Vertice Fao: terzo giorno

Diouf: sradicare la fame è possibile, ma occorre agire in fretta
 
Roma, 18 nov - (Agenzia Nova) - “Avrei voluto che tutti i paesi rappresentati al vertice fossero presenti con i loro leader. La loro assenza ha ridotto la discussione al solo livello tecnico”. Così il direttore generale della Fao, Jacques Diouf, nella conferenza finale del summit sulla sicurezza alimentare a Roma commenta un evento che per molti si è rivelato al di sotto delle aspettative. Diouf tuttavia è ottimista: “Sono stati tre giorni importanti per il nostro obiettivo: sradicare la fame dal mondo”.
 
“Se non ci sono i capi di stato e di governo che possono coordinare gli sforzi, se non sono qui a discutere degli aiuti allo sviluppo e delle problematiche relative, siamo andati fuori tema”, ha detto ancora Diouf, mentre la lotta alla fame "è un problema sociale, economico e finanziario, e oserei dire culturale". Del resto, “occorre rimanere con i piedi per terra: un vertice non può pretendere di risolvere il problema della fame, ma è uno spazio di dibattito per arrivare a una soluzione condivisa per vincere questa sfida”.
 
In precedenza, Diouf, aveva detto che sradicare la fame dal mondo è possibile, ma per questo è necessario “agire in fretta” per promuovere azioni efficaci. “E’ ora di passare dalle parole ai fatti, ha sottolineato. “Dobbiamo darci da fare per realizzare un mondo più prospero, più giusto, più equo e più pacifico. Ma soprattutto dobbiamo agire rapidamente: i poveri e gli affamati non possono aspettare”, ha aggiunto Diouf. Il documento finale della Fao che fissa l’obiettivo di “sradicare la fame dal mondo” è stato approvato il primo giorno, lunedì scorso, ma non contiene alcun impegno finanziario, né fissa date entro cui raggiungere l’obiettivo. Circostanza, questa, che Diouf è tornato a deplorare, come aveva fatto già nei giorni scorsi.
  Il direttore generale della Fao, Jacques Diouf

 

Diouf: spetta ai governi garantire la sicurezza alimentare
 

Roma, 18 - nov - (Agenzia Nova) - La responsabilità di garantire la sicurezza alimentare è dei governi e spetta loro prendere le decisioni più importanti per quanto riguarda gli investimenti e gli aiuti allo sviluppo. Il fatto che i capi di Stato e di governo dei paesi ricchi non siano stati presenti al vertice non significa tuttavia che i loro paesi non abbiano partecipato alle decisioni approvate durante il summit. Lo ha affermato il direttore generale della Fao, Jacques Diouf, nella conferenza stampa finale del vertice sulla sicurezza alimentare tenuta questo pomeriggio.

 

“Ci eravamo prefissi diversi obiettivi – ha spiegato Diouf – obiettivi che in alcuni casi sono stati realizzati, in altri no. Aumentare i fondi destinati alla cooperazione allo sviluppo dal 5 al 17 per cento e mettere fine alla fame nel mondo entro il 2025 erano quelli più importanti".


Diouf ha spiegato che la data del 2025 è quella approvata nel documento finale del vertice ibero-americano del 2006 per la lotta alla fame in America Latina, aggiungendo che invece il 17-19 per cento degli aiuti allo sviluppo necessari per garantire la sicurezza alimentare, soprattutto in Africa, è lo stesso quantitativo di risorse che ha permesso di realizzare la “rivoluzione verde” in America Latina e in Asia. In tale contesto, quindi, le cifre sono molto importanti; “sebbene – ha affermato Diouf – sia una caratteristica di tutti i vertici internazionali fare promesse e dichiarazioni spesso difficili da mantenere”.

  La sessione di chiusura del vertice
 
Gran Bretagna: fatti, non parole
 
Roma, 18- nov - (Agenzia Nova) - Cosa devono fare i paesi in via di sviluppo per combattere la fame? A rispondere a questa domanda è il sottosegretario di Stato britannico allo Sviluppo internazionale, H. E. Michael Foster, il quale, nel suo intervento al vertice alimentare della Fao, a Roma, ha invitato i ministri delle Finanze e del Commercio delle nazioni emergenti a fare dei passi concreti nella lotta per la sicurezza alimentare.
 
“Oltre ad allocare risorse finanziarie sufficienti per ridurre la povertà e sostenere la crescita economica – ha spiegato Foster – i paesi in via di sviluppo devono adottare meccanismi per tutelare e appoggiare le fasce più vulnerabili della popolazione”. Secondo il governo britannico, è fondamentale inoltre che i paesi donatori sostengano il processo per la realizzazione degli Obiettivi di sviluppo del millennio. “La Gran Bretagna – ha concluso il sottosegretario – si sta impegnando per aumentare fino allo 0,7 per cento del Pil la quota destinata agli aiuti allo sviluppo entro il 2013 e il suo governo è pronto ad approvare il prima possibile una legge che preveda la realizzazione di quell’obiettivo”.
  Il sottosegretario britannico allo Sviluppo internazionale, H. E. Michael Foster

 

Ifad: un codice etico per i predoni di terre
 
Roma, 18 nov - (Agenzia Nova) - "Ci auguriamo di poter approvare un nuovo codice di condotta contro l’esproprio di terre nei paesi in via di sviluppo entro la metà del 2010. E’ quanto affermato dal presidente aggiunto dell’Ifad, Kevin Cleaver, in un’intervista in cui ha sottolineato la necessità di combattere l'accaparramento di terreni agricoli da parte delle multinazionali straniere e dei fondi di investimento”.
 
“Le opportunità offerte da fondi di investimento e multinazionali nei paesi emergenti possono portare nuove infrastrutture e più lavoro – ha aggiunto Cleaver -  tuttavia non devono togliere la terra alle comunità locali e ai piccoli contadini”. In alcuni paesi, in particolare in Africa e Sud America, le azioni delle compagnie internazionali possono rivelarsi negative: "è per questo motivo – ha concluso Cleaver – che si rende necessario un codice di comportamento etico per tutelare i diritti delle popolazioni rurali”.
  Il presidente aggiunto dell'Ifad, Kevin Cleaver
 
Fao: la discriminazione delle donne ostacola lo sviluppo
 

Roma, 18 nov - (Agenzia Nova) - Le donne vengono discriminate anche nella fame. Lo afferma Marcel Villareal, direttrice del dipartimento Fao per il "Genere, le pari opportunità e l'occupazione rurale", in una breve intervista in cui sottolinea come il vertice conclusosi oggi a Roma abbia affrontato tra i suoi temi proprio il problema dell'accesso delle donne al cibo e ai mercati alimentari.

"L'uguaglianza di genere nell'accesso alle infrastrutture e alla produzione alimentare è fondamentale - afferma la Villareal - e per ridurre la fame nel mondo è necessario affrontare la questione femminile, come sottolineato durante il pre-vertice delle first ladies". La Villareal ha ricordato che la Fao dispone di un budget per garantire che tutti gli obiettivi strategici dell'organizzazione tengano conto anche della questione femminile. "Non saremo in grado di raggiungere i nostri obiettivi strategici in tutti i settori di nostra competenza - ha concluso l'esperta - se non affrontiamo il problema della discriminazione di genere".

 

Summit delle first ladies alla Fao

 
Ong:  3 in pagella per il vertice Fao
 
Roma, 18 nov - (Agenzia Nova) - Un deludente 3 in pagella è il voto che Oxfam e Ucodep (due delle maggiori organizzazioni internazionali per la cooperazione allo sviluppo) assegnano al vertice della Fao sulla sicurezza alimentare. "Mentre i delegati fanno le valigie senza aver affrontato molte delle grandi sfide sulla fame - si legge in un comunicato delle due organizzazioni - il vertice lascia in eredità un solo motivo di ottimismo: l'avvio di un processo di riforma della governance alimentare globale".
 
"Ci aspettavamo di più - afferma il portavoce di Oxfam International, Gawain Kripke - la risposta dei governi riuniti alla Fao non è adeguata al problema della fame. La quasi totale assenza dei leader dei paesi ricchi ha mandato un messaggio di sfiducia già dall'inizio e il vertice ha raggiunto pochi apprezzabili risultati". Secondo le due Ong nessuno degli obiettivi chiave del vertice e' stato ottenuto: né per quanto riguarda i fondi e le risorse finanziarie stanziate per combattere la fame, né sul piano della lotta ai cambiamenti climatici e lo sviluppo di un'agricoltura sostenibile.
  Il responsabile della divisione per la sicurezza alimentare di Oxfam, Chris Leather

 

Medici senza Frontiere: fallita la lotta alla malnutrizione infantile
 

Roma, 18 - nov - (Agenzia Nova) - La comunità internazionale, per l’ennesima volta, non riesce a impegnarsi per affrontare la malnutrizione infantile: lo affermano l’ong Medici Senza Frontiere (Msf) in un comunicato di commemto al vertice Fao sulla fame. I leader mondiali non sono nemmeno riusciti a stanziare fondi per affrontare direttamente il problema della malnutrizione, nonostante la promessa di 20 miliardi di dollari per sostenere la sicurezza alimentare fatta al G8 all’Aquila quest’anno, afferma l’organizzazione umanitaria.

 

Il vertice ha fallito clamorosamente nel proteggere i più vulnerabili: sono stati trascurati i milioni di bambini sotto i cinque anni (tra i 3,5 e i 5 milioni) che ogni anno muoiono a causa della malnutrizione. Nel 2008, Medici Senza Frontiere ha curato oltre 300 mila bambini malnutriti nel mondo. Le sue équipes sono state testimoni dei danni causati da un’assistenza alimentare inefficace, nonostante l’esistenza di un consenso scientifico su come prevenire la malnutrizione. Un rapporto di Msf presentato a Roma la settimana scorsa ha dimostrato come dei miliardi di dollari stanziati dai governi dei Paesi appartenenti all’Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) per i programmi di assistenza alimentare e sicurezza alimentare, solamente l’1,7 per cento affronta direttamente la malnutrizione infantile.

  Bambini africani in attesa di un pasto
 
L'arcivescovo di Durban: non servono gli ogm, ma l’acqua
 
Roma, 18 - nov - (Agenzia Nova) - “Dalle prime informazioni che ho potuto leggere sul vertice della Fao, ho l’impressione che questa organizzazione non conosca quelli che sono i veri problemi dell’alimentazione in Africa”. Lo ha detto il cardinale Wilfrid Fox Napier, arcivescovo di Durban (Sudafrica), commentando i risultati del summit della Fao sulla sicurezza alimentare, conclusosi a Roma.
 
L'alto prelato, che è stato presidente della Conferenza episcopale del Sudafrica, ha aggiunto che “agli africani non servono gli organismi geneticamente modificati, ma l’acqua. Abbiamo le nostre colture che crescono benissimo senza bisogno di modifiche genetiche, a patto che si dia loro l’acqua sufficiente. Insomma aiutateci a costruire pozzi, dighe e acquedotti; degli ogm non abbiamo bisogno”.
   L'arcivescovo di Durban, cardinale Wilfrid Napier