Vietnam

 
Nguyen Minh Triet: Vietnam ponte per l'Italia verso i mercati asiatici
 
Roma, 10 dic - (Agenzia Nova) - “Il Vietnam sarà il ponte per l’Italia verso i mercati asiatici e l’Italia la porta d’ingresso per il Vietnam per penetrare nell'Unione europea. Le imprese italiane devono investire in Vietnam, perché il nostro paese è un’opportunità per gli investitori italiani. Il passato è chiuso. Il Vietnam guarda al futuro”: lo ha detto il presidente della Repubblica socialista del Vietnam, Nguyen Minh Triet, intervenuto questa mattina al Forum economico Italia-Vietnam che si è tenuto presso la sede della Confindustria di Roma. “Investire in Vietnam è vantaggioso, ha detto ancora Nguyen Minh Triet. “Basta guardare al grande successo della Piaggio Vietnam. Il rapporto politico tra i due paesi è sempre stato buono. I vietnamiti non hanno scordato il sostegno da parte degli italiani ai tempi della guerra, ma dal punto di vista commerciale il rapporto tra i due paesi può crescere. Gli imprenditori italiani devono investire di più in Vietnam, in quanto è il paese che in Asia ha la maggiore stabilità politica. Se una volta il Vietnam era sinonimo di guerra, ora è sinonimo di pace, sviluppo e stabilità. Le imprese vietnamite vogliono collaborare con quelle italiane. Il governo garantirà i diritti necessari agli investitori, così da rendere i rapporti commerciali più duraturi”.
 
Alla conferenza hanno partecipato tra gli altri Claudio Scajola, ministro dello Sviluppo economico, Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria, Umberto Vattani, presidente dell'Istituto italiano per il commercio estero e Corrado Faissola, presidente dell’Associazione bancaria italiana. L’incontro ha coinvolto una nutrita e qualificata rappresentanza di istituzioni e di imprese: 90 vietnamite e 145 italiane, attive in numerosi settori, tradizionali e innovativi.
 

Il Presidente vietnamita, Nguyen Minh Triet

 

Scajola: prosegue un dialogo positivo
 

Roma, 10 dic - (Agenzia Nova) - “Con questo incontro l’Italia prosegue il positivo dialogo avviato con la missione di sistema in Vietnam nel novembre 2008. Una missione alla quale parteciparono oltre 170 imprese italiane, con circa 1.600 incontri di affari in tre giorni, testimonianza significativa del vivo interesse del nostro mondo imprenditoriale per il Vietnam”, ha detto Scajola. “Mi auguro che gli oltre 500 incontri di affari di oggi offrano una buona occasione per approfondire la conoscenza reciproca e favorire lo scambio di esperienze tra le nostre imprese.

 

Gli investimenti italiani nell’ultimo biennio sono raddoppiati grazie alle attività dei gruppi Piaggio, Datalogic, Carvico Bonfiglioli e del Consorzio Medexport. Siamo, però, ancora sottodimensionati rispetto al nostro potenziale e dobbiamo quindi impegnarci, anche attraverso forme di partenariato tra settore pubblico e privato, per il rafforzamento della cooperazione economica bilaterale”.

  Il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola
 
Forum Italia-Vietnam: gli altri interventi
 
Roma, 10 dic - (Agenzia Nova) - La presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, ha sottolineato la necessità d'incrementare gli scambi tra Italia e Vietnam, “un paese che dopo la guerra ha intrapreso un cammino di sviluppo economico e pace, grazie alla politica di rinnovamento che ha dato in questi 20 anni grandi risultati”. Il Vietnam, ha aggiunto Marcegaglia, “è diventato un paese stabile, pragmatico e concreto, con una popolazione di 86 milioni di abitanti, di cui il 60 per cento sotto i trent’anni. In due anni gli scambi fra i due paesi sono raddoppiati. Siamo il secondo paese in Europa, il sedicesimo nel mondo, a investire in Vietnam, ma possiamo fare sicuramente di più. La fase peggiore della crisi è alle spalle ma la sfida dell’Italia deve essere quella di conquistare quote mercato nei paesi emergenti".
 
“Il tasso di utilizzo da parte delle imprese italiane del plafond messo a disposizione dalle banche per gli investimenti in Vietnam ha registrato una crescita del tasso di utilizzo rispetto l’anno passato, salendo dal 26 al 52 per cento'”, ha sottolineato il presidente dell’Abi, Corrado Faissola. “Le banche non faranno mancare risorse finanziarie per gli investimenti perché vogliono mantenere un ruolo importante per le imprese che vanno ad investire nel paese, dal momento che ci sono ampi spazi di sviluppo del sistema bancario in Vietnam e le banche non faranno mancare il loro apporto”.
 
“Il Vietnam è un'area di grande interesse per l'industria italiana, con un tasso di crescita medio pari al 5 per cento l'anno”, ha concluso il presidente di Piaggio, Roberto Colaninno, maggiore investitore italiano in Vietnam. “Oggi Piaggio Vietnam rappresenta il più importante investimento italiano nel paese. Nel tempo-record di 12 mesi abbiamo costruito da zero uno stabilimento in grado di produrre 100 mila Vespe l’anno, abbiamo trovato da subito un clima di grande collaborazione, abbiamo ottenuto la licenza a produrre in soli 10 giorni. In Vietnam circolano oggi oltre 22 milioni di motocicli e si vendono ogni anno oltre 2 milioni di veicoli a due ruote nuovi. Da solo il mercato delle due ruote vietnamita vale quanto l’intero mercato europeo”.
  La presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia
 

Vietnam: panorama economico e politico

 

Roma, 10 dic - (Agenzia Nova) - La Repubblica socialista del Vietnam è un paese di medie dimensioni con una popolazione di oltre 86 milioni di abitanti, nel quale coesistono un sud più avanzato e industrializzato e un nord più popoloso e dedito all'agricoltura. Il 26 per cento della popolazione ha meno di 15 anni e il 56 per cento ha meno di trent’anni ed è nato dopo il conflitto con gli Stati Uniti. La presenza di consistenti face di giovani in età scolare si inserisce nel contesto di un tasso di alfabetizzazione molto alto e di un'attenzione particolare al miglioramento del grado di istruzione.

 

Il paese presenta però ancora caratteristiche largamente rurali: solo il 28 per cento degli abitanti vive in aree urbane. Agricoltura, attività forestali e pesca occupano il 53,9 per cento della popolazione attiva, ma contribuiscono solamente al 20,3 per cento del Pil a prezzi costanti. del prodotto interno lordo (Pil) a prezzi costanti. Industria e servizi (costruzioni incluse), che contribuiscono rispettivamente per il 34,7 e il 45,1 per cento, occupavano il 14,8 e il 31,3 per cento della forza lavoro. Grazie anche alle politiche di riforma avviate nel 1986 e volte a creare un’economia socialista orientata al mercato, il Vietnam ha beneficiato costantemente di elevati tassi di crescita economica, solo parzialmente rallentati dagli effetti della crisi asiatica nel 1998 e 1999. Un decisivo impulso all’accelerazione delle riforme e all’apertura dell’economia è derivato dal processo di accessione all’Organizzazione mondiale del commercio.

 

Hanoi, il mausoleo di Ho Chi Minh

 
Sviluppo economico del paese negli ultimi anni
 
Roma, 10 dic - (Agenzia Nova) - Il quadro macroeconomico del Vietnam appare in deterioramento, seppure in misura meno marcata che in altri paesi, anche a seguito della recessione in atto sui suoi principali mercati di sbocco. Il disavanzo del bilancio pubblico nel 2008 è stato pari al 5 per cento del Pil, invariato rispetto all’anno precedente.  Lo stato mantiene il controllo, con limitate eccezioni, dei settori petrolifero, dei servizi di pubblica utilità, comprese le reti di distribuzione dell’energia elettrica e le telecomunicazioni, e dei trasporti aerei e ferroviari, sebbene sia da tempo allo studio l’apertura al settore privato delle compagnie di telefonia mobile e del vettore aereo nazionale. Lo stato riserva inoltre per sé almeno il 50 per cento della proprietà delle imprese operanti nei settori produzione di energia, infrastrutture e produzione di acciaio e cemento. Le aziende operanti in tali settori sono peraltro oggetto di riforme che tendono ad aumentarne la competitività e vedono diminuire progressivamente i sussidi statali.
 
Negli altri settori le politiche pubbliche puntano a creare una parità di trattamento tra imprese statali e private e alla privatizzazione delle aziende statali. Nell’ultima rassegna della posizione del paese sull’estero e dei conti pubblici, effettuata nel 2008, il Fondo monetario internazionale ha suggerito al governo di rivedere i piani per una politica fiscale meno incisiva, creando incentivi e stimoli alla crescita mirati ed efficaci. Ha inoltre suggerito di allargare la base fiscale, di migliorare la capacità di gestione delle finanze pubbliche, di sviluppare un piano di sostegno per aiutare le banche a superare senza danni le turbolenze sui mercati finanziari e di continuare nell’opera di riforma delle Soe, che avrà effetti benefici sulle stesse e sulla loro capacità di essere parte attiva dello sviluppo economico del paese.
 
La determinazione delle autorità governative a perseguire un’economia orientata al mercato, di migliorare la corporate governance e di integrare il Vietnam nell’economia internazionale induce a un moderato ottimismo circa le prospettive di crescita del paese. Oltre al progresso economico, sta intervenendo un processo più ampio di sviluppo e cambiamento che, benché lento ed eterogeneo da un punto di vista sociale e geografico, evidenzia esigenze nuove e provoca un rapido mutamento negli stili di vita e nei consumi.
  Panorama di Hanoi
 

Rapporti commerciali con l'estero

 

Roma, 10 dic - (Agenzia Nova) - Nel gennaio del 2007 il Vietnam è diventato membro dell'Organizzazione mondiale del Commercio. Per soddisfare i requisiti di ammissione all'Omc il Vietnam si è assunto importanti impegni nel campo della liberalizzazione dei servizi, della riduzione delle barriere agli scambi e dello smantellamento del sistema di aiuti alle imprese di stato. Nel 2009 la tappa di gran lunga più importante è l’apertura del settore della distribuzione agli investimenti esteri, in virtù della quale si potranno stabilire in Vietnam centri di vendita sia all’ingrosso che al dettaglio a totale proprietà straniera.

 

Con gli Stati Uniti era per altro in vigore dal dicembre 2001 un accordo bilaterale che aveva aperto nuove opportunità al Vietnam, favorendo la crescita delle esportazioni verso gli Usa, che tra il 2002 e il 2008 sono passate da 1 a 12 miliardi di dollari. Le importazioni Usa sono invece passate da 458 a 2.635 milioni, con un aumento del 475 per cento. In attesa dell’accesso all’Omc, l’Ue aveva stipulato a sua volta accordi bilaterali con il Vietnam, nel 2003 e 2004 sospendendo, in vista dell’eliminazione, le quote in materia di tessile e abbigliamento vietnamita a fronte della garanzia di pari trattamento per l’Ue rispetto a Stati Uniti e Giappone.

 

La maggior parte dei beni vietnamiti esportati verso l’Ue beneficia di dazi ridotti sulla base del Sistema delle preferenze generalizzate ad eccezione, dal 1 gennaio 2009, di tutti i tipi di calzature. Molto importanti sono anche sono gli impegni che il Vietnam ha assunto nel quadro dell’Association of South East Asian nations free trade area (Asean). Nel 2008 oltre il 70 per cento delle importazioni vietnamite è venuto da 8 paesi asiatici, ovvero Cina,Singapore, Taiwan, Giappone, Corea del Sud, Tailandia, Hong Kong e Malesia, che risultano, anche i principali mercati fornitori. L’India si conferma in decima posizione nella graduatoria. Dal lato delle esportazioni, invece, nel 2008 sono risultati particolarmente rilevanti petrolio greggio, tessile e abbigliamento, prodotti agricoli, calzature, prodotti della pesca, mobili e altri prodotti in legno e prodotti elettronici. Nel 2008 Stati Uniti d’America, Giappone, Australia e Unione Europea hanno assorbito attorno al 56 per cento delle esportazioni vietnamite.

 

Il Foro di cooperazione agricoltura Asean-Cina, tenuto a Nanning il 19 ottobre scorso

 
I rapporti economici con l'Italia
 

Roma, 10 dic - (Agenzia Nova) - Le esportazioni italiane di merci avevano fatto registrare una tendenza negativa nel biennio 2004-5, principalmente a causa del forte apprezzamento dell’euro e alla crescente concorrenza asiatica, e in particolare cinese, nel settore delle macchine industriali. Nel 2006 e nel 2007, secondo l’Istituto nazionale di statistica (Istat), le esportazioni italiane sono aumentate fortemente, più che raddoppiando rispetto al 2004. L’aumento del 2007 era dovuto in parte alla consegna di una nave del valore di 60 milioni di euro. Nel 2008 le esportazioni hanno fatto segnare una diminuzione del 12,2 per cento, scendendo a quota 450 milioni di euro.  Le importazioni di merci dal Vietnam in Italia sono passate invece da 695 a 802 milioni di euro tra il 2007 e il 2008 (15,6 per cento in più).

 

La natura degli scambi è prevalentemente intersettoriale, come è caratteristico della relazione tra due Paesi con un diverso grado di sviluppo. Esistono peraltro casi interessanti di commercio intersettoriale. Ad esempio nel settore tessile l’Italia esporta in Vietnam non solo macchinari, ma anche fibre sintetiche e tessuti pregiati per poi importare prodotti finiti, quali articoli di vestiario e accessori, articoli di maglieria e prodotti semilavorati.

  Giorgio Napolitano riceve il Presidente del Vietnam, Nguyen Minh Triet
 

Le imprese italiane in Vietnam

 

Roma, 10 dic - (Agenzia Nova) - In Vietnam è presente Intesa San Paolo, con un ufficio di rappresentanza aperto nel novembre 2008. Il gruppo ha di recente concesso una linea di credito del valore di 100 milioni di dollari, in gran parte garantita da Sace, Banca per il commercio estero del Vietnam (Vietcombank). Nel corso del 2006 quest’ultima e la Banca Popolare di Vicenza avevano firmato un accordo di cooperazione ad ampio spettro. Sono inoltre attive consociate estere di altre due banche italiane. In particolare la Banca nazionale del lavoro opera attraverso la controllante Paribas e Unicredit, attraverso la controllata Bayerische Hypo und Vereinsbank.

 

Altre banche italiane hanno rapporti con banche vietnamite, mettendo talvolta a disposizione linee di credito commerciale di breve periodo. Alla missione Italia - Vietnam di novembre 2008 hanno partecipato ben 11 istituti di credito, che hanno offerto alle circa 150 imprese italiane presenti i propri servizi finanziari. Secondo i dati diffusi dal governo vietnamita, gli investimenti diretti italiani in attività a fine 2008 erano trenta, con impegni complessivi pari a 114,8 milioni di Usd. L’Italia occupava la 35° posizione nella graduatoria dei paesi di provenienza degli investimenti attivi e autorizzati dal 1988, per ammontare delle licenze concesse. Dopo che nel 2007 avevano ottenuto una licenza quattro nuove iniziative, con un capitale atteso di 49,6 milioni di dollari Usa, nel 2008 sono stati autorizzati sei nuovi investimenti, due nell’industria e quattro nei servizi, per un valore complessivo di 19,4 milioni.

 

Nel recente passato Bonfiglioli e Piaggio hanno completato la realizzazione di unità produttive; quello del produttore di motocicli, localizzato nella provincia settentrionale di Vinh Phuc, è l’investimento diretto italiano di ammontare maggiore negli ultimi anni. Carvico e Cir hanno avviato la realizzazione di impianti per la produzione rispettivamente di tessuti speciali per abbigliamento sportivo e pasti precotti. Lo stabilimento di Carvico, il secondo per valore dell’investimento tra quelli italiani in attività, dovrebbe cominciare la produzione nell’estate del 2009. Infine, lo studio legale De Masi Taddei Vasoli ha aperto un proprio ufficio.

  Lo stabilimento Piaggio a Vinh Phuc
 
Opportunità per gli investimenti italiani in Vietnam
 
Roma, 10 dic - (Agenzia Nova) -  Il comparto principale per le esportazioni italiane è la meccanica strumentale. I punti di forza delle vendite italiane sono stati nel 2007 i settori altri mezzi di trasporto, calzature, cuoio e prodotti in cuoi, macchine e apparecchi meccanici, elettrodomestici e prodotti tessili. Il Vietnam è anche un paese ricco di risorse naturali e prodotti agricoli. Produce grandi quantità di riso, caffè, pepe e anacardi (dei quali è tra i primi tre esportatori al mondo) e ha un settore della pesca molto rilevante.
 
Il comparto agroalimentare può quindi offrire interessanti opportunità sia per quanto riguarda la meccanizzazione dell’agricoltura, sia per quanto riguarda le tecnologie della trasformazione alimentare e del packaging. Per quanto riguarda i beni di consumo, la ridotta capacità di spesa delle famiglie vietnamite, pur se in crescita soprattutto nelle grandi città, e le favorevoli condizioni per gli investitori esteri consigliano alle imprese italiane di adoperarsi più sul versante della localizzazione di investimenti produttivi che su una presenza commerciale su larga scala. Alla luce dell’apertura del comparto dei servizi di distribuzione avvenuta a inizio 2009, è quindi consigliabile che le imprese appartenenti a tali sistemi e interessate a un’espansione nel paese comincino a effettuare prospezioni, anche usando i servizi di assistenza dell’Ufficio dell'Istituto per il commercio estero a Città Ho Chi Minh, in modo da cogliere eventuali opportunità di affari e radicarsi tempestivamente nel mercato.
  Per le vie di Hanoi