Vertice Fao: primo giorno

 

Vertice Fao: sessanta capi di stato, ma mancano i grandi
Roma, 16 nov - (Agenzia Nova) - Con la cerimonia inaugurale aperta dal direttore generale della Fao, Jacques Diouf, è iniziato oggi a Roma il vertice mondiale sulla sicurezza alimentare. All'intervento di Diouf hanno fatto seguito - secondo il programma fissato dall'organizzazione - l'intervento del presidente del Senato italiano, Renato Schifani, e quello del segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon. Subito dopo, l'intervento del sindaco di Roma, Gianni Alemanno, e l'elezione del presidente della sessione, cioè il premier italiano Silvio Berlusconi in qualità di presidente del Consiglio del paese ospitante. Sempre questa mattina è intervenuto Papa Benedetto XVI, seguito dall'adozione della dichiarazione del summit e dell'agenda dei lavori. Nella dichiarazione, la comunità internazionale si impegna a stringere i tempi, si legge nella bozza, per "fermare immediatamente l'aumento degli affamati nel mondo e, contemporaneamente, diminuirne significativamente il numero".
 
Domani si parlerà di riforma della governance mondiale della sicurezza alimentare, di cambiamento climatico e delle sfide che si prospettano per l'agricoltura e la sicurezza alimentare, con uno sguardo alla realtà dei biocarburanti che registrano un crescente trend produttivo e possono perciò mettere a rischio la sicurezza alimentare, se non si governa il boom in modo sostenibile. Mercoledì 18 si affronterà la discussione su come migliorare la sicurezza alimentare mondiale, con considerazioni rivolte in particolare allo sviluppo rurale e dei piccoli proprietari agricoli. Una conferenza stampa di Diouf chiuderà il summit.
 
Il popolo degli affamati cresce. Nel '96 erano 860 milioni le persone prive di cibo sufficiente, nel '98 sono diventate 920 milioni, per arrivare oggi a un miliardo. Il mondo sembra impotente a fermare la tragedia. Sono oltre sessanta i capi di stato convenuti a Roma per parlarne. Molti, certo: ma mancano proprio i più importanti, quelli che davvero contano e possono influire sulle scelte e politiche sostanziali. Spicca l'assenza di quasi tutto l'Occidente. Non si sono affacciati insomma proprio i leader dei paesi ricchi, quelli che soprattutto dovrebbero mostrare il loro impegno e la loro generosità per finanziare, se non proprio i 44 miliardi di dollari ritenuti necessari per il sostegno dei piccoli agricoltori nei paesi poveri, almeno i 20 miliardi promessi lo scorso luglio al G8 dell'Aquila. A Roma non sono venuti né il presidente americano Barak Obama né quello francese Nicolas Sarkozy, così come non è prevista la presenza del premier britannico Gordon Brown o della cancelliera tedesca Angela Merkel. Soltanto il premier italiano Silvio Berlusconi ha rappresentato al massimo livello il G8, il club dei Paesi ricchi, facendo gli onori di casa perché il presidente della Repubblica, Giorgio Napoletano (che ha inviato un messaggio), è in visita di stato in Turchia. Sono intervenuti comunque, fra gli altri, il presidente della Commissione europea, Josè Manuel Durao Barroso, il presidente brasiliano, Inacio Lula da Silva, e quello egiziano, Hosni Mubarak.
  Jacques Diouf dà il benvenuto al Papa

 

I "cinque punti" di Roma
 

Roma, 16 - nov - (Agenzia Nova) - I partecipanti al vertice Fao di Roma hanno approvato per acclamazione una Dichiarazione sulla sicurezza alimentare che cita, fra i principali obiettivi, quello del dimezzamento della povertà entro il 2015 (già cardine degli "Obiettivi del millennio"). Nel testo non è citato nessun nuovo impegno finanziario, bensì cinque azioni da mettere in campo per combattere la fame per cui si chiede ai governi di assicurare ai Paesi in via di sviluppo i fondi promessi.

Nella dichiarazione, in 41 paragrafi, dopo il preambolo e una definizione degli obiettivi sono ripresi i cinque principi sulla food security del G8 dell'Aquila, che diventano i "Five Rome principles for sustainable food security" (i 5 principi di Roma per una sicurezza alimentare sostenibile): 1) Sostenere la responsabilità dei governi nazionali e la necessità di investire nei programmi di sviluppo rurale come predisposti dai singoli governi; 2) Maggiore coordinamento tra strategie nazionali, regionali e globali per un migliore impiego delle risorse; 3) Un approccio "binario" che consiste in un'azione diretta per rispondere all'emergenza alimentare immediata, ma anche nell'adozione di programmi a medio e lungo termine per eliminare le cause di fondo della fame e povertà; 4) Vigilare perché il sistema multilaterale giochi un ruolo centrale grazie a miglioramenti continui dell'efficienza, della reattività, del coordinamento e dell'efficacia delle istituzioni multilaterali (in questo punto viene affrontata anche la questione della riforma della Fao e si sottolinea come la realizzazione dei vari impegni di aiuto assunti dai governi - da ultimo nella dichiarazione del G8 a L'Aquila - sia "cruciale"; 5) Garantire un impegno sostenuto e sostenibile da parte di tutti i partner a investire nell'agricoltura e nella sicurezza alimentare in maniera tempestiva e affidabile, con lo stanziamento delle risorse necessarie dell'ambito di piani e programmi pluriennali.

  Uno dei gruppi di lavoro del vertice
 
Diouf: passare dalle promesse ai fatti
 
Roma, 16 - nov - (Agenzia Nova) - Il G8 dell'Aquila è stato "un segnale incoraggiante", ma i 20 miliardi di dollari stanziati per la sicurezza alimentare sono "ancora promesse che devono materializzarsi". Lo ha sottolineato il direttore generale della Fao, Jacques Diouf aprendo i lavori del vertice di Roma. Secondo Diouf, le risorse finanziarie devono essere tradotte in "concreti finanziamenti" da convogliare in "indirizzi, strumenti e infrastrutture per la stagione di semina che inizierà il prossimo marzo nell'emisfero nord". I paesi sviluppati, ha proseguito il diplomatico senegalese, devono "devolvere più fondi dai loro budget all'agricoltura, in linea con il contributo del settore al Pil nazionale, i guadagni dell'export e lo sviluppo di reddito e di occupazione".
 
Per sradicare la fame, ha ribadito Diouf, deve aumentare drasticamente la percentuale degli Aiuti allo sviluppo (Oda) che ogni paese investe nel settore rurale e agricolo. "Gli investimenti privati - ha aggiunto - dovrebbero essere incoraggiati, sia a livello nazionale che internazionale. Devono perciò essere introdotti rilevanti incentivi".
  L'intervento del direttore generale, Jacques Diouf

 

 

Ban Ki-moon: senza un accordo sul clima, nessuna sicurezza alimentare
 
Roma, 16 nov - (Agenzia Nova) - "Non può esserci sicurezza alimentare senza sicurezza climatica": lancia l'allarme contro il riscaldamento globale il segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon intervenendo all'apertura del vertice Fao sulla sicurezza alimentare. "L'evento di oggi è fondamentale", spiega Ban, "e lo stesso sarà la conferenza sul clima il mese prossimo a Copenaghen". In quell'occasione, servirà "un accordo globale che fornisca solide fondamenta a un trattato legalmente vincolante sul cambiamento climatico". "Oggi moriranno di fame più di 17 mila bambini: uno ogni cinque secondi, 6 milioni in un anno", ha fatto Ban. "Il mondo ha cibo più che sufficiente, e malgrado ciò oltre un miliardo di persone sono affamate. Questo è inaccettabile". "Ieri ho digiunato, non è stato facile" ha proseguito il segretario dell'Onu, che ha aderito all'appello del direttore generale della Fao Jacques Diouf per una giornata di sciopero della fame alla vigilia del summit. "Per troppe persone", ha detto ancora, "vivere senza cibo è una realtà quotidiana". Per il numero uno dell'Onu, "la crisi alimentare odierna è un campanello d'allarme per il domani".
 
"Entro il 2050 il nostro pianeta ospiterà 9,1 miliardi di persone, oltre 2 miliardi più di adesso" ha ricordato Ban. "Mentre la popolazione mondiale sta crescendo, cambiano le condizioni climatiche e sappiamo che entro il 2050 avremo bisogno di oltre il 70 percento di cibo in più". Il riscaldamento globale influisce negativamente sull'agricoltur, in particolare nei paesi poveri. Per questo "dobbiamo ridurre le emissioni che provocano l'effetto serra”, aggiunge Ban all'indomani dell'incontro a Singapore fra il presidente americano Barack Obama e il leader cinese Hu Jintao, dal quale è uscito un rallentamento rispetto ai progetti dell'Ue sui tagli ai gas inquinanti. "Dobbiamo mantenere l'aumento della temperatura globale sotto i due gradi centigradi, dobbiamo aiutare i più vulnerabili ad adattarsi", dice ancora il segretario dell'Onu, invitando i leader mondiali a "trovare una soluzione per le questioni politiche fondamentali che stanno al cuore di un accordo globale sul clima".
 
Secondo Ban, il vertice Fao di questa settimana, la riunione del mese prossimo sui mutamenti climatici e il summit del settembre 2010 sugli Obiettivi del Millennio dovranno "definire un'unica visione globale". E, soprattutto, "dovranno produrre reali, per le persone che hanno bisogni reali. Risultati per il miliardo di persone che oggi soffrono di fame". Nell'ultimo anno, ha riconosciuto il segretario generale dell'Onu, c'è stato "qualche progresso". Le nazioni hanno messo la sicurezza alimentare in cima all'agenda, ci sono stati "sforzi coraggiosi per mobilitare più risorse finanziarie, migliorare le politiche, costruire partnership" e si è convenuto sulla "necessità di riformare il modo in cui è governata l'agricoltura globale". In questo contesto, al summit del G8 dell'Aquila "ventisei Paesi e 14 organizzazioni internazionali hanno promesso 20 miliardi di dollari per mettere in atto piani nazionali di sicurezza alimentare" nei paesi in via di sviluppo, ha constatato il segretario generale dell'Onu, che ha espresso apprezzamento, su questo dossier, per "la leadership del presidente americano Barack Obama e del presidente del Consiglio italiano Silvio Berlusconi".
  Il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon
 
Il papa: niente più opulenza e sprechi, serve cooperazione
 

Roma, 16 nov - (Agenzia Nova) - "Non è possibile continuare ad accettare opulenza e spreco, quando il dramma della fame assume dimensioni sempre maggiori": il Papa è intervenuto al vertice della Fao con un discorso che tocca tanto l'analisi geopolitica quanto l'esortazione morale. Non ha mancato, tuttavia, di entrare nei dettagli dei problemi economici, commerciali, agricoli. Benedetto XVI chiede che si eviti che "la diminuzione dell'apporto dei donatori crei incertezze nel finanziamento delle attività di cooperazione", che sia "favorito l'accesso al mercato internazionale dei prodotti provenienti dalle aree più povere", denunciando "l'aumento dei prezzi dei prodotti alimentari" e il "ricorso a certe forme di sovvenzioni che perturbano gravemente il settore agricolo".

"La comunità internazionale sta affrontando in questi anni una grave crisi economico-finanziaria. Le statistiche testimoniano la drammatica crescita del numero di chi soffre la fame e a questo concorrono l'aumento dei prezzi dei prodotti alimentari, la diminuzione delle disponibilità economiche delle popolazioni più povere, il limitato accesso al mercato e al cibo", rileva il Papa. "Tutto ciò, mentre si conferma il dato che la terra può sufficientemente nutrire tutti i suoi abitanti. Infatti, sebbene in alcune regioni permangano bassi livelli di produzione agricola anche a causa di mutamenti climatici, globalmente tale produzione è sufficiente per soddisfare sia la domanda attuale, sia quella prevedibile in futuro. Questi dati indicano l'assenza di una relazione di causa-effetto tra la crescita della popolazione e la fame, e ciò è ulteriormente provato dalla deprecabile distruzione di derrate alimentari in funzione del lucro economico". Citando la propria enciclica "Caritas in veritate", Benedetto XVI sottolinea: "La fame non dipende tanto da scarsità materiale, quanto piuttosto da scarsità di risorse sociali, la più importante delle quali è di natura istituzionale. Manca, cioè, un assetto di istituzioni economiche in grado sia di garantire un accesso al cibo e all'acqua regolare e adeguato, sia di fronteggiare le necessità connesse con i bisogni primari con le emergenze di vere e proprie crisi alimentari".

Secondo il papa, per combattere la crisi alimentare e per tutelare l'ambiente "non bastano normative, legislazioni, piani di sviluppo e investimenti, occorre un cambiamento negli stili di vita personali e comunitari, nei consumi e negli effettivi bisogni, ma soprattutto è necessario avere presente quel dovere morale di distinguere nelle azioni umane il bene dal male per riscoprire così i legami di comunione che uniscono la persona e il creato". La tutela ambientale, per il Papa, si pone come una sfida attuale per garantire uno sviluppo armonico, rispettoso del disegno della creazione di Dio e dunque in grado di salvaguardare il pianeta. Se l'umanità intera è chiamata ad essere cosciente dei propri obblighi verso le generazioni che verranno, è anche vero che sugli Stati e sulle Organizzazioni Internazionali ricade il dovere di tutelare l'ambiente come bene collettivo". E' sul piano etico e religioso che il discorso del papa si fa più sentito. Benedetto XVI punta il dito contro le iniquità di un sistema economico che continua a creare squilibri "tra e nelle nazioni", contesta quanti trattano il problema della fame con "un senso di rassegnato sconforto se non addirittura di indifferenza", ricorda che "la terra può sufficientemente nutrire tutti i suoi abitanti" ed esorta la comunità internazionale ad adottare "nuovi parametri" etici per una cooperazione tra "paesi che si trovano in un differente grado di sviluppo", tanto più dopo la crisi economica e finanziaria.

Papa Ratzinger fa più volte riferimento alla sua recente enciclica "Caritas in veritate", che criticava il modello dello sviluppo invalso in Occidente, andato in crisi insieme al crollo della finanza “prassitaria”. Speculare sulle derrate alimentari, afferma, nasce dalla "persistenza di modelli alimentari orientati al solo consumo e privi di una prospettiva di più ampio raggio, fondati sull'egoismo". Per tutelare l'ambiente, afferma, serve "un cambiamento negli stili di vita" ma "soprattutto" bisogna "avere presente quel dovere morale di distinguere nelle azioni umane il bene dal male". Anche l'ecologia, insomma, deve essere "ecologia umana". Il pontefice cita il tema della vita, ma non si addentra in argomentazioni sulla bioetica, l'aborto e i programmi di controllo delle nascite promossi dall'Onu. "La Chiesa - assicura - non pretende di interferire nelle scelte politiche". Il Papa, però, tiene a sottolineare che la solidarietà di cui ha bisogno il mondo "si affida alla tecnica, alle leggi ed alle istituzioni" ma "non deve escludere la dimensione religiosa, con la sua potente forza spirituale e di promozione della persona umana".

 

Benedetto XVI interviene all'assemblea generale

 
Berlusconi: può essere l’anno della svolta nella lotta alla fame
Roma, 16 nov - (Agenzia Nova) - Il 2009 "può essere l'anno della volta per la sicurezza alimentare globale": lo ha affermato il presidente del consiglio italiano Silvio Berlusconi, nell'intervento preparato per il vertice Fao in corso a Roma. Discorso che il premier non ha pronunciato perché, ha detto, il direttore generale della Fao Jacques Diouf “era stato già molto esauriente”, ma che è stato distribuito in sala stampa.
 
Berlusconi ha ricordato che nel 2009 si è raggiunto il "massimo storico di oltre un miliardo di persone affamate", nonostante che l’anno prima il direttore della Fao avesse chiesto azioni e non parole: "Ho raccolto questa sfida e come presidente del G8 l'ho messa al centro dell'agenda del vertice dell'Aquila. Abbiamo riunito i ministri dell'agricoltura dei paesi industrializzati e di quelli emergenti, abbiamo coinvolto appieno nel dialogo gli organismi internazionali, le associazioni dei produttori e la società civile". I risultati sono stati la Dichiarazione adottata proprio all'Aquila da oltre 40 paesi e organismi e l'impegno "nero su bianco" per un fondo da 20 miliardi di dollari in tre anni. Altro passaggio importante, il vertice di Pittsburgh "con le nuove e stringenti regole internazionali allo scopo di ridurre la speculazione internazionale e il conseguente aumento dei prezzi delle risorse alimentari". Il meccanismo speculativo sui futures, infatti, non riguarda soltanto "petrolio, acciaio e rame, ma anche grano riso e soia". Dunque alle cose da fare nella lotta alla fame "va aggiunto anche il contrasto alla speculazione".
 
Berlusconi ha sottolineato poi la presenza al vertice Fao del Papa, di Ban Ki Moon e di molti capi di Stato e di governo: "Testimoniano una accresciuta consapevolezza mondiale su questo problema", che "ha cominciato a tradurre le parole in fatti anche attraverso la tappa del G8. Adesso c'è la disponibilità concreta di tutti a perseguire con tenacia e con strumenti adeguati l'obiettivo di garantire a centinaia di milioni di esseri umani, oltre al nutrimento, anche la dignità, la libertà, la speranza. E' quello che dobbiamo decidere e programmare concretamente in questo vertice, che mi auguro possa essere all'altezza della sfida".
  Silvio Berlusconi e Jacques Diouf

 

Gheddafi: rammarico per l’assenza dei paesi ricchi
 

Roma, 16 - nov - (Agenzia Nova) - Nel suo intervento al summit Fao sulla sicurezza alimentare, il leader libico e presidente dell'Unione africana Muammar Gheddafi ha espresso "rammarico" per l'assenza dei 'grandi' della Terra. "Questo summit - ha osservato - verte sulla mobilitazione di risorse e sforzi: e gli assenti sono proprio i paesi ricchi, segno della evidente loro mancanza di volontà di prendere parte a questo sforzo".

"Il messaggio è chiaro”, ha proseguito Gheddafi: “Hanno deciso di non prendere parte alla risoluzione del problema della sicurezza alimentare nel mondo e la conclusione è ovvia: nessuno ha intenzione di donare agli altri alcunché, e ogni promessa o dichiarazione sono vane". Nel suo breve intervento, il leader libico non ha mancato di accusare gli ex colonialisti di aver fatto "man bassa" delle risorse di America Latina e Africa, dopo aver invitato questi continenti a riscuotere "quanto loro dovuto".

Del resto, ha proseguito Gheddafi, tra le cause principali dell'emergenza alimentare c'è il comportamento delle "imprese diaboliche, monopoliste" produttrici delle sementi geneticamente modificate, o meglio, "migliorate". Il leader africano ha sollecitato dalla Fao un "aiuto per l'accesso alle sementi migliorate" da parte degli agricoltori africani e ha denunciato "i nuovi latifondisti che vengono dall'esterno dell'Africa per comprare terra a poco prezzo, sottraendola ai poveri Paesi africani".

  Il leader libico, Muhamar Gheddafi
 
Lula: per sconfiggere la fame, ispirarsi al modello brasiliano
 
Roma, 16 - nov - (Agenzia Nova) - La fame è "la più terribile tra le armi di distruzione di massa", ma può essere sconfitta seguendo il modello brasiliano: lo ha detto il presidente carioca Luis Inacio Lula da Silva nel suo discorso al summit della Fao sulla sicurezza alimentare, in corso a Roma. Un modello che ha debellato la malnutrizione nel più vasto paese dell’America latina.
 
"Io della fame e della povertà ho un'esperienza di vita vissuta" ha detto Lula. "Storicamente milioni di uomini e donne del mio paese sono stati scacciati dalla società in seguito a un modello di crescita che si concentrava sul credi¬to e generava terribili diseguaglianze. L'economia era organizzata per raggiungere solo il 60 per cento della popolazione brasiliana. Qualsiasi tentativo di strappare la restante popolazione alla povertà era visto come una forma di assitenzialismo o populismo". Oggi è diverso, ha detto il presidente brasiliano: "Stiamo forgiando una nazione prospera, sovrana e sempre più democratica". Un’esperienza, quella del Brasile, ha sottolineato Lula "che mostra come affrontare il problema della fame richieda volontà e determinazione politica. Sono state le decisioni politiche che ì hanno permesso al paese di raggiungere gli attuali risultati, grazie a una forte rete di previdenza sociale e incentivando programmi per l'agricoltura familiare, “componente essenziale di questa strategia”.
 
Il Brasile, ha aggiunto Lula, “ha trasferito senza condizioni la tecnologia di punta che ha influenzato la nostra agricoltura e condivso le sue politiche con gli altri". Per questo il ruolo delle Nazioni Unite e della Fao è decisivo per costruire un mondo senza fame. "La Fao", ha detto, "ha tutta la legittimità per partecipare a questo dibattito. Le attitudini isolate e volontaristiche sono prive di efficacia”, e vale soltanto l'azione coordinata e congiunta. "Non c'è una vera e propria scarsità di alimenti", ha detto Lula. “Nessuno ignora che la produzione è sufficiente ad alimentare tutta l’umanità”. Occorre perciò cooperare perché tutti abbiano ciò che è necessario. “Solo così apriremo il cammino verso un mondo più libero, giusto e democratico".
  Il Presidente brasiliano, Luis Inacio Lula da Silva

 

 

Mubarak: fissare una "road map" per sconfiggere la fame
 
Roma, 16 nov - (Agenzia Nova) - Un "programma di lavoro internazionale" che affronti la piaga della fame nel mondo attraverso "una visione complessiva": lo ha proposto, al vertice Fao sulla sicurezza alimentare in corso a Roma, il presidente egiziano Hosni Mubarak. "Bisogna superare la fase del dialogo verso misure serie e concrete che affrontino la causa della sicurezza alimentare sul piano realistico", ha osservato Mubarak, secondo cui "le cause della crisi alimentare sono chiare, e i modi per risolverla sono conosciuti". Per il presidente egiziano, serve innanzi tutto "un sostegno reale de parte dei paesi ricchi e avanzati ai paesi del mondo in via di sviluppo": in questo senso, l'impegno preso al G8 dell'Aquila per uno stanziamento di 20 miliardi di dollari nell'arco dei prossimi tre anni resta "in urgente necessità di esecuzione sul piano realistico" in modo che "comprenda un finanziamento aggiuntivo, e non un mero ricollocamento delle risorse". Oltre a ciò servirà "una revisione da parte dei paesi e delle istituzioni" degli stanziamenti, visto che "la parte destinata all'Agricoltura dagli aiuti ufficiali allo sviluppo si è ridotta dal 17per cento del 1980 a circa il 5 per cento al momento attuale".
 
"I paesi del mondo emergente aspirano al sostegno dei loro sforzi per lo sviluppo agricolo - ha fatto notare Mubarak - con ulteriori investimenti diretti e tecnologie avanzate, con maggiore sostegno ai loro sforzi per incrementare la produzione agricola, elevare la produttività, migliorare l'efficienza dell'uso delle acque e sviluppare i sistemi di irrigazione". Il terzo passaggio evidenziato dal capo di stato egiziano riguarda il clima. "I pericoli della situazione attuale della sicurezza alimentare - ha osservato - peggiorano con le ripercussioni negative del cambiamento climatico, e quanto ne consegue in termini di erosione delle coste, inondazioni, desertificazioni e inaridimento dei terreni". A poche settimane dal summit di Copenaghen, ha proseguito Mubarak, "confermo che la riuscita del vertice continuerà a dipendere dalla riuscita del consolidamento delle capacità dei Paesi in via di sviluppo a condizionarsi e trattare con le conseguenze dei cambiamenti climatici".
 
Il presidente egiziano ha poi messo l'accento sulla necessità di superare "le tecniche attuali del commercio mondiale dei prodotti agricoli", a cominciare dalle politiche protezionistiche che hanno "causato il maggior danno al settore dell'agricoltura nei paesi in via di sviluppo". La comunità internazionale dovrà poi "attivare misure a breve termine per affrontare la mancanza di cibo, oltre a rendere disponibile il sufficiente finanziamento per i meccanismi internazionali esistenti". Mubarak ha insistito infine sull'importanza di "un miglior livello di coordinamento" fra gli organismi internazionali impegnati nella lotta alla fame, esprimendo la convinzione che il Comitato per la sicurezza alimentare nella sua nuova forma sia diventato "qualificato a svolgere un ruolo fondamentale nell'auspicato partenariato mondiale".
 
Nel suo intervento Mubarak ha anche ricordato "la sempre più grave situazione umanitaria nella Striscia di Gaza" descrivendola come "conseguenza del perdurante blocco israeliano". Ha quindi rivolto un appello ai leader mondiali perché consolidino la loro "capacità di fornire gli aiuti alimentari e umanitari, in modo urgente ed efficace, portandoli alle categorie più bisognose e più esposte, in particolar modo le donne e i bambini".
  Il Presidente egiziano, Hosni Mubarak
 
Barroso: sicurezza alimentare e clima sono sfide interconnesse
 

Roma, 16 nov - (Agenzia Nova) - Un "sistema di allarme rapido", basato su dati scientifici, per la sicurezza alimentare. Lo ha proposto il presidente della Commissione Ue José Manuel Barroso, intervenendo al vertice Fao in corso a Roma. Nel suo discorso ai capi di Stato e di governo, Barroso ha attirato l'attenzione sul nesso tra sicurezza alimentare, sicurezza mondiale e lotta contro il cambiamento climatico. "Un mondo dove un miliardo di persone sono affamate – ha dichiarato - è non solo una macchia sulla nostra coscienza collettiva, ma anche una crescente minaccia per la nostra sicurezza mondiale. Come la lotta contro il cambiamento climatico, anche la lotta contro la fame non può aspettare: dobbiamo riuscire a dimezzare la fame nel mondo entro il 2015, secondo quanto previsto dagli Obiettivi di Sviluppo del Millennio".

"E per la sicurezza alimentare - ha proseguito Barroso – dobbiamo creare un sistema mondiale di allarme rapido basato su dati scientifici, simile a quello istituito nell'ambito della lotta contro il cambiamento climatico. Questa conferenza deve affrontare tre importanti questioni, che sono interconnesse: la sicurezza alimentare, il cambiamento climatico e la biodiversità. Queste sono sfide importanti e difficili - ha detto ancora il presidente della Commissione Ue - e io sono determinato ad affrontarle durante il prossimo mandato della Commissione europea".

 

Il presidente della Commissione Ue, José Manuel Durao Barroso

 

 

Pam: sicurezza alimentare una grande sfida per l’umanità
Roma, 16 nov - (Agenzia Nova) - La sicurezza alimentare è una delle sfide maggiori del secolo per l’umanità, per la cui soluzione tutti i paesi mondiali devono dare un contributo. Lo ha affermato il direttore esecutivo del Programma alimentare mondiale, Josette Sheeran, nel suo intervento di oggi al vertice della Fao sulla sicurezza alimentare. “Nel 2009 – ha affermato la Sheeran - gli aiuti destinati alla lotta alla fame sono aumentati grazie all’impegno dei donatori internazionali il cui appoggio è stato straordinario”. Da quando la crisi è iniziata tuttavia il numero delle persone affamate nel mondo è salito da 200 a oltre un miliardo di persone. “Solo in Africa – ha spiegato la direttrice della Pam – almeno 300 milioni di persone sono malnutrite. Le fasce più vulnerabili della popolazione mondiale sono colpite da una combinazione di aumento dei prezzi dei beni alimentari, crisi finanziaria e cambiamenti climatici”.
 
Il mondo però sa come combattere la fame e la malnutrizione: “Molte nazioni sanno come fermare la crisi – ha aggiunto la Sheeran – e nei decenni passati paesi in via di sviluppo come il Brasile, la Cina, il Vietnam, il Ruanda e il Malawi hanno fatto grandi progressi e salvato milioni di vite dalla malnutrizione”. Oggi sono necessari però approcci comprensivi e concertati alle sfide della sicurezza alimentare, nella consapevolezza che il vero problema attualmente è quello dell’accesso al mercato alimentare: “Il Pam – ha concluso la Sheeran - ha già avviato partnership innovative con fondazioni e altre organizzazioni internazionali per garantire l’accesso al mercato mondiale dei piccoli e medi agricoltori dei paesi emergenti. E’ fondamentale proseguire su questa strada per creare reti di cooperazione a livello nazionale e internazionale e sistemi di assistenza immediata alle fasce della popolazione mondiale più colpite dalla crisi”.
  Josette Sheeran, direttore esecutivo del Pam, con Jacques Diouf

 

Napolitano: serve un rinnovato impegno da parte dei paesi più ricchi
 

Roma, 16 - nov - (Agenzia Nova) - Per sconfiggere la povertà e la fame è tempo di un rinnovato impegno, specie dei paesi più ricchi, i grandi assenti al vertice della Fao in svolgimento Roma. L'appello è arrivato dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che si trova in vita di stato in Turchia, nel messaggio inviato al segretario generale delle Nazioni Unite, al direttore generale della Fao e alle Autorità partecipanti. "Nel 2009 – ha osservato Napolitano – circa un miliardo di persone ha sofferto la fame. Questa drammatica realtà, aggravata ulteriormente dalla crisi economica e finanziaria, non può lasciare indifferenti. Proprio la crisi economica e finanziaria insegna che ricchezza e benessere hanno valore se largamente e equamente distribuiti. E' tempo di un rinnovato impegno da parte della comunità internazionale, specie dei paesi più ricchi, per sconfiggere la povertà e per porre le basi di uno sviluppo sostenibile e diffuso".

"L'Italia – ha ricordato il capo dello Stato – è da sempre impegnata in prima fila, al fianco delle Nazioni Unite e della Fao, nel quadro del G8 e dell'Unione europea, per sconfiggere la fame nel mondo e per affermare ovunque i principi universali del diritto alla vita, alla dignità, a una condizione ambientale vivibile e a un modello di sviluppo che abbia a cuore l'elevamento della condizione umana". Nel messaggio, Napolitano ha espresso poi la propria fiducia "che i lavori del vertice faranno emergere preziose indicazioni per una rinnovata strategia mondiale sulla sicurezza alimentare".

  Il Presidente Napolitano al suo arrivo in Turchia
 
Schifani: eliminare la fame dal mondo è un imperativo etico universale
 
Roma, 16 - nov - (Agenzia Nova) - Eliminare la fame dal mondo è "un imperativo universale": per riuscirci bisogna coordinare gli sforzi per "evitare sprechi" e serve l'impegno "deciso" dei paesi in via di sviluppo. Lo ha sottolineato il presidente del Senato Renato Schifani aprendo il vertice mondiale della Fao sulla sicurezza alimentare: vertice che – ha detto – dovrà costituire una "tappa decisiva per l'affermazione concreta di una nuova governance globale per la sicurezza alimentare, per lo sviluppo agricolo e la nutrizione, in grado di rispondere alle grandi sfide poste dalla fame nel mondo".
 
Schifani ha ricordato l'impegno preso dalla comunità internazionale, ovvero "ridurre entro il 2015 la metà della percentuale della popolazione mondiale che soffre di fame". A maggior ragione ora che la "crisi alimentare scoppiata nei mesi precedenti", con i problemi aggravati dalla crisi finanziaria, ha fatto raggiungere "un picco storico che impone azioni mirate a superare l'emergenza. Uno sforzo che dovrà essere coordinato per risultare efficace ed evitare sprechi, e cui le istituzioni internazionali che hanno sede qui a Roma stanno dando e daranno un contributo essenziale, garantendo le necessarie forme di raccordo".
 
Ma oltre ad affrontare l'emergenza, bisogna mettere in campo "interventi strutturali": azioni "concrete", impegno "continuo e coerente della società civile e delle istituzioni", che dai Paesi dell'Africa "si estenda a tutte le aree del mondo nelle quali si registrano problemi strutturali di sottoalimentazione". Dunque servono "un incremento della produzione" alimentare e investimenti in "agricoltura sostenibile", tenendo presente che la fame nel mondo "non dipende solo dalla scarsità delle risorse ma anche e in maggior misura da problemi sociali e istituzionali".
  Il presidente del Senato, Renato Schifani, con Gheddafi in una foto d'archivio

 

 

Alemanno: sull’impegno contro la fame si misura la nostra dignità
 
Roma, 16 nov - (Agenzia Nova) - Sradicare la fame nel mondo "è un impegno su cui si misura la nostra dignità di esseri umani". Il sindaco di Roma Gianni Alemanno si è rivolto così all'assemblea riunita per il vertice mondiale della Fao sulla sicurezza alimentare. Alemanno ha chiesto risorse certe, perchè sui grandi obiettivi enunciati "manca l'indicazione dell'impegno finanziario", mentre bisogna fare in modo che "risorse adeguate sostengano gli Obiettivi del Millennio". Servono dunque risorse, ma anche una globalizzazione "umana": "Un'agricoltura forte e non sottomessa all'industria, una ricerca veramente al servizio dell'uomo, l'abolizione della brevettabilità del vivente". E soprattutto "è importante la voce degli agricoltori, in tutto il mondo". Solo così, e con una "retta politica", si può "scalare la grande montagna" e finalmente riuscire a dire: "Nessuno soffre la fame nel mondo".
  Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno