 milioni di euro, gestita da Nairobi attraverso un capo-progetto italiano. Il nostro paese, infine, contribuisce al decimo Fondo europeo di sviluppo per il 2008-2013 con un contributo totale pari a 56,45 milioni di euro.

Per quanto concerne il canale dell‘emergenza, nell’ultimo biennio l’Italia ha contribuito alle attività in Uganda con circa 6 milioni di euro. Sono tuttora in corso di realizzazione due interventi, un primo inteso a ripristinare la viabilità nel nord del paese, mediante la ricostruzione di due ponti sull’asse stradale Patongo-Kalongo (1,1 milioni di euro) distrutti dalle alluvioni del 2008, ed un secondo volto alla protezione dei minori, alla scolarità femminile, al recupero sociale dei giovani ed al ripristino del tessuto agro-pastorale in favore delle popolazioni vulnerabili del Nord Uganda (2 milioni di euro). Si è inoltre proceduto  a finanziare un progetto dell'Unhcr per 515 mila euro, volto alla protezione e all’assistenza umanitaria dei rifugiati ospitati in Uganda e provenienti da aree di crisi quali la Repubblica democratica del Congo, il Sudan e il Ruanda, fornendo accesso alle cure mediche, all’acqua e all’educazione. Va infine sottolineato il recentissimo contributo concesso al Pam, il Programma alimentare dell'Onu, per 700 mila euro, volto a sostenere un innovativo progetto teso a proteggere il patrimonio boschivo dell’Uganda dall'indiscriminata raccolta di legna per usi domestici intorno agli insediamenti di rifugiati di Nakivale e di Karamoja.

  Rifugiati congolesi nel campo di Nakivale