Vertice Fao: secondo giorno

Diouf: il testo della dichiarazione finale non fissa date, è grave
Roma, 16 nov - (Agenzia Nova) - Dopo la prima giornata di lavori del vertice Fao, il direttore generale Jacques Diouf esprime "rammarico e insoddisfazione" per l'assenza di un impegno preciso da parte della comunità internazionale, nella dichiarazione approvata stamattina dal summit sulla fame, a far fronte ai "44 miliardi di dollari l'anno da investire nell'agricoltura e nelle attività rurali".
 
"Non ho negoziato io il documento", ha dichiarato il diplomatico senegalese, "anzi ne sono stato escluso", dice, riconoscendo comunque che la dichiarazione costituisce "un passo avanti verso la completa eliminazione della fame". Per Diouf è poi motivo di soddisfazione che il testo "sia stato approvato all'unanimità". Quanto alla "chiara volontà di spazzare la fame dalla faccia della terra", aggiunge però subito dopo, "non si fissa una data". Inoltre "alcune proposte che avevo avanzato non sono state accolte". Se si fissa un obiettivo, dice "bisogna quantificare i termini, le scadenze, le quantità e le condizioni". Tuttavia, conclude il direttore generale della Fao, "bisogna anche accettare i fatti: io non ho negoziato, e chi lo ha fatto non è stato in grado di fissare una data".
  Il direttore generale della Fao, Jacques Diouf

 

Erdogan: la crisi è ingestibile, è necessario investire nell'agricoltura
 

Roma, 16 - nov - (Agenzia Nova) - "Il fatto che oltre un miliardo di persone vadano a letto ogni notte con la fame è inaccettabile", i problemi legati alla sicurezza alimentare "stanno diventando ingestibili": per questo è necessario "incoraggiare gli investimenti nel settore agricolo", ha detto il premier turco Recep Tayyip Erdogan. "Per risolvere questi problemi – ha sostenuto Erdogan nel suo intervento al vertice Fao di Roma – dobbiamo iniziare a incoraggiare gli investimenti nel settore agricolo", che a lungo termine potranno portare risorse anche a chi li fa ed eviteranno il ripetersi di crisi alimentari.

 

Il premier turco ha individuato fra le priorità un sostegno ai piccoli agricoltori che possa facilitare il loro accesso alla produzione, e ha sottolineato l'importanza della "tutela e utilizzo sostenibile della biodiversità come risorsa globale per produrre nuova materia alimentare che nutra la popolazione mondiale, affrontare l'insufficienza di cibo e sviluppare nuove specie che siano adatte all'ambiente e al cambiamento climatico". In questo settore la Turchia continuerà a lottare e cooperare con gli altri paesi, ha assicurato Erdogan, ricordando che Ankara ha garantito, nel 2008, aiuti internazionali allo sviluppo per 780 milioni di dollari e ha stanziato fondi considerevoli per progetti che coinvolgono la Fao. Da parte turca, ha aggiunto, non verrà mai a mancare "il pieno sostegno agli sforzi internazionali nel settore della sicurezza alimentare".

  Il Presidente turco, Recep Tayyip Erdogan
 
Mugabe: il G8 non usi la promessa di aiuti come strumento politico
 
Roma, 16 - nov - (Agenzia Nova) - I 20 miliardi di dollari promessi dal G8 dell'Aquila non devono essere usati come "arma politica". Lo ha detto il presidente dello Zimbabwe, Robert Mugabe, il cui discorso ha aperto a Roma la seconda giornata di lavori del vertice Fao sulla sicurezza alimentare. "Apprezziamo la decisione del G8 di stanziare 20 miliardi di dollari a sostegno dello sviluppo nei prossimi tre anni", ha detto. "Speriamo però che non siano strumentalizzati a livello politico, e che saranno diretti solo ad assistere i paesi in via di sviluppo per rafforzare strategie efficaci contro la fame".
 
Mugabe ha denunciato le sanzioni "illegali e disumane" imposte dai Paesi "occidentali e potenti" allo Zimbabwe. "Noi abbiamo compreso che dietro le politiche agricole rovinose e avverse alla natura dei potenti ci sono anche le politiche punitive portate avanti da certi paesi i cui interessi sono opposti alla nostra ricerca di una riforma agraria equa e giusta", ha proseguito. "Ci troviamo davanti a interventi molto ostili di questi stati che hanno imposto sanzioni unilaterali allo Zimbabwe. Questo ha avuto un impatto negativo sui nostri agricoltori che, nei piani dei nostri nemici neocolonialisti, dovrebbero fallire insieme alla nostra riforma agraria". Secondo il presidente dello Zimbabwe, da parte dell'Occidente c'è anche "il desiderio di renderci dipendenti dalle importazioni alimentari piuttosto che facilitare e promuovere la nostra capacità di produzione". Mugabe ha poi lanciato un appello per una rapida conclusione del "Doha round" nell'ambito dell'Organizzazione mondiale del commercio, "in modo che possa portare a una riforma equa e sostenibile delle politiche del commercio agricolo mondiale". Ha infine invitato la comunità internazionale ad aumentare gli investimenti a favore dei piccoli agricoltori, "specialmente le donne e i giovani".
  Il Presidente dello Zimbabwe, Robert Gabriel Mugabe

 

Zaia: dalla fame si esce solo grazie all'agricoltura
 
Roma, 16 nov - (Agenzia Nova) - Un forte richiamo all'identità e uno all'Enciclica "Caritas in veritate" e al discorso del Papa durante la prima giornata del vertice sono stati i capisaldi dell'intervento del ministro delle Politiche agricole e forestali, Luca Zaia, al vertice Fao sulla sicurezza alimentare. "Il Papa ha detto che il problema dell'insicurezza alimentare va affrontato in una prospettiva di lungo periodo - ha affermato Zaia - eliminando le cause strutturali che lo provocano e promuovendo lo sviluppo agricolo dei paesi più poveri mediante investimenti in infrastrutture rurali, in sistemi di irrigazione, in trasporti, in organizzazione dei mercati, in formazione e diffusione delle tecnologie agricole appropriate".
 
Dalla fame, secondo Zaia, si esce solo grazie all'agricoltura. "Bisogna dare la possibilità all'Africa di nutrire i suoi figli con i prodotti della sua terra, con il frutto del sudore e della fatica degli agricoltori e di un'agricoltura che sia espressione delle rispettive comunità locali. Per fare questo bisogna puntare sui piccoli agricoltori, sulle donne e sui giovani, potenziando il loro accesso alla terra". A margine del vertice, Zaia ha incontrato poi i suoi omologhi di Angola, Australia, Sudan, Ghana, Capo Verde e Autorità nazionale palestinese, per aprire nuovi processi di cooperazione bilaterale nel settore dello sviluppo rurale e dell'imprenditoria agricola locale.
  Il ministro italiano dell'Agricoltura, Luca Zaia
 
La direttrice del Pam: rivoluzionare la cooperazione allo sviluppo
 

Roma, 16 nov - (Agenzia Nova) - La Fondazione Bill & Melinda Gates ha avviato recentemente un'iniziativa pubblico-privata destinata a trasformare l'agricoltura rurale nelle aree piú svantaggiate dell'Africa e dell'America Latina, aiutando i piccoli agricoltori a vendere i loro surplus di raccolto a prezzi competitivi. "Piuttosto che distribuire cibo alle nazioni affamate, questa partnership tra la fondazione statunitense e il Programma alimentare mondiale dell'Onu consente di costruire una infrastruttura agricola nel mondo in via di sviluppo. "Una rivoluzione negli aiuti alimentari - afferma Josette Sheeran, direttrice esecutiva del Pam - che ha giá dato risultati concreti, trasformando gli aiuti alimentari in un bene d'investimento che non solo risolve i problemi attuali, ma produce soluzioni anche per quelli futuri".

 

In tale contesto, il vertice mondiale sulla sicurezza alimentare rappresenta un'occasione per rilanciare iniziative come quella del "Grandmother food aid" (il progetto della Fondazione Gates). "Fill the cup" è una delle nuove iniziative lanciate dal Pam: "Grazie al nostro progetto Fill the Cup - spiega la Sheeran - abbiamo giá sfamato migliaia di bambini in tutto il mondo e ci auguriamo che, grazie alla campagna di sensibilizzazione internazionale, l'attenzione dei paesi donatori nei confronti del mondo in via di sviluppo resti alta".

 

La direttrice del Pam, Josette Sheeran

 
Il ministro dell'agricoltura egiziano: relazioni eccellenti con l'Italia
 
Roma, 16 nov - (Agenzia Nova) - La sicurezza alimentare è un problema che ci riguarda tutti e che per troppo tempo  stato oscurato da altre crisi, come la recessione economica internazionale. E' quanto affermato dal ministro dell'Agricoltura egiziano, Amin Ahmed Mohammed Osman Abaza, in una breve intervista a Agenzia Nova, in cui ha sottolineato come il problema della fame sia risolvibile solo attraverso un'azione concertata della comunità internazionale.
 
"Non si può venire alla Fao ogni due anni - ha spiegato il ministro - e tornare nei nostri  rispettivi paesi dimenticando le promesse e gli impegni assunti". Secondo Abaza è pertanto fondamentale adottare dei provvedimenti concreti per affrontare la crisi alimentare ed evitare conseguenze disastrose. "Bisogna puntare sulla cooperazione, anche a livello bilaterale", ha spiegato Abaza, ricordando come i rapporti tra il Cairo e Roma siano eccellenti e consolidati. "Solo un mese fa abbiamo firmato nuovi accordi di cooperazione con il ministro (dell'Agricoltura italiano) Luca Zaia - ha concluso Abaza - e confermato la lunga relazione   di  amicizia che lega i nostri due paesi".
  Il ministro dell'Agricoltura egiziano, Amin Abaza

 

La portavoce delle Ong: basta con l'esproprio delle terre
 

Roma, 16 - nov - (Agenzia Nova) - Le compagnie minerarie internazionali stanno privando le popolazioni indigene del Per e di altre nazioni dell'America Latina delle loro terre e delle risorse idriche e alimentari indispensabili per la loro sopravvivenza. Lo afferma Marlene Conojhuillca Quispe, portavoce delle Ong e della Confederazione nazionale agraria del Perù, illustrando gli obiettivi del suo gruppo nell'ambito del vertice Fao sulla sicurezza alimentare. "Quello che chiediamo  il diritto di continuare a vivere nelle nostre terre - afferma la portavoce del movimento peruviano - e di non vederci rubare le risorse necessarie per la nostra sopravvivenza".

 

"Abbiamo già creato una piattaforma nazionale per l'approvazione di nuove leggi che tengano conto dell'autodeterminazione delle popolazioni e del rispetto dei trattati internazionali che i nostri governi firmano", ha aggiunto la Quispe, ricordando la strage della "Curva del Diablo", quando un numero imprecisato di indios amazzonici ha perso la vita in scontri con la polizia nella zona di Bagua, in Perù. "Ci auguriamo che presto venga fatta luce sulla mattanza della Curva del Diablo - ha concluso l'attivista peruviana - attraverso un'inchiesta giudiziaria che individui tutti i colpevoli".

  Occupazione delle terre in Brasile
 
Diouf in sala stampa non risponde alle domande dei giornalisti
 
Roma, 16 - nov - (Agenzia Nova) - Accompagnato dal responsabile della comunicazione della Fao, il direttore generale dell'agenzia Onu per l'agricoltura e l'alimentazione, Jacques Diouf, ha fatto una breve apparizione nella sala stampa allestita in occasione del vertice di Roma. Dopo avere stretto mani e scambiato qualche battuta con i reporter, Diouf ha evitato di rispondere a domande dirette sui temi dell'assise. In mattinata, lo stesso direttore aveva lamentato la scarsa concretezza della dichiarazione finale del vertice, non nascondendo la sua insoddisfazione per gli impegni assunti finora dai paesi partecipanti.
 
   

Le rivendicazioni delle Ong
 
Roma, 16 nov - (Agenzia Nova) - Il cibo non può essere usato come arma politica. Così scrivono in un comunicato gli oltre 640 delegati provenienti da 93 paesi e rappresentanti di 450 organizzazioni di contadini, agricoltori, piccoli produttori e pescatori, pastori, indigeni, donne, giovani, braccianti agricoli e ong locali e internazionali, che si sono riuniti a Roma dal 13 al 17 novembre per un forum parallelo al vertice della Fao sulla sicurezza alimentare. Nella dichiarazione emessa al termine del Forum, le ong reclamano "la sovranità alimentare" come vera soluzione alla fame nel mondo. "Sovranità alimentare vuol dire trasformare l'attuale sistema alimentare per assicurare che tutti i produttori abbiano uguale accesso alla terra, alla produzione agricola e alla biodiversità".
 
I governi devono quindi rispettare, proteggere e sostenere il diritto ad una nutrizione adeguata, disponibile e culturalmente accettabile."I governi hanno il dovere di fornire aiuti d'emergenza - continua il comunicato - ma questo non deve minare la sovranità alimentare e i diritti umani. E' necessario che gli aiuti arrivino il più possibile a livello locale e che non vengano usati per costringere i paesi ad accettare l'utilizzo di organismi geneticamente modificati". Bisogna quindi combattere la violazione dei diritti delle persone, sia a livello rurale che urbano, la confisca e l'alienazione delle terre e di altre risorse, così come la manipolazione demografica e la deportazione forzata di intere popolazioni.
  La conferenza dlle Ong 
 
Prezzi alimentari ancora troppo alti nei paesi poveri
 

Roma, 16 nov - (Agenzia Nova) - Nei paesi poveri, importatori netti di alimenti, i prezzi alimentari continuano a rimanere alti, nonostante la buona produzione cerealicola registrata nel 2009: è quanto ha denunciato la Fao nel suo rapporto "Crop Prospects and Food Situation" (Prospettive dei raccolti e situazione alimentare).Una situazione di grave insicurezza alimentare colpisce al momento 31 paesi che per questo necessitano di aiuti d'emergenza. La situazione  particolarmente grave in Africa orientale dove a causa della siccità e dei conflitti in corso circa 20 milioni di persone hanno bisogno di aiuti alimentari.

 

Nonostante i prezzi alimentari a livello internazionale siano calati in modo significativo rispetto ai picchi raggiunti un paio d'anni fa, i prezzi del grano e del mais in ottobre sono saliti e quelli del riso di esportazione rimangono più alti dei livelli ante crisi."Per le popolazioni più povere, il cui bilancio familiare viene speso sino all'80 per cento per il cibo, la crisi dei prezzi alimentari non  ancora finita", ha detto Hafez Ghanem, vicedirettore generale della Fao. "Oggi, per combattere fame e povertà, la priorità a livello mondiale è incrementare gli investimenti nel settore agricolo dei paesi in via di sviluppo".

 

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Unicef: 200 milioni di bambini soffrono di ritardi nella crescita
 
Roma, 16 nov - (Agenzia Nova) - "Nei Paesi in via di sviluppo circa 200 milioni di bambini sotto i cinque anni soffrono di ritardi nella crescita come conseguenza della denutrizione cronica infantile e materna. La denutrizione contribuisce a determinare più di un terzo del totale dei decessi dei bambini sotto i cinque anni", ha reso noto il Presidente dell'Unicef Italia Vincenzo Spadafora. "La denutrizione - ha aggiunto - spesso risulta invisibile fino a quando non diventa grave, e i bambini che appaiono sani, possono, in realtà, essere esposti a seri rischi e danni permanenti per la loro salute e per il loro sviluppo".
 
Tuttavia la riduzione o addirittura l'eliminazione della denutrizione è possibile. Enormi passi avanti sono stati fatti, in tutto il mondo, attraverso l'attuazione di semplici misure, compresa la fornitura di micronutrienti per le popolazioni più vulnerabili di tutto il mondo. Grazie alla fornitura di sale iodato e di vitamina A, sono stati compiuti notevoli progressi che hanno contribuito a ridurre la mortalità infantile e neonatale. Nei Paesi meno sviluppati del mondo, la percentuale di bambini sotto i cinque anni che ha ricevuto dosi adeguate di vitamina A  pi che raddoppiata, dal 41per cento nel 2000 all'88 per cento nel 2008.
 
Di tutti gli interventi messi in atto, l' allattamento esclusivo al seno durante i primi sei mesi di vita del bambino - integrato con alimenti nutrizionali adeguati - può avere un impatto significativo sulla sopravvivenza dei bambini, potenzialmente può ridurre la mortalità infantile sotto i cinque anni del 12-15 per cento nei paesi in via di sviluppo. Progressi importanti sono stati compiuti in Asia e in Africa, dove vive il 90 per cento dei bambini rachitici. In Asia i dati sull'incidenza del rachitismo sono scesi da circa il 44 per cento nel 1990 al 30 nel 2008, mentre in Africa sono scesi da circa il 38 per cento nel 1990 al 34 nel 2008.
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Non tutto va male, i casi di Armenia, Brasile, Nigeria e Vietnam
 

Roma, 16 - nov - (Agenzia Nova) - L'aumento dei dati globali sulla fame, che registrano oltre un miliardo di persone sottonutrite nel mondo, maschera il fatto che 31 Paesi, su 79 monitorati dalla Fao, a partire dagli anni Novanta hanno registrato un calo significativo del numero delle persone con carenze alimentari. Un rapporto dal titolo "Pathways to Success" (La strada verso il successo), mette in luce i progressi fatti da 16 di questi Paesi, che hanno già raggiunto l'obiettivo di dimezzare la fame entro il 2015, o sono sulla strada giusta per farlo.

 

Il rapporto Fao analizza in dettaglio i fattori di fondo che sottostanno al successo di quattro paesi nel ridurre in modo significativo la fame: Armenia, Brasile, Nigeria e Vietnam. Il Vietnam viene citato nel rapporto come esempio di difesa dei risultati. Il rapporto mostra come di fronte alla minaccia del virus della Sars (la sindrome respiratoria acuta e grave) di qualche anno fa il paese abbia velocemente riorganizzato il settore aviario e rafforzato i servizi veterinari per evitare che malattie di origine animale potessero mutare in epidemie umane. Con lungimiranza, il governo armeno - segnala inoltre il rapporto - ha dato la massima priorità agli investimenti per migliorare l'infrastruttura idrica del paese, in totale stato di abbandono. "Con l'attuale sistema di irrigazione oltre il 50 per cento dellacqua trasferita va perduto", fa notare il rapporto.

 

Oltre ai quattro paesi citati sopra, il documento Fao esamina come tre altri Paesi - Algeria, Malawi e Turchia - siano riusciti a fare del proprio settore agricolo un'importante fonte di crescita e di guadagno grazie alle esportazioni, elementi che a loro volta hanno contribuito a ridurre fame e povertà e ad assicurare una maggiore offerta di cibo a livello globale.

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